Salgono a 6 i comuni sciolti per infiltrazioni criminali nel 2021 Comuni commissariati

A luglio è stato deliberato il commissariamento per infiltrazioni di San Giuseppe Jato (Palermo): è il sesto caso del 2021. Complessivamente sono 214 i comuni attualmente sciolti in Italia, nella maggior parte dei casi per motivi politici.

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Prosegue il monitoraggio dell’osservatorio sui comuni commissariati. Un focus sugli scioglimenti degli enti locali e le loro cause, dai conflitti politici nella maggioranza, all’incapacità di approvare il bilancio, fino al caso più patologico: l’infiltrazione della criminalità organizzata. In collaborazione con Giulio Marotta.

Cos’è successo nell’ultimo mese

La novità più importante rispetto all’ultimo aggiornamento è che il consiglio dei ministri, l’8 luglio scorso, ha deliberato il commissariamento per infiltrazioni della criminalità organizzata di San Giuseppe Jato, nella città metropolitana di Palermo. Già sciolto a novembre scorso per dimissioni del sindaco, il comune siciliano è il sesto commissariamento per mafia avvenuto in Italia nel 2021.

Gli altri scioglimenti deliberati nell’ultimo mese, in base al testo unico degli enti locali e alla normativa delle regioni a statuto speciale, hanno riguardato 9 comuni.

I conflitti interni alle amministrazioni locali sono la prima causa di scioglimento anticipato.

Tali scioglimenti sono causati prevalentemente da ragioni politiche, in linea con la tendenza rilevata l’anno passato. In alcuni casi la crisi politica della maggioranza in consiglio comunale è stata conseguenza anche delle inchieste della magistratura.

Le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri si sono registrate a Tora e Piccilli (Caserta), Monte Compatri (Roma), Massarosa (Lucca). A Caglio (Como) si è verificata l’impossibilità di surrogare i consiglieri dimissionari. Tra i casi di dimissioni della maggioranza dei consiglieri si segnala anche quello del comune di Volla (Napoli), al momento disposto con provvedimento del prefetto anche se non ancora definito con decreto presidenziale.

Dimissionari i sindaci di Campagnano di Roma (Roma), San Giorgio di Nogaro (Udine), Bisignano (Cosenza), Decimoputzu (Sud Sardegna).

Si è verificato il decesso del sindaco di Bagnone (Massa Carrara), dove consiglio e giunta rimangono in carica fino al prossimo turno elettorale.

Da segnalare anche che i comuni di Mongiardino Ligure (Alessandria) e Militello Rosmarino (Messina, sciolto nel 2018 per dimissioni dei consiglieri) hanno fatto ricorso alle procedure di risanamento finanziario, previste dal testo unico sugli enti locali.

Gli enti locali attualmente sciolti

Salgono quindi a 214 i comuni attualmente sciolti. A questi si aggiungono le unioni dei comuni Valle del Giovenzano e Terre d’acqua, le aziende sanitarie calabresi commissariate per infiltrazioni mafiose oppure ai sensi della legge n. 60 del 2019 e della legge n. 181 del 2020, nonché le altre aziende sanitarie commissariate a vario titolo in diverse regioni italiane.

La mappa include i comuni sciolti dal governo nazionale e quelli deliberati dalle regioni a statuto speciale sulla base dei rispettivi ordinamenti (in giallo quelli commissariati a seguito dell’esito negativo delle ultime elezioni amministrative).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

Interessante osservare come emerga una spiccata concentrazione dei commissariamenti in corso soprattutto nelle regioni meridionali. Sicilia, Calabria e Campania coprono il 42,5% degli scioglimenti in essere, con rispettivamente 33, 31 e 27 scioglimenti. Quarti, con 16 scioglimenti ciascuno, Lombardia e Lazio.

33 scioglimenti di comuni in corso in Sicilia. Di questi, 14 sono per infiltrazioni.

Ma a variare tra i territori è soprattutto l'impatto dei commissariamenti per infiltrazioni criminali. Questi rappresentano il 48% degli scioglimenti in corso in Calabria (15 su 31), il 42% in Sicilia (14 su 33) e il 40% in Puglia (6 su 15). In Valle d'Aosta, dove sono in corso 2 scioglimenti, uno è per infiltrazioni (50%). Quote significative di scioglimenti per mafia anche in Basilicata (25%, 1 su 4) e Campania (18,5%, 5 su 27).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

Continua a crescere il numero degli enti locali sciolti

Con l'approvazione, a maggio, della legge 58/2021, le elezioni previste per la primavera sono state posticipate. Si svolgeranno dopo la pausa estiva (15 settembre - 15 ottobre), con la conseguente proroga delle amministrazioni in carica, sia quelle elettive, sia quelle a gestione commissariale.

Per questo motivo il numero degli scioglimenti in corso, esattamente come era avvenuto nel 2020, è destinato ad aumentare progressivamente nei prossimi mesi.

Il dato mostra gli scioglimenti in corso rilevati al primo di ogni mese, e nel conteggio sono inclusi quindi anche quelli relativi ad anni precedenti e non ancora terminati. Non va letto come numero di scioglimenti deliberati in una certa data. Per il mese in corso è presentato anche il dato più recente rilevato.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

Lo scorso anno il numero massimo di comuni sciolti anticipatamente è stato registrato a settembre (273 scioglimenti in essere). Il rinnovo dei consigli comunali attualmente sciolti avverrà in gran parte il prossimo autunno, nell’ambito del turno elettorale amministrativo, che coinvolgerà circa 1.350 comuni.

A questi ultimi, andranno sommati gli enti locali il cui iter di scioglimento è ancora in corso e che si concluderà entro il 27 luglio 2021.

Gli ultimi commissariamenti per infiltrazioni mafiose

San Giuseppe Jato è il sesto comune commissariato per infiltrazioni nel 2021, e il 357esimo scioglimento per questo motivo dal 1991 ad oggi.

Sono stati considerati tutti i commissariamenti per infiltrazioni criminali per tutti gli enti dal 1991. Non sono considerate le proroghe.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

Con questo scioglimento salgono a 87 i casi di commissariamento per infiltrazioni in Sicilia negli ultimi 30 anni. Commissariamenti che hanno riguardato un totale di 72 comuni: nell'arco di un trentennio non mancano infatti i pluriscioglimenti.

In particolare, ad essere maggiormente colpita è stata la città metropolitana di Palermo (29 comuni commissariati per mafia dal 1991, per un totale di 37 commissariamenti). Seguono - a distanza - la città metropolitana di Catania (con 10 comuni commissariati e 13 scioglimenti totali) e la provincia di Agrigento (9 comuni interessati per 9 commissariamenti totali).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

Dopo Agrigento, sia a Trapani che Caltanissetta si contano 8 commissariamenti per mafia dal 1991, a Messina 6, a Ragusa 3, a Siracusa 2 e ad Enna 1.

Tornando all'attualità, il 30 giugno scorso il consiglio dei ministri ha anche deliberato la proroga di sei mesi del periodo di commissariamento del comune di Pizzo (Vibo Valentia). Attualmente sono quindi 42 gli enti locali sottoposti a una gestione straordinaria. Sono tutti comuni, e si trovano in massima parte nelle regioni meridionali, con l’eccezione di Saint Pierre (Aosta).

97,6% dei comuni attualmente commissariati per infiltrazioni si trovano nel mezzogiorno.

Nelle prossime elezioni amministrative dell’autunno 2021 in 21 comuni commissariati per infiltrazioni della criminalità organizzata avranno luogo le elezioni dei nuovi organi rappresentativi.

Tutte le commissioni di accesso in corso sono insediate in comuni del mezzogiorno.

Per quanto riguarda le procedure di accesso, ovvero l'iter che può portare allo scioglimento per mafia, sono 11 quelle in corso. Riguardano comuni situati in 5 regioni meridionali (Calabria, Puglia, Sicilia, Campania e Basilicata).

Si segnala che 2 di esse sono state avviate nel 2019, e non risultano ancora concluse, come nel caso di  Paterno Calabro (Cosenza) e Melfi (Potenza). Con riferimento a quest’ultimo, la relazione del governo per il 2020 sulle commissioni straordinarie di gestione dà notizia di provvedimenti di sospensione di dipendenti e di interventi correttivi proposti dal prefetto all’amministrazione comunale, senza peraltro che sia stato reso noto l’esito del procedimento di accesso.

Per accertare il condizionamento delle organizzazioni criminali sull’ente, il ministro degli interni nomina un’apposita commissione di indagine. Vai a "Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose"

Le altre commissioni di accesso sono state istituite a Villaricca (Napoli; questo comune è stato già sciolto nel 1994 per infiltrazioni della camorra), Calatabiano (Catania), Rosarno (Reggio Calabria), Foggia (attualmente sciolto per dimissioni del sindaco), Ostuni (Brindisi), Bolognetta (Palermo) e Castellammare di Stabia (Napoli). I mezzi di informazione hanno dato infine notizia dell'istituzione di una commissione di accesso in altri due comuni catanzaresi.

Cosa ha portato ai recenti commissariamenti per mafia

Nei precedenti approfondimenti abbiamo dato notizia del commissariamento di Marano di Napoli e della proroga del periodo di gestione straordinaria dei comuni di Scorrano (Lecce), Amantea (Cosenza), Saint Pierre (Aosta) e Sant’Antimo (Napoli).

Le relazioni allegate ai decreti presidenziali forniscono un quadro degli elementi raccolti dalle commissioni di accesso. Inoltre riportano una sintesi delle attività avviate dai commissari per il ripristino della legalità e i fattori indicati per giustificare la proroga del periodo di commissariamento.

5 le nuove relazioni prefettizie pubblicate.

Le relazioni del ministro e del prefetto su Marano di Napoli, già sciolto per infiltrazioni della camorra nel 1991, nel 2004 (decreto successivamente annullato dai giudici amministrativi) e nel 2016, illustrano l’esito delle verifiche effettuate dalla commissione di accesso. Viene innanzitutto sottolineata la sostanziale continuità che caratterizza i consigli comunali dell’ente locale (un quarto dei consiglieri era già presente nel consiglio sciolto nel 2016) e sono indicate le possibili relazioni tra alcuni amministratori, dipendenti ed esponenti dei clan locali.

La relazione sottolinea le carenze degli uffici comunali nello svolgimento degli accertamenti antimafia nonostante la forte presenza della criminalità organizzata nell’economia (negli ultimi 18 mesi sono state adottate 32 interdittive nei confronti di imprese locali). Vengono inoltre segnalati numerosi atti critici in materia urbanistica (il fenomeno dell’abusivismo edilizio, già individuato nella relazione del 2016, è tuttora molto diffuso), del commercio e nell'affidamento di appalti di lavori e servizi pubblici.

(...) I lavori svolti dalla commissione d'accesso hanno (...) evidenziato come l'uso distorto della cosa pubblica si sia concretizzato, nel tempo, in favore di  soggetti o  imprese collegati direttamente o indirettamente ad ambienti malavitosi

La relazione su Scorrano pone l'accento sul processo di riorganizzazione della macchina comunale (ed in particolare della polizia municipale e del settore finanziario) per garantire un più elevato controllo del territorio, ridurre la consistente evasione tributaria e favorire il risanamento del bilancio comunale. Sono stati avviati inoltre la revisione del regolamento edilizio e un programma di lavori pubblici, utilizzando con questa finalità anche i fondi stanziati a favore degli enti commissariati per mafia.

Gestire un comune commissariato per infiltrazioni pone numerose complessità.

Anche la relazione su Amantea sottolinea il potenziamento della struttura comunale, grazie a nuove assunzioni e ad un piano per l’informatizzazione dell’ente locale. Particolare attenzione è stata posta dalla commissione straordinaria alle misure di risanamento finanziario, alla gestione del patrimonio edilizio comunale e a una serie di lavori di manutenzione straordinaria, tra i quali quelli relativi all’edilizia scolastica.

La relazione su Sant’Antimo mette in evidenza, in particolare, le misure per il ripristino della legalità assunte dalla commissione straordinaria, con riferimento a una serie di aspetti. In primis, con la riorganizzazione della burocrazia comunale, dal momento che alcuni dipendenti erano risultati coinvolti nelle inchieste della magistratura. In secondo luogo, con la revoca degli appalti affidati in passato a società a rischio di collegamento con la criminalità organizzata, all’indizione di nuove gare (a partire da quella per la bonifica ambientale del territorio) e all’annullamento di numerosi permessi a costruire. Di rilievo anche gli interventi per risanare il disavanzo di bilancio che ha storicamente caratterizzato l’ente locale.

Secondo la relazione su Saint Pierre, infine, l’azione di ripristino della legalità da parte della commissione straordinaria si è concentrata soprattutto sulla revisione dei criteri di gestione del patrimonio comunale (è stato redatto un nuovo regolamento per le autorimesse date in locazione) e sull’annullamento di alcuni appalti di lavori e servizi, per i quali erano emerse irregolarità in sede di accesso.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

 

L’esito degli ultimi ricorsi sui commissariamenti

Le sezioni unite della Cassazione, pronunciandosi sul ricorso di un dirigente del comune di Castellammare di Stabia, rimosso nel 2010 dal suo incarico di vice segretario generale in seguito alle risultanze della commissione di accesso, hanno ribadito la competenza del Tar Lazio per i ricorsi contro tutti i provvedimenti adottati ai sensi degli articoli. 142 e 143 del Tuel. Compresi quelli di sospensione dall’incarico o destinazione ad altro ufficio adottati con decreto del ministero dell’interno.

Il Consiglio di Stato (commissione speciale, parere n. 1108 del 28 giugno 2021) si è espresso nuovamente, su richiesta del ministero dell’interno, sulla questione relativa alla procedura di surroga dei consiglieri comunali dimissionari, oggetto di pronunce divergenti da parte dei giudici amministrativi. Il parere afferma la legittimità della surroga deliberata nella riunione del consiglio in seconda convocazione, che richiede un quorum inferiore (con la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all'ente). L’impossibilità per il consiglio comunale di raggiungere il quorum più elevato previsto in prima convocazione non determina pertanto la  dissoluzione del consiglio a norma dell’art. 141 del Tuel.

Si segnala infine che che il Tar Sicilia (sentenza n. 2228 del 16 luglio 2021) ha respinto il ricorso contro la revoca del permesso di costruire e dell’ordine di demolizione di uno stabilimento costruito in un’area ad elevato rischio idrogeologico del comune di Mezzojuso (Catania). Proprio il grave fenomeno dell’abusivismo edilizio e delle autorizzazioni a costruire in deroga alla normativa vigente era stata una delle ragioni indicate nel commissariamento dell’ente locale del dicembre 2019 per infiltrazioni mafiose.

Attraverso ricorsi e sentenze, nel corso degli anni la giurisprudenza, in particolare quella amministrativa, ha chiarito molti ambiti di incertezza nella normativa sui commissariamenti per mafia e stabilito anche modalità di applicazione concreta. Per tenere traccia di questo lavoro, abbiamo raccolto in un'analisi le sentenze e le decisioni di Tar e consiglio di stato che hanno permesso di capire concretamente cosa significa infiltrazione criminale negli enti locali.

Le interrogazioni ed interpellanze parlamentari sui comuni sciolti

Dall'analisi degli atti di sindacato ispettivo rivolti dai parlamentari al governo possono emergere ulteriori informazioni su commissariamenti e scioglimenti. Questo mese membri dell'esecutivo hanno risposto in due occasioni alle interrogazioni parlamentari.

2 risposte del governo agli atti di sindacato ispettivo sugli enti locali.

Il sottosegretario agli interni ha risposto per iscritto a una interrogazione sull'istituzione di una commissione d’accesso al comune di Alimena (Palermo), il cui sindaco è stato sospeso dalla carica. Non esistono allo stato le condizioni per il commissariamento. Inoltre, ha ricevuto risposta un’altra interrogazione sulla legittimità dello scioglimento del comune di Camposano (Napoli), il cui decreto peraltro è stato recentemente annullato dal Consiglio di stato.

6 nuovi atti di sindacato ispettivo sugli enti locali.

Alcune interrogazioni riguardano la verifica di possibili condizionamenti della criminalità organizzata sugli enti locali. In particolare, viene sollecitata l’istituzione di una commissione di accesso presso l’azienda sanitaria locale Napoli 3 e il comune di Lona Lases (Trento, sciolto recentemente a causa delle dimissioni del sindaco). Viene chiesto anche un attento monitoraggio della situazione dell’ordine pubblico ad Arzano (Napoli), che andrà al voto il prossimo autunno dopo due anni di gestione straordinaria.

Altre interrogazioni riguardano la legittimità della procedura di surroga di un consigliere comunale di Ferrara (per approfondire, qui e qui) e la mancata presentazione delle relazioni del commissario straordinario per la gestione del debito pregresso di Roma capitale.

I dati mostrano le interrogazioni e interpellanze svolte nelle ultime 3 legislature (XVI, XVII e XVIII) sul tema dei commissariamenti.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Luglio 2021)

 

Questo articolo è parte dell’osservatorio sui comuni e gli altri enti sciolti e commissariati, curato da openpolis in collaborazione con Giulio Marotta.

Foto credit: Flickr SheepGuardingLlama - Licenza

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