Nuovo governo, come sono andate le votazioni al senato La fiducia

L’esecutivo guidato da Mario Draghi ha ottenuto un ampio consenso a palazzo Madama. Il M5s rimane il gruppo più “pesante” anche con la nuova maggioranza ma il 24% dei suoi membri non ha votato a favore del governo.

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Dopo un lunghissimo dibattito in aula, ieri il senato ha dato la sua fiducia al governo guidato da Mario Draghi. Com’era nelle attese, il consenso al nuovo esecutivo è stato ampio ma da questa votazione possiamo già trarre alcuni spunti di notevole interesse. In primo luogo, possiamo notare che solo un gruppo parlamentare ha votato “no” in maniera compatta: quello di Fratelli d’Italia.

Nei sistemi parlamentari come il nostro, gli elettori non scelgono direttamente il presidente del consiglio. Perciò il governo, dopo la nomina da parte del presidente della repubblica, ha bisogno del sostegno di una maggioranza parlamentare per entrare in carica. Questo sostegno si esprime attraverso il voto di fiducia. Vai a "Che cosa sono i voti di fiducia"

Ma contro il nuovo governo – oltre ai 19 di Fdi – si sono espressi anche altri 21 senatori. Indice delle spaccature che si sono create in questi giorni all’interno dei partiti che compongono la nuova maggioranza. Quella più eclatante riguarda il Movimento 5 stelle: sono ben 15 infatti i senatori pentastellati a non aver votato la fiducia e che per questo, secondo quanto dichiarato dal reggente Vito Crimi, saranno espulsi. A questi vanno aggiunti 7 assenti, per un totale di 22 senatori che non hanno votato la fiducia al governo. Nonostante ciò, il M5s rimane il gruppo più “pesante” all’interno della maggioranza.

24% i senatori del M5s (inclusi gli assenti) che non hanno votato la fiducia al governo Draghi.

Quelli pentastellati però non sono stati gli unici voti in contrasto con le indicazioni di partito. Altri hanno riguardato, ad esempio, Liberi e uguali con 2 senatrici che hanno votato contro.

I numeri della nuova maggioranza al senato

A palazzo Madama i voti favorevoli al nuovo governo sono stati 262, 40 i contrari, 2 gli astenuti (16 i senatori che non hanno partecipato al voto perché assenti o in missione). Il governo può dunque contare su una larghissima maggioranza, con uno scarto di oltre 100 voti rispetto alla soglia della maggioranza assoluta (161). Traguardo che il vecchio esecutivo non era più in grado di raggiungere e uno dei motivi che aveva portato alle dimissioni di Giuseppe Conte.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

Con una base di consenso così ampia, è interessante andare ad analizzare il "peso" dei partiti all'interno della nuova maggioranza. In una coalizione così eterogenea i cui componenti hanno visioni e priorità molto diverse, la capacità di un partito di indirizzare l'agenda del governo per portare avanti i propri progetti risulta essere un elemento fondamentale.

Nonostante gli abbandoni, il Movimento 5 stelle rimane il gruppo più "pesante" della maggioranza.

Nonostante i voti contrari di alcuni dei suoi membri, come vedremo, il Movimento 5 stelle rimane il gruppo parlamentare della maggioranza più “pesante” al senato. I pentastellati che hanno votato favorevolmente al nuovo esecutivo sono infatti 69 e rappresentano il 26,3% della nuova maggioranza. Seguono Lega (23,7%), Forza Italia (18,7%) e Partito democratico (13,4%).

Il grafico mostra il diverso peso dei partiti che fanno parte della nuova maggioranza in base ai voti favorevoli al nuovo governo espressi dai senatori.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: giovedì 18 Febbraio 2021)

 

I voti ribelli

Come abbiamo detto, sono stati 40 i voti contrari. Un numero non particolarmente elevato ma che può fornirci alcune interessanti indicazioni sullo stato di salute dei vari partiti. Un primo elemento di analisi è rappresentato dai "voti ribelli", quei senatori cioè che hanno espresso una posizione diversa rispetto al gruppo di appartenenza. Complessivamente questi voti sono 16, di cui 15 provenienti dal Movimento 5 stelle.

I senatori che non hanno votato a favore del governo

SenatoreGruppoVoto
Rosa Silvana AbateM5sContrario
Luisa AngrisaniM5sContrario
Alberto BalboniFdiContrario
Claudio BarbaroFdiContrario
Nicola CalandriniFdiContrario
Alfonso CiampolilloMistoContrario
Luca CirianiFdiContrario
Margherita CorradoM5sContrario
Mattia CrucioliM5sContrario
Andrea De BertoldiFdiContrario
Luca De CarloFdiContrario
Fabio Di MiccoM5sContrario
Elena FattoriMisto (Leu)Contrario
Giovanbattista FazzolariFdiContrario
Daniela Garnero SantanchèFdiContrario
Silvana GiannuzziM5sContrario
Mario Michele GiarrussoMistoContrario
Bianca Laura GranatoM5sContrario
Antonio IannoneFdiContrario
Virginia La MuraM5sContrario
Patrizio Giacomo La PietraM5sContrario
Ignazio La RussaFdiContrario
Elio LannuttiM5sContrario
Barbara LezziM5sContrario
Gianpietro MaffoniFdiContrario
Matteo ManteroM5sContrario
Carlo MartelliMistoContrario
Cataldo MininnoM5sContrario
Vilma MoroneseM5sContrario
Nicola MorraM5sContrario
Gaetano NastriFdiContrario
Paola NugnesMisto (Leu)Contrario
Fabrizio OrtisM5sContrario
Gianluigi ParagoneMistoContrario
Giovanna PetregnaFdiContrario
Isabella RautiFdiContrario
Massimo RispadiniFdiContrario
Achille TotaroFdiContrario
Adolfo UrsoFdiContrario
Francesco ZaffiniFdiContrario
Tiziana DragoMistoAstenuto
Albert LanieceAutAstenuto
Giuseppe AdduinoM5sAssente
Umberto BossiLegaAssente
Elena BottoM5sAssente
Antonella CampagnaM5sAssente
Emanuele DessìM5sAssente
Vincenzo GarrutiM5sAssente
Giorgio NapolitanoAutAssente
Simona Nunzia NocerinoM5sAssente
Renzo PianoMistoAssente
Renato Giuseppe SchifaniFiAssente
Salvatore SciasciaFiAssente
Liliana SegreMistoAssente
Orietta VaninM5sAssente
Pier Ferdinando CasiniAutIn missione
Francesco CasteilloM5sIn missione
Eugenio Alberto CominciniIvIn missione
Maria Elisabetta Alberti CasellatiFiPresidente di turno

Degni di nota anche i voti contrari interni al gruppo misto. Ha votato no, tra gli altri, anche il senatore Alfonso Ciampolillo che aveva invece sostenuto il governo Conte II nella votazione dello scorso 19 gennaio. Voto contrario anche da parte di due esponenti di Liberi e uguali (che al senato fa parte del gruppo misto): si tratta delle senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes. È interessante notare che entrambe avevano iniziato la legislatura nel Movimento 5 stelle. Considerando tutti i senatori che non hanno votato a favore del governo (inclusi gli assenti), 28 sono stati eletti in parlamento nelle file dei pentastellati.

25% i senatori eletti nelle liste del M5s che non hanno votato la fiducia al governo.

Complessivamente dunque il 25% degli appartenenti originari al M5s si è schierato contro il nuovo governo. Con questi numeri, tale pattuglia di senatori potrebbe anche pensare di creare un nuovo gruppo parlamentare.

I gruppi parlamentari rappresentano la proiezione dei partiti nelle istituzioni. Ogni parlamentare deve aderire ad un gruppo ma può scegliere senza vincoli a quale. Può anche cambiare liberamente nel corso della legislatura. Vai a "Che cosa sono i gruppi parlamentari"

Tuttavia, come noto, in base al regolamento del senato solo i partiti che si sono presentati alle elezioni hanno la possibilità di costituire un gruppo autonomo. Qualora quest'ipotesi venisse perseguita quindi, gli ex 5s dovrebbero chiedere l’appoggio di un altro partito.

Foto credit: palazzo Chigi - Licenza

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