Gli investimenti del Pnrr per l’agricoltura #openPNRR

La modernizzazione del settore agro-alimentare rappresenta un elemento strategico per il rilancio dell’economia italiana. Per questo nel Pnrr si prevedono diversi investimenti in questo settore.

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Il rilancio e la valorizzazione del “Made in Italy” rappresenta un fattore strategico affinché il nostro paese possa ripartire dopo l’esplosione della crisi economica dovuta al Covid. Per far questo però è importante investire nella modernizzazione dei processi produttivi con l’obiettivo di renderli più efficienti e allo stesso tempo limitarne l’impatto ambientale.

In questo contesto un posto di primo piano è occupato dal settore agro-alimentare. Un ambito di fondamentale importanza che però negli ultimi anni ha registrato andamenti altalenanti. Da questo punto di vista il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede una serie di investimenti con l’obiettivo di modernizzare e rilanciare il settore.

€ 4,9 mld le risorse del Pnrr e fondo complementare di competenza del ministero dell’agricoltura.

Sono diversi i soggetti coinvolti da questo punto di vista: dal ministero delle infrastrutture a quelli del lavoro e della transizione ecologica (di cui ci siamo già occupati in questo approfondimento), oltre a comuni, province e regioni. Ma un ruolo di primo piano è certamente rivestito dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) guidato da Stefano Patuanelli (M5s).

In questo articolo approfondiremo le misure affidate alla diretta responsabilità di questo dicastero, con uno sguardo particolare alla mole di investimenti previsti e al loro stato di attuazione.

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Le misure di competenza del Mipaaf

Per quanto riguarda gli interventi relativi al mondo dell’agricoltura, il Mipaaf è titolare di 4 misure per un totale di 4,9 miliardi di euro. Tale cifra corrisponde a circa il 2% dei fondi stanziati, considerando anche le risorse del fondo complementare e dell’iniziativa React-Eu.

Questo dicastero si pone dunque all’undicesimo posto nella classifica dei soggetti titolari della quota più ingente di risorse, tra il ministero della cultura e quello della giustizia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mef.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

La misura più significativa per quanto riguarda l’ammontare degli investimenti previsti è dedicata alla logistica a cui sono destinati oltre 2 miliardi di euro. Il secondo investimento più consistente è invece destinato alla produzione di energia pulita con particolare riguardo al potenziamento e ampliamento delle installazioni di impianti fotovoltaici. A questa misura sono assegnati circa 1,5 miliardi di euro.

In base a quanto riportato da una scheda elaborata dal centro servizi della camera alcune risorse del fondo complementare pari a oltre 1,2 miliardi di euro sarebbero da attribuire alla misura M2C1I2.1 – Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo. Anche se in realtà il fondo complementare fa riferimento a una misura con diversa denominazione. Ciò fa sì che le risorse complessive stanziate per questo investimento arrivino a oltre 2 miliardi (il Pnrr prevedeva solamente 880 milioni).

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Aprile 2022)

Infine circa 880 milioni saranno investiti per la manutenzione e il potenziamento dei sistemi irrigui mentre 500 milioni saranno destinati all’introduzione di macchinari e sistemi innovativi legati ai processi produttivi. Vediamo adesso più nel dettaglio quali sono gli interventi previsti da queste misure.

Logistica

Nel Pnrr viene fatto esplicito riferimento alle carenze delle infrastrutture logistiche italiane. Nel documento infatti viene riportata una classifica stilata dal World economic forum nel 2019 che vedeva il nostro paese al diciottesimo posto per la competitività delle infrastrutture. Considerando esclusivamente i paesi europei beneficiari dei fondi del Next generation Eu l'Italia risulta comunque al nono posto.

Il punteggio complessivo deriva dall’aggregazione di diversi indicatori calcolati dal Wef. Tra questi il livello di connessione delle strade e ferrovie. L’efficienza di stazioni, porti e aeroporti. Il livello di connettività del settore logistico tramite i collegamenti su gomma, su rotaia e via nave e aerea. Nel grafico sono rappresentati esclusivamente i paese Ue che beneficiano delle risorse del Ngeu. Polonia e Ungheria sono state momentaneamente escluse per le loro posizioni non sempre in linea con i valori democratici occidentali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati World economic forum
(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Aprile 2022)

L'inefficienza del settore logistico ha un impatto negativo anche sull’agricoltura. Per questo motivo è stata prevista una specifica misura (M2C1I2.1 - Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo) che punta a superare queste lacune. Obiettivo dell'investimento in generale è quello di incoraggiare la riduzione delle emissioni mediante l’utilizzo di veicoli elettrici, promuovendo la digitalizzazione del settore e il ricorso alle energie rinnovabili.

Gli investimenti in logistica puntano anche a contrastare lo spopolamento delle aree interne.

Ciò dovrà avvenire attraverso programmi di investimento integrati su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento dei contratti di filiera e di distretto. In tutti i settori di intervento si punta a potenziare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l'aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale tra le imprese della filiera.

Tra gli obiettivi vi sarebbe inoltre quello di facilitare la partecipazione degli operatori dislocati in aree rurali o marginali ai processi di aggregazione al fine di contrastare lo spopolamento di queste zone.

Parchi agrisolari

Secondo i dati riportati nel Pnrr l’Italia risulta essere tra i paesi europei con il più alto consumo diretto di energia per la produzione alimentare, superata solamente da Francia e Germania. Le spese per energia rappresentano in media oltre il 20% dei costi variabili per aziende agricole, con dati anche superiori in alcune specifiche nicchie produttive.

La creazione di nuovi impianti per la produzione di energia pulita dovrà avvenire senza consumo di suolo.

Per questo nel piano italiano è stato inserito anche l'investimento M2C1I2.2 - Parco agrisolare del valore complessivo di 1,5 miliardi di euro. Questa misura prevede il sostegno agli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale, al fine di rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruirne nuovi isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori. Il tutto ristrutturando le aree già in uso, evitando il consumo di nuovo suolo.

Innovazione e meccanizzazione

Tra gli obiettivi del Pnrr, come già detto, vi è anche quello di ridurre l'impatto ambientale anche per quanto riguarda il ciclo della produzione agricola. A tale scopo interviene la misura M2C1I2.3 - Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo ed alimentare. Questo investimento punta a sostenere l'ammodernamento del parco automezzi attraverso contributi in conto capitale. L'investimento prevede anche incentivi che permettano l'introduzione di soluzioni innovative alternative all'uso dei pesticidi. Ciò con l'obiettivo di ridurne l'utilizzo di una percentuale del 25%-40% a seconda dei settori.

Inoltre, in un’ottica di economia circolare, l'investimento punta anche a sostenere  l'ammodernamento della lavorazione, dello stoccaggio e del confezionamento di prodotti alimentari. Ciò con l'obiettivo di migliorare la sostenibilità del processo produttivo, ridurre (o anche eliminare) la generazione di rifiuti e favorire il riutilizzo a fini energetici.

Gli agricoltori devono trasformare più rapidamente i loro metodi di produzione e utilizzare al meglio nuove tecnologie, in particolare attraverso la digitalizzazione, per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica e ridurre e ottimizzare l'uso dei fattori produttivi.

Tali finanziamenti saranno indirizzati con particolare riguardo verso il processo di trasformazione dell'olio d'oliva, settore strategico per l'industria agroalimentare italiana. Da questo punto di vista un decreto direttoriale pubblicato il 31 marzo ha definito le spese ammissibili al finanziamento dei frantoi. Per questo specifico settore sono stati riservati 100 milioni di euro (il 20% circa del totale previsto per questa misura).

Investimenti nel sistema irriguo

L'ultima misura del Pnrr di competenza del Mipaaf è la M2C4I4.3 - Investimenti nella resilienza dell'agro-sistema irriguo per un migliore gestione delle risorse idriche. L'obiettivo di questo intervento è aumentare l'efficienza dei sistemi irrigui attraverso lo sviluppo di infrastrutture innovative e digitalizzate, anche come risposta ai cambiamenti climatici. Gli interventi principali saranno mirati alla riduzione delle perdite e, più in generale, a rendere il sistema più efficiente. Ciò dovrà avvenire attraverso l'installazione di tecnologie quali contatori e sistemi di controllo a distanza.

In questo particolare settore una relazione della corte dei conti pubblicata nel marzo del 2022 e riferita all’anno 2019 evidenzia ancora una volta le carenze dell’infrastruttura idrica, con particolare riferimento al meridione. Quest’area del paese infatti oltre ad avere infrastrutture meno efficienti rispetto alle altre regioni (water service device) si distingue anche per la scarsa disponibilità di dati inviati dagli operatori. Dove le informazioni sono disponibili però si evidenzia che al sud le perdite dovute alla carenza di manutenzione dell’infrastruttura idrica sono comprese tra il 45% e il 55% se non addirittura superiori (in questi casi le perdite sono considerate “non conformi” agli standard richiesti).

1.765 giorni totali di riduzione o sospensione dell'erogazione di acqua potabile registrati in 11 capoluoghi meridionali nel 2020.

I ritardi del servizio idrico nel mezzogiorno sono ancora più evidenti se si prendono in considerazione le interruzioni del servizio di fornitura dell’acqua potabile. La relazione infatti cita i dati di Istat in base ai quali in 11 capoluoghi di provincia meridionali (Pescara, Avellino, Trapani, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Catania, Ragusa, Enna, Reggio Calabria e Cosenza) nel 2020 si sono registrate misure di razionamento nell’erogazione dell’acqua potabile. In questi capoluoghi, sono stati documentati oltre 1.700 giorni di riduzione o sospensione dell’erogazione su tutto o su parte del territorio comunale.

Il quadro delle scadenze

Dopo aver descritto le misure di competenza del ministero dell’agricoltura vediamo adesso qual è il loro stato di avanzamento. Complessivamente le scadenze di rilevanza europea (cioè quelle su cui si baseranno le verifiche dei tecnici di Bruxelles) sono 13. Si tratta quasi esclusivamente di target fatta eccezione per due milestone.

La misura che ne conta di più è quella relativa agli investimenti per il sistema irriguo (5) seguita da quella sugli investimenti per il parco agrisolare (4). Le scadenze più ravvicinate sono due che dovranno essere completate entro la fine di quest’anno. Si tratta in particolare della pubblicazione della graduatoria finale sugli incentivi alla logistica. E l’assegnazione di almeno il 30% delle risorse indirizzate agli investimenti in agrisolare. Una quota che entro la fine del 2023 dovrà arrivare al 50% del totale (750 milioni di euro). Inoltre è prevista entro questa data anche l’aggiudicazione di tutti gli appalti per quanto riguarda l’agro-sistema irriguo.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 26 Aprile 2022)

Alcune iniziative però sono già state realizzate. Per quanto riguarda gli investimenti in agrisolare, il 25 marzo il ministro Patuanelli ha firmato un decreto che, oltre al riparto delle risorse, delinea anche i soggetti beneficiari dei finanziamenti, le spese ammissibili e i criteri sulla base dei quali individuare l’entità dell’aiuto. Come già anticipato, un decreto simile è stato già pubblicato anche per quanto riguarda gli interventi per l’innovazione e la meccanizzazione dei frantoi.

Per quanto riguarda invece gli investimenti nei sistemi irrigui, il 30 settembre del 2021 il Mipaaf ha pubblicato un decreto con cui veniva approvato l’elenco dei progetti ammissibili a ricevere i fondi del Pnrr. Tale atto peraltro è stato fonte di polemiche a causa dell’esclusione di tutte le proposte presentate dalla Sicilia (ne abbiamo parlato in questo articolo). Non tutti i progetti dichiarati ammissibili però saranno effettivamente finanziati. Da questo punto di vista la procedura è ancora in corso e un decreto ministeriale ha definito il piano di attuazione per l’avvio delle verifiche sui progetti candidati al finanziamento.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 26 Aprile 2022)

Relativamente ai contratti di filiera, come abbiamo già detto, la cifra complessiva dei finanziamenti supererà i 2 miliardi di euro. Questi fondi però non saranno messi a disposizione del ministero tutti insieme. Da questo punto di vista un primo intervento è avvenuto lo scorso 15 febbraio, quando una delibera del Cipe ha assegnato al Mipaaf una prima tranche di fondi da 900 milioni.

Con queste risorse saranno finanziate in parte le proposte già presentate nell'ambito del bando 2015-2020 e in parte nuovi progetti. Per far questo però sarà necessaria la pubblicazione di nuovi bandi ad hoc. In base a quanto pubblicato sul sito del ministero, è stato emanato un decreto che definisce i criteri, le modalità e le procedure per l'attuazione dei contratti di filiera. Un atto definito come “propedeutico” alla pubblicazione del bando vero e proprio. La graduatoria finale dei progetti ammessi a finanziamento dovrà essere pubblicata entro la fine dell’anno.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: Unsplash Carl Beech - Licenza

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