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Anche per Milano, come per tutti i comuni, che tipo di scuole troveranno i ragazzi a settembre dipenderà molto anche dall’allocazione delle risorse stanziate nel corso dell’emergenza. Ma in un’ottica di valutazione successiva diventa ancora più opportuno, attraverso i dati disponibili, rilevare la presenza di pc e tablet nelle scuole della città prima della crisi Covid.

Dai dati raccolti per l’anno scolastico 2018/19 emerge come, vista da molteplici indicatori, Milano risulti ai primi posti tra le grandi città per densità e diffusione di pc, tablet e lavagne elettroniche nelle scuole statali. Se consideriamo i 6 comuni italiani che hanno più di 500mila abitanti, il capoluogo lombardo si posiziona al primo posto sia per numero di pc che per lavagne interattive.

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Rispetto alla presenza di pc e tablet ,alla data della rilevazione è la città con le scuole che in media hanno più dispositivi per alunno: 5,6 ogni 100 studenti, contro i 4 di Napoli e Torino.

Dal momento che non tutte le scuole pubblicano il dato sul numero di dispositivi in loro possesso (dato disponibile per il 70% dei plessi), il grafico presenta due ipotesi diverse.

Nella prima, abbiamo considerato tutte le scuole statali censite, sia che il dato sui pc fosse dichiarato oppure no. Questo dato è stato messo in relazione con il numero di alunni delle scuole.

Nella seconda, abbiamo considerato solo le scuole per cui il dato sui pc risulta pubblicato. Questo dato è stato messo in relazione con il numero di alunni solo delle scuole che pubblicano l’informazione.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Una prima posizione che non cambia se, invece di considerare il totale delle scuole statali, si escludono quelle per cui il dato non è stato pubblicato. Anche questo caso, a Milano ci sono oltre 9 dispositivi ogni 100 alunni, più di Napoli (8,7), Torino e Palermo (6,8).

Anche la presenza di lavagne interattive multimediali nel capoluogo lombardo risulta più diffusa rispetto a quasi tutte le altre grandi città. Ci sono 1,5 lim ogni 100 alunni, se si contano tutte le scuole del comune; 2,5 se si escludono gli istituti per cui il dato non è disponibile.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Come approfondito nel precedente capitolo, oltre al rapporto dispositivi/alunno, è importante considerare anche altri parametri per valutare la reale diffusione di dispositivi elettronici nelle scuole prima dell'emergenza Covid. Uno di questi è la distribuzione degli studenti rispetto alla presenza di dotazioni digitali nella scuola di appartenenza.

Tra le 6 maggiori città italiane, Milano risulta essere quella con la percentuale più elevata di alunni che frequentano una scuola dove ci sono più di 10 computer. Oltre il 44% degli studenti milanesi studia in un plesso con oltre 10 pc, contro il 36-37% di Roma e Napoli. Allo stesso tempo però non è affatto trascurabile la quota di alunni in scuole che dichiarano 0 dispositivi: sono il 14% del totale.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

È importante verificare i divari tra scuole della stessa città.

Dati che suggeriscono una possibile polarizzazione tra istituti con una buona, o quantomeno minima, dotazione tecnologica, e altri senza alcun dispositivo.

Questi squilibri, e la quota superiore alla media nazionale di istituti per cui il dato non è disponibile, impongono un approfondimento ulteriore. Un focus che deve andare oltre la media comunale, possibile solo osservando la distribuzione di dispositivi tecnologici scuola per scuola.

La dotazione tecnologica delle scuole di Milano

In Italia, in media, la maggiore diffusione di computer e tablet per alunno si registra nelle scuole superiori, mentre le lavagne multimediali sono più diffuse alle elementari e alle medie.

Milano non fa eccezione, come emerge abbastanza chiaramente se mappiamo le scuole statali della città. I punti più piccoli (cioè con meno pc per alunno) sono proprio le scuole primarie (punti rossi) e quelle secondarie di primo grado (in grigio). Mentre è sensibilmente maggiore la dimensione degli istituti superiori, in particolare dei tecnici e dei professionali.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Milano, più pc della media nazionale nei tecnici e nei professionali. Meno in elementari e medie.

Contando tutte le scuole, infatti, gli istituti professionali e tecnici di Milano hanno una media di oltre 10 pc ogni 100 alunni, mentre il dato di elementari e medie è meno della metà (attorno a 4-5 pc per studente). Una tendenza in linea con quella rilevata a livello nazionale, anche se con una distanza più netta. In media in Italia le primarie registrano - contando tutte le scuole - 5 pc ogni 100 alunni; le medie 6,5; i tecnici 8,1. Nel caso meneghino le distanze sono più ampie. Ciò da un lato indica come i tecnici e soprattutto i professionali di Milano siano più "attrezzati" della media nazionale. Dall'altro segnala una potenziale criticità del primo ciclo di istruzione.

Un altro punto di vista sulla dotazione digitale delle scuole emerge dalla prossima mappa. Qui i plessi che dichiarano 0 computer sono indicati in rosso, mentre quelli che hanno almeno un dispositivo sono presentati in azzurro (di intensità crescente al crescere del numero di pc ogni 100 alunni). La dimensione stavolta è data dal numero di alunni della scuola, in modo da capire quante ragazze e ragazzi coinvolga. In nero compaiono i plessi per cui l'informazione sul numero di pc non è disponibile.

Sulla mappa di Milano sono state collocate le scuole statali (punti). Il colore identifica il numero di pc ogni 100 alunni presenti a scuola, mentre la dimensione cresce in base al numero di alunni. In nero compaiono i plessi per cui l’informazione sul numero di pc non è disponibile.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Nell'a.s 2018/19, le scuole che dichiarano 0 pc e tablet sono soprattutto del primo ciclo di istruzione.

Anche da questa visuale emerge una minore densità di dotazioni per gli istituti del primo ciclo. Primarie e secondarie di primo grado insieme rappresentano il 70% delle circa 340 scuole statali del comune. Ma se si isolano solo le 46 scuole milanesi senza computer, queste sono elementari o medie in oltre il 76% dei casi. Dal punto di vista degli alunni, il primo ciclo di istruzione nel capoluogo lombardo appare ancora più sovra-rappresentato. Tra tutte le scuole di Milano, il 56% degli studenti va alle elementari o alle medie; tra quelle senza computer sono oltre 2/3 (66,8%).

17,9% dei bambini delle elementari frequenta una scuola per cui il numero di pc dichiarato è 0, contro una media cittadina del 14,3%.

Le differenze, oltre che tra i cicli di istruzione, si misurano anche tra aree diverse della stessa città. Questi divari possono essere ricostruiti attraverso l'associazione di ciascuna scuola al proprio codice di avviamento postale.

Tra le 30 aree (corrispondenti al territorio di un cap) con più alunni, spicca il dato della zona tra Casoretto e Città studi: quasi 32 pc ogni 100 studenti, o in altri termini uno ogni 3 alunni. Una cifra che non cambia minimamente escludendo le scuole con dati non disponibili, perché tutti i 5 plessi compresi nel territorio del cap pubblicano questa informazione.

Il dato mostra il numero di pc e tablet ogni 100 alunni rispetto alle scuole associate ai diversi codici di avviamento postale.

I cap sono indicati tra parentesi, per facilità di lettura sono indicate anche le aree della città associate.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

In 5 delle 30 "zone" considerate il numero di pc era 0, o comunque non pubblicato. Tra queste, quella che ospita più alunni è l'area compresa tra Giambellino-Lorenteggio e il quartiere ebraico (cap 20146). Delle 10 scuole statali associate a questo cap, ad esempio, 7 dichiarano 0 pc e tablet, per altre 3 il dato invece non è disponibile. Pur con tutti i limiti, questa classifica mostra come - nonostante le scuole di Milano abbiano la maggiore densità tecnologica tra le grandi maggiori - le differenze tra una zona e l'altra possono essere notevoli.

Parallelamente, sul confronto tra zone incide in modo preponderante quante scuole superiori insistano in ciascuna di esse. Nella zona-cap con le "scuole più attrezzate" (Casoretto-Città studi), 4 scuole su 5 sono superiori. Nell'area tra Giambellino e Lorenteggio, al contrario, sono quasi tutte primarie e medie, a parte un liceo. Ma cosa succede se confrontiamo solo le scuole del primo ciclo di istruzione?

La differente dotazione tra le scuole del primo ciclo

Per un confronto più omogeneo, abbiamo considerato solo le scuole elementari e medie statali sul territorio del comune. Dalla mappa emerge come le scuole "in rosso" (ovvero che dichiarano 0 pc e tablet) si concentrino soprattutto in alcune aree della città.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Prima dell'emergenza, anche a Milano profondi divari interni nella dotazione tecnologica delle scuole.

In primo luogo, spicca una ampia fascia nella parte occidentale della città, che comprende tanti quartieri eterogenei. Oltre ad alcune scuole in aree più centrali, le altre sono localizzate verso sud, in prossimità delle vie Lorenteggio e Giambellino e del quartiere Barona. La prima area (corrispondente al cap 20146) era già emersa anche nella classifica con tutte le scuole come una di quelle senza pc, o con scuole che non dichiarano il dato. La seconda invece no, essendo quarta su 30 nella classifica precedente. Il motivo è perché in quest'ultima area si trovano alcune scuole più fornite (diverse superiori, alcune elementari e medie), che alzano la media. Mentre nella stessa area, i 2 maggiori plessi del primo ciclo dichiarano 0 pc e tablet.

9 le zone-cap della città in cui nessuna elementare o media dichiara la presenza di computer (dato pari a 0 o nd), nell'anno scolastico 2018/19.

Uscendo dalla città, la maggiore concentrazione di scuole senza pc si registra nelle zone Baggio (periferia ovest), Affori (periferia nord), Maciachini-Maggiolina e Greco (nord-est) e nell'area sud-est. In quest'ultima in particolare una fascia di scuole comprese tra la zona Ortomercato e Ponte Lambro.

Scuole digitali e condizione delle famiglie

Finora abbiamo visto come si distribuisce la presenza di dispositivi digitali nei plessi sul territorio comunale, senza però approfondire le caratteristiche delle diverse zone. Si tratta di un aspetto essenziale, perché Milano - come Roma e le altre maggiori città - non è una realtà omogenea. Al suo interno, spesso a poche strade di distanza, possono convivere differenze profonde.

A Milano, la divisione a fini urbanistici del comune in nuclei di identità locale ci consente di ricostruire i divari tra un quartiere e l'altro. A partire dalla condizione economica, soprattutto per quanto riguarda le famiglie con figli. Informazioni ricostruite attraverso i dati resi disponibili nel corso della commissione periferie della scorsa legislatura, e che è interessante incrociare con i dati Miur sul livello di digitalizzazione delle scuole.

Rispetto al valore immobiliare medio, stimato sui dati dell'osservatorio immobiliare, il dato medio a Milano è di 3.842 euro al metro quadro. A fronte della media comunale, come si nota dalla mappa, si va dal centro storico (zona Duomo, con oltre 7.000 euro al metro quadro) ai quartieri più periferici. Quelli con i valori immobiliari più bassi di 2.000 €/mq sono 8: Quarto Oggiaro, Gratosoglio - Ticinello, Trenno, Triulzo Superiore, Ortomercato, Parco Monlué - Ponte Lambro, Rogoredo, Mecenate.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur e Istat
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

 

Rispetto al ragionamento sulle condizioni delle famiglie, e in particolare di quelle che hanno figli, è fondamentale concentrarsi sulle zone con i valori immobiliari più bassi. Dove quindi è più probabile che si trovino le famiglie che hanno difficoltà a permettersi l'affitto o i costi dell'abitazione.

2 le zone di Milano dove il valore immobiliare non raggiunge la metà della media comunale: Quarto Oggiaro e Gratosoglio - Ticinello.

 

Per alcune zone a bassi valori immobiliari, la carenza di dati sulle scuole presenti limita l'analisi.

Cosa sappiamo sulla digitalizzazione delle scuole in queste zone della città? Per quanto riguarda Quarto Oggiaro, quartiere situato alla periferia nord-occidentale di Milano, per nessuna delle scuole presenti è purtroppo disponibile il dato sul numero di pc a scuola (punti neri sulla mappa). Nel quadrante opposto del comune (sud), il quartiere di Gratosoglio, le primarie presenti hanno circa 9 pc ogni 100 alunni (dato in linea con la media comunale, confrontandolo solo con le scuole che dichiarano il dato, superiore rispetto alla media delle elementari). L'istituto professionale ha 35,5 pc ogni 100 alunni, una cifra superiore alla media nazionale. Come già visto per Quarto Oggiaro, anche nella terza zona con i valori immobiliari più bassi, Trenno (1.956,30 €/mq), non è disponbile il dato di pc a scuola.

Un'ulteriore punto di vista è dato dall'incidenza del disagio familiare, quartiere per quartiere. Si tratta dell'indicatore che calcola la percentuale, sul totale dei nuclei, delle famiglie con figli in cui la persona di riferimento ha fino a 64 anni, e dove soprattutto nessuno dei componenti è occupato o in pensione. Ovvero caratteristiche che rendono molto probabile una forte difficoltà economica.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur e Istat
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

In molti casi il dato coincide con precedente. Considerando quelle con almeno 1.000 abitanti, le zone con più famiglie con figli in potenziale disagio economico a Milano sono Parco Monlué - Ponte Lambro e Quarto Oggiaro. Qui la quota di famiglie a rischio difficoltà economica superano il 2,5%, vale a dire oltre il doppio rispetto a una media cittadina del 1,2%.

2,7% le famiglie in potenziale disagio economico nell'area subcomunale Parco Monlué - Ponte Lambro.

Per quanto riguarda Quarto Oggiaro, abbiamo già osservato come per le scuole presenti non sia disponibile il dato. Nell'altro nucleo di identità locale, situato nel quadrante opposto della città (sud-est), è presente una scuola elementare che risulta non avere computer, tablet e lim.

Restringendo l'analisi alle sole zone con oltre 20.000 abitanti, quelle dove la quota di famiglie in potenziale disagio supera la media comunale sono, oltre a Quarto Oggiaro, Forze Armate, Selinunte, Giambellino, Villapizzone e Lodi - Corvetto, XXII Marzo e Baggio. La non disponibilità del dato incide in quasi tutte queste aree, in particolare Forze Armate, ma anche Selinunte, Lodi - Corvetto e XXII Marzo. A Selinunte il quadro è eterogeneo per la presenza di gradi di istruzione diversi: un tecnico con circa 27 pc ogni 100 alunni, di un liceo con 0 pc e di una primaria per cui sono 5,3. A Villapizzone si registrano scuole elementari e medie con un dato compreso tra i 2 e i 12 pc per 100 studenti. A Lodi - Corvetto, accanto alle 4 scuole per cui non è disponibile il dato, nelle altre la densità di pc è compresa tra gli 8 e i 13 dispositivi per 100 alunni. Nel quartiere Giambellino le scuole del primo ciclo censite non risultano avere pc, mentre a Baggio la situazione è più eterogenea: accanto a 3 scuole elementari e medie senza pc, per le altre il dato è compreso tra 5,2 e 6,8.

Foto credit: Flickr SECOM UFRGS - Licenza

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