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Con i dati sul 2019 si chiude un ciclo per la cooperazione italiana. Da un lato infatti si certificano come irraggiungibili gli obiettivi intermedi che il nostro paese si era posto per il 2020 sull’aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e dall’altro l’arrivo del coronavirus muta radicalmente lo scenario che abbiamo analizzato in questi anni. La pandemia infatti avrà un impatto economico e sociale in tutti i settori, incluso ovviamente quello della cooperazione, con effetti al momento difficili da prevedere.

L’analisi dei fondi italiani destinati all’aiuto pubblico allo sviluppo e il declino che hanno seguito negli ultimi 2 anni, ci aiuta comunque a focalizzare obiettivi realistici e coerenti per affrontare una fase completamente nuova.

Il calo dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano

L’Italia, come tutti i paesi del comitato Ocse Dac, si è impegnata a raggiungere entro il 2030 quota 0,7% nel rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (Aps/Rnl). Un impegno che cerca di rivitalizzare una promessa del tutto disattesa dalla maggior parte dei paesi donatori e di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario. Un anniversario in cui c’è poco da celebrare e che induce all’amara constatazione delle gravi conseguenze che questo fallimento ha avuto per i paesi più vulnerabili. Il nostro paese, come altri, si era però posto anche un obiettivo intermedio che consisteva nel raggiungere lo 0,30% Aps/Rnl entro il 2020.

L’obiettivo italiano di raggiungere quota 0,30% Aps/Rnl entro il 2030 appare oggi difficilmente realizzabile. Vai a "Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo"

Un traguardo raggiunto in anticipo ma solo momentaneamente nel 2017 a cui è seguita una forte riduzione che nel 2019 ha riportato il rapporto Aps/Rnl ai livelli del 2015, ovvero allo 0,22%.

Tuttavia cinque anni fa si poteva guardare a questo dato con un certo ottimismo, visto il trend di crescita che stava caratterizzando il periodo. Oggi invece i segnali vanno in direzione opposta e nulla autorizza ad aspettarsi che i fondi per la cooperazione italiana ricomincino a crescere.

FONTE: Ocse - Ministero degli affari esteri e della cooperazione
(ultimo aggiornamento: venerdì 21 Agosto 2020)

Se nel 2017 erano oltre 5 miliardi di euro le risorse destinate alla cooperazione, nel 2019 questi non hanno raggiunto nemmeno i 4, fermandosi a 3 miliardi e 897 milioni, con un calo di quasi il 12% in termini reali rispetto all'anno precedente.

-11,88% il calo del contributo italiano in aiuto pubblico allo sviluppo tra il 2018 e il 2019 in termini reali.


Nota metodologica: i dati preliminari Ocse e le cifre indicate dal Maeci

Ogni anno ad aprile l'Ocse rilascia i dati preliminari sull'aiuto pubblico allo sviluppo dell'anno precedente.

Scarica i dati preliminari

Quest'anno tuttavia ai dati relativi all'Italia, e solo quelli tra tutti i paesi del DAC, era aggiunta una nota. Le cifre relative all’Italia erano indicate come una stima del segretariato Ocse Dac. Inoltre il volume degli importi autorizzava più di qualche perplessità su questa stima.

Scarica i dati forniti dal

Ad agosto, grazie a una proficua interlocuzione con il ministero degli affari esteri e della cooperazione , ci è stato fornito un nuovo set di dati, aggiornati a luglio 2020 che, se pur indicati come in attesa di validazione finale da parte del comitato per l’aiuto allo sviluppo Ocse, risultano in effetti piuttosto diversi da quelli presentati e pubblicati ad aprile.

 

Foto Credit: Oxfam Italia

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