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Già rispetto ai dati del 2018 era emerso come in sede di legge di bilancio gli importi indicati dal ministero dell’interno per il settore della cooperazione risultassero ampiamente sovrastimati.

Quest’anno si è riproposto lo stesso problema, coinvolgendo però non solo le previsioni presenti nella legge di bilancio ma anche i dati preliminari presentati dall’Ocse nella prima rilevazione per il 2019.

Le previsioni della legge di bilancio 2019-2021

Ogni anno la legge di bilancio definisce le previsioni di spesa di ciascun ministero per il triennio successivo. In aggiunta la legge di riforma della cooperazione (l. 125/2014) ha stabilito per ragioni di trasparenza e leggibilità che il ministero dell’economia predisponga in questa occasione anche una tabella specifica nella quale devono essere indicate le spese previste da ciascun ministero riconducibili nell’ambito dell’aiuto pubblico allo sviluppo.

Stando a queste previsioni il rapporto Aps/Rnl nel 2019 avrebbe dovuto raggiungere quota 0,28%, meno dell’obiettivo dello 0,30, ma ben di più dello 0,25 finale del 2018. Questo dato tuttavia appariva da subito poco credibile, in particolare per quanto riguarda la componente degli importi indicati dal ministero dell’interno.

0,28% il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo stando alle previsioni della legge di bilancio 2019.

I fondi del ministero dell’interno destinati alla cooperazione riguardano quasi integralmente la voce di spesa “rifugiati nel paese donatore”, ovvero le spese sostenute per l’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo nel corso del primo anno dal loro arrivo.

Le regole del comitato Ocse Dac prevedono la possibilità di includere tra i fondi della cooperazione anche una parte delle spese sostenute per accogliere nel proprio paese richiedenti asilo e rifugiati. Vai a "Che cos’è il capitolo di spesa “rifugiati nel paese donatore”"

Analizzando i dati del ministero dell’interno indicati nella legge di bilancio 2019-2021, gli importi previsti per questa voce di spesa risultavano però vistosamente sovrastimati.

€ 1,67 miliardi gli importi previsti dal ministero dell’interno per la voce di spesa “rifugiati nel paese donatore” nel 2019.

Si tratta infatti di un importo superiore a quello effettivamente sostenuto nel 2017, anno in cui questa componente dell’aiuto pubblico allo sviluppo ha raggiunto il suo massimo (1,60 miliardi di euro), in coincidenza con il picco del fenomeno degli arrivi di migranti, richiedenti asilo e rifugiati.

La stima del segretariato Ocse

In effetti i dati preliminari Ocse hanno confermato come questa componente delle risorse per la cooperazione apparisse ampiamente sovradimensionata. Le cifre indicate ad aprile infatti riducono il rapporto Aps/Rnl in maniera significativa, portandolo allo 0,24%.

0,24% il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo stando ai dati preliminari Ocse.

Tuttavia, come abbiamo visto, in quest’occasione il dato italiano è stato accompagnato da una nota che specificava come gli importi indicati per il nostro paese fossero il risultato di una stima del segretariato Ocse. Sul perché questo fosse stato necessario e su quali basi il segretariato abbia poggiato le proprie stime però non è stato specificato.

In ogni caso confrontando gli importi appare abbastanza chiaro che il segretariato abbia basato le sue stime proprio sugli importi previsti in legge di bilancio. Questa deduzione poggia sul fatto che, se si esclude la spesa per i rifugiati, le cifre indicate per l’aiuto pubblico allo sviluppo dall’Ocse risultano praticamente identiche a quelle previste nella legge di bilancio. Al contrario una differenza consistente emerge proprio nella parte di spesa sostenuta per l’accoglienza dei migranti.

Sembra che il segretariato Ocse abbia ritenuto non attendibili le previsioni del ministero dell’interno.

Appare chiaro quindi come lo stesso segretariato Ocse abbia ritenuto poco credibili le cifre indicate in fase previsionale dal ministero dell’interno. Per risolvere questo problema sembra che il segretariato abbia deciso di riproporre per il 2019 importi per i rifugiati nel paese donatore (1,10 miliardi di dollari) sostanzialmente equivalenti a quelli sostenuti nel 2018 (1,12 miliardi di dollari).

Tuttavia anche gli importi indicati dall’Ocse sembravano sovrastimati. Infatti se da un lato è vero che nel 2018 si è assistito a un crollo nel numero di arrivi di richiedenti asilo e rifugiati in Italia, dall’altro bisogna considerare come nel corso del 2018 la spesa per i rifugiati nel paese donatore abbia riguardato anche una parte di richiedenti asilo e migranti arrivati nel nostro paese nel corso del 2017.

FONTE: Unhcr
(ultimo aggiornamento: venerdì 21 Agosto 2020)

Lo stesso ovviamente vale anche per il 2019 rispetto all'anno precedente. Tuttavia se nel 2017 il numero di arrivi ha sfiorato le 120mila unità nel 2018 questo dato è crollato arrivando a malapena a 23mila, dimezzandosi ulteriormente nel 2019 (poco più di 10mila arrivi).

Fatte queste considerazioni risulta difficile pensare che nel 2019 la spesa per i rifugiati possa essere stata equivalente a quella del 2018.

I dati del ministero degli esteri e il confronto con i precedenti

I dati che ci sono stati forniti dal ministero degli esteri hanno in effetti confermato queste aspettative. Gli importi indicati come spesa per i rifugiati nel paese donatore sono stati nuovamente rivisti a ribasso con una riduzione del 59,56% rispetto agli importi indicati dall'Ocse e del 76,23% rispetto a quanto indicato in legge di bilancio.

Come risultato dunque il rapporto Aps/Rnl italiano è passato da un 0,28% previsto allo 0,22 effettivo, una variazione molto significativa.

0,22% il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo stando ai dati del ministero degli esteri.

Il dato preliminare sarebbe in effetti risultato ancora più negativo (0,21% Aps/Rnl) se la spesa sostenuta al netto del costo dei rifugiati non avesse segnato con quest'ultimo aggiornamento una piccola variazione in positivo.

Si tratta probabilmente degli aggiustamenti estivi che aggiungono ogni anno al dato preliminare di aprile alcuni importi prima non disponibili, quali ad esempio i fondi derivanti dal 5xmille, i contributi delle attività di cooperazione delle autorità locali e altre voci minori.

 

Foto Credit: ministero dell'interno - Licenza

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