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I dati dell’Aps italiano sono in diminuzione per il secondo anno consecutivo in un contesto che vede l’impatto prodotto dalla pandemia globale. In questo scenario nuovo alcune scelte sono ancora più urgenti e necessarie.

La scelta della trasparenza

E’ necessario che le risorse dell’Aps stanziate siano effettivamente utilizzate in modo coordinato e coerente da tutti i ministeri nel rispetto delle finalità proprie della cooperazione internazionale.  Il loro iter dallo stanziamento iniziale in sede di legge di bilancio, fino alla loro destinazione finale deve essere chiaro e verificabile. E’ un impegno di trasparenza doveroso per la credibilità della nostra cooperazione, sia verso i paesi e i popoli in cui si opera, che verso il cittadino contribuente del nostro paese.

La scelta della coerenza

L’Aps ha degli scopi e delle finalità: la lotta alla povertà, lo sviluppo, il perseguimento di tutti degli obiettivi dell’Agenda 2030. In particolare lo stanziamento negli anni di una componente dell’Aps per i costi dei rifugiati risulta palesemente sovradimensionata rispetto all’evoluzione e ai numeri del fenomeno migratorio e quindi non giustificabile. Ci troviamo di fronte ad allocazione di fondi che entrano in bilancio come Aps e che poi solo in parte sono ritenute dall’Ocse eleggibili e computabili nell’aiuto pubblico italiano. Questo fenomeno configura da un lato una profonda incoerenza a dall’altro una gestione opaca da parte de mInistero dell’interno.

La scelta della qualità e dell’efficacia

A fronte di un quadro certo di riduzione delle risorse, dovuta alla congiuntura che stiamo vivendo, in tutte le componenti della cooperazione, sia bilaterale che multilaterale, vi deve essere un rapporto diretto tra le priorità dichiarate nelle strategie e nei documenti e l’effettiva allocazioni di risorse.

La scelta della programmazione

La prevedibilità delle risorse è un elemento inscindibile dall’efficacia. Si deve realizzare Attraverso una seria e ponderata programmazione che parta dalle previsioni triennali della legge di bilancio.

Le nostre richieste

Chiediamo pertanto al Parlamento e al Governo che a partire dalla prossima legge di bilancio:

  • nonostante le difficoltà in prospettiva triennale si produca una prima inversione di tendenza, garantendo livelli quantitativi di Aps stimabili attorno allo 0,27% nel rapporto Aps/Rnl. Considerando la prevista forte diminuzione del Pil e dell’Rnl riteniamo possibile attestarsi sulla cifra in termini reali di 4,5 miliardi di euro per l’Aps, segnando un ragionevole incremento rispetto ai 3,9 miliardi di euro del 2019.
  • Che sia rafforzata dal punto di vista delle risorse la componente bilaterale. Non a scapito della giusta vocazione multilaterale tradizionalmente espressa dal nostro paese, ma concentrando le risorse nel cosiddetto aiuto “genuino”.
  • Che si garantisca una chiara e trasparente rendicontazione nella programmazione delle risorse da parte del ministero dell’interno, in coerenza con le regole stabilite da parte del comitato sviluppo dell’Ocse.
  • Che vi sia una coerenza tra le priorità indicate nel documento di programmazione triennale e le effettive allocazioni per temi e settori. Ponendo particolare attenzione ad aumento di risorse verso i paesi Ldcs a più basso tasso di sviluppo, che è attualmente lontano dai livelli raccomandati dalle Nazioni unite.
  • Che il parlamento e le commissioni esteri preposte esercitino pienamente la funzione di indirizzo e di monitoraggio in termini di coerenza delle politiche della cooperazione italiana essendo a loro volta messe in grado di esercitare questa funzione attraverso la costante e puntuale trasmissione della documentazione prevista dalla legge 125/2014: documenti triennali, rapporti operativi e altre documentazioni prodotte dai ministeri interessati. Questo ultimo aspetto comporta il pieno e regolare funzionamento degli organi previsti dalla legge, Cncs (consiglio nazionale cooperazione allo sviluppo) e Cics (consiglio interministeriale per la cooperazione allo sviluppo) che in questi ultimi anni è stato molto carente.

Foto Credit: Oxfam Italia

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