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Il futuro di Roma, in quanto capitale di uno dei maggiori paesi europei, dipende molto anche dalla capacità di inserirsi e saper governare i processi che stanno avvenendo a livello globale. In particolare il processo di digitalizzazione in corso, e l’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo – e avranno in misura probabilmente sempre maggiore – sulla vita delle persone.

Sia per i singoli, le cui possibilità di trovare lavoro dipenderanno molto anche dalla capacità di padroneggiare strumenti e processi. Ma anche per le società, il cui sviluppo sarà sempre più legato al capitale umano di cui dispongono.

Perciò garantire a tutti, a prescindere dall’origine, competenze digitali adeguate è una sfida fondamentale per le istituzioni educative, alla pari dell’alfabetizzazione. La questione è anche e soprattutto sociale: il rischio concreto è lasciare fuori ampi settori della popolazione dal processo di digitalizzazione, condannandoli all’esclusione e alla marginalità. Ciò è particolarmente vero in un paese che è agli ultimi posti per competenze digitali, anche dei più giovani.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 15 Aprile 2020)

Per evitarlo, è decisivo il ruolo della scuola nel formare ragazze e ragazzi, fin dai primi anni, al pensiero logico e computazionale, ai linguaggi di programmazione, ai principi base della robotica. Aspetti molto complessi, e che per questo non hanno soluzioni facili o immediate.

Uno dei presupposti per innescare questo processo è che le scuole siano dotate di strumentazioni adeguate: pc, tablet e altri dispositivi. Ma quanto sono presenti queste dotazioni a Roma e nel Lazio?

Attraverso un'attività di web scraping delle scuole censite sul portale Scuola in Chiaro del Miur, le abbiamo raccolte (con il limite che per non tutti gli istituti il dato è disponibile). Nel Lazio, in particolare, il numero di pc e tablet è censito per circa due scuole su 3. Un dato di poco inferiore alla media nazionale (70%), ma lontano da altre regioni popolose come Lombardia (79%), Emilia Romagna (78%), Puglia (76%) e Veneto (75%).

Attenzione: il dato non deve essere letto come la percentuale di scuole che hanno almeno un pc, ma come la percentuale di scuole per cui è pubblicato sul portale Scuola in chiaro il dato sul numero di pc (che in alcuni casi può essere anche zero).

In verde, le scuole per cui l’informazione sul numero di pc/tablet è presente. In rosso quelle per cui il campo risulta non compilato.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Sempre nel Lazio, su 65 scuole per cui il dato è compilato, 46 dichiarano almeno un computer mentre 19 dichiarano di averne 0. In entrambi i casi si tratta di quote non troppo dissimili dalla media nazionale. Prendendo tutte le scuole presenti nel portale infatti, il 48% dichiara uno o più pc, mentre il 21% ne dichiara 0.

In blu, le scuole che dichiarano almeno un pc/tablet. In giallo, quelle per cui il dato dichiarato è 0. In rosso quelle per cui il campo risulta non compilato.

A causa di arrotondamenti, in alcuni casi il dato può essere diverso da 100.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Scendendo a livello comunale, la presenza del pc a scuola risulta eterogenea tra i comuni del Lazio. In questa regione gli alunni che frequentano scuole che dichiarano 0 pc sono generalmente meno della media nazionale. A Roma sono il 13,7% degli studenti: un dato più elevato di Frosinone (11,1%) e Viterbo (3,8%), ma inferiore rispetto a Rieti (14,2%) e Latina (24,3%). Su queste cifre però incide il diverso numero di scuole censite. Il 40,5% degli studenti della capitale frequenta infatti una scuola per cui non è disponibile il dato. Una quota superiore a quella di Viterbo (20,5%), Rieti (36,6%), Frosinone (21,6%) e Latina (27,0%).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

L'alta quota di alunni che frequentano scuole per cui il dato non è disponibile è tutt'altro che eccezionale, se si confronta la capitale con le altre maggiori città italiane. Isolando le 6 città italiane con oltre mezzo milione di abitanti, in tutte - tranne Genova - almeno due quinti degli studenti vanno in una scuola per cui l'informazione non risulta censita. In particolare Milano (38,6%), Roma (già citata con il 40,5%), Torino (42,6%), Palermo (46,6%) e infine Napoli, dove superano la metà del totale (52,8%).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

 

L'elevata quota di scuole per cui l'informazione non è disponibile rende difficile una valutazione su medie comunali. Basti confrontare Napoli (più bassa quota di alunni senza pc, ma anche più alta percentuale di alunni in scuole per cui non abbiamo il dato) con Genova (viceversa).

Perciò nel valutare il caso di Roma è necessario approfondire l'analisi a livello locale, scuola per scuola.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: sabato 1 Settembre 2018)

Emerge che le scuole per cui l'informazione sul numero di pc è più spesso disponibile si trovano nei municipi II (13% di alunni in scuole senza questa informazione) e VIII (13,8%). In 3 municipi almeno la metà degli studenti frequentano scuole per cui non è disponibile il dato, rendendo molto difficili valutazioni ulteriori. Tra questi, il XII (nel quadrante sud-occidentale, 56,1%), il I (comprendente il centro storico, 51,1%) e il X (ovvero la ripartizione che comprende il litorale di Ostia, 50%).

Fatta questa premessa, sono 3 i municipi dove circa un quinto degli alunni va in una scuola che dichiara 0 pc. Si tratta del XIV (area nord-ovest della capitale, 22,4% di alunni con 0 pc), il II (21,7% nel municipio a ridosso del centro storico, comprendente quartieri eterogenei come Flaminio, Parioli e San Lorenzo) e il V (19,7% nella ripartizione comprendente Pigneto e Centocelle). Per quest'ultimo in particolare, va rilevato come vi sia anche un'elevato numero di scuole per cui il dato non è disponibile (40,9%).

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle dotazioni digitali nelle scuole è il Miur (dati 2018).

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