A che punto siamo con la legge di bilancio Scadenze

Alla camera è stata votata la fiducia, ma il testo è ben lontano dall’essere definito. A Montecitorio, dove la manovra dovrà tornare, ora spazio al decreto fiscale.

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C’era molta attesa per la legge di bilancio.

Come abbiamo avuto modo di raccontare nel nostro report sui primi 100 giorni di governo, la manovra finanziaria avrebbe rappresentato il primo vero banco di prova per valutare l’attività del governo Conte.

Un provvedimento cruciale, considerando soprattutto le poche proposte normative presentate dall’esecutivo fino a settembre. Uno stallo, quello che ha caratterizzato i primi 100 giorni di governo, dovuto principalmente alla fase di studio tra 5stelle e Lega, e alle varie mosse portate avanti per cercare di rafforzare un’inedita alleanza di governo.

La legge di bilancio rappresentava il primo vero banco di prova per il governo Conte.

La lunga attesa per la manovra finanziaria è terminata lo scorso 15 ottobre, quando il governo Conte ha varato in consiglio dei ministri la legge di bilancio 2019. Il disegno di legge, presentato dal ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, affrontava, su carta, alcuni dei tanti punti programmatici del contratto di governo giallo-verde, e su cui c’era molta aspettativa: reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, flat tax e superamento della Fornero.

Passati oltre 2 mesi da quel giorno, l’approvazione del testo sembra però essere un discorso tutt’altro che chiuso. Come spesso è avvenuto nel corso della legislatura, dalla presentazione in conferenza stampa del provvedimento, al suo arrivo in parlamento sono passate circa 2 settimane. Una lunga attesa che però non è riuscita a risolvere alcune delle criticità che la sola presentazione della manovra aveva generato, soprattutto alla luce delle critiche sopraggiunte dalla commissione europea. Vediamo ora a che punto siamo.

L’anomalo voto di fiducia

La manovra finanziaria per legge deve essere approvata entro la fine dell’anno, ma giunti a fine novembre l’iter del provvedimento era ancora fermo al palo. Velocizzata la discussione per l’approvazione del decreto sicurezza, con ben 2 voti di fiducia, il governo ha ufficialmente aperto la sessione di bilancio con il mese di dicembre.

Proprio alla luce dei tempi sempre più stretti, il 7 dicembre scorso il governo ha quindi deciso di porre la fiducia sul testo. I 330 voti favorevoli e 219 contrari sono stati così il preludio all’approvazione incassata dal governo sul provvedimento il giorno successivo.

4 voti di fiducia su disegni di legge in discussione da inizio legislatura.

Dopo il voto sul milleproroghe, e la doppia fiducia sul decreto sicurezza, anche il destino della legge di bilancio è stato quindi legato a quello dell’esecutivo, con il quarto voto di fiducia da inizio legislatura per il governo Conte. È giusto sottolineare che nel primo semestre di attività il ricorso a questo strumento è stato molto limitato, specialmente in confronto agli esecutivi Renzi e Gentiloni.

Sono state contate le questioni di fiducia poste su disegni di legge in discussione.

FONTE: openpolis

La fiducia, sempre più abusata negli ultimi anni, viene generalmente utilizzata per blindare il testo in discussione e quindi velocizzare il dibattito parlamentare. Preludio all'approvazione del provvedimento e conseguente conclusione dell'iter. Vai a "Che cosa sono i voti di fiducia"

In questo caso però le cose non sono proprio andate così.

Diversi esponenti del governo, su tutti i 2 vice presidenti del consiglio, hanno infatti sottolineato come il testo al senato verrà cambiato. Sia Di Maio sulle pensioni d'oro che Salvini sull'ecotassa delle auto, solo per fare degli esempi, hanno dichiarato che la legge approvata a Montecitorio sarà ora ampiamente modificata. Ma essendo il nostro un bicameralismo perfetto, qualsiasi variazione affrontata al senato, costringerà il governo ad un secondo passaggio parlamentare alla camera. La domanda quindi sorge spontanea, perché velocizzare l'iter a Montecitorio se il testo della legge di bilancio non è ancora quello definitivo?

Perché è stata messa la fiducia su un testo non definitivo

I motivi possono essere tanti, ma sicuramente uno di questi riguarda l'agenda delle scadenze del governo.

Come avevano analizzato a fine novembre, l'elenco dei provvedimenti da adottare da qui a fine anno è lungo. Tra questi, oltre alla finanziaria, anche il decreto fiscale, già approvato a Palazzo Madama, che attende ora la conversione da parte della camera. Una conversione che deve avvenire per legge entro il prossimo 22 dicembre. Considerando i tanti nodi da sciogliere sulla legge di bilancio, si è preferito quindi spostare la trattazione al senato, così da lasciare spazio nel calendario dei lavori di Montecitorio alla discussione del decreto fiscale.

A Montecitorio si erano accavallati due provvedimenti con scadenze ravvicinate, oltre alla legge di bilancio anche il decreto fiscale.

Si è scelta quindi la via della navetta, visto che sicuramente la legge di bilancio richiederà quantomeno una seconda approvazione da parte della camera. Non si tratta però di una novità, considerando che tutte le manovre discusse nella scorsa legislatura avevano richiesto più letture. La differenza principale però riguarda le tempistiche: nella storia recente non era mai successo che la prima approvazione richiedesse così tanto tempo. Generalmente avveniva entro fine novembre, in questo caso abbiamo dovuto aspettare l'8 dicembre.

Quali saranno a questo punto i tempi della discussione? Il calendario dei lavori del senato pone martedì 18 dicembre come il termine ultimo per la presentazione in aula della relazione sul provvedimento della commissione bilancio. Tra una settimana esatta quindi andranno sciolti i numerosi nodi all'ordine del giorno, cercando di trovare il giusto compromesso tra le diverse anime del governo. Successivamente poi, tra il 20 e il 21 dicembre, il testo dovrebbe tornare alla camera per la terza e finale approvazione.

Cosa manca e cosa non va

Come visto i 2 governi precedenti facevano un ricorso molto più ampio alla fiducia, ma se l'attuale esecutivo nasceva anche con l'intenzione di rimettere il parlamento al centro delle dinamiche legislative, l'utilizzare questo strumento su un testo ancora da finalizzare va certamente nella direzione opposta. Come se non bastasse alcuni degli aspetti salienti della manovra, tra cui il reddito di cittadinanza e quota 100, saranno implementati attraverso disegni di legge collegati alla legge di bilancio. Proposte di legge che però non sono ancora state depositate, e i cui dettagli, anche per non aggiungere ulteriore carne sul fuoco, non sono stati ancora definiti. Vari elementi che confermano quanto la genesi delle proposte normative di questo esecutivo sia contorta e poco lineare.

Foto credit: Palazzo Chigi - Licenza

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