Cittadinanza, integrazione e religione degli stranieri in Italia Numeri alla mano

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I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Le acquisizioni di cittadinanza degli stranieri residenti in Italia“, “L’integrazione economica dei migranti in Italia” e “La presenza dei musulmani in Italia“.

31%

è la percentuale percepita di stranieri residenti, rispetto alla popolazione totale, dai cittadini italiani secondo uno studio Ipsos del 2019. I cittadini intervistati credono che gli stranieri in Italia siano un terzo della popolazione. I dati ci dicono, invece, che rappresentano l’8,4%. C’è quindi un gap di ben 22 punti percentuali tra percezione e realtà. Vai all’articolo.

2,4

milioni di persone è la somma di cittadini stranieri residenti in Italia ma provenienti dal continente europeo, vale a dire da paesi dell’Unione europea o da nazioni non comunitarie ma europee, come ad esempio l’Albania e l’Ucraina. Nel 2020, il 48% degli stranieri residenti in Italia proveniva dunque da paesi del vecchio continente. Vai al grafico.

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gli stranieri residenti che nel 2019 in Italia svolgevano lavori per i quali erano sovraqualificati (il 67,5% del totale). È un fenomeno che si chiama overqualification, secondo cui una persona ricerca o accetta un lavoro che richiede una preparazione tecnica o accademica inferiore a quella posseduta. Solitamente si tratta di lavori meno prestigiosi e meno retribuiti rispetto a quelli a cui, in teoria, il candidato potrebbe aspirare. Anche la disoccupazione è più diffusa tra gli stranieri. Basti pensare che le persone non italiane costituiscono l’8,4% della popolazione, ma rappresentano invece più del 15% dei disoccupati. Vai all’articolo.

51,9%

degli stranieri residenti in Italia professa la religione cristiana. Parliamo soprattutto di cristianesimo ortodosso, confessione dominante in alcune delle comunità straniere più numerose in Italia, come quelle composte da cittadini e cittadine provenienti da Romania e Ucraina. L’Islam si posiziona al secondo posto come religione più diffusa tra gli stranieri, con il 33,2%. In questo caso si tratta soprattutto di cittadini nordafricani (e in particolare marocchini), seguiti da persone provenienti da paesi del continente europeo (in primo luogo albanesi, seguiti da moldavi e kosovari) e poi da cittadini asiatici (in particolare originari di Bangladesh e Pakistan).  Vai al grafico.

1,2

sono i punti percentuali di cui è aumentata la quota di cittadini musulmani rispetto alla popolazione totale in Italia, tra il 2010 e il 2020, secondo il Pew Research Center. Tra gli stranieri residenti, gli islamici passano dal 32,9% del 2013 al 33,2% del 2020, con un aumento di solo lo 0,3% in 8 anni. Vai all’articolo.

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