La presenza dei musulmani in Italia

Negli ultimi anni, la presenza di musulmani e musulmane in Italia è cresciuta. Tuttavia, le persone che professano la religione cristiana rimangono la maggioranza, anche tra le comunità straniere.

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In queste settimane il tema dell’islam in Italia è tornato prepotentemente sotto i riflettori, a causa del drammatico caso di cronaca legato a Saman Abbas, ragazza pachistana residente in Emilia Romagna.

C’è chi sostiene che sia in corso un’invasione islamica, chi che l’islam semplicemente non sia compatibile con la cultura italiana. Il problema della radicalizzazione dei giovani e la questione della libertà religiosa, ne fanno un tema molto complesso. Uno dei problemi è legato alla conoscenza delle dimensioni reali della comunità islamica in Italia.

L’islam in Italia: una presenza relativamente modesta

Il panorama religioso italiano sta diventando sempre più variegato. La variazione non è solo quantitativa (le confessioni praticate in Italia hanno visto un aumento continuo negli anni), ma anche qualitativa, nel senso che le varie religioni si sono sovrapposte tra loro e influenzate. In parte per via di questa complessità, in parte per la difficoltà nel definire con precisione l’appartenenza religiosa delle persone (considerate anche le differenze tra credenti e praticanti), i dati su questo argomento non sono quasi mai di facile elaborazione e possono variare in base alle fonti che si utilizzano.

Secondo il Pew Research Center, l’Italia è all’80,8% cristiana. Al secondo posto per appartenenza religiosa figurano i non affiliati (atei e agnostici, insieme più di 8 milioni) e poi i musulmani. Questi sono circa 2,7 milioni, ovvero il 4,9% della popolazione residente in Italia. Questo dato comprende sia i cittadini italiani sia quelli residenti con cittadinanza straniera. In quanto a componente musulmana della popolazione, l’Italia si posiziona al di sotto della media europea, pari al 6,8%.

2,7 milioni di musulmani, tra cittadini italiani e stranieri, residenti in Italia nel 2020

Anche tra gli stranieri, il cristianesimo è la prima religione di appartenenza

Il centro di studi e ricerche Idos ha raccolto nel suo annuale dossier statistico i dati sull’appartenenza religiosa degli stranieri. Questi dati rivelano che l’islam non è la religione più diffusa tra gli stranieri. Anche tra gli stranieri, che nel 2020 costituiscono l’8,4% della popolazione residente in Italia, il cristianesimo è la prima tra le religioni di appartenenza.

In Italia, 3 stranieri residenti su 10 sono cristiani ortodossi.

Qui parliamo soprattutto di cristianesimo ortodosso, che è la confessione dominante in alcuni dei principali paesi di provenienza degli stranieri residenti in Italia – Romania ed Ucraina in maniera particolare. Tre quarti dei cristiani non italiani, ma residenti nel nostro paese, provengono da paesi del continente europeo. Parliamo della quasi totalità degli ortodossi in Italia. Tra i cattolici, invece, altri gruppi importanti provengono da Perù, Ecuador, Filippine e Nigeria.

L’Islam si posiziona al secondo posto come religione più diffusa tra gli stranieri. In questo caso si tratta soprattutto di cittadini nordafricani (e in particolare marocchini), seguiti da persone provenienti da paesi del continente europeo (in primo luogo albanesi, seguiti da moldavi e kosovari) e poi da cittadini asiatici (in particolare originari di Bangladesh e Pakistan).

Sotto la voce “cristiani” sono inclusi: ortodossi (28,9%), cattolici (17,7%), protestanti (4,4%) e altri (0,9%). Come “altre religioni orientali” si intendono le religioni orientali meno diffuse rispetto a induismo e buddhismo, tra le quali confucianesimo, taoismo e shintoismo. Con “religioni tradizionali” ci si riferisce invece alle religioni dell’Africa sub-sahariana sprovviste di fondazioni scritturali e dottrine codificate. I dati sono stime basate sulla religione predominante nei vari paesi di provenienza dei migranti. Infatti, non esistono dati specifici sulle confessioni religiose.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Idos
(ultimo aggiornamento: martedì 15 Giugno 2021)

La presenza di stranieri musulmani in Italia non ha registrato un grande cambiamento negli ultimi anni. Nel 2020, infatti, si è attestata allo stesso livello del 2014 e, per quanto durante questo intervallo di tempo ci sia stato un calo e poi una risalita, si tratta di variazioni piuttosto modeste: tra il punto più basso (32,2% del totale degli stranieri in Italia, nel 2015) e quello più alto (33,2% nel 2020) c'è un solo punto percentuale di differenza.

Questo dato non tiene però conto della naturalizzazione di molti musulmani: secondo le stime del Pew Research Center, infatti, tra il 2010 e il 2020 la componente musulmana della popolazione italiana sarebbe aumentata di 1,2 punti percentuali, passando dal 3,7% nel 2010 al 4,9% nel 2020.

I dati indicano la percentuale di musulmani tra i residenti stranieri (che non hanno la cittadinanza italiana). Tutti i dati sull’appartenenza religiosa sono stime realizzate a partire dalla confessione dominante nei paesi di provenienza dei migranti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Idos
(ultimo aggiornamento: martedì 15 Giugno 2021)

Foto credit: Hector J. Rivas - licenza

 

 


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