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	<title>Potere politico Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 30 Jun 2026 09:29:05 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=309200</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra scadenze ancora da verificare, nuove revisioni e dati non aggiornati è difficile capire a che punto siamo davvero. Servirà tempo per valutare l’impatto sul paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/">Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>30 giugno</strong> <strong>2026</strong> rappresenta un passaggio molto importante nell&#8217;attuazione del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Segna infatti la conclusione del cronoprogramma italiano riguardante il completamento delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a>. Occorre specificare però che <strong>non si tratta propriamente della conclusione</strong> <strong>del Pnrr</strong>. In base alle più recenti <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/publications-0/guidelines-member-states-operational-aspects-related-final-phase-and-closure-recovery-and-resilience_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">linee guida</a> fornite dalla Commissione europea infatti gli stati membri hanno tempo fino al <strong>31 agosto per presentare le ultime richieste di pagamento</strong>. Successivamente Bruxelles dovrà verificare il raggiungimento degli obiettivi dichiarati e completare le procedure di erogazione entro la fine dell&#8217;anno. Inoltre, gli obblighi di monitoraggio e rendicontazione continueranno anche dopo il 2026.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>È online la versione aggiornata di OpenPNRR</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Ad oggi in effetti<strong> non sono disponibili dati aggiornati</strong> né sul livello effettivo di completamento di milestone e target né sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati. Su questo fronte il documento più recente è la relazione semestrale della <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/Notizie/DettaglioNotizia?Id=04a4b7cd-d77f-49e7-b9b7-e24fe8edac7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del Pnrr, pubblicata alla fine di maggio. Secondo i giudici contabili, ad aprile, <strong>delle 159 scadenze europee previste per il primo semestre del 2026, 11 risultavano già completate</strong> mentre la quasi totalità delle altre era ancora in corso di realizzazione. Sempre la corte, in un recente <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=bd3bb820-28ab-4878-8593-150b1bb7b2d8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a>, ha fatto il punto circa il livello di completamento delle opere pubbliche finanziate dal piano.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">36,7% </span>le opere pubbliche finanziate dal Pnrr già concluse secondo la Corte dei conti.</p>
			        </section>
		


<p>Come abbiamo spiegato in questo <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo</a>, <strong>non tutte le misure e i progetti dovranno necessariamente concludersi entro giugno</strong>. Tuttavia non c&#8217;è dubbio che il lavoro da fare nei prossimi mesi sia ancora molto.</p>



<p>A rendere ancora più complesso il quadro c&#8217;è il fatto che il governo ha recentemente trasmesso una <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/comunicati-stampa/pnrr-a-palazzo-chigi-la-cabina-di-regia-sulla-proposta-di-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nuova proposta di revisione del Pnrr</a>, che al momento <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/timeline.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non ha ancora ottenuto il via libera</a> delle istituzioni europee. Si tratta dell&#8217;ennesimo intervento di rimodulazione che conferma come il percorso attuativo sia tutt&#8217;altro che concluso.</p>



<p>Dato questo scenario, risulta abbastanza evidente l&#8217;importanza di <strong>continuare a monitorare l&#8217;andamento del piano nei prossimi mesi</strong>. Sia per capire quali traguardi sono stati raggiunti, sia per comprendere meglio l&#8217;impatto del Pnrr sul sistema paese. </p>



<p>Su quest&#8217;ultimo aspetto in particolare, in attesa di dati più aggiornati, le prime analisi mostrano come il piano abbia contribuito in modo significativo alla <strong>ripresa degli investimenti pubblici</strong>, alla crescita economica e al <strong>miglioramento di alcuni aspetti organizzativi della pubblica amministrazione</strong>. Al tempo stesso restano aperti interrogativi importanti sulla capacità di completare gli interventi nei tempi previsti e soprattutto sugli effetti concreti che questi avranno nel lungo periodo.</p>


<div id="ad-aprile-litalia-aveva-completato-11-delle-159-scadenze-del-pnrr-previste-per-giugno-2026" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le ultime novità sull&#8217;attuazione del Pnrr</h3>



<p>Ad oggi l&#8217;Italia ha già ricevuto nove delle dieci rate previste dal Pnrr per un totale di <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/comunicati-stampa/pnrr-l-italia-riceve-il-pagamento-della-nona-e-penultima-rata-pari-a-12-8-miliardi-di-euro-connessa-al-conseguimento-di-50-obiettivi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">166 miliardi di euro</a>. Resta però da conseguire la rata finale, che è anche quella più complessa. Per il primo semestre del 2026 sono infatti previste <strong>159 scadenze europee</strong> da raggiungere. Secondo la già citata relazione della Corte dei conti, 11 risultavano già completate, 147 erano ancora in corso di conseguimento e una risultava ancora da avviare.</p>


<div id="strillo-testo-block_7700a4f3d197f8e376d50ab9a8961cb2" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La Corte dei conti reputa problematico il raggiungimento di alcune scadenze.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Tra gli obiettivi e traguardi ancora aperti, la maggior parte non presenta particolari criticità. In particolare 109 scadenze sono classificate a basso rischio e 36 a difficoltà media. Restano però alcuni obiettivi considerati più problematici. Tra questi figura la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1489/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma</a> per la razionalizzazione e la semplificazione degli <strong>incentivi alle imprese</strong>. In questo caso le modifiche intervenute durante l&#8217;iter di approvazione hanno sollevato dubbi sulla piena coerenza con quanto concordato con Bruxelles. A rischio anche il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/908/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> relativo ai <strong>centri di trasferimento tecnologico</strong>, che richiede l&#8217;erogazione di 330 milioni di euro a favore di almeno 45 poli. Su questo fronte le difficoltà riguardano le procedure di controllo necessarie per autorizzare i pagamenti finali. Criticità infine anche per la tratta ferroviaria <a href="https://openpnrr.it/scadenze/690/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Orte-Falconara</a>, dove pesano i ritardi accumulati nel cronoprogramma dei lavori.</p>


<div id="le-opere-pubbliche-gia-completate-sono-poco-piu-di-un-terzo-ma-valgono-circa-il-6-degli-investimenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Sul fronte finanziario si registra invece una significativa accelerazione. A febbraio 2026 la spesa sostenuta aveva raggiunto i <strong>113,5 miliardi di euro</strong>. I pagamenti formalmente dichiarati dai soggetti attuatori ammontavano invece a <strong>60,6 miliardi</strong>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">58% </span>la spesa già dichiarata come sostenuta dalle amministrazioni titolari di misure Pnrr (febbraio 2026).</p>
			        </section>
		


<p>Più articolato il quadro relativo alle <strong>opere pubbliche</strong>. Secondo la Corte, i progetti effettivamente conclusi rappresentano il <strong>36,7%</strong> del totale. Se però si considera il valore economico degli interventi, la quota scende al <strong>6,2%</strong>. Segno che le opere di maggiori dimensioni si trovano ancora prevalentemente in fase realizzativa. Considerando anche gli interventi in collaudo, la quota di progetti conclusi o vicini al completamento sale al <strong>48,5%</strong>. A livello finanziario tali progetti rappresentano però il <strong>12,4%</strong> del valore complessivo. Restano quindi in esecuzione opere per oltre <strong>75 miliardi di euro</strong>.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Tra le principali evidenze, i progetti si confermano procedere più rapidamente nel Mezzogiorno rispetto alla media nazionale, mentre nel Nord i tempi risultano più lunghi. L’apparente situazione di vantaggio in cui vengono a trovarsi le Regioni meridionali può dipendere tanto da una minore dimensione finanziaria dei progetti, quanto dalle procedure messe a punto per accelerare le fasi di assegnazione e stipula dei lavori, che tradizionalmente sono meno rapide nel Mezzogiorno che nel resto del paese.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=bd3bb820-28ab-4878-8593-150b1bb7b2d8" target="_blank">&#8211; Corte dei conti, Relazione sul rendiconto generale dello stato 2025 (24 giugno 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>La stessa Corte evidenzia che il programma è ormai entrato nella piena fase operativa, anche se <strong>non parrebbe essere stato recuperato il ritardo accumulato</strong> negli anni precedenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il confronto internazionale</h3>



<p>Un elemento interessante da considerare riguarda il confronto internazionale. Spesso infatti il governo ha fatto riferimento a un presunto <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128#:~:text=%E2%80%9CCon%20l%E2%80%99approvazione%20del,Consiglio%2C%20Giorgia%20Meloni." target="_blank" rel="noreferrer noopener">primato italiano</a> nell&#8217;attuazione del Pnrr. Si tratta di un&#8217;affermazione che deve essere contestualizzata. Se infatti si prende il mero rapporto tra scadenze già raggiunte rispetto al totale di quelle previste ci sono dei paesi che fanno meglio. L&#8217;<strong>Italia</strong> infatti si attesta al 72% in base ai <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/milestones_and_targets.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> della Commissione europea. La quota più alta in assoluto è però quella della <strong>Francia</strong> con l’83%. Ci sono poi altri paesi con una percentuale superiore a quella italiana. Si tratta di Germania, Danimarca, Austria e Malta.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/">La Francia è il paese più avanti nell&#8217;attuazione del proprio Pnrr</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-e-il-paese-piu-avanti-nellattuazione-del-proprio-pnrr/">La quota di scadenze dei piani nazionali di ripresa e resilienza già completate dai vari Stati europei</a></h3>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>Tale dinamica è dovuta a diversi fattori. Non ultimo il fatto che, con le varie revisioni, <strong>molte scadenze sono state posticipate</strong> all&#8217;ultimo momento utile. Inoltre c’è da dire che il livello di complessità dei piani nazionali è molto eterogeneo. Se ad esempio prendiamo in considerazione la <strong>Spagna</strong>, secondo paese europeo a ricevere più risorse dopo l&#8217;Italia, possiamo osservare come questa si fermi ad appena il <strong>54%</strong> di scadenze già rendicontate.</p>


<div id="il-governo-ha-presentato-una-nuova-richiesta-di-revisione-che-rialloca-oltre-2-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Una nuova revisione del Pnrr</h3>



<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione, il Pnrr non si conclude oggi quindi. Anche perché il governo nel frattempo ha presentato una <strong>nuova richiesta di revisione del piano</strong>, richiesta che è tuttora pendente.</p>



<p>Secondo quanto <a href="https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/audizione-del-ministro-gli-affari-europei-il-pnrr-e-le-politiche-di-coesione-tommaso-foti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">illustrato</a> dal ministro <strong>Tommaso Foti</strong>, la proposta comprende circa 90 modifiche di carattere tecnico e una rimodulazione finanziaria. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di riallocare risorse provenienti da interventi che presentano difficoltà attuative o che risultano incompatibili con le tempistiche europee.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">2,1 mld € </span>le risorse riallocate con l&#8217;ultima revisione del Pnrr.</p>
			        </section>
		


<p>Tra le principali riduzioni figurano circa <strong>1,29 miliardi di euro</strong> sottratti a misure del ministero delle infrastrutture. A ciò si aggiungono anche definanziamenti che riguardano il <strong>parco agrisolare</strong>, la meccanizzazione agricola, le <strong>colonnine di ricarica elettrica</strong>, gli investimenti per fognature e alcune misure relative alle materie prime critiche.</p>



<p>Particolarmente significativa è inoltre la decisione di spostare fuori dal perimetro del piano <strong>circa 500 milioni di euro </strong>relativi al credito d&#8217;imposta alla zona economica speciale unica, a causa delle difficoltà di rendicontazione incompatibili con le scadenze europee.</p>



<p>Le risorse liberate verrebbero destinate principalmente all&#8217;<strong>efficientamento energetico dell&#8217;edilizia residenziale pubblica</strong>, all&#8217;<strong>industria 5.0</strong>, all&#8217;<strong>housing sociale</strong>, alle comunità energetiche e ad altri interventi ritenuti più facilmente raggiungibili.</p>


<div id="nel-2026-il-contributo-del-pnrr-al-pil-dovrebbe-toccare-il-suo-apice" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del Pnrr sull&#8217;economia italiana</h3>



<p>Al di là dello stato di avanzamento delle singole misure, una delle domande più rilevanti riguarda gli <strong>effetti concreti prodotti dal piano sull&#8217;economia italiana</strong>. Detto che per fare valutazioni più puntuali sarà necessario attendere la conclusione effettiva del Pnrr e la pubblicazione di dati più aggiornati, nelle ultime settimane alcuni istituti autorevoli hanno iniziato a proporre alcune valutazioni.</p>


<div id="strillo-testo-block_cf1b7dd5a120946efa4c057433d7f7f0" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Uno degli obiettivi del Pnrr era rilanciare gli investimenti pubblici. </p>
			        </section>
		</div>



<p>Un primo elemento da rimarcare riguarda il fatto che il Pnrr ha effettivamente contribuito a rilanciare gli investimenti pubblici dopo anni di stagnazione. Secondo uno <a href="https://www.sdabocconi.it/it/sda-bocconi-insight/complab/pnrr-e-crescita-il-dibattito-che-manca-davvero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio</a> della Bocconi su dati <a href="https://www.oecd.org/it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oecd</a> infatti, tra il 2021 e il 2024 <strong>l&#8217;Italia ha recuperato il forte divario che si era accumulato rispetto alla Germania</strong>. Gli investimenti pubblici sono tornati a livelli che non si registravano dall&#8217;inizio degli anni Duemila, raggiungendo il <strong>3,8% del Pil nel 2025</strong>. </p>



<p>Anche le <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2026/06/UPB-Rapporto-sulla-politica-di-bilancio-2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">simulazioni</a> dell&#8217;<strong>Ufficio parlamentare di bilancio</strong> evidenziano un contributo significativo alla crescita economica. Secondo le stime, l&#8217;impatto del Pnrr sul Pil raggiungerà il suo massimo proprio nel 2026, con <strong>un incremento compreso tra l&#8217;1,8% e il 2,1% rispetto allo scenario di base</strong>. Le sole sovvenzioni europee determinerebbero un effetto positivo pari allo <strong>0,8%</strong>.</p>



<p>L&#8217;importanza del piano emerge soprattutto considerando che, <strong>in assenza degli investimenti aggiuntivi finanziati dal Pnrr, la crescita economica italiana sarebbe stata significativamente più debole</strong>, rischiando la stagnazione. Negli anni successivi lo stimolo tenderà fisiologicamente ad attenuarsi, ma secondo le stime continuerà a produrre effetti positivi anche nel medio periodo.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/">Nel 2026 atteso il picco dell&#8217;impatto del Pnrr sul Pil</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2026-atteso-il-picco-dellimpatto-del-pnrr-sul-pil/">Impatti macroeconomici stimati del Pnrr e delle sovvenzioni (variazioni percentuali)</a></h3>
                                    </div>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_309197_tab3"><p>Gli effetti del Pnrr sul Pil sono stati calcolati sulla base del <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2018/01/Nota-tecnica-previsione-macro-UPB.pdf" target="_blank" rel="noopener">modello MeMo-It</a> sviluppato da Istat. È particolarmente adatto a calcolare come l&#8217;immissione di nuovo denaro nel sistema si traduca in maggiore domanda di beni e servizi, calcolando i cosiddetti &#8220;moltiplicatori di bilancio&#8221;. Ovvero a fronte delle risorse spese dallo Stato, quanta parte si trasforma in un aumento effettivo della ricchezza prodotta dall&#8217;economia.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Ufficio parlamentare di bilancio e Ministero dell&#8217;economia                                                                <br>(pubblicati: mercoledì 10 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-309197"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Anche dal punto di vista della capacità amministrativa il Pnrr ha avuto un impatto importante. La <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> ad esempio ha evidenziato segnali di <strong>miglioramento nell&#8217;efficienza</strong> della Pa.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nonostante i limiti ancora esistenti nella capacità amministrativa e nella dotazione di personale di alcuni enti pubblici, vi sono indicazioni di un miglioramento nell’efficienza delle procedure di spesa e nella gestione degli appalti pubblici. Alla fine del 2025 era stato assegnato l’85 per cento delle risorse del PNRR e ne era stato speso il 54, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quanto si era registrato per i fondi di coesione del ciclo 2014‑20 allo stesso stadio di attuazione.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank">&#8211; Relazione annuale Banca d’Italia (29 maggio 2026)</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>Resta tuttavia aperta una questione di fondo. Secondo la <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corte dei conti</a>, nel corso degli anni <strong>il Pnrr è progressivamente passato dall&#8217;essere uno strumento fortemente orientato alla trasformazione strutturale del paese a un piano sempre più concentrato sul raggiungimento delle scadenze</strong>, sulla certificazione dei risultati entro i termini previsti per non perdere le risorse europee. Un&#8217;evoluzione comprensibile alla luce delle difficoltà attuative, ma che pone interrogativi sulla capacità del piano di raggiungere quelle che erano le ambizioni originarie.</p>


<div id="un-sistema-di-monitoraggio-efficace-e-accessibile-e-fondamentale-anche-in-vista-del-prossimo-bilancio-pluriennale-dellue" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le prossime sfide</h3>



<p>Il 30 giugno rappresenta dunque un passaggio importante ma <strong>non può essere considerato il punto di arrivo del Pnrr</strong>. Nei prossimi mesi sarà necessario verificare il raggiungimento effettivo delle ultime scadenze, attendere la valutazione della Commissione europea e monitorare l&#8217;attuazione delle numerose opere che proseguiranno anche oltre il termine del cronoprogramma europeo.</p>



<p>Allo stesso tempo sarà fondamentale spostare progressivamente l&#8217;attenzione dai soli adempimenti procedurali agli <strong>effetti concreti prodotti sui territori</strong>. Il vero banco di prova infatti non sarà soltanto la capacità di certificare milestone e target ma quella di valutare se gli investimenti realizzati avranno effettivamente contribuito a modernizzare il paese.</p>


<div id="strillo-testo-block_05d0b356569570b01fe9090ecb7a5bdb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Dati aggiornati e strumenti di monitoraggio accessibili sono elementi essenziali per valutare l&#8217;impatto delle politiche pubbliche.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Per raggiungere questo obiettivo sarà però necessario disporre di <strong>strumenti di monitoraggio adeguati</strong>. Non solo per le amministrazioni coinvolte nell&#8217;attuazione del piano, ma anche per gli analisti, i ricercatori, gli organi di controllo e più in generale per i cittadini. La disponibilità di dati completi, aggiornati e facilmente accessibili rappresenta infatti una condizione essenziale per valutare l&#8217;efficacia delle politiche pubbliche e verificare come vengono utilizzate le risorse europee.</p>



<p>Si tratta di un tema destinato ad assumere un&#8217;importanza crescente anche negli anni a venire. Il modello Pnrr infatti sarà verosimilmente replicato anche nel <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2026/06/19/european-council-conclusions-on-the-next-multiannual-financial-framework-migration-illicit-drugs-the-republic-of-moldova-western-balkans-and-other-items/?utm_source=brevo&amp;utm_campaign=AUTOMATED%20-%20Alert%20-%20Newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_id=3318" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prossimo bilancio pluriennale dell&#8217;Unione europea</a>. Proprio per questo motivo è fondamentale che l&#8217;esperienza maturata in questi anni non venga dispersa. Solo così sarà possibile non soltanto esprimere un giudizio definitivo sul Pnrr ma anche trarre insegnamenti utili per le future politiche di investimento europee.</p>



<p>Foto: <a href="https://www.governo.it/it/articolo/presentazione-rapporto-2026-sulla-ricostruzione-centro-italia-il-messaggio-del-presidente" type="link" id="https://www.governo.it/it/articolo/presentazione-rapporto-2026-sulla-ricostruzione-centro-italia-il-messaggio-del-presidente">governo.it</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/">Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308904</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il tema del diritto all'abitare è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico. Il Pnrr prevedeva diversi investimenti in questo ambito ma nel tempo si è assistito a significativi definanziamenti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/">Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tema delle <strong>periferie</strong> e dell&#8217;<strong>emergenza abitativa</strong> è sempre più al centro del dibattito pubblico. Anche il governo ha recentemente annunciato un nuovo <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2026;66" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano casa</a>. Prosegue inoltre la discussione sulle misure necessarie per contrastare il <strong>degrado urbano</strong> e lo <strong>spopolamento</strong> di molti territori.</p>



<p>Quando si parla di periferie, tuttavia, si rischia spesso di fare ragionamenti troppo generalizzati. Non esiste infatti una definizione univoca. Sono periferie le <strong>aree interne</strong> che da anni perdono popolazione e servizi essenziali. Sono periferie i <strong>quartieri marginali delle grandi città</strong> caratterizzati da difficoltà sociali e strutture spesso fatiscenti. Così come sono periferie anche molte <strong>zone suburbane</strong> che, pur essendo prossime ai principali centri abitati, subiscono gli effetti dell&#8217;aumento dei costi abitativi.</p>



<p>Per questo motivo le politiche pubbliche devono <strong>affrontare il fenomeno in modo multidimensionale</strong> tenendo insieme accesso ai servizi, mobilità, qualità dell&#8217;abitare e rigenerazione degli spazi urbani. Anche il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) è intervenuto su questi aspetti attraverso una serie di investimenti destinati alla rigenerazione urbana, all&#8217;edilizia sociale e alla riqualificazione dei quartieri più fragili.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">6,7 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare.</p>
			        </section>
		


<p>In questo articolo approfondiremo questi temi, partendo da alcuni dati che abbiamo presentato nell&#8217;ambito dei lavori della <a href="https://webtv.camera.it/evento/30321" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commissione parlamentare sulle periferie</a>. Successivamente passeremo in rassegna alcuni degli investimenti del Pnrr. Verificheremo come le risorse siano distribuite sul territorio e quale sia lo stato di avanzamento dei progetti finanziati.</p>



<p>Dall&#8217;analisi di queste misure emerge come alcune di queste abbiano subito un <strong>significativo definanziamento</strong>. Ciò perché in molti casi i progetti presentati dai comuni non erano compatibili con vincoli e tempistiche del piano. Tali progetti saranno comunque portati a conclusione con altre fonti di finanziamento ma allo stato attuale <strong>non è possibile un loro monitoraggio</strong> approfondito.</p>


<div id="molti-cittadini-si-spostano-verso-i-grandi-centri-urbani-dove-ci-sono-maggiori-opportunita-e-servizi-questo-mette-le-citta-sotto-pressione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Le periferie tra spopolamento, crisi abitativa e pressione urbana</h3>



<p>Negli ultimi anni le dinamiche demografiche e socioeconomiche hanno accentuato la distanza tra territori attrattivi e aree in declino. <strong>I dati mostrano come la popolazione continui a concentrarsi nei comuni polo e di cintura, dove si trovano maggiori opportunità occupazionali e una migliore dotazione di servizi</strong>. </p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I comuni &#8220;polo&#8221; sono quelli che offrono le migliori opportunità in termini di lavoro, scuola, salute e mobilità.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/">
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Tra il 2014 e il 2023 la popolazione italiana è diminuita del 2,2%. <strong>Il calo tuttavia è stato molto più marcato nelle aree interne</strong>: -5,84% nei comuni periferici e -7,12% in quelli ultraperiferici. Al contrario, i comuni polo (-1,63%) e quelli di cintura (-1,32%) hanno mostrato una maggiore capacità di tenuta. Come si vede nel grafico, fatto 100 il dato del 2014, dopo un decennio i residenti sono scesi sotto i 95 nelle aree distanti dai poli, contro i 98,7 dei comuni di cintura e i 98,4 dei poli.</p>



<p>Questa dinamica conferma l&#8217;esistenza di una <strong>crescente frattura territoriale</strong>. Da un lato vi sono i territori maggiormente integrati nei circuiti economici e produttivi, capaci di attrarre (o almeno mantenere) residenti e investimenti. Dall&#8217;altro le aree che continuano a perdere popolazione a causa della carenza di servizi e opportunità lavorative.</p>


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                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">Andamento della popolazione residente nei comuni italiani (2014-2023)</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli/">In Italia la popolazione si sposta verso comuni di cintura e poli &#8211; Andamento della popolazione residente nei comuni italiani (2014-2023)</a></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308902_tab3"><p>Il grafico mostra la variazione nel numero dei residenti presenti nei comuni italiani suddivisi per categoria in base ai servizi che mettono a disposizione dei propri cittadini: i comuni polo sono generalmente i centri principali e sono baricentrici in termini di servizi; i comuni ultraperiferici sono invece i più lontani dai poli (più di un&#8217;ora) e i più carenti in termini di servizi. Per approfondire <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui.</a></p>
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                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Istat                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Marzo 2025)
                                        </p>
                </div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-italia-la-popolazione-si-sposta-verso-comuni-di-cintura-e-poli.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-308902"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Parallelamente, <strong>le grandi città sono sottoposte a una pressione crescente sul fronte abitativo</strong>. L&#8217;aumento dei prezzi delle abitazioni e degli affitti, insieme alla diffusione degli affitti brevi turistici nelle principali città d&#8217;arte, rende sempre più difficile per molte famiglie risiedere nelle aree centrali.</p>


<div id="tra-il-2021-e-il-2025-in-alcuni-quartieri-di-prima-periferia-di-milano-e-roma-gli-affitti-sono-aumentati-di-oltre-il-50" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




<div id="strillo-testo-block_a060119e89d5e36ba8827899b4dda4cb" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Nelle grandi città i quartieri semi-centrali sono diventati appetibili, con conseguente aumento dei costi.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Si genera così un effetto a catena. <strong>I residenti vengono progressivamente spinti verso quartieri semicentrali, periferici o verso l&#8217;hinterland</strong>. Questo determina una crescita della domanda abitativa anche nelle aree esterne, con conseguente aumento dei prezzi e degli affitti. In base ai dati dell&#8217;<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/omi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio del mercato immobiliare</a>, in alcune periferie di <strong>Milano</strong>, tra il 2021 e il 2025, i canoni di locazione sono <strong>aumentati fino al 60%</strong>. A <strong>Roma</strong> gli incrementi hanno raggiunto il 50% in alcuni quartieri ben collegati al centro, mentre a <strong>Napoli</strong> si registrano aumenti prossimi al 30%.</p>



<p>Le città diventano quindi <strong>luoghi sempre più attrattivi ma al tempo stesso sempre meno accessibili</strong>, soprattutto per le famiglie a basso reddito. Garantire il diritto all&#8217;abitare e migliorare la qualità delle periferie rappresenta oggi una sfida cruciale. Non soltanto per le grandi aree metropolitane ma anche per i territori più fragili e marginali del paese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le misure del Pnrr in tema di abitazioni e rigenerazione urbana</h3>



<p>Per cercare di contrastare almeno in parte questi fenomeni, nel Pnrr sono previsti diversi investimenti. Le principali misure riguardano la <a href="https://openpnrr.it/misure/211/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rigenerazione urbana</a>, l&#8217;<a href="https://openpnrr.it/misure/215/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">edilizia sociale</a> e i <a href="https://openpnrr.it/misure/402/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani urbani integrati</a> per le aree metropolitane. Nei prossimi paragrafi approfondiremo questi investimenti e il loro stato di avanzamento, avvalendoci anche delle più recenti documentazioni disponibili in materia. Vale a dire i dati sui <a href="https://openpnrr.it/progetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetti</a> finanziati a febbraio 2026, la <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Relazioni%20al%20Parlamento%20sullo%20stato%20di%20attuazione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> del governo sullo stato di attuazione del Pnrr e la <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/Notizie/DettaglioNotizia?Id=04a4b7cd-d77f-49e7-b9b7-e24fe8edac7f" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione semestrale</a> della Corte dei conti. Da notare che tutte queste misure rientrano tra quelle per cui <strong>la scadenza del 30 giugno per la conclusione dei progetti è inderogabile</strong>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Vi sono poi anche altri investimenti che intervengono in questo ambito ma che non approfondiremo in quanto non sono disponibili informazioni di dettaglio sui progetti finanziati. Si tratta dello <a href="https://openpnrr.it/misure/437/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">strumento finanziario</a> per l&#8217;efficientamento energetico dell&#8217;edilizia residenziale pubblica (in questo caso si prevede entro il 2026 esclusivamente l&#8217;istituzione del fondo, mentre i progetti potranno essere realizzati anche successivamente) e della misura <a href="https://openpnrr.it/misure/348/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell&#8217;edilizia residenziale pubblica</a> (finanziata dal piano nazionale complementare). Tutte insieme queste misure cubano circa <strong>6,7 miliardi di euro</strong>.</p>


<div id="il-pnrr-mette-in-campo-circa-7-miliardi-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare-nel-tempo-pero-ce-stato-un-definanziamento-di-29-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Rigenerazione urbana</h3>



<p>L&#8217;investimento denominato &#8220;Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale&#8221; ha una dotazione complessiva di circa <strong>2 miliardi di euro</strong>. Tra i progetti che si puntava a realizzare figuravano il recupero di aree pubbliche, la rifunzionalizzazione di edifici esistenti, la realizzazione di servizi sociali, culturali ed educativi oltre a interventi per la mobilità sostenibile.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Come saranno finanziate le misure stralciate dal Pnrr</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>L&#8217;investimento ha subito una profonda revisione nel corso del tempo. Tra il 2023 e il 2025 infatti una quota rilevante di progetti è stata spostata fuori dal perimetro del piano europeo e rifinanziata attraverso risorse nazionali. In base alle diverse relazioni presentate dall&#8217;esecutivo, la modifica si è resa necessaria perché <strong>molti degli interventi presentati dagli enti locali avevano caratteristiche e dimensioni differenti rispetto a quelle ipotizzate nella fase di progettazione del piano</strong>. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-1,3 mld € </span><span style="font-weight: 400">il taglio di risorse Pnrr per progetti di rigenerazione urbana.</span></p>
			        </section>
		


<p>Paradossalmente, nonostante la riduzione delle risorse, il target finale è stato ampliato. L&#8217;obiettivo iniziale prevedeva infatti il completamento di 300 progetti, mentre oggi il traguardo fissato per giugno 2026 richiede la conclusione di <strong>almeno 1.080 interventi</strong> per una superficie complessiva di almeno un milione di metri quadrati.</p>



<p>Dal punto di vista attuativo, l&#8217;11% dei progetti si trova ancora in fase preliminare, <strong>il 68% è in esecuzione</strong> mentre il 21% ha già concluso i lavori o si trova in fase di collaudo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Social Housing</h3>



<p>Il Programma innovativo per la qualità dell&#8217;abitare (Pinqua) rappresenta il principale strumento del Pnrr dedicato all&#8217;edilizia sociale. L&#8217;obiettivo è incrementare e riqualificare il patrimonio residenziale pubblico, migliorare l&#8217;efficienza energetica degli edifici e rigenerare spazi urbani degradati senza ulteriore consumo di suolo. La dotazione complessiva del programma ammonta a <strong>2,14 miliardi di euro</strong>. L&#8217;obiettivo finale della misura prevede la <strong>realizzazione, l&#8217;acquisto o la riqualificazione di almeno 10mila alloggi</strong> e la rigenerazione di almeno 1,8 milioni di metri quadrati di spazi pubblici entro il 2026.</p>


<div id="strillo-testo-block_bdaecf2f4ba20c1c905fcbe3839a4ce8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti progetti sono usciti dal perimetro del Pnrr perché non si sarebbero conclusi entro giugno 2026.</p>
			        </section>
		</div>



<p>A differenza di altri investimenti, il Pinqua non ha subito tagli finanziari significativi. Le modifiche introdotte con la revisione del piano hanno riguardato soprattutto la composizione degli interventi. I progetti considerati non compatibili con le tempistiche europee sono stati trasferiti sul <strong>Piano nazionale complementare</strong>, mentre sono stati introdotti nuovi vincoli per rafforzare alcuni obiettivi strategici.</p>



<p>In particolare almeno 497 milioni di euro dovranno essere destinati all&#8217;<strong>efficientamento energetico degli edifici</strong>, con un risparmio di energia primaria pari almeno al 30%, mentre almeno 84 milioni dovranno finanziare <strong>infrastrutture ciclabili</strong>.</p>



<p>Secondo i dati più recenti, il numero di alloggi interessati dagli interventi supera già la soglia prevista dal target finale. Tuttavia, sul piano finanziario emergono alcune criticità: secondo la Corte dei conti, a fronte di circa 2,6 miliardi di impegni, i pagamenti si fermano a circa 1,4 miliardi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Piani urbani integrati</h3>



<p>I piani urbani integrati rappresentano uno degli interventi più rilevanti del Pnrr per le <strong>città metropolitane</strong>. L&#8217;obiettivo è promuovere la rigenerazione di grandi aree urbane degradate attraverso progetti integrati capaci di migliorare servizi, infrastrutture e qualità dello spazio pubblico. L&#8217;investimento si suddivide in 3 sottomisure: gli interventi per il <a href="https://openpnrr.it/misure/213/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura</a> (di cui non ci occuperemo in questo articolo), un <a href="https://openpnrr.it/misure/214/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo</a> da 272 milioni istituito presso la Banca europea degli investimenti e i <a href="https://openpnrr.it/misure/212/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetti generali</a>.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.raiplay.it/video/2026/03/Ghetti-dei-braccianti-la-resa-dei-conti-del-PNRR---PresaDiretta-15032026-e7916728-6dc2-4a7e-b216-9e0346eee1e8.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda il nostro contributo sul caporalato
<br><strong>per Presa diretta</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Quest&#8217;ultimo sub-investimento vale complessivamente <strong>900 milioni</strong> ma anche in questo caso c&#8217;è stato un significativo definanziamento. Nella versione originaria del Pnrr infatti la misura disponeva di quasi <strong>2,5 miliardi di euro</strong>. La ragione della modifica è legata alla difficoltà di completare entro le scadenze europee una parte consistente dei progetti finanziati. </p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-1,59 mld € </span><span style="font-weight: 400">il taglio di risorse Pnrr per i piani urbani integrati.</span></p>
			        </section>
		


<p>Per questo motivo <strong>circa la metà degli interventi inizialmente previsti è stata esclusa dal perimetro del Pnrr e rifinanziata con risorse nazionali</strong>. Per quanto riguarda lo stato di attuazione della misura, anche in questo caso le criticità principali non riguardano tanto l&#8217;avvio dei cantieri (al netto dei progetti usciti dal perimetro del Pnrr) quanto la <strong>rendicontazione finanziaria e fisica degli interventi</strong>. Secondo la Corte dei conti infatti continuano a esserci <strong>ritardi</strong>.</p>


<div id="gli-investimenti-piu-consistenti-sono-localizzati-in-lombardia-677-milioni-di-euro-seguono-puglia-5946-milioni-e-sicilia-5806-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Come si distribuiscono le risorse sul territorio</h3>



<p>Fatta questa panoramica sugli investimenti del Pnrr dedicati alla rigenerazione urbana e alla qualità dell&#8217;abitare, vediamo adesso come si distribuiscono i progetti che fanno ancora parte del piano nei territori. Complessivamente gli interventi attivi sono sono <strong>3.573</strong>, per un valore di circa <strong>5,4 miliardi di euro</strong>.</p>



<p>La quota più consistente riguarda il programma <strong>Pinqua</strong>, che assorbe circa 2,6 miliardi di euro. Seguono gli interventi di <strong>rigenerazione urbana</strong> con 2 miliardi e i piani urbani integrati con circa 760 milioni. La regione che ospita il maggior numero di progetti è la <strong>Lombardia</strong> con 466 interventi. Seguono <strong>Sicilia</strong> (357), <strong>Puglia</strong> (331) e <strong>Campania</strong> (297).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/">Dal Pnrr circa 700 milioni alla Lombardia per rigenerazione urbana e qualità dell’abitare</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare/">I finanziamenti del Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, regione per regione</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-700-milioni-alla-lombardia-per-rigenerazione-urbana-e-qualita-dellabitare.png" target="_blank" download></a>
						                                                
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                            <p><label for="embed-chart-308895"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Anche sul fronte delle risorse assegnate la <strong>Lombardia</strong> si colloca al primo posto con circa 677 milioni di euro. Seguono la <strong>Puglia</strong> con 594,6 milioni, la <strong>Sicilia</strong> con 580,6 milioni e la <strong>Campania</strong> con 453,5 milioni. Nel complesso al mezzogiorno vanno circa 2,3 miliardi di euro. La clausola che prevede di impiegare almeno il 40% delle risorse Pnrr al sud in questo caso quindi è rispettata.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">41,9% </span>le risorse del Pnrr per rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare indirizzate al mezzogiorno.</p>
			        </section>
		

<div id="a-febbraio-2026-la-quota-dei-pagamenti-si-attestava-al-589-il-sud-e-le-isole-sono-piu-indietro-rispetto-al-resto-del-paese" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">I dati a livello comunale e lo stato di avanzamento dei progetti</h3>



<p>Scendendo ancora più nel dettaglio, possiamo osservare che i comuni che ricevono risorse dal Pnrr per progetti legati alla rigenerazione urbana e alla qualità dell&#8217;abitare sono in totale <strong>862</strong>. I finanziamenti più consistenti si concentrano a <strong>Milano</strong> (213,5 milioni), <strong>Genova</strong> (201,9 milioni) e <strong>Messina</strong> (181,1 milioni). <strong>Lamezia</strong> <strong>Terme</strong> è il primo comune non capoluogo di regione a ricevere più risorse (104,7 milioni). Altro comune non capoluogo a intercettare risorse significative è <strong>Corigliano-Rossano</strong> sempre in Calabria che cuba in totale circa 50 milioni di euro.</p>



<p>Accanto alla distribuzione delle risorse, un indicatore fondamentale per valutare l&#8217;attuazione degli investimenti riguarda il <strong>livello dei pagamenti</strong> effettivamente erogati. Considerando l&#8217;insieme degli interventi dedicati a rigenerazione urbana e qualità dell&#8217;abitare, la quota media dei pagamenti si attesta intorno al <strong>58,9%</strong>. Si tratta di un dato leggermente superiore alla media complessiva del Pnrr, ma che appare comunque critico considerando l&#8217;approssimarsi delle scadenze finali.</p>



<p>Permangono inoltre forti differenze territoriali. A livello macroregionale il nord-est presenta il livello di avanzamento più elevato, con pagamenti pari al 68,4% degli impegni. Seguono nord-ovest (64%) e centro (61,3%). Più indietro risultano sud continentale (45,3%) e isole (43,1%).</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/">Abitare, a Napoli pagamenti Pnrr fermi al 32%</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/abitare-a-napoli-pagamenti-pnrr-fermi-al-32/">Lo stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr per le periferie e la rigenerazione urbana, comune per comune</a></h3>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308897_tab3"><p>La mappa mostra lo stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr riguardanti la rigenerazione urbana, la qualità dell&#8217;abitare e i piani urbani integrati esclusivamente per la parte finanziata dal piano. Più il verde è scuro e più la quota di pagamenti in un dato territorio è vicina al 100%. Dall&#8217;elaborazione sono stati esclusi 68 progetti (per un importo Pnrr totale di circa 200 milioni di euro) perché non direttamente attribuibili a un singolo territorio comunale.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-308897"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Anche l&#8217;analisi delle principali città evidenzia situazioni molto differenziate. Considerando esclusivamente gli investimenti Pnrr in questo ambito, <strong>Roma</strong> presenta una quota di pagamenti pari a circa il 71%, <strong>Milano</strong> si ferma al 50,6%, mentre <strong>Napoli</strong> registra appena il 32,4%.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I progetti estromessi dal Pnrr e la necessità di dati</h3>



<p>Come abbiamo visto, nel tempo numerosi interventi sono stati esclusi dal perimetro del Pnrr perché non compatibili con le tempistiche e i vincoli imposti. Sebbene il fatto che si siano trovate soluzioni alternative per portare a compimento queste opere sia certamente positivo, occorre sottolineare come <strong>non sia più possibile avere informazioni di dettaglio su questi progetti</strong>. Ciò rende più difficile avere una visione complessiva delle politiche pubbliche dedicate alla rigenerazione urbana e all&#8217;abitare.</p>


<div id="strillo-testo-block_a41e883f647a11765b6c3e9244eaa9dd" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Sarebbe importante avere accesso anche ai dati dei progetti non più finanziati dal Pnrr.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Una recente <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=6cf5eeb2-4f3e-4e1b-b0e2-994798a48b99" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> della Corte dei conti ha evidenziato che i progetti fuoriusciti dal perimetro del Pnrr continuano a essere presenti sulla piattaforma Regis, al fine di garantire la continuità del monitoraggio e della rendicontazione contabile. Si tratta di oltre <strong>47mila opere</strong> riconducibili agli enti territoriali.</p>



<p>Sarebbe importante rendere disponibili in modo sistematico anche le informazioni relative a questi interventi. Disporre di <strong>dati aggiornati e accessibili </strong>consentirebbe infatti di ricostruire un quadro più completo e realistico dello stato di avanzamento delle opere, superando la distinzione tra progetti ancora finanziati dal Pnrr e quelli trasferiti su altre fonti di finanziamento. Un&#8217;esigenza particolarmente rilevante in un ambito delicato come quello delle periferie, della rigenerazione urbana e del diritto all&#8217;abitare. Ambiti in cui la continuità degli investimenti e la capacità di monitorarne gli effetti rappresentano elementi essenziali per valutare l&#8217;efficacia delle politiche pubbliche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>



<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div></div>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-edificio-rosa-con-i-vestiti-appesi-alle-finestre-wTvIvcbe0TI">Maria Florencia Pastor</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-diritto-all-abitare-sono-stati-definanziati/">Gli investimenti del Pnrr per il diritto all&#8217;abitare sono stati definanziati</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308697</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tuttavia gli alti costi iniziali e un mercato ancora acerbo hanno scoraggiato gli investimenti. Questo ha portato alla necessità di profonde revisioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Negli ultimi anni il tema dell’<strong>energia</strong> è tornato al centro del dibattito pubblico, sia italiano che internazionale. I conflitti, l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi hanno evidenziato con forza la <strong>dipendenza europea dalle fonti fossili e dai paesi esportatori</strong>. Accelerare la <strong>transizione energetica</strong> diventa quindi un obiettivo ancora più importante.</p>
</p>
<p>Da questo punto di vista l’<strong>idrogeno</strong> rappresenta un possibile strumento per decarbonizzare i trasporti e settori industriali particolarmente difficili da elettrificare. Dato questo contesto, l’Unione europea ha deciso di rafforzare ulteriormente gli investimenti nel comparto, anche attraverso il capitolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu</a> introdotto dopo la crisi energetica del 2022.</p>
</p>
<p>Il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) italiano ha fatto proprie alcune di queste indicazioni prevedendo cospicui investimenti per lo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Le misure attualmente attive sono 5 e riguardano la produzione di idrogeno verde, le infrastrutture di trasporto, la ricerca industriale e la realizzazione di impianti per elettrolizzatori. Accanto a questi investimenti troviamo anche alcune <strong>riforme</strong> pensate per favorire la diffusione della filiera.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1,5 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
</section>
</p>
<p>I risultati raggiunti finora appaiono piuttosto disomogenei. In diversi casi <strong>gli investimenti non si sono rivelati particolarmente appetibili</strong>, soprattutto a causa degli elevati costi iniziali richiesti agli operatori privati a fronte di un mercato ancora poco sviluppato. Non a caso alcune misure hanno registrato <strong>bandi deserti, rinunce ai finanziamenti e frequenti rinvii</strong>. Per questo motivo il governo si è visto costretto a intervenire più volte per rivedere gli obiettivi e riallocare le risorse.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno</h3>
</p>
<p>L’idrogeno non è una fonte energetica primaria ma un <strong><a href="https://energia.enea.it/idrogeno-e-nuovi-vettori-energetici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vettore</a></strong>. Questo significa che, per essere utilizzato, <strong>deve prima essere prodotto attraverso altri processi che richiedono energia</strong>. Il metodo oggi considerato più sostenibile è quello dell’<strong>elettrolisi dell’acqua</strong>: utilizzando elettricità, l’acqua viene separata in ossigeno e idrogeno. Se l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili si parla di “<strong>idrogeno verde</strong>”.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		L&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico è un settore in crescita che tuttavia non è esente da criticità.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-produzione-di-energia-dallidrogeno/"><br />
                &#8220;Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>L’idrogeno così prodotto può essere stoccato, trasportato e successivamente utilizzato per generare energia attraverso celle a combustibile oppure come combustibile diretto in alcuni processi industriali. Le celle a combustibile producono elettricità combinando idrogeno e ossigeno, con <strong>emissioni praticamente nulle</strong>: il principale sottoprodotto è infatti il vapore acqueo.</p>
</p>
<p>Questa tecnologia viene considerata particolarmente promettente per i cosiddetti settori “<strong>hard-to-abate</strong>”, cioè quei comparti industriali dove la riduzione delle emissioni è più complessa, come siderurgia, chimica, vetro, ceramica e trasporto pesante. Tuttavia la filiera presenta ancora <strong>costi molto elevati,</strong> soprattutto per quanto riguarda la produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno verde. Per questo motivo si è cercato di utilizzare una parte dei fondi del Pnrr per accelerare lo sviluppo del settore. </p>
</p>
<p><div id="il-pnrr-prevede-investimenti-per-15-miliardi-per-lo-sviluppo-dellidrogeno-come-vettore-energetico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per l&#8217;idrogeno</h3>
</p>
<p>Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna le riforme e gli investimenti del piano riguardanti l&#8217;idrogeno. Lo faremo sfruttando le informazioni più recenti disponibili. Vale a dire i dati presenti su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> aggiornati al 26 febbraio 2026, la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> sullo stato di attuazione del Pnrr e i <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/03/03/OCD177-8844.pdf?timeStamp=1779442817921" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier</a> curati dal servizio studi della camera dei deputati. Prima di approfondire le diverse misure tuttavia facciamo una panoramica generale degli investimenti previsti.</p>
</p>
<p>Allo stato attuale sono 5 per un importo complessivo di circa <strong>1,5 miliardi</strong>. La misura che cuba più risorse è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">produzione di idrogeno in aree industriali dismesse</a> (590 milioni, considerando anche la <a href="https://openpnrr.it/misure/439/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">componente</a> inserita con il RepowerEu). Troviamo poi 345 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e stradale</a> e 300 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308689_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308689_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentati solamente gli investimenti del Pnrr dedicati allo sviluppo dell&#8217;idrogeno. A questi vanno aggiunte anche due riforme: <span data-sheets-root="1">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno e Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno. La misura Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate è stata definanziata e non è più presente nei dataset rilasciati dal governo.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308689"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308689" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Analizzando i dati sulla spesa già sostenuta dalle amministrazioni titolari si notano valori mediamente bassi. L’investimento più avanzato è l’<strong>utilizzo dell’idrogeno per i trasporti (26,2%)</strong>. Viceversa, la misura più indietro è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">realizzazione di&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori</a> (0,32%). In quest’ultimo caso una percentuale così bassa potrebbe essere dovuta al fatto che i progetti finanziati sono <strong>in gran parte affidati a imprese</strong> <strong>private</strong> che quindi potrebbero aver anticipato gli investimenti con risorse proprie.</p>
</p>
<p><div id="linvestimento-sulle-hydrogen-valleys-e-stato-potenziato-anche-se-negli-anni-ci-sono-state-diverse-rinunce" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Produzione dell&#8217;idrogeno in aree industriali dismesse</h3>
</p>
<p>L’investimento dedicato alle cosiddette <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hydrogen valleys</a> rappresenta oggi la misura economicamente più rilevante del Pnrr sull’idrogeno. La dotazione complessiva ammonta a <strong>590 milioni di euro</strong>, considerando anche le risorse aggiuntive introdotte attraverso il RepowerEu.</p>
</p>
<p>L’obiettivo è <strong>sostenere la produzione e l’utilizzo locale recuperando aree industriali dismesse</strong>. In particolare il piano punta a favorire la nascita di ecosistemi in cui l’idrogeno venga prodotto attraverso fonti rinnovabili e consumato direttamente sul territorio, soprattutto nelle regioni del <strong>mezzogiorno</strong>. Il target iniziale prevedeva il completamento entro giugno 2026 di almeno <strong>10 progetti con l&#8217;installazione di elettrolizzatori</strong> con capacità compresa tra 1 e 5 megawatt. Con l’introduzione del Repower, l’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/474/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è salito a <strong>12 progetti</strong>.</p>
</p>
<p>Dal punto di vista amministrativo la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/472/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima fase</a> della misura si è conclusa positivamente con l’aggiudicazione degli appalti. Tutte le regioni e le province autonome hanno aderito agli avvisi ministeriali, pubblicando i bandi e selezionando i progetti da finanziare.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_996cff5eb60da914818046fd6d912127" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le difficoltà sono però emerse nella fase attuativa. Diversi soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti a causa di un <strong>mercato ancora acerbo e degli elevati investimenti iniziali richiesti</strong>. Le rinunce formalizzate da Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Molise e Liguria hanno costretto il ministero a riprogrammare più volte le risorse disponibili. Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero dell&#8217;ambiente risultava pari ad appena 109,5 milioni di euro, cioè il <strong>21,9%</strong> della dotazione della misura.</p>
</p>
<p>I progetti attivi, a febbraio 2026, risultano essere <strong>51 per un valore complessivo di circa 565 milioni di euro, di cui 509 finanziati dal Pnrr</strong>. Nessun progetto risulta ancora concluso e la quota di pagamenti già sostenuti si attesta al 26,3%.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">44% </span>la quota di risorse Pnrr per le hydrogen valleys indirizzata alle regioni del mezzogiorno.</p>
</section>
<p><div id="la-sperimentazione-nei-trasporti-ha-subito-un-definanziamento-di-230-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Sperimentazione dell&#8217;idrogeno per il trasporto ferroviario e stradale</h3>
</p>
<p>Anche il settore dei trasporti rientra tra gli ambiti di <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile sviluppo dell’idrogeno</a>. In origine il Pnrr prevedeva due investimenti distinti: uno dedicato al trasporto stradale e uno al trasporto ferroviario, per una dotazione complessiva iniziale di <strong>530 milioni di euro</strong>. A seguito delle criticità emerse, <strong>le due misure sono state successivamente accorpate</strong> in un unico investimento che oggi dispone di circa <strong>300 milioni di euro</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6834f7109c42bf9e7e37fec54516fbcd" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti soggetti privati hanno giudicato il finanziamento Pnrr troppo limitato a fronte di un investimento iniziale consistente.</p>
</section></div>
</p>
<p>L’obiettivo iniziale per il trasporto stradale era la realizzazione di <strong>almeno 40 stazioni di rifornimento per mezzi pesanti</strong> lungo autostrade e corridoi logistici strategici. Sul fronte ferroviario invece il piano prevedeva la costruzione di <strong>10 stazioni a servizio di linee regionali non elettrificate</strong>. Le difficoltà operative sono state particolarmente rilevanti soprattutto per il comparto stradale. I bandi hanno registrato <strong>scarse adesioni e ben 18 rinunce</strong> formali da parte degli operatori economici. Tra i principali problemi segnalati figurano i ritardi ministeriali, il <strong>limite del finanziamento Pnrr fissato al 50% del costo totale dell&#8217;opera</strong> associato a investimenti iniziali giudicati troppo elevati e una domanda di mercato ancora molto debole. Per quanto riguarda il settore ferroviario, i rallentamenti sono stati causati soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> delle materie prime e dall’inflazione.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Queste criticità hanno portato a una profonda revisione della misura. Il numero di stazioni previste per il trasporto stradale è stato <strong>ridotto da 40 a 21</strong>, mentre quelle ferroviarie sono scese <strong>da 10 a 8</strong>. Il nuovo <a href="https://openpnrr.it/scadenze/485/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> complessivo prevede quindi la realizzazione di <strong>29 stazioni</strong> entro giugno 2026.</p>
</p>
<p>Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero delle infrastrutture risultava pari a circa 90,4 milioni di euro, cioè il <strong>26,2%</strong> delle risorse Pnrr stanziate. I progetti attivi al 26 febbraio 2026 erano <strong>33</strong> per un importo complessivo di circa <strong>511 milioni di euro, di cui 345 Pnrr</strong>. Anche in questo caso nessun progetto risulta ancora concluso.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno</h3>
</p>
<p>Tra le misure dedicate all’idrogeno, quella relativa alla <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a> ha registrato un andamento sostanzialmente positivo. L’investimento dispone oggi di una dotazione di <strong>300 milioni di euro</strong>, aumentata rispetto ai 160 originariamente previsti.</p>
</p>
<p>L’obiettivo è sostenere attività di ricerca lungo tutta la filiera: produzione di idrogeno verde, tecnologie per stoccaggio e trasporto, celle a combustibile e sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture energetiche. Il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede la realizzazione di <strong>almeno 10 progetti di ricerca</strong> entro giugno 2026. La <a href="https://openpnrr.it/scadenze/487/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> relativa all’aggiudicazione dei contratti di ricerca è stata raggiunta già nel 2022.</p>
</p>
<p>A differenza delle altre misure, in questo caso non si sono registrate carenze di domanda o criticità strutturali. Al contrario, il problema principale è stato l’<strong>esaurimento rapido delle risorse disponibili</strong>, che aveva lasciato fuori diversi progetti giudicati ammissibili. Proprio per questo motivo, con la revisione del piano sono stati aggiunti fondi ulteriori per finanziare nuovi interventi e far scorrere le graduatorie.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">+140 mln € </span>gli investimenti Pnrr aggiuntivi per ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno.</p>
</section>
</p>
<p>I progetti attivi risultano oggi <strong>70</strong> per un valore complessivo di circa <strong>306 milioni di euro, di cui 273 Pnrr</strong>. Anche in questo caso risultano tutti ancora in corso, con uno stato di avanzamento finanziario pari al <strong>20,7%</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Idrogeno (Ipcei)</h3>
</p>
<p>Questa <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> punta a creare una vera e propria catena industriale dell’idrogeno in Italia attraverso la partecipazione agli <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-ipcei-importanti-progetti-di-comune-interesse-europeo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Importanti progetti di comune interesse europeo</a> (Ipcei). L’investimento finanzia in particolare la produzione di elettrolizzatori, la realizzazione di nuovi impianti industriali e il rafforzamento dell’intera filiera nazionale. L’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/515/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è raggiungere una produzione di elettrolizzatori con una <strong>capacità aggregata totale di almeno 890 megawatt all&#8217;anno</strong>.</p>
</p>
<p>La misura ha preso avvio nel 2022 con la sottoscrizione dei contratti relativi ai due principali progetti Ipcei: quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ansaldo Green Tech</a> e quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497552" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Nora Italy Hydrogen Technologies</a>. Successivamente sono stati avviati ulteriori bandi per finanziare nuovi impianti industriali e investimenti produttivi. Dal punto di vista operativo non emergono criticità particolarmente rilevanti. I documenti segnalano soltanto la rinuncia di uno dei progetti ammessi.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_609f03dcb074a82263e4f62492428642" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La misura ha subito una decurtazione di fondi ma gli obiettivi sono rimasti invariati.</p>
</section></div>
</p>
<p>Durante la revisione del Pnrr approvata a <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiato-il-pnrr-dopo-le-ultime-revisioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novembre 2025</a>, la misura è stata oggetto di interventi di <strong>semplificazione amministrativa</strong>. Dal punto di vista finanziario, ha subito un forte ridimensionamento: la dotazione originaria di <strong>450 milioni di euro</strong> è stata ricalcolata e abbassata a <strong>circa 259,9 milioni di euro</strong>, sebbene gli obiettivi di capacità produttiva siano rimasti invariati.</p>
</p>
<p>I progetti attivi sono 6 per un valore di circa <strong>257 milioni di euro</strong> quasi interamente finanziati dal Pnrr. Come già detto, lo stato di avanzamento finanziario risulta estremamente basso: appena lo <strong>0,3%</strong>. Un dato che appare in parte contraddittorio rispetto all’avanzamento operativo descritto nei documenti ufficiali. </p>
</p>
<p><div id="linvestimento-sullutilizzo-dellidrogeno-in-settori-difficili-da-decarbonizzare-e-stato-eliminato-dal-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo dell&#8217;idrogeno in settori hard to abate</h3>
</p>
<p>L’investimento era stato concepito per favorire la <strong>sostituzione del metano con idrogeno verde nei settori industriali più difficili da decarbonizzare</strong>. Comparti particolarmente energivori come cementifici, cartiere, industrie del vetro e della ceramica.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_497dc7abfcf44afe30ad3cc614b4e9e8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La misura è stata eliminata dal Pnrr per circostanze oggettive.</p>
</section></div>
</p>
<p>La misura disponeva inizialmente di una dotazione molto elevata, pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>. L’obiettivo finale prevedeva l’introduzione concreta dell’idrogeno in almeno uno stabilimento industriale entro giugno 2026. Nel corso dell’attuazione però sono emerse <strong>criticità considerate talmente gravi da rendere impossibile il raggiungimento del target nei tempi previsti dal Pnrr</strong>. </p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		I governi nazionali possono modificare i propri piani di ripresa e resilienza solo a fronte di condizioni oggettive.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/"><br />
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Di conseguenza, nel corso della revisione del piano approvata a fine 2025 <strong>il target finale è stato completamente soppresso e le risorse ridotte da 2 miliardi a 1 miliardo di euro</strong>. La quota residua è stata in gran parte riallocata a favore della società <a href="http://www.driditalia.it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dri d’Italia Spa</a> per la realizzazione di impianti siderurgici alimentati esclusivamente a idrogeno verde.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti finanziati e l&#8217;impatto sui territori</h3>
</p>
<p>Dopo aver passato in rassegna i vari investimenti del Pnrr riguardanti l&#8217;idrogeno, tracciamo adesso un quadro complessivo dei progetti finanziati. Parliamo in totale di <strong>160 opere per un importo di circa 1,4 miliardi di euro</strong>. Nel caso delle misure prese in esame, troviamo molti progetti che interessano il territorio di più regioni (16) e altri invece che sono identificati come di interesse nazionale (41). Tali interventi assorbono oltre 160 milioni, pari a circa l’11,6% dell’importo totale assegnato. Al netto di questi interventi, possiamo osservare che la quota di risorse più significativa si trova in <strong>Liguria</strong> che da sola cuba circa 220 milioni di euro. Seguono <strong>Lombardia</strong> (180 milioni), <strong>Lazio</strong> (128 milioni) e <strong>Puglia</strong> (84,4 milioni).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308693" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Da notare che l’importo della Liguria si concentra quasi esclusivamente su un singolo&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/progetti/497550/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto</a>. Si tratta della già citata realizzazione di uno degli&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori.&nbsp;</p>
</p>
<p><div id="entrambe-le-riforme-previste-sono-gia-state-completate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno</h3>
</p>
<p>Finora ci siamo concentrati sugli investimenti del Pnrr nel settore. Il piano tuttavia prevede anche due <strong>riforme</strong> in questo ambito. La <a href="https://openpnrr.it/misure/110/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima</a> mira a creare un <strong>quadro regolatorio più chiaro</strong> per produzione, trasporto, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno, introducendo procedure autorizzative accelerate, regole tecniche aggiornate e sistemi di garanzia di origine.</p>
</p>
<p>L&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/522/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> prevista dalla riforma, che richiedeva l&#8217;entrata in vigore delle misure legislative necessarie entro il primo trimestre 2023, è stata <strong>pienamente conseguita</strong>. Tra i principali provvedimenti emanati troviamo:</p>
</p>
<ul class="wp-block-list">
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;199" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 199/2021</a> che ha introdotto una procedura semplificata per elettrolizzatori fino a 10 Mw;</li>
</p>
<li>un <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/16/22A03534/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;ambiente del giugno 2022 che ha aggiornato la regola tecnica sul gas combustibile per stabilire un primo limite cautelativo utile all&#8217;immissione sicura di idrogeno nelle reti; a luglio dello stesso anno un decreto del ministero delle infrastrutture ha inoltre stabilito i criteri di localizzazione per le stazioni di rifornimento;</li>
</p>
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023;13~art45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 13/2023</a> che ha accelerato gli iter burocratici dando la precedenza ai progetti sull&#8217;idrogeno verde nelle valutazioni di impatto ambientale e ha istituito un comitato centrale per la sicurezza tecnica;</li>
</p>
<li>un <a href="https://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=32679" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;Interno sulla prevenzione incendi (per elettrolisi e stoccaggio) e un <a href="https://www.mase.gov.it/comunicati/energia-pubblicato-il-decreto-attuativo-del-mase-le-garanzie-dorigine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase che disciplina il sistema delle garanzie d&#8217;origine delle fonti per la produzione dell&#8217;idrogeno.</li>
</ul>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno</h3>
</p>
<p>Il Pnrr include infine una <a href="https://openpnrr.it/misure/111/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma fiscale</a> finalizzata a incentivare la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde, recependo la direttiva europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L2001" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Red II</a>. Un vincolo fondamentale è che le attività incentivate devono garantire una riduzione delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita del <strong>73,4%</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_d4ada72a2979f45ed2059d85c9f39f8c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Entrambe le riforme riguardanti l&#8217;idrogeno sono già state completate.</p>
</section></div>
</p>
<p>Anche in questo caso era presente un&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/523/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza</a> che è stata completata nei tempi previsti (giugno 2022). Nello specifico, il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-04-30;36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2022</a> ha introdotto l&#8217;esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema elettrico per il consumo di energia da fonti rinnovabili negli impianti di elettrolisi. Ha inoltre stabilito che l&#8217;idrogeno verde non sia sottoposto ad accisa, a meno che non venga utilizzato direttamente in motori termici come carburante. </p>
</p>
<p>Un successivo <a href="https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dm_347_21-09-2022-pdf-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase ha definito le condizioni tecniche per accedere alle agevolazioni, richiedendo, ad esempio, che gli impianti di produzione di idrogeno siano collegati a impianti a fonti rinnovabili e muniti delle relative garanzie di origine.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle politiche pubbliche per la transizione energetica</h3>
</p>
<p>In un contesto segnato dalla crisi energetica e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, investire nello sviluppo dell’idrogeno significa puntare su una tecnologia che oggi appare ancora poco matura ma che potrebbe avere un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti. Le difficoltà incontrate dalle misure del Pnrr mostrano però quanto sia <strong>complicato affidare esclusivamente al mercato lo sviluppo di settori caratterizzati da costi iniziali molto elevati e ritorni economici ancora incerti</strong>. Proprio per questo gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere innovazione, ricerca e infrastrutture strategiche.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_f834d87becbcc45f831d0b5600591fa8" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere settori strategici in via di sviluppo.</p>
</section></div>
</p>
<p>Allo stesso tempo, il caso dell’idrogeno evidenzia anche <strong>l’importanza della disponibilità e dell’analisi dei dati sullo stato di attuazione degli interventi finanziati</strong>. Questo non solo al fine di verificare il rispetto degli obiettivi del piano, individuando tempestivamente criticità, ritardi e limiti strutturali, ma anche per <strong>programmare politiche pubbliche più efficaci</strong>, coerenti con le reali capacità attuative e in grado di tenere conto degli effettivi fabbisogni dei territori.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2" type="link" id="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2">freepik</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" type="link" id="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le misure del Pnrr per la parità di genere</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308652</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era una delle 3 "priorità trasversali" del piano tuttavia nel tempo è uscita dal dibattito pubblico, sacrificata dalla necessità di accelerare la realizzazione dei progetti finanziati. Come mostrano i dati di Anac, la clausola del 30% di assunzioni per donne spesso non è stata rispettata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>La <strong>parità di genere</strong> rappresenta una delle cosiddette <strong>priorità trasversali</strong> del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Per questo motivo nel piano italiano sono presenti diverse misure considerate in grado di produrre effetti sull’occupazione femminile, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sull’accesso ai servizi. Secondo le ricognizioni ufficiali, sono decine gli interventi del Pnrr associati, in misura più o meno marcata, all’obiettivo di ridurre i divari di genere.</p>
</p>
<p>Nel corso dell’attuazione del piano, tuttavia, il <strong>tema sembra essere progressivamente uscito dal dibattito pubblico</strong>. La necessità di accelerare la spesa e rispettare i tempi concordati con le istituzioni Ue infatti ha finito spesso per spostare l’attenzione sulla realizzazione materiale delle opere e sul rispetto delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a>. Una dinamica che emerge anche da una <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> dell’<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong> (Anac) sulle clausole sociali previste dal Pnrr.</p>
</p>
<p>L’articolo 47 del <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021;77~art8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 77/2021</a> stabilisce infatti che le imprese aggiudicatarie di contratti finanziati dal piano debbano riservare <strong>almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36</strong>. I dati tuttavia mostrano un’applicazione molto parziale di questo principio, anche a causa dell&#8217;alto numero di possibili <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,3% </span>le procedure Pnrr che hanno previsto clausole per incentivare la parità di genere e l’assunzione di giovani nel 2025.</p>
</section>
</p>
<p>In questo articolo analizzeremo innanzitutto il quadro generale delle misure considerate rilevanti per la parità di genere e il loro stato di avanzamento. Successivamente ci concentreremo su due investimenti che richiamano esplicitamente l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro: la <strong>creazione di imprese femminili</strong> e il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>. Infine approfondiremo il tema delle <strong>case della comunità</strong>, strutture territoriali finanziate dal piano che, tra i servizi offerti alla cittadinanza, possono includere anche consultori e percorsi di supporto per le donne vittime di violenza.</p>
</p>
<p><div id="sono-56-le-misure-del-pnrr-che-possono-essere-associate-in-maniera-piu-o-meno-diretta-alla-parita-di-genere-il-valore-totale-degli-investimenti-e-di-oltre-98-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il Pnrr e la parità di genere, uno sguardo d&#8217;insieme</h3>
</p>
<p>La parità di genere è una delle tre priorità trasversali individuate nella definizione del piano, insieme a giovani e riequilibrio territoriale. Per questo motivo, una parte molto ampia degli investimenti finanziati è stata ricondotta, direttamente o indirettamente, anche all’obiettivo di ridurre i divari tra uomini e donne.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Sulla base delle informazioni disponibili sono state individuate <strong>56 misure considerate rilevanti</strong> sotto questo profilo, per un valore complessivo di circa <strong>98,4 miliardi di euro</strong>. I progetti finanziati di cui sono disponibili dati di dettaglio sono quasi 100mila (99.749). Al 31 dicembre 2025, le risorse effettivamente spese rappresentavano mediamente il <strong>45,5%</strong> del totale previsto. Una quota ancora limitata considerando che il piano entra ora nella sua fase conclusiva.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">Individuate 56 misure del Pnrr che dovrebbero concorrere alla parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere/">L&#8217;elenco completo degli investimenti del Pnrr che intervengono in maniera diretta o indiretta sulla parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308640_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308640_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308640_tab3"></p>
<p>Le misure presenti in tabella sono state individuate basandosi sulle indicazioni contenute sul portale Italia domani nella sezione dedicata alla parità di genere, alla sezione riguardante il medesimo tema presente sul <a href="https://temi.camera.it/leg19/pnrr/priorita/OCD52-9/parita-genere.html" target="_blank" rel="noopener">sito</a> della camera dei deputati e a una <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=7c438424-a7db-4a5f-99a0-3e55c2875447" target="_blank" rel="noopener">relazione</a> della Corte dei conti pubblicata nel maggio 2024. Non sono disponibili i dati riguardanti i progetti finanziati nell&#8217;ambito delle misure <span data-sheets-root="1">Transizione 4.0 e Rafforzamento dell&#8217;ecobonus per l&#8217;efficienza energetica. Per maggiori informazioni vai <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su da <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a> e <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noopener">Italia domani</a>.                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/individuate-56-misure-del-pnrr-che-dovrebbero-concorrere-alla-parita-di-genere.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308640"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308640" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Come si può vedere nella tabella, in alcuni casi il collegamento con la parità di genere appare piuttosto evidente. È il caso, ad esempio, degli investimenti per il potenziamento degli <a href="https://openpnrr.it/misure/165/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asili nido</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/166/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tempo pieno scolastico</a>. Misure che è semplice associare al sostegno dell’occupazione femminile e alla conciliazione tra vita privata e lavoro. Lo stesso vale per gli interventi dedicati all’accesso delle studentesse alle <a href="https://openpnrr.it/misure/173/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze Stem</a>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_269ec39693447ebd72403a861f3cb9e1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi il collegamento tra gli investimenti del Pnrr e la parità di genere appare poco intuitivo.</p>
</section></div>
</p>
<p>In altri casi, invece, il legame appare più indiretto e talvolta poco evidente. Sul portale <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/il-piano/priorita-del-piano/parita-di-genere.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a>, ad esempio, il governo collega alla parità di genere interventi molto diversi tra loro: dalla <a href="https://openpnrr.it/misure/44/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">banda larga</a> al <a href="https://openpnrr.it/tema/ferrovie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trasporto ferroviario</a>, dal <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbonus</a> all’ammodernamento dell’offerta <a href="https://openpnrr.it/tema/cultura-e-turismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">turistica e culturale</a>. In alcuni casi la motivazione riguarda la possibilità di favorire la <strong>partecipazione femminile all’economia digitale o di migliorare la mobilità delle donne</strong>, considerate più propense a utilizzare il trasporto pubblico. In altri ancora il collegamento passa attraverso <strong>effetti attesi sull’occupazione in settori a forte presenza femminile</strong>, come turismo, ristorazione e attività culturali.</p>
</p>
<p>Una parte significativa delle misure considerate “sensibili” rispetto alla parità di genere condivide inoltre un elemento comune: l’obbligo, previsto dalla normativa Pnrr, di <strong>riservare almeno il 30% delle nuove assunzioni a donne e giovani under 36 nelle imprese che si aggiudicano gli appalti</strong>. Si tratta di una clausola introdotta proprio per trasformare gli investimenti del piano anche in uno strumento di inclusione sociale e lavorativa. Tuttavia, come vedremo nel prossimo paragrafo, questo meccanismo è stato spesso applicato solo parzialmente.</p>
</p>
<p><div id="le-ditte-vincitrici-di-appalti-pnrr-dovrebbero-prevedere-una-quota-di-almeno-il-30-di-assunzioni-riservate-alle-donne-secondo-anac-questo-e-avvenuto-raramente" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I rilievi di Anac sui bandi Pnrr</h3>
</p>
<p>Uno degli strumenti principali con cui il Pnrr avrebbe dovuto produrre effetti concreti sulla parità di genere era rappresentato dalle cosiddette clausole sociali inserite nei bandi pubblici. La norma nasceva con un obiettivo preciso: utilizzare gli investimenti del piano non solo per realizzare opere e infrastrutture, ma anche per <strong>aumentare la partecipazione femminile e giovanile al mercato del lavoro</strong>. Le stesse linee guida attuative hanno chiarito che <strong>il rispetto di queste clausole costituisce una condizione necessaria per l’ammissibilità della spesa</strong> ai fini del rimborso europeo.</p>
</p>
<p>Il quadro però è molto diverso da quello inizialmente prospettato. In base ai <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Anac</a> aggiornati ad aprile 2026, dall’avvio del Pnrr sono state <strong>bandite oltre 316mila gare</strong>. <strong>La riserva di assunzioni per donne e giovani risulta prevista soltanto in circa il 34% dei casi</strong>. Nel 50,8% dei bandi tale clausola non compare affatto, mentre nel restante 15,5% delle procedure l’informazione non è disponibile.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-oltre-la-meta-dei-bandi-pnrr-la-riserva-di-assunzioni-per-donne-non-e-stata-inserita/">Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://dati.anticorruzione.it/opendata/dataset/indicatori-pnrrpnc" target="_blank" rel="noopener">Anac</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308643"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308643" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A rendere possibile questa situazione sono soprattutto le numerose <strong>deroghe</strong> previste dalla normativa. Sono 9 in totale le motivazioni che consentono alle stazioni appaltanti di non applicare la quota del 30%. La causa più frequente riguarda il <strong>valore economico ridotto del contratto</strong>, che rappresenta il <strong>44,2%</strong> delle deroghe registrate. In un ulteriore <strong>39%</strong> dei casi la motivazione indicata nei dati è genericamente “<strong>altro</strong>”, senza ulteriori dettagli. Seguono poi le deroghe legate alla <strong>necessità di personale con particolari esperienze professionali o specifiche certificazioni</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_4212ee914227cb7fa021d866ef1750ca" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In alcuni casi Anac parla esplicitamente di violazioni degli obblighi previsti dai contratti.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le criticità emergono anche dalle attività di vigilanza svolte da Anac nel corso del 2025 sui contratti pubblici finanziati con fondi Pnrr. Nella sua <a href="https://www.anticorruzione.it/-/cs.21.04.2026.relazione.anac" target="_blank" rel="noreferrer noopener">relazione</a> l&#8217;ente anti corruzione sottolinea come il mancato rispetto delle clausole sociali non rappresenti un aspetto marginale. L’autorità parla esplicitamente di “violazioni” degli obblighi previsti dal Pnrr e ricorda che tali disposizioni “non sono facoltative”. <strong>In alcuni casi l’ente ha invitato le stazioni appaltanti ad applicare penali o addirittura a valutare la risoluzione contrattuale nei confronti delle imprese inadempienti</strong>.</p>
</p>
<p><div id="il-pnrr-supporta-la-creazione-di-imprese-femminili-con-oltre-400-milioni-di-investimenti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure del Pnrr per l&#8217;imprenditoria femminile</h3>
</p>
<p>Finora abbiamo affrontato il tema della parità di genere nel Pnrr a livello complessivo. Ci focalizziamo adesso su alcuni investimenti che richiamano in maniera più esplicita l’obiettivo di aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Si tratta delle misure riguardanti la <a href="https://openpnrr.it/misure/202/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creazione di imprese femminili</a> e del <a href="https://openpnrr.it/misure/203/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema per la certificazione della parità di genere</a>. </p>
</p>
<p>La misura per l’imprenditoria femminile dispone complessivamente di <strong>400 milioni di euro</strong> e punta a sostenere la <strong>nascita e il consolidamento di aziende guidate da donne</strong> attraverso diversi strumenti agevolativi, tra cui il <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-impresa-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo impresa femminile</a>, <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/misure-per-l-autoimprenditorialita-nuove-imprese-a-tasso-zero" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuove imprese a tasso zero</a> e <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alle-startup-innovative-smart-start-italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart&amp;Start</a>. Oltre ai contributi economici sono previste anche attività di accompagnamento, mentoring e supporto tecnico-gestionale.</p>
</p>
<p>Nel corso dell’attuazione il governo è intervenuto più volte sulla ripartizione delle risorse, aumentando progressivamente i fondi destinati al Fondo impresa femminile e riducendo invece quelli assegnati a Smart&amp;Start e alle misure di accompagnamento. Gli sportelli gestiti da Invitalia sono stati aperti tra maggio e giugno 2022 e hanno raccolto <strong>oltre 13mila domande</strong>. Già a giugno 2023 era stato superato il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/931/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> intermedio europeo di 700 imprese sostenute, grazie a <strong>925 provvedimenti di concessione approvati</strong>. Entro giugno si prevede l&#8217;assegnazione del <a href="https://openpnrr.it/scadenze/937/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostegno ad almeno altre 2.400 imprese</a>. Al 31 dicembre 2025, tuttavia, risultava <strong>speso soltanto il 39,7% delle risorse</strong> disponibili.</p>
</p>
<p>Accanto a questo investimento troviamo il <strong>sistema di certificazione della parità di genere</strong>, intervento più limitato finanziato con <strong>10 milioni di euro</strong>. L’obiettivo della misura è incentivare le imprese a ridurre i divari di genere in ambiti come opportunità di carriera, differenze salariali, tutela della maternità e conciliazione tra vita privata e lavoro. La certificazione, introdotta con la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 162/2021</a>, consente alle imprese di <strong>accedere a sgravi contributivi e premialità nei bandi pubblici</strong>.</p>
</p>
<p>Il sistema è diventato operativo alla fine del 2022 e negli anni successivi il numero di certificazioni è cresciuto rapidamente. Dopo una revisione del target concordata con la Commissione europea, l’<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2021-11-05;162" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> prevede che almeno 3mila imprese ottengano la certificazione entro giugno 2026, di cui almeno 1.800 Pmi. Secondo la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione del governo sullo stato di attuazione del Pnrr</a>, da giugno 2022 sono state <strong>rilasciate 8.798 certificazioni</strong> da parte dei 61 organismi accreditati.</p>
</p>
<p>Considerando insieme i due investimenti, i dati più recenti disponibili – aggiornati al 26 febbraio 2026 – mostrano che sono stati finanziati complessivamente 4.144 progetti su tutto il territorio nazionale. La regione che concentra più risorse è la <strong>Campania</strong> con 57,8 milioni di euro, seguita da <strong>Lazio</strong> (51,9 milioni) e <strong>Lombardia</strong> (44,7 milioni). A queste si aggiungono circa 36,1 milioni destinati a <strong>progetti di rilevanza nazionale</strong> che non è possibile attribuire a un singolo territorio.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Finanziati oltre 4mila progetti per imprese femminili e parità di genere</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/finanziati-oltre-4mila-progetti-per-imprese-femminili-e-parita-di-genere/">Gli investimenti del Pnrr per la creazione di imprese femminili e sistema di certificazione della parità di genere</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308648_tab3"></p>
<p>Alcuni progetti finanziati ricadono nel territorio di più regioni. In questi casi, non essendo possibile una suddivisione puntuale delle risorse assegnate, l&#8217;importo è stato raccolto nella voce &#8220;progetti interregionali&#8221;.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati OpenPNRR                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308648"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308648" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Dal punto di vista dell’avanzamento finanziario, i progetti risultano mediamente al <strong>39,8%</strong> dei pagamenti completati rispetto alla componente Pnrr. Al netto degli interventi nazionali e interregionali, le regioni più avanti risultano <strong>Umbria</strong> (60,6%), <strong>Veneto</strong> (54,7%) e <strong>Lombardia</strong> (49,5%). Viceversa, i livelli di spesa più bassi si registrano in <strong>Calabria</strong> (26,1%), <strong>Molise</strong> (26,9%) e <strong>Sardegna</strong> (32,2%).</p>
</p>
<p><div id="le-case-della-comunita-finanziate-dal-piano-con-2-miliardi-possono-rappresentare-un-supporto-importante-per-le-donne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le case della comunità come supporto per le donne vittime di violenza</h3>
</p>
<p>Tra gli investimenti del Pnrr considerati rilevanti anche dal punto di vista della parità di genere rientrano le <a href="https://openpnrr.it/misure/225/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">case della comunità</a>, strutture territoriali pensate per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità. L’obiettivo è creare punti di accesso integrati ai servizi sanitari e sociosanitari, con équipe multidisciplinari composte da medici di base, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali. Tra i servizi offerti da queste strutture possono anche esserci <strong>consultori per donne</strong> e attività a favore di minori vittime di violenza.</p>
</p>
<p>Questo tipo di interventi è finanziato dal Pnrr con <strong>2 miliardi di euro</strong>. Purtroppo la missione 6 del piano, riguardante la salute, è stata una di quelle che ha incontrato le maggiori difficoltà di attuazione e anche la misura in questione non fa eccezione. Inizialmente infatti il target prevedeva la realizzazione di 1.350 nuove case della comunità su tutto il territorio nazionale. In seguito alle varie revisioni del piano tuttavia il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/1057/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede adesso, a parità di importo, <strong>1.038 Cdc</strong>. La revisione è stata motivata soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> di realizzazione e dai ritardi accumulati nella fase iniziale del piano, legati alla <strong>complessità delle procedure amministrative</strong>, alle <strong>difficoltà di progettazione e al coordinamento tra amministrazioni</strong> centrali, regioni e aziende sanitarie locali.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-312 </span>le case di comunità in meno finanziate dal Pnrr in seguito alle varie revisioni.</p>
</section>
</p>
<p>Guardando ai progetti finanziati attualmente, la quota più elevata di risorse è assegnata alla <strong>Lombardia</strong> (277 milioni di euro). Seguono <strong>Campania</strong> (249,7 milioni), <strong>Sicilia</strong> (217 milioni) e <strong>Puglia</strong> (177,2 milioni). Per quanto riguarda lo stato di avanzamento finanziario, le regioni più avanti sono <strong>Valle d’Aosta</strong> (72,2% dei pagamenti effettuati), <strong>Liguria</strong> (71,3%) e <strong>Lombardia</strong> (62,2%). Viceversa, a febbraio 2026 diverse regioni risultavano ancora sotto il 40% della spesa prevista. Tra queste <strong>Sardegna</strong> (17,9%), <strong>Puglia</strong> (25,6%), <strong>Calabria</strong> (27,7%), <strong>Campania</strong> (32,3%), <strong>Lazio</strong> (32,68%) e <strong>Sicilia</strong> (35,4%).</p>
</p>
<p>Secondo la già citata relazione del governo, al monitoraggio del 19 dicembre 2025 risultavano avviati cantieri o forniture per 1.327 interventi. Un numero formalmente superiore al target concordato con l’Unione europea. Tuttavia, <strong>le strutture effettivamente concluse erano soltanto 258, mentre quelle collaudate si fermavano a 120</strong>. Una situazione che conferma come la fase realizzativa continui a presentare criticità significative.</p>
</p>
<p>Con specifico riferimento alle case della comunità già operative e che ospitano consultori al proprio interno è l&#8217;<a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali</a> a fornire dati molto interessanti. Al 31 dicembre 2025 risultavano <strong>781 case della comunità con almeno un servizio attivo dichiarato da regioni e Asl</strong>, comprese le sedi provvisorie operative. Da tenere presente che l&#8217;analisi di Agenas tiene conto anche delle Cdc non finanziate direttamente dal Pnrr. La concentrazione maggiore si registra in <strong>Lombardia</strong> con 150 strutture, seguita da <strong>Emilia-Romagna</strong> (143) e <strong>Lazio</strong> (96). All’opposto, in <strong>Basilicata</strong> e nella <strong>provincia autonoma di Bolzano</strong> non sono presenti questi servizi. Abruzzo, Calabria e Molise ne contano appena 2 ciascuna.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Attivate 781 case della comunità con servizi rivolti alle vittime di violenza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/">Numero di case della comunità attive che offrono anche servizi consultoriali e attività rivolte ai minori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_308650_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.agenas.gov.it/images/Report_Nazionale_DM77_II_semestre_2025_-_080426.pdf" target="_blank" rel="noopener">Agenas</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/attivate-781-case-della-comunita-con-servizi-rivolti-alle-vittime-di-violenza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308650"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308650" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Si tratta di un aspetto spesso poco considerato nel dibattito sul Pnrr, ma che mostra come alcune infrastrutture territoriali finanziate dal piano possano produrre effetti rilevanti anche sul fronte dell’assistenza sanitaria e sociale dedicata alle donne. Soprattutto nei territori dove i servizi di prossimità risultano più carenti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-photo/elegant-old-woman-sitting-studio-sew-cloth_9345142.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=6&amp;uuid=1c6177e1-828a-410e-8f67-9a78a148218e&amp;query=fabbrica+donne" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prostooleh</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-misure-del-pnrr-per-la-parita-di-genere/">Le misure del Pnrr per la parità di genere</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È online la versione aggiornata di OpenPNRR</title>
		<link>https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308281</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sulla nostra piattaforma per il monitoraggio indipendente sono state aggiornate al 26 febbraio le informazioni su misure, progetti, territori, stati di avanzamento e molto altro. Purtroppo i dati disponibili non coincidono con le dichiarazioni del governo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/">È online la versione aggiornata di OpenPNRR</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>È online la versione aggiornata della piattaforma <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a>, lo strumento con cui dal 2022 mettiamo a disposizione di addetti ai lavori e cittadini interessati informazioni sul piano nazionale di ripresa e resilienza. Con questo aggiornamento <strong>proseguiamo l’attività di monitoraggio su uno dei principali programmi di investimento pubblico degli ultimi anni</strong>. Dalle riforme agli investimenti, dai soggetti coinvolti ai territori interessati dagli interventi finanziati fino al loro stato di avanzamento, sono molti i dati che è possibile consultare sulla piattaforma alla quale, a oggi, sono <strong>iscritte oltre 27mila tra persone e organizzazioni</strong> che hanno la possibilità di monitorare i progetti in modo personalizzato.</p>
</p>
<p>Anche stavolta tuttavia, come già <a href="https://www.openpolis.it/nonostante-il-governo-e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">evidenziato in passato</a>, permangono <strong>criticità rilevanti che limitano la possibilità di effettuare analisi</strong> sullo stato dell&#8217;arte complessivo del piano proprio in una fase decisiva della sua attuazione, a pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>La lacuna principale riguarda il <strong>numero complessivo dei progetti</strong>. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare infatti, questo dato rispetto alla precedente versione diminuisce invece di aumentare: si passa <strong>da 306.345 a 280.767 opere </strong>che è possibile monitorare nel dettaglio. Un valore peraltro che risulta in evidente contrasto con quanto riportato recentemente dall’<a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esecutivo</a> che ha parlato di oltre <strong>650mila progetti</strong> <strong>finanziati</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-25.578 </span>il numero di progetti Pnrr in meno rispetto al precedente aggiornamento dati pubblicato dalle istituzioni preposte.</p>
</section>
</p>
<p>Questa discrepanza è parzialmente spiegabile con il fatto che non sono più disponibili i dati relativi agli interventi del <a href="https://openpnrr.it/misure/115/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Superbonus</a> finanziati dal Pnrr. Si tratta di una lacuna particolarmente rilevante, soprattutto alla luce del dibattito pubblico e delle <a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/meloni-i-conti-sono-molto-ordine-pesano-debiti-superbonus/AIk1KYgC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche</a> che hanno recentemente riguardato questa misura. <strong>A novembre erano censiti 60.726 interventi per un valore complessivo di 13,7 miliardi</strong>. Già in precedenza non erano disponibili informazioni sui pagamenti, ma almeno era possibile analizzare la distribuzione territoriale di questi investimenti. Con il nuovo rilascio questo non risulta possibile.</p>
</p>
<p>A questa mancanza si aggiunge quella relativa a un altro investimento molto consistente del piano. Vale a dire <a href="https://openpnrr.it/misure/37/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a>. Anche per questo investimento non abbiamo a disposizione dati di dettaglio sugli interventi finanziati. Lacuna ancora più significativa se si considera che questa misura è stata <a href="https://openpnrr.it/misure/506/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ulteriormente rafforzata</a> fino a raggiungere un valore complessivo di <strong>18,1 miliardi</strong>. Si tratta di carenze che incidono profondamente sulla capacità di restituire un quadro fedele dello stato di attuazione del piano.</p>
</p>
<p>Da notare infine che la data di osservazione dei dati risale al <strong>26 febbraio</strong>. Questo significa che il rilascio non può tenere conto della <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima revisione</a> del Pnrr, approvata definitivamente alla fine di marzo. Di conseguenza, <strong>il monitoraggio risulta inevitabilmente parziale</strong>. Ancora una volta quindi rileviamo significativi problemi di trasparenza per quanto riguarda la possibilità di monitorare il piano.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
<div class="d-lg-none justify-center flex-align-center text-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-20"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le misure modificate</h3>
</p>
<p>Nonostante questi limiti, l’aggiornamento consente comunque di osservare alcune dinamiche rilevanti. In particolare il fatto che alcune misure sono state eliminate, altre aggiunte mentre per altre ancora c&#8217;è stata una <strong>revisione del quadro finanziario</strong>.</p>
</p>
<p><div id="rispetto-alla-precedente-versione-sono-state-eliminate-7-misure-viceversa-ce-ne-sono-9-di-nuova-introduzione-per-un-valore-di-circa-9-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Le misure totalmente eliminate sono 7 per un importo complessivo di circa 1,5 miliardi. Quelle più significative da un punto di vista degli importi stanziati sono i <strong>progetti “faro” per l’economia circolare</strong> (600 milioni) e due misure legate allo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Parliamo in particolare dell’<strong>utilizzo di questa fonte nei settori hard to abate</strong> e nel <strong>trasporto stradale</strong>.&nbsp;</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Da notare che 4 investimenti legati alle <strong>infrastrutture ferroviarie</strong> sono stati accorpati in un’unica nuova <a href="https://openpnrr.it/misure/509/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> dell’importo totale di circa 6,6 miliardi. Al netto di questa ricollocazione, le misure create ex novo sono in totale 9 di cui 8 investimenti e una riforma.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">9,1 mld € </span>le risorse del Pnrr distribuite tra le misure del piano di nuova introduzione.</p>
</section>
</p>
<p>L’investimento più significativo riguarda <a href="https://openpnrr.it/misure/506/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 4.0</a> misura già presente nel piano ma rafforzata con <strong>fondi aggiuntivi per 4,7 miliardi</strong>. Troviamo poi il regime di sovvenzioni per le <a href="https://openpnrr.it/misure/508/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">infrastrutture idriche</a> (1 miliardi) e il <a href="https://openpnrr.it/misure/507/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dispositivo per il parco agrisolare</a> (789 milioni). Queste ultime due misure sono state trasformate in <em>facility</em>, vale a dire <strong>strumenti finanziari</strong>. Si tratta di una soluzione&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggerita</a>&nbsp;dalla Commissione europea al fine di non perdere le risorse. In questo modo infatti entro il 30 giugno è sufficiente istituire il fondo, mentre i progetti potranno essere conclusi anche successivamente. Percorso simile anche per quanto riguarda il <a href="https://openpnrr.it/misure/504/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo nazionale per la connettività</a> (733 milioni) e gli <a href="https://openpnrr.it/misure/510/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alloggi per gli studenti</a> (599milioni).</p>
</p>
<p><div id="linvestimento-su-transizione-5-0-e-stato-decurtato-di-38-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Troviamo poi altre misure che erano già presenti ma che hanno subito <strong>variazioni più o meno significative con riferimento alla dotazione finanziaria</strong>. Le misure maggiormente potenziate sono quelle riguardanti la competitività e resilienza delle <a href="https://openpnrr.it/misure/502/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">catene di approvvigionamento</a> (+2,7 miliardi), il <a href="https://openpnrr.it/misure/407/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo rotativo per i contratti di filiera</a> (+2 miliardi) e la riforma per <a href="https://openpnrr.it/misure/503/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">aumentare l’efficienza del settore ferroviario in Italia</a> (+1,2 miliardi).&nbsp;Le misure che hanno visto il maggiore definanziamento invece sono quella riguardante le <a href="https://openpnrr.it/misure/86/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunità energetiche</a> (-1,4 miliardi), l’investimento su <a href="https://openpnrr.it/misure/501/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tecnologie a zero emissioni nette</a> (-2,3 miliardi) e <a href="https://openpnrr.it/misure/408/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transizione 5.0</a> (-3,8 miliardi). </p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Tagliati circa 3,8 miliardi da Transizione 5.0</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Le principali variazioni del quadro finanziario delle misure del Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308271_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0/">Tagliati circa 3,8 miliardi da Transizione 5.0 &#8211; Le principali variazioni del quadro finanziario delle misure del Pnrr</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308271_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentate solamente le misure per cui la variazione dell&#8217;importo finanziario è superiore ai 100 milioni di euro. <span style="font-weight: 400">Complessivamente le riforme e gli investimenti con variazioni di importo sono 46 (il 15% circa del totale).</span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/tagliati-circa-38-miliardi-da-transizione-5-0.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308271"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308271" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Quest’ultima misura in particolare è stata al centro di forti&nbsp;<a href="https://www.corriere.it/economia/aziende/26_aprile_01/transizione-5-0-il-governo-fa-retromarcia-dopo-le-polemiche-tornano-i-fondi-per-le-imprese-f3443015-b931-4237-a351-9d83e32b6xlk.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">polemiche</a>&nbsp;nelle ultime settimane. Inizialmente infatti sembrava che i requisiti e le modalità per chiedere i sussidi fossero <strong>troppo complessi e poco appetibili per le imprese</strong>. Ciò aveva portato il governo a optare per un definanziamento della misura. Si è poi scoperto però che <strong>le risorse rimanenti non erano sufficienti a sostenere tutte le imprese che avevano fatto richiesta</strong>. Di fronte alle recriminazioni delle associazioni di categoria l’esecutivo si è visto costretto a una parziale marcia indietro stanziando risorse aggiuntive da altre fonti di finanziamento.</p>
</p>
<p>Tra gli altri definanziamenti degni di nota possiamo osservare il taglio di oltre 500 milioni al piano <a href="https://openpnrr.it/misure/45/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia a 1 giga</a>, di cui ci eravamo occupati in un precedente&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/assonime_report_2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report</a>&nbsp;e parzialmente confluito nel già citato nuovo fondo per la connettività.</p>
</p>
<p><div id="i-progetti-che-e-possibile-monitorare-sono-oltre-280mila-il-656-risulta-ancora-in-corso-mancano-informazioni-su-transizione-4-0-e-superbonus" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I dati sui progetti</h3>
</p>
<p>Come già evidenziato, il numero complessivo dei progetti disponibili è diminuito. Entrando nel dettaglio, si osserva però una dinamica interna significativa: sono stati <strong>aggiunti 37.660 nuovi interventi</strong>, mentre 63.238 non risultano più presenti nel dataset. Questi ultimi rappresentavano un valore complessivo di <strong>15,9 miliardi di fondi Pnrr</strong>. Il principale fattore alla base di questa riduzione è, come detto, la scomparsa dei dati relativi al <strong>Superbonus</strong>.</p>
</p>
<p>Tra le novità dell’aggiornamento c’è anche l’introduzione di un nuovo campo relativo allo <strong>stato di avanzamento dei lavori</strong>. Sulla base di queste nuove informazioni, emerge che – per i progetti di cui sono disponibili i dati – 96.430 risultano conclusi, mentre 184.276 sono ancora in corso.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">65,6% </span>i progetti del Pnrr che risultano ancora in corso sulla base dei dati disponibili (febbraio 2026).</p>
</section>
</p>
<p>Da ribadire ancora una volta che <strong>i numeri divergono sensibilmente da quelli comunicati dal governo</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I numeri ufficiali del Piano dell’Italia sono eloquenti: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati all’Italia, 655.677 progetti finanziati, oltre 541 mila interventi conclusi e circa 100.000 in fase di esecuzione o completamento.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.governo.it/it/articolo/la-commissione-europea-approva-il-pagamento-della-nona-rata-del-pnrr-dell-italia-pari-128" target="_blank">&#8211; Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, Pnrr e politiche di coesione (29/4/2026)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="la-regione-piu-avanti-nei-pagamenti-e-il-veneto-quella-piu-indietro-la-valle-daosta" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il Pnrr nei territori</h3>
</p>
<p>Grazie al nuovo aggiornamento è possibile anche capire un po&#8217; di più quale sia l&#8217;impatto del Pnrr nei diversi territori e il relativo stato di avanzamento. A livello numerico, la regione che ne ospita la maggior quantità sul proprio territorio è la <strong>Lombardia</strong> (38.543). Seguono <strong>Campania</strong> (26.264), <strong>Sicilia</strong> (24.921) e <strong>Piemonte</strong> (23.761). Per quanto riguarda invece le risorse assegnate a progetti localizzabili in specifici territori, ai primi posti troviamo sempre <strong>Lombardia</strong> e <strong>Campania</strong> rispettivamente con 19,5 e 17,5 miliardi. La terza regione che accoglie progetti con la maggior quantità di risorse Pnrr è invece il <strong>Veneto</strong> con 14,4 miliardi.</p>
</p>
<p>Un buon modo per valutare quale sia lo stato dell’arte nelle diverse aree del paese è valutare la <strong>quota di pagamenti</strong> già effettuati rispetto al valore totale di progetti in corso. Come noto infatti, i soggetti attuatori effettuano le erogazioni alle imprese incaricate  solo in seguito alla presentazione del documento che certifica lo <strong>stato di avanzamento dei lavori</strong>. Da questo punto di vista possiamo osservare che la regione più avanti è proprio il <strong>Veneto</strong> con il 47% di pagamenti già effettuati. Seguono <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> (40%) ed <strong>Emilia-Romagna </strong>(38%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/">Pagamenti Pnrr: il Veneto è la regione più avanti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pagamenti-pnrr-il-veneto-e-la-regione-piu-avanti/">Lo stato di avanzamento dei progetti Pnrr nelle diverse regioni</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_308278_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308278_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_308278_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_308278_tab3"></p>
<p>Dall&#8217;analisi sono stati esclusi i progetti di rilevanza nazionale, vale a dire quelle opere che non è possibile localizzare in un singolo territorio. Ci sono invece alcuni interventi che coprono più regioni. In questo caso, non essendo possibile fare una divisione puntuale dell&#8217;impatto nelle diverse aree, i progetti di questo tipo sono stati conteggiati interamente in ogni regione interessata.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308278"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308278" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A febbraio 2026 quindi nessuna regione aveva ancora raggiunto la soglia psicologica del 50% di pagamenti, almeno in base ai dati disponibili. La maggior parte dei territori si colloca a un livello compreso tra il 30 e il 38%. Le regioni più indietro invece sono <strong>Valle d’Aosta</strong> (19%), <strong>Sicilia</strong> (22%), <strong>Calabria</strong> (25%) e <strong>Campania</strong> (26%).&nbsp;</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico&nbsp;<strong>OpenPNRR</strong>, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vedi tutti gli articoli</a>). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/i-nostri-open-data-per-il-monitoraggio-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://dribbble.com/shots/4258860-Dashboard-Woman-Macbook" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Marco Waldner</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-online-la-versione-aggiornata-di-openpnrr/">È online la versione aggiornata di OpenPNRR</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A che punto sono le misure del Pnrr per le politiche del lavoro</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-misure-del-pnrr-per-le-politiche-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308202</guid>

					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni i dati sull’occupazione sono stati in costante miglioramento, soprattutto per cause legate alla demografia. In alcuni settori il Pnrr ha influito, anche se l’impatto probabilmente è stato inferiore alle attese. Un’analisi della situazione, regione per regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-misure-del-pnrr-per-le-politiche-del-lavoro/">A che punto sono le misure del Pnrr per le politiche del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Negli ultimi anni il mercato del lavoro in Italia ha fatto registrare un importante trend di crescita. Il <strong>tasso di occupazione</strong> infatti è risultato in costante aumento mentre quello di <strong>disoccupazione</strong> ha fatto registrare il percorso inverso. Dinamiche positive che sembrerebbero essere confermate anche per quanto riguarda il 2025, come mostrano i dati <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/il-mercato-del-lavoro-iv-trimestre-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>.</p>
</p>
<p>Si tratta di dati che riflettono anche le <strong>tendenze demografiche</strong>. Gli incrementi più consistenti riguardano infatti gli over 55. Testimoniando da un lato il loro maggior peso demografico (che trascina l&#8217;intero dato della popolazione), dall&#8217;altro l&#8217;innalzamento dei requisiti pensionistici, come ricostruito dagli <a href="https://www.bollettinoadapt.it/laumento-delloccupazione-in-italia-tra-nuovi-occupati-dinamiche-demografiche-e-effetto-stock/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">osservatori</a>. Trend significativi a cui si aggiungono altre <strong>criticità che ancora affliggono il mondo del lavoro</strong>: dal lavoro povero a quello precario a quello sommerso, dal tema della sicurezza a quello degli inattivi.</p>
</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;occupazione ha certamente contribuito, in maniera diretta o indiretta, anche il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr). Il piano infatti ha certamente sostenuto la crescita del Pil e il miglioramento degli indicatori occupazionali, come evidenziato anche nel <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/previsione/contabilita_e_finanza_pubblica/piano_strutturale_di_bilancio_di_medio_termine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano strutturale di bilancio di medio termine</a>. Tuttavia il suo impatto è risultato forse inferiore alle <a href="https://www.openpolis.it/le-ambizioni-del-pnrr-sulloccupazione-di-giovani-e-donne/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stime iniziali</a>. Ciò anche a causa di <strong>previsioni che non potevano tenere conto del repentino peggioramento del contesto</strong> internazionale.</p>
</p>
<p>Il contributo del Pnrr all&#8217;occupazione tuttavia non è solo legato alla realizzazione dei progetti, in particolare le grandi opere che richiedono molta mano d&#8217;opera. Si tratta anche di andare a intervenire su alcune delle criticità strutturali menzionate. In occasione della festa dei lavoratori, abbiamo passato in rassegna alcune delle misure che intervengono in questo ambito. Abbiamo selezionato alcuni investimenti e riforme particolarmente significativi: le <strong>politiche attive del lavoro</strong>, il <strong>potenziamento dei centri per l’impiego</strong>, il <strong>sistema duale</strong>, la lotta al <strong>lavoro sommerso</strong> e il superamento degli <strong>insediamenti abusivi</strong> in agricoltura.</p>
</p>
<p><div id="abbiamo-analizzato-5-misure-del-pnrr-riguardanti-le-politiche-del-lavoro-parliamo-di-investimenti-per-57-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5,7 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per il potenziamento delle politiche del lavoro.</p>
</section>
</p>
<p>Le misure analizzate hanno risentito di <strong>criticità organizzative</strong>, in particolare a livello territoriale. Ciò ha reso necessarie <strong>diverse revisioni</strong> degli interventi. Resta inoltre un rischio già evidenziato più volte: che <strong>l’attenzione si concentri più sul raggiungimento formale di milestone e target</strong> – indispensabile per ottenere le risorse europee – che sulla qualità effettiva dei servizi offerti.</p>
</p>
<p><div id="la-riforma-delle-politiche-attive-del-lavoro-ha-avuto-varie-difficolta-attuative-la-dotazione-finanziaria-e-stata-prima-aumentata-poi-diminuita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Politiche attive del lavoro e formazione</h3>
</p>
<p>La riforma delle <a href="https://openpnrr.it/misure/206/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">politiche attive del lavoro</a> rappresenta l’intervento più rilevante del Pnrr in questo ambito, sia per risorse impiegate – circa 4,6 miliardi di euro – sia per centralità nel disegno complessivo del piano. Con questa misura si punta infatti a <strong>superare la storica frammentazione territoriale dei servizi e costruire un sistema nazionale fondato su livelli essenziali delle prestazioni</strong>, integrando politiche attive e formazione. Il modello prevede una <strong>presa in carico personalizzata degli utenti</strong> e la loro collocazione in diversi percorsi, calibrati sulla distanza dal lavoro e sulle caratteristiche individuali.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per approfondire<br />
<br /><strong>vedi il report Assonime-Openpolis</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Architrave di questa riforma è il <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/occupazione/focus/pagine/programma-gol" target="_blank" rel="noreferrer noopener">programma Gol</a> (Garanzia occupabilità dei lavoratori) che punta a <strong>rafforzare i servizi per l’impiego e favorire il reinserimento lavorativo</strong>, soprattutto per le persone più distanti dal mercato del lavoro.</p>
</p>
<p>Dal punto di vista degli obiettivi europei, la misura prevedeva inizialmente due milestone, raggiunte tra il 2021 e il 2022, relative all’adozione del quadro normativo e dei <a href="https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Attuazione-Interventi-PNRR/Pagine/M5C1-rif-1-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani regionali</a>. A queste si aggiungevano tre target principali da conseguire entro il 2025. Il più rilevante era quello di raggiungere <strong>almeno 3 milioni di beneficiari</strong>, <strong>di cui almeno il 75% fragili</strong>. Rientrano in questa categoria Neet, donne svantaggiate, disabili, lavoratori over 55, disoccupati di lunga durata e lavoratori poveri. A questo si accompagnava anche un obiettivo sulla <strong>formazione (800mila persone)</strong> e uno sulla capacità dei centri per l’impiego di <strong>garantire i livelli essenziali delle prestazioni</strong> (Lep).</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		I milestone e i target sono gli obiettivi e i traguardi da conseguire ogni trimestre fino al 2026, per completare tutte le misure del Pnrr.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/"><br />
                &#8220;Che cosa si intende per scadenze del Pnrr&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Nel tempo tuttavia, questi target sono stati oggetto di modifiche significative. In particolare, con la <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=assessment+of+the+recovery+and+resilience+plan+for+Italy&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=2026%2F03%2F19&amp;DateTo=2026%2F03%2F31&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">revisione del Pnrr del 2025</a>, è stato <strong>eliminato il vincolo del 75% di beneficiari appartenenti a categorie vulnerabili</strong>, mentre l’obiettivo relativo ai centri per l’impiego è stato reso più flessibile. Non è più riferito a ciascuna regione ma all’insieme del <strong>territorio nazionale</strong>. Anche il target sulla formazione ha visto una rimodulazione, con una parte degli obiettivi (200mila beneficiari) posticipata al 2026.</p>
</p>
<p>Anche per quanto riguarda la <strong>dotazione finanziaria</strong> ci sono stati dei cambiamenti rilevanti. Inizialmente infatti l&#8217;importo assegnato era stato incrementato di un miliardo rispetto all&#8217;ammontare inizialmente stabilito. Ciò per fare fronte all&#8217;aumento dei costi. La riforma era quindi arrivata ad avere un valore di circa <strong>5,4 miliardi</strong>. Successivamente, date le difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi, è stata nuovamente ridimensionata.</p>
</p>
<p>In seguito a queste rimodulazioni, in base alle informazioni messe a disposizione dal <a href="https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/m5c1r1-1-report-settembre-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ministero del lavoro</a>, gli <strong>obiettivi risultano conseguiti</strong>. A settembre 2025 infatti i beneficiari avevano superato i 3 milioni. Anche l’obiettivo intermedio sulla formazione è stato sostanzialmente conseguito, pur con una ridefinizione dei criteri di conteggio.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_abb8e58f75a6b5b4edc41731d423740a" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Gli obiettivi delle politiche attive sono finalizzati al rispetto delle scadenze. Meno alla qualità del servizio erogato.</p>
</section></div>
</p>
<p>Se da un lato la revisione della misura ha consentito di rispettare le scadenze europee, dall&#8217;altro ha comportato anche alcune criticità. Nel tempo, infatti, <strong>la definizione di “beneficiario” è stata ampliata</strong>, includendo anche soggetti che hanno svolto attività minime. Come la semplice sottoscrizione del patto di servizio (uno dei primi step nell&#8217;iter di presa in carico di un soggetto), oppure l&#8217;avvio di attività formative senza portarle a conclusione. Questo ha consentito di rispettare le scadenze europee ma <strong>ha spostato l’attenzione dalla qualità degli esiti occupazionali alla quantità delle prestazioni erogate</strong> ai fini di rendicontazione.</p>
</p>
<p>Un ulteriore elemento riguarda la capacità del programma di incidere sui soggetti più fragili. <strong>I dati mostrano come i risultati migliori si concentrino tra gli utenti più vicini al mercato del lavoro, mentre per le categorie più vulnerabili i percorsi risultano più complessi e meno efficaci</strong>. Anche la componente formativa, pur centrale nella logica della riforma, appare quindi spesso indebolita da un’offerta poco mirata e da incentivi che privilegiano il raggiungimento dei target quantitativi rispetto alla qualità degli interventi.</p>
</p>
<p><div id="anche-per-il-potenziamento-dei-centri-per-limpiego-ci-sono-state-difficolta-attuative-e-una-riduzione-dellinvestimento-di-118-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Potenziamento dei centri per l&#8217;impiego</h3>
</p>
<p>Strettamente collegato alla riforma delle politiche attive del lavoro troviamo anche l&#8217;investimento riguardante il <a href="https://openpnrr.it/misure/201/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">potenziamento dei centri per l&#8217;impiego</a>. Con una dotazione di circa <strong>482 milioni di euro</strong>, l’obiettivo di questo investimento è quello di rafforzare l’infrastruttura, migliorandone la capacità operativa e l’efficacia.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per approfondire<br />
<br /><strong>vedi il report Assonime-Openpolis</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>La misura prevedeva una milestone iniziale, raggiunta nel 2022, relativa al completamento di una quota significativa delle attività previste nei <a href="https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Attuazione-Interventi-PNRR/Pagine/M5C1-inv-1-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani regionali</a>. A questa si affiancano due target principali: il completamento degli interventi di potenziamento in almeno 326 centri entro la fine del 2025 e la ristrutturazione o il rinnovo di almeno 270 sedi entro il 2026.</p>
</p>
<p>In base alle <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/01/16/OCD177-8749.pdf?timeStamp=1776774548854" target="_blank" rel="noreferrer noopener">informazioni disponibili</a>, il primo target risulta raggiunto, con un numero di centri coinvolti superiore a quello previsto (347 Cpi rendicontati). Anche sul fronte infrastrutturale l’attuazione è in corso, con centinaia di sedi interessate dagli interventi.</p>
</p>
<p>Anche in questo caso tuttavia si sono registrate delle difficoltà attuative che hanno portato a una revisione significativa. In particolare <strong>la misura ha subito un parziale definanziamento</strong> dovuto alla reale capacità di realizzazione e rispetto dei tempi necessari per completare gli interventi. Questa rimodulazione ha portato all’esclusione di alcune attività non compatibili con le scadenze del Pnrr. Tali interventi dovranno essere eventualmente completati con altre fonti di finanziamento.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-118 mln € </span>le risorse Pnrr tagliate per il potenziamento dei centri per l&#8217;impiego.</p>
</section>
</p>
<p>Permangono inoltre <strong>criticità legate al coordinamento tra livelli amministrativi</strong> e allo sviluppo dei sistemi informativi, con ritardi nell’allineamento delle piattaforme e nella piena interoperabilità dei dati.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La formazione nel sistema duale</h3>
</p>
<p>La formazione è certamente un aspetto centrale per quanto riguarda le politiche del lavoro. È in questo senso che opera il <a href="https://openpnrr.it/misure/204/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema duale</a>, iniziativa che il Pnrr finanzia con circa 600 milioni di euro. Questa misura punta a <strong>rafforzare l’integrazione tra istruzione e lavoro attraverso percorsi formativi che combinano apprendimento teorico ed esperienza pratica</strong>, anche tramite l’apprendistato.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_388be3ea55be1371d3113a5aa7cfa5e1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Visto il buon andamento della misura il target finale è stato anticipato di 6 mesi.</p>
</section></div>
</p>
<p>Dal punto di vista degli obiettivi Pnrr, la misura prevedeva il raggiungimento di almeno 90mila certificazioni di partecipazione a percorsi che integrano formazione e lavoro entro il 2025. Si tratta di un target che, alla luce dell’andamento positivo della misura, è stato <strong>anticipato già al secondo trimestre del 2025</strong> in seguito alla revisione del Pnrr approvata lo scorso novembre.</p>
</p>
<p>In base ai <a href="https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/m5c1i1.4-report-avanzamento-stato-attuazione-feb-26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> riportati dal ministero del lavoro sono <strong>oltre 106mila le certificazioni rendicontate</strong>. Le criticità in questo caso riguardano soprattutto la governance multilivello e la necessità di consolidare nel tempo il legame tra sistema formativo e fabbisogni del mercato del lavoro. Evitando che i risultati raggiunti restino circoscritti alla fase straordinaria del Pnrr.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Lotta al lavoro sommerso</h3>
</p>
<p>Un altra riforma prevista del Pnrr che riguarda l&#8217;ambito d&#8217;analisi è quella relativa al <a href="https://openpnrr.it/misure/207/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lavoro sommerso</a>. Tale misura si inserisce in una strategia più ampia volta a migliorare la qualità del lavoro e a contrastare fenomeni di irregolarità e sfruttamento. Il <a href="https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/modulistica/decreto-ministeriale-n.-221-del-19-dicembre-2022-5.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso</a>, adottato alla fine del 2022, rappresenta la principale milestone della misura.</p>
</p>
<p>A questo si associa anche un obiettivo quantitativo. Vale a dire il <strong>rafforzamento dell’attività ispettiva</strong>, con una media di almeno 102.895 ispezioni annue nel triennio 2023-2025. Si prevede inoltre anche l’incremento del numero di imprese iscritte alla <a href="https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.la-rete-del-lavoro-agricolo-di-qualit--50213.la-rete-del-lavoro-agricolo-di-qualit-.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rete del lavoro agricolo di qualità</a>.</p>
</p>
<p>Le <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/03/10/OCD177-8867.pdf?timeStamp=1776782124105" target="_blank" rel="noreferrer noopener">informazioni</a> disponibili indicano che questi obiettivi sono stati raggiunti. Il numero medio di ispezioni ha infatti <strong>superato le 110mila unità annue</strong>, andando oltre quanto previsto. Anche il target relativo alla rete agricola è stato conseguito in anticipo rispetto alle scadenze. Da notare che nell&#8217;ambito della riforma è stato creato anche il <a href="https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/istituzione-del-portale-nazionale-del-lavoro-sommerso-e-misure-per-il-contrasto-del-fenomeno-infortunistico" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>portale nazionale sommerso</strong></a>. Una banca dati condivisa tra Inl, Inps, Inail e forze dell&#8217;ordine per mappare e coordinare efficacemente la vigilanza sul territorio.</p>
</p>
<p>La misura prevede ulteriori traguardi. Tra questi l’introduzione degli <strong>indici sintetici di affidabilità contributiva</strong> (Isac) e la realizzazione di <strong>studi e strumenti per favorire l’emersione del lavoro irregolare</strong>. Questi interventi sono in parte ancora in corso.</p>
</p>
<p><div id="linvestimento-per-il-contrasto-al-caporalato-in-agricoltura-ha-subito-un-taglio-di-circa-170-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Lotta al caporalato</h3>
</p>
<p>Un&#8217;altra misura del Pnrr di competenza del ministero del lavoro in parte connessa con la precedente è quella riguardante il <a href="https://openpnrr.it/misure/213/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura</a>. L&#8217;obiettivo dell&#8217;investimento era quello di <strong>contrastare il caporalato attraverso la realizzazione di soluzioni abitative dignitose per i lavoratori</strong>.</p>
</p>
<p>Pur avendo una dotazione finanziaria tutto sommato contenuta, <strong>tale investimento si è rivelato particolarmente complesso nella sua realizzazione</strong>. L’intervento prevedeva come obiettivo finale il completamento delle attività nelle aree individuate entro il secondo trimestre del 2026. Tuttavia, già nelle fasi iniziali sono emerse difficoltà significative, che hanno portato a una revisione sostanziale della misura.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_efe24de96ac727a2949ba10fb609b089" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molti comuni non sono stati in grado di presentare progetti adeguati o hanno rinunciato per l&#8217;incapacità di rispettare le scadenze.</p>
</section></div>
</p>
<p>Le criticità hanno riguardato diversi aspetti: dall&#8217;incapacità di individuare immobili adeguati, ai problemi di sicurezza nei territori interessati (caratterizzati dalla presenza della criminalità organizzata), fino alla limitata capacità amministrativa di alcuni enti locali. A ciò si sono aggiunte discrepanze tra il numero di beneficiari inizialmente stimati e quelli effettivamente presenti che hanno reso necessario un aggiornamento della mappatura.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-governance-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Come funziona la governance del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Queste difficoltà hanno portato alla nomina di un <strong>commissario straordinario</strong> nel 2024 e a una revisione degli obiettivi concordata con la Commissione europea. In particolare, il target è stato modificato, passando dalla realizzazione di specifici progetti alla più generica <strong>creazione di posti letto</strong>, considerato un indicatore più realistico e misurabile. C&#8217;è stato anche un rafforzamento della governance, con una maggiore centralizzazione e il coinvolgimento diretto delle regioni.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/lo-stato-dellarte-del-pnrr-a-presa-diretta-su-rai-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Lo stato dell’arte del Pnrr a Presa Diretta su Rai 3</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Nonostante questi correttivi, l&#8217;attuazione della misura rimane critica. <strong>Ben 13 comuni hanno rinunciato ai finanziamenti mentre altri 6 non sono riusciti a rispettare le condizioni imposte dal Pnrr.</strong> Anche per questo motivo, la già scarsa dotazione finanziaria della misura è stata ulteriormente ridimensionata potendo contare su circa 30 milioni di euro, ripartiti su 13 progetti.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-169,74 mln € </span>le risorse Pnrr tagliate per il superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura.</p>
</section>
<p><div id="i-progetti-attualmente-in-corso-sono-oltre-12mila-e-valgono-circa-45-miliardi-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-fondi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti attivi e lo stato di avanzamento finanziario</h3>
</p>
<p>Finora ci siamo concentrati sull&#8217;analisi delle misure in senso generale, sulla capacità di rispettare le scadenze e sulle difficoltà attuative incontrate. Ma quanti sono i progetti per le politiche del lavoro attualmente in corso? Quanto valgono? A che punto sono? In quest&#8217;ultimo paragrafo proveremo a rispondere a queste domande sfruttando i recenti <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FobservationDateInEvidence&amp;sort=desc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> pubblicati sul portale italia domani e aggiornati al 26 febbraio.</p>
</p>
<p>Complessivamente, i progetti finanziati sono 12.814. La maggior parte si concentra in regioni del mezzogiorno, in particolare in <strong>Sicilia</strong> (4.380), <strong>Calabria</strong> (1.917), <strong>Basilicata</strong> (1.1157) e <strong>Puglia</strong> (1.073). La diversa distribuzione dei progetti tuttavia non comporta un ammontare direttamente proporzionale delle risorse assegnate. Da questo punto di vista infatti la regione con la maggiore dotazione è la <strong>Lombardia</strong> con circa 853 milioni di euro. Seguono <strong>Campania</strong> (721 milioni) e <strong>Puglia</strong> (365 milioni).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse/">Pnrr e lavoro, Lombardia e Campania le regioni con più risorse</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse/">Gli investimenti del Pnrr per le politiche del lavoro, suddivisi per regione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_308195_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse/">Pnrr e lavoro, Lombardia e Campania le regioni con più risorse &#8211; Gli investimenti del Pnrr per le politiche del lavoro, suddivisi per regione</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_308195_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308195_tab3"></p>
<p>Sono stati esclusi dall&#8217;analisi tutti quei progetti che non era possibile attribuire al territorio di una singola regione perché di rilievo nazionale o interregionale. Si tratta in totale di 21 interventi per un finanziamento Pnrr complessivo di circa 257 milioni di euro. Le misure del Pnrr per cui è atteso un impatto sul mercato del lavoro sono moltissime. In questo caso l&#8217;analisi si concentra su riforme e investimenti che mirano alla riorganizzazione e al potenziamento del sistema di formazione e collocamento. La selezione è ad opera della redazione di Openpolis.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/pnrr-e-lavoro-lombardia-e-campania-le-regioni-con-piu-risorse.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308195"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308195" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tale differenza è attribuibile anche alla <strong>diversa organizzazione di cui ogni regione si è dotata internamente per la gestione delle risorse del Pnrr</strong>. Per quanto riguarda le politiche attive del lavoro ad esempio in Sicilia sono attivi 3.324 progetti per circa 197 milioni (una media di circa 59mila euro a progetto). Viceversa in Lombardia per questa misura sono attivi solamente 3 progetti che però cubano complessivamente 550 milioni (circa 183 milioni ciascuno).</p>
</p>
<p>Per quanto riguarda lo stato di avanzamento degli interventi, un indicatore utile da valutare è il rapporto tra pagamenti già effettuati e il valore totale dei diversi progetti finanziati. Complessivamente possiamo osservare che <strong>i pagamenti che risultano già effettuati ammontano a circa 1,7 miliardi, pari al 37% dei finanziamenti Pnrr </strong>per i progetti attivi.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-veneto-ha-gia-erogato-oltre-il-70-dei-fondi-pnrr-per-il-lavoro/">Il Veneto ha già erogato oltre il 70% dei fondi Pnrr per il lavoro</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-veneto-ha-gia-erogato-oltre-il-70-dei-fondi-pnrr-per-il-lavoro/">Lo stato di avanzamento finanziario degli investimenti Pnrr per il lavoro, regione per regione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_308200_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308200_tabpanel1"
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                         aria-labelledby="chart_308200_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/il-veneto-ha-gia-erogato-oltre-il-70-dei-fondi-pnrr-per-il-lavoro.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-308200"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-308200" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A livello regionale, il territorio più avanti da questo punto di vista è il <strong>Veneto</strong>, regione che ha già erogato circa 237 milioni di euro a fronte dei circa 335,4 milioni assegnati (70,6%). Solamente altre due regioni hanno già superato la soglia psicologica del 50%. Si tratta di <strong>Liguria</strong> (64,6%) e <strong>Marche</strong> (63,5%). Le aree più indietro da questo punto di vista invece sono <strong>Basilicata</strong> (7,85), <strong>Lazio</strong> (14,3%) e <strong>Sardegna</strong> (24,3%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/call-center-worker-creating-support-ticket-customer-calling-solve-issue_416754344.htm#fromView=sea%5B%E2%80%A6%5D=call+center" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> (<a href="https://www.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-le-misure-del-pnrr-per-le-politiche-del-lavoro/">A che punto sono le misure del Pnrr per le politiche del lavoro</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307695</guid>

					<description><![CDATA[<p>La conclusione del piano è alle porte. Tuttavia non è ancora chiaro come saranno gestiti i progetti non conclusi entro la prima metà del 2026. Proviamo a mettere insieme tutte le informazioni attualmente disponibili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/">Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Mancano ormai poche settimane alla conclusione formale del <strong>Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)</strong>. La scadenza imminente porta con sé interrogativi cruciali sulla reale capacità del paese di raggiungere in tempo tutti gli obiettivi previsti. Da questo punto di vista, il quadro normativo e operativo presenta ancora alcuni elementi di incertezza. Ad oggi infatti <strong>non è ancora del tutto chiaro come verranno gestiti i progetti finanziati dal piano che al 30 giugno non dovessero essere completati</strong>.</p>
</p>
<p><div id="non-e-ancora-chiaro-cosa-accadra-ai-progetti-pnrr-non-conclusi-entro-il-30-giugno-2026" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Che si stia facendo tutto il possibile per aggirare criticità e ritardi per cercare di non perdere i fondi è confermato anche dal fatto che l&#8217;Italia ha recentemente chiesto e ottenuto una ulteriore <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">revisione del proprio piano nazionale</a>. Questo passaggio conferma ancora una volta quanto il monitoraggio dello stato di attuazione delle opere sia essenziale in questa fase conclusiva.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">60 </span>le misure del Pnrr per cui è prevista inderogabilmente la conclusione dei progetti entro il 30 giugno 2026.</p>
</section>
</p>
<p>È fondamentale quindi capire non solo a che punto sono i cantieri, ma anche <strong>quali potrebbero essere le conseguenze legali e finanziarie</strong> per i progetti che non risulteranno completati entro il termine stabilito.</p>
</p>
<p>Ad oggi, <strong>non esiste una risposta univoca</strong> per tutti i progetti. Tuttavia, analizzando la documentazione ufficiale, è possibile tracciare un perimetro delle regole e dei rischi che attendono i soggetti coinvolti nell&#8217;attuazione del piano.</p>
</p>
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</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il quadro normativo</h3>
</p>
<p>Per orientarsi nel labirinto del Pnrr e capire cos&#8217;accadrà realmente il prossimo 30 giugno, è necessario fare riferimento a <strong>varie fonti</strong>. I documenti cardine sono le diverse <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Documenti%20e%20normativa%20europea" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decisioni di esecuzione</a> del Consiglio dell&#8217;Unione europea (Cid) e gli <em><a href="https://commission.europa.eu/document/download/83ee6c9a-a821-448d-9595-1ba06f936411_en?filename=C_2025_4476_1_EN_annexe_acte_autonome_cp_part1_v2.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational agreements</a></em>. Le prime sono gli atti formali con cui vengono approvati i piani nazionali e le loro eventuali modifiche. I secondi definiscono nel dettaglio le modalità, il calendario, i traguardi e gli obiettivi da raggiungere e i relativi indicatori per il monitoraggio. A questi si aggiungono le <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/strumenti/documenti/archivio-documenti.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2Fdate&amp;sort=desc&amp;category=Legislazione%2C%20regolamenti%20e%20linee%20guida%20generali%20per%20l%27attuazione%20del%20PNRR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttive diffuse dalle istituzioni italiane</a>, in particolare dal Ministero dell&#8217;economia e delle finanze (Mef).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_0a94a02dce3bf9384bba24cc242b733e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Non esiste una regola univoca per la chiusura dei progetti finanziati dal Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, non è possibile ricostruire una regola generale che valga per tutti i progetti non conclusi al 30 giugno 2026. Le direttive Ue infatti non prevedono uno scenario di &#8220;mancato completamento&#8221; (cosa che ha invece fatto il <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">governo italiano</a>, prevedendo di rivalersi sui soggetti attuatori inadempienti). Queste si focalizzano piuttosto su <strong>meccanismi coercitivi e preventivi</strong> volti ad assicurare il rispetto delle scadenze.</p>
</p>
<p>In particolare lo stato ha l&#8217;obbligo di istituire <strong>sistemi per risolvere irregolarità e problemi di attuazione</strong>. Qualora tali criticità si rivelassero irrisolvibili, lo stato ha anche la possibilità di intervenire direttamente esercitando <strong>poteri sostitutivi</strong>. In questi casi intervengono dei commissari straordinari al posto dei soggetti attuatori in difficoltà o inadempienti per sbloccare i progetti.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-governance-del-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Come funziona la governance del Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>È importante sottolineare a questo proposito che il Pnrr si caratterizza per la cosiddetta <strong>clausola di reversal</strong>. Questo principio stabilisce che <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli obiettivi e i traguardi</a> considerati già raggiunti, e per i quali l&#8217;Ue ha già sbloccato i fondi assegnati, non possano essere successivamente cancellati o modificati. <strong>Tale clausola vale principalmente per le riforme ma è estendibile anche agli investimenti</strong>. Se l&#8217;Italia non riuscisse a completare tutti i target e i milestone quindi rischia concretamente di dover rinunciare a una parte delle risorse europee.</p>
</p>
<p><div id="non-tutti-gli-investimenti-del-piano-dovranno-necessariamente-concludersi-entro-quella-data" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cosa succede davvero il 30 giugno 2026</h3>
</p>
<p>La scadenza del 30 giugno rappresenta quindi certamente un passaggio fondamentale e ineludibile. Tuttavia, le informazioni attualmente disponibili restituiscono un quadro piuttosto articolato. Le passiamo brevemente in rassegna, senza pretesa di completezza.</p>
</p>
<p>Un primo elemento significativo da segnalare riguarda il fatto che <strong>in molti casi i target europei richiedono il raggiungimento di obiettivi quantitativi minimi</strong> (ad esempio un certo numero di progetti completati) <strong>ma non la conclusione del 100% degli interventi finanziati</strong>. Una possibile interpretazione potrebbe quindi essere che non necessariamente in questi casi il mancato completamento dei progetti potrebbe avere conseguenze negative.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_ab41ed49f55153a09b4b4d3d71e61ca1" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Non tutti gli investimenti del Pnrr dovranno necessariamente concludersi entro il 30 giugno 2026.</p>
</section></div>
</p>
<p>A questo poi si aggiunge un altro elemento importante <a href="https://www.openpolis.it/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">suggerito dalla stessa Commissione europea</a>. Vale a dire la possibilità di <strong>suddividere i progetti più grandi in lotti</strong>. In questo modo, solo le componenti effettivamente realizzabili entro il 2026 restano nel Pnrr. <strong>Le parti residue potranno invece essere finanziate attraverso altre fonti, nazionali o europee </strong>(come i fondi strutturali). </p>
</p>
<p>Soluzioni simili peraltro erano già state introdotte, in particolare con il&nbsp;<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-06-30;95" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto 95/2025</a>, che ha autorizzato l’uso del&nbsp;<a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/piano_nazionale_per_gli_investimenti_complementari_al_pnrr/fondo_opere_indifferibili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo per l’avvio di opere indifferibili</a>&nbsp;(Foi) anche per quegli interventi per cui c’è stata la rinuncia ai fondi del Pnrr. Ciò a condizione che gli appalti fossero aggiudicati entro la fine dello scorso anno. Il Foi, che inizialmente avrebbe dovuto rappresentare un’integrazione al piano per contrastare l’aumento dei costi, diviene così una risorsa sostitutiva. In modo da&nbsp;<strong>evitare che la rimodulazione si trasformi in un blocco dei lavori</strong>.</p>
</p>
<p>A ciò si aggiunge anche quanto disposto dal <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2024-03-02;19!vig" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 19/2024</a>. Questa norma infatti aveva previsto la possibilità di spostare i progetti originariamente finanziati dal Pnrr verso i programmi della <strong>politica di coesione</strong>. Sempre con l’obiettivo di non bloccare i cantieri.</p>
</p>
<p>Un ultimo elemento che vale la pena citare è quello riguardante gli <strong>strumenti finanziari</strong>. Per alcune misure infatti si prevede la creazione di uno specifico fondo finanziario a cui affidare la gestione di parte delle risorse del Pnrr. In questi casi, <strong>entro il 30 giugno sarà sufficiente concludere accordi per l&#8217;istituzione di fondi specifici</strong>. Mentre la realizzazione concreta degli interventi selezionati potrà avvenire anche successivamente. Si tratta di una soluzione che nel Pnrr italiano, in seguito alle varie revisioni, è divenuta sempre più importante interessando diverse misure nei settori dell’energia, delle infrastrutture idriche e digitali, dell’agroalimentare, dell’housing universitario e del sostegno agli investimenti privati. Secondo le stime dell&#8217;esecutivo contenute nella <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione sullo stato di attuazione del Pnrr</a> saranno gestiti in questa maniera oltre 20 miliardi di euro.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">23,5 mld € </span>le risorse del Pnrr che saranno gestite tramite strumenti finanziari (con possibilità di completare le opere anche dopo il 2026).</p>
</section>
<p><div id="la-scadenza-e-perentoria-quando-e-previsto-il-certificato-di-esecuzione-lavori-come-evidence-per-il-raggiungimento-del-target" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le direttive del Mef</h3>
</p>
<p>In base al quadro sin qui delineato è quindi molto importante riuscire a <strong>circoscrivere quegli investimenti per cui la scadenza del 30 giugno risulta realmente inderogabile</strong>. A questo proposito alcune indicazioni sono riportate in una recente <a href="https://anci.lombardia.it/documenti/23160-Linee-Guida-PNRR_Conclusione-interventi-2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circolare</a> del ministero dell&#8217;economia e delle finanze. Occorre specificare che le linee guida in questo caso sono <strong>rivolte esplicitamente ai comuni in qualità di soggetti attuatori</strong>. Su questo aspetto <a href="https://anci.lombardia.it/documenti/23161-Nota-ANCI-Linee-Guida-PNRR-18-marzo-2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;Anci</a> si è già pronunciata positivamente. Il documento tuttavia chiarisce che <strong>tali indicazioni possono essere estese anche ad altri investimenti</strong> con caratteristiche analoghe segnalati dalle amministrazioni titolari.</p>
</p>
<p>Il documento sottolinea che <strong>i soggetti attuatori devono completare gli interventi entro il 30 giugno 2026</strong>, così da permettere alle amministrazioni titolari di chiudere la raccolta e la validazione della documentazione entro il 31 agosto. <strong>Qualsiasi attività o spesa effettuata dopo tale data non potrà essere considerata</strong> ai fini del raggiungimento di milestone e target europei.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_597c29ab4cb0fb8056101c4d45e3507a" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I progetti finanziati da investimenti Pnrr che prevedono come &#8220;evidence&#8221; il certificato di ultimazione lavori, devono essere completati entro il 30 giugno.</p>
</section></div>
</p>
<p>La circolare attribuisce un valore determinante al <strong>certificato di ultimazione dei lavori</strong> (o al certificato di regolare esecuzione per servizi e forniture). La sua data di emissione rappresenta l’unico riferimento valido per attestare il rispetto delle scadenze europee. Eventuali <strong>lavorazioni residuali, purché limitate e concluse entro 60 giorni</strong>, non compromettono la validità del certificato né la sua rilevanza temporale. Le indicazioni contenute in questo documento restituiscono un quadro piuttosto stringente. </p>
</p>
<p>Per i progetti che non riusciranno a rispettare queste scadenze, le spese sostenute non saranno considerate ammissibili nell’ambito del Pnrr. In questi casi, l&#8217;ipotesi più realistica è che <strong>sarà necessario individuare fonti di finanziamento alternative</strong> per completare gli interventi ed evitare che questi rimangano incompiuti.</p>
</p>
<p><div id="per-gli-investimenti-da-completare-entro-il-30-giugno-risulta-gia-pagato-il-49-di-fondi-pnrr-assegnati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">A che punto sono i progetti del Pnrr</h3>
</p>
<p>In base al quadro ricostruito fin qui risulta quindi molto importante comprendere a che punto sono i progetti che rientrano negli investimenti per cui il termine del 30 giugno è perentorio. Per far questo ci siamo basati sui recenti <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FobservationDateInEvidence&amp;sort=desc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> pubblicati sul portale <strong>Italia domani</strong> e che hanno come data di aggiornamento il 26 febbraio 2026.</p>
</p>
<p>L&#8217;analisi riguarda non solo gli investimenti elencati dalla circolare del Mef, riferiti in particolare ai comuni, ma <strong>tutte quelle misure che prevedono come&nbsp;<em>evidence</em>&nbsp;per il completamento di milestone e target il certificato di esecuzione lavori</strong>. Tale indicazione è tratta dalla <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-15106-2025-ADD-1/it/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cid</a> pubblicata il 27 novembre 2025.</p>
</p>
<p>Sulla base delle informazioni attualmente disponibili possiamo osservare che sono <strong>60</strong> in totale le misure e sottomisure del Pnrr per cui è perentoria la scadenza del 30 giugno per il completamento dei progetti finanziati. In totale gli investimenti individuati vanno a finanziare <strong>45.506 progetti</strong> il cui valore totale ammonta a circa <strong>96,4 miliardi di cui circa 60,4 sono messi a disposizione dal piano</strong> (il 63% circa del valore totale dei progetti).</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">€ 60.397.757.410,42 </span>le risorse Pnrr legate a interventi che devono concludersi tassativamente entro il 30 giugno 2026.</p>
</section>
</p>
<p>A livello di singoli investimenti, facendo riferimento alle sole risorse Pnrr, quelli più consistenti riguardano il <strong>potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee ferroviarie interregionali e regionali</strong> (circa 6,5 miliardi di euro), il <strong>piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica</strong> (4,9 miliardi) e le <strong>linee di collegamento ad alta velocità con l’Europa del nord</strong> (4,6 miliardi).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-le-misure-da-concludere-entro-il-30-giugno-e-stato-effettuato-in-media-il-49-dei-pagamenti/">Per le misure da concludere entro il 30 giugno è stato effettuato in media il 49% dei pagamenti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/per-le-misure-da-concludere-entro-il-30-giugno-e-stato-effettuato-in-media-il-49-dei-pagamenti/">Le 10 misure del Pnrr più e meno &#8220;avanzate&#8221; dal punto di vista dei pagamenti effettuati i cui progetti devono concludersi entro il 30 giugno</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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</p></div>
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                             aria-labelledby="chart_307691_tab3"></p>
<p>Le misure presenti nella tabella sono state individuate sulla base delle informazioni contenute nelle linee guida pubblicate dal Mef e rivolte principalmente ai comuni in qualità di soggetti attuatori. Il documento ministeriale specifica che le stesse direttive sono valide per tutte le misure del Pnrr per cui è prevista come <em>evidence</em> per il completamento di milestone e target il certificato di esecuzione lavori. Le linee guida si basano sulla versione del Pnrr approvata dal Consiglio europeo il 27 novembre 2025. Nel frattempo l’Italia ha presentato una ulteriore richiesta di modifica del piano il cui iter di approvazione si è concluso lo scorso 25 marzo. Nel computo totale dei progetti sono conteggiati anche quelli per cui non sono disponibili dati sui pagamenti effettuati.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea, Mef e Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307691"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307691" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda invece la numerosità dei progetti finanziati, la maggior quantità fa riferimento all’investimento per l&#8217;<strong>Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare</strong> (10.646 interventi). Seguono <strong>Attrattività dei borghi</strong> (6.356) e <strong>Piano per asili nido e scuole per l&#8217;infanzia</strong> (3.849).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-misure-pnrr-per-cui-i-progetti-devono-concludersi-entro-giugno-2026-sono-60/">Le misure Pnrr per cui i progetti devono concludersi entro giugno 2026 sono 60</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-misure-pnrr-per-cui-i-progetti-devono-concludersi-entro-giugno-2026-sono-60/">L&#8217;elenco completo delle misure Pnrr i cui progetti devono concludersi entro il 30 giugno e il relativo stato di avanzamento finanziario</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea, Mef e Italia domani                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/le-misure-pnrr-per-cui-i-progetti-devono-concludersi-entro-giugno-2026-sono-60.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307689"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307689" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Se andiamo a vedere lo <strong>stato di avanzamento finanziario</strong>, vale a dire il rapporto tra la spesa Pnrr e il totale delle risorse stanziate dal piano, risultano già erogati circa 30 miliardi di euro. Sostanzialmente significa che lo stato di avanzamento finanziario, limitatamente alla parte di fondi Pnrr, per i progetti rientranti nell&#8217;ambito delle misure individuate è pari a circa il 48,5%. Le misure più avanzate sono <strong>Linee di collegamento ad alta velocità con l’Europa nel nord</strong> (81,3%), <strong>Costruzione di edifici, riqualificazione e rafforzamento dei beni immobili dell&#8217;amministrazione della giustizia</strong> (73,8%) e <strong>Progetti di rigenerazione urbana</strong> (72,3%).</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/rassegnastampa/lo-stato-dellarte-del-pnrr-a-presa-diretta-su-rai-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Lo stato dell’arte del Pnrr a Presa Diretta su Rai 3</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Viceversa, gli investimenti più indietro sono <strong>Superamento degli insediamenti abusivi in agricoltura</strong> (1,2%), <strong>Digitalizzazione dei parchi nazionali</strong> (3,3%) e <strong>Isole verdi</strong> (6%). Quest’ultimo è un caso molto interessante poiché secondo il<a href="https://connetti.italia.it/it/piano/isole-minori/">&nbsp;portale realizzato da Infratel</a>&nbsp;la misura sembrerebbe essere completata.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.freepik.com/free-photo/close-up-clock-with-time-change_21798041.htm#fromView=search&amp;page=2&amp;position=35&amp;uuid=274865f2-88df-4e58-a889-81d02669c169&amp;query=clock" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> (<a href="https://www.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/">Countdown Pnrr, cosa accadrà il 30 giugno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Italia ha presentato la settima revisione del Pnrr</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307763</guid>

					<description><![CDATA[<p>La settima richiesta è stata approvata definitivamente dalle istituzioni europee lo scorso 25 marzo. Coinvolte 40 misure del piano. Anche altri paesi hanno operato ulteriori modifiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/">L’Italia ha presentato la settima revisione del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Mancano ormai poche settimane alla conclusione del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr), fissata al 30 giugno 2026. Un orizzonte sempre più stringente che rende fondamentale mantenere alta l’attenzione sullo stato di attuazione dei progetti, per evitare il rischio di perdere una parte delle risorse europee. Come abbiamo spiegato in un precedente <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-i-progetti-pnrr-degli-enti-territoriali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimento</a>, il governo ha messo in campo una serie di iniziative per cercare di <strong>velocizzare il più possibile la realizzazione dei vari interventi</strong> ancora in corso.</p>
</p>
<p>Va in questo senso anche la presentazione di una <strong>ulteriore richiesta di revisione del piano</strong> presentata lo scorso febbraio e <a href="https://www.consilium.europa.eu/en/documents/public-register/public-register-search/?WordsInSubject=assessment+of+the+recovery+and+resilience+plan+for+Italy&amp;WordsInText=&amp;DocumentNumber=&amp;InterinstitutionalFiles=&amp;DocumentTypes=&amp;DateFrom=2026%2F03%2F19&amp;DateTo=2026%2F03%2F31&amp;MeetingDateFrom=&amp;MeetingDateTo=&amp;DocumentLanguage=EN&amp;OrderBy=DOCUMENT_DATE+DESC" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approvata definitivamente</a> dalle istituzioni europee il 25 marzo.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">40 </span>le riforme e gli investimenti del Pnrr italiano interessati dalla settima revisione.</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta certamente di un passaggio significativo, anche alla luce del fatto che la Commissione europea <a href="https://www.openpolis.it/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza/#:~:text=Quali%20sono%20quindi%20le%20prospettive%20per%20il%20Pnrr%20a%20un%20anno%20dalla%20sua%20conclusione%3F%20%C3%88%20lo%20stesso%20organo%20presieduto%20da%20Ursula%20von%20der%20Leyen%20a%20indicare%20alcune%20possibili%20soluzioni%20(da%20adottare%20entro%20e%20non%20oltre%20la%20fine%20dell%E2%80%99anno)." target="_blank" rel="noreferrer noopener">aveva indicato </a>nella <strong>fine dello scorso anno il termine ultimo per apportare ulteriori revisioni</strong>. C&#8217;è da dire però che l&#8217;Italia è in buona compagnia. Sono diversi i paesi che hanno presentato richieste di modifica anche nel 2026. Un segnale che le difficoltà attuative non riguardano solo il nostro paese ma sono, almeno in parte, condivise in tutta Europa.</p>
</p>
<p><div id="dallinizio-dellanno-sono-8-i-paesi-europei-che-hanno-presentato-una-o-piu-richieste-di-modifica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le revisioni del Pnrr: una dinamica diffusa in tutta Europa</h3>
</p>
<p>Dal 2021 a oggi l’Italia ha presentato 7 richieste di revisione del proprio piano nazionale. Un numero elevato, che riflette le criticità incontrate nella fase di attuazione. Tuttavia il nostro paese non rappresenta un’eccezione. Anche <strong>Belgio</strong> e <strong>Spagna</strong> hanno raggiunto lo stesso numero di revisioni approvate e peraltro hanno <strong>già avviato l’iter per un’ottava modifica</strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi anche<br />
<br /><strong>Quanto e come può essere modificato il Pnrr</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>In generale, tutti i paesi europei – con l’eccezione dell’Ungheria, il cui piano è ancora parzialmente <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022D2506&amp;utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bloccato</a> a causa di violazioni dei principi dello stato di diritto – hanno rivisto il proprio Pnrr almeno due volte.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr/">L’Italia ha presentato 7 richieste di modifica del Pnrr</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr/">Numero di modifiche ai Pnrr apportate dagli stati membri e approvate dal Consiglio dell&#8217;Ue finora</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307758_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307758_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307758_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307758_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr/">L’Italia ha presentato 7 richieste di modifica del Pnrr &#8211; Numero di modifiche ai Pnrr apportate dagli stati membri e approvate dal Consiglio dell&#8217;Ue finora</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 31 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307758"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307758" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-presentato-7-richieste-di-modifica-del-pnrr/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Un altro elemento interessante riguarda il fatto che diversi paesi europei hanno inviato più richieste di revisione anche successivamente alla&nbsp;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52025DC0310" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicazione</a>&nbsp;della Commissione Ue dello scorso 4 giugno. Tale documento conteneva alcune <strong>linee guida</strong> sulle possibili soluzioni per concludere positivamente i piani senza perdere i fondi.</p>
</p>
<p>Nello specifico, sono 7 i paesi che hanno presentato più di una richiesta di modifica dopo quella data. Tra questi <strong>Spagna</strong> e <strong>Portogallo</strong> ne hanno presentate 2 mentre <strong>Belgio</strong>, <strong>Italia</strong>, <strong>Polonia</strong>, <strong>Slovenia</strong> ed <strong>Estonia</strong> una.</p>
</p>
<p>Da notare anche il fatto che il documento della Commissione dava la <strong>fine del 2025 come termine ultimo per la revisione dei Pnrr</strong>. Un&#8217;indicazione che però diversi stati, tra cui l&#8217;Italia, hanno disatteso. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">8 </span>gli stati europei che hanno inviato una richiesta di modifica del proprio Pnrr nel 2026.</p>
</section>
<p><div id="litalia-ha-completato-positivamente-il-64-dei-propri-traguardi-o-obiettivi-la-francia-piu-dell80" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il livello di completamento dei vari Pnrr in Europa</h3>
</p>
<p>Prima di andare a vedere più nello specifico i contenuti della nuova richiesta di revisione del Pnrr italiano può essere utile valutare quale sia il <strong>livello di completamento raggiunto dai vari paesi</strong> per i rispettivi piani. Per far questo possiamo fare riferimento ai <a href="https://ec.europa.eu/economy_finance/recovery-and-resilience-scoreboard/milestones_and_targets.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> messi a disposizione dalla Commissione europea.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		L’invio di risorse dall’Unione europea ai paesi membri è vincolato al conseguimento delle scadenze previste dai piani nazionali di ripresa e resilienza, e non solo.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-lue-verifica-lattuazione-dei-pnrr-negli-stati-membri/"><br />
                &#8220;Come l&#8217;Ue verifica l&#8217;attuazione dei Pnrr negli stati membri&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Sulla base di queste informazioni possiamo osservare che il nostro paese, allo stato attuale, riporta una quota di <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenze</a> già valutate positivamente dalle istituzioni Ue pari al <strong>64%</strong>. Si tratta di un <strong>valore da contestualizzare</strong>. Se si considera il mero rapporto di traguardi e obiettivi già raggiunti rispetto al totale di quelli previsti infatti, <strong>il nostro paese non figura ai primi posti</strong>. Ci sono 6 stati che riportano percentuali più alte. Al primo posto troviamo la <strong>Francia</strong> con l’83%. Seguono <strong>Austria</strong> (79%), <strong>Danimarca</strong> (75%) e <strong>Irlanda</strong> (72%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr/">La Francia ha completato oltre l&#8217;80% del proprio Pnrr</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr/">Percentuale di milestone e target dei rispettivi Pnrr completati dagli stati europei</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307760_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307760_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307760_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307760_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr/">La Francia ha completato oltre l&#8217;80% del proprio Pnrr &#8211; Percentuale di milestone e target dei rispettivi Pnrr completati dagli stati europei</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 23 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/la-francia-ha-completato-oltre-l80-del-proprio-pnrr.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307760"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307760" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Ovviamente si deve sempre tenere presente che i piani hanno importi e livelli di complessità diversi. Senza contare che per quanto riguarda l&#8217;Italia, come vedremo anche nel prossimo paragrafo, <strong>molte scadenze sono state rinviate all’ultimo momento utile</strong>. Vale a dire il <a href="https://www.openpolis.it/countdown-pnrr-cosa-accadra-il-30-giugno-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">30 giugno prossimo</a>.</p>
</p>
<p><div id="sono-40-le-riforme-e-gli-investimenti-del-pnrr-interessati-dallultima-revisione" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La settima modifica del Pnrr italiano nel dettaglio</h3>
</p>
<p>Dopo aver delineato il contesto, andiamo a vedere più nello specifico cosa prevede l&#8217;ultima revisione del piano italiano. Complessivamente, le misure interessate dall’ultima modifica del Pnrr sono 40. <strong>In 36 casi la revisione ha riguardato o i target finali o la descrizione dei contenuti della misura o entrambe le cose</strong>. Nei restanti 4 a cambiare è solo la descrizione.</p>
</p>
<p>Per 13 misure la modifica è motivata da <strong>circostanze oggettive che rendevano il target non più realizzabile</strong>. Per altre 20 i cambiamenti sono finalizzati a <strong>semplificare e ridurre gli oneri amministrativi</strong> legati alla rendicontazione del raggiungimento degli obiettivi. Infine, per 9 casi la modifica è giustificata con <strong>alternative migliori per conseguire il livello di ambizione originario</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_475a6412f9c4066cf6d05910a2f77d6e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Molte scadenze sono state spostate dal Q1 al Q2 2026.</p>
</section></div>
</p>
<p>Per quanto riguarda il primo aspetto, la modifica più impattante è la <strong>revisione temporale delle scadenze</strong>. In 13 casi infatti gli obiettivi finali sono stati posticipati all’ultimo momento utile, vale a dire il 30 giugno 2026.</p>
</p>
<p>Per la maggior parte le scadenze posticipate erano inizialmente previste per il primo trimestre di quest’anno ma <strong>3 erano originariamente previste per la fine del 2025</strong>. Rientrano quindi nella nona richiesta di pagamento che l’Italia&nbsp;<a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/news/presentata-alla-commissione-eu-richiesta-pagamento-9a-rata-pnrr-.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha già inviato</a>&nbsp;alle istituzioni europee ma su cui queste ultime non si erano pronunciate. Nello specifico tali scadenze riguardano interventi sulle <strong>linee dell’alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania</strong>, l’implementazione di <strong>assistenza medica mediante la telemedicina</strong> e la creazione dello <strong>sportello unico digitale</strong> per le autorizzazioni relative alle energie rinnovabili.&nbsp;</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>le scadenze inizialmente previste per fine 2025 e posticipate al giugno 2026 (altrettante hanno fatto il percorso inverso).</p>
</section>
</p>
<p>D’altra parte, <strong>3 scadenze che inizialmente erano previste per il 30 giugno 2026 sono state anticipate alla fine del 2025</strong>. Evidentemente perché valutate già completate dal governo italiano. Si tratta nello specifico della <strong>riduzione dell’arretrato giudiziario dei Tar e del Consiglio di stato</strong> e l’aggiudicazione dei <strong>contratti per la formazione medica specialistica</strong>.</p>
</p>
<p>Oltre alla modifica delle tempistiche, in alcuni casi ci sono anche delle revisioni nei contenuti. Tra i più significativi quelli riguardanti le misure sul <a href="https://openpnrr.it/misure/205/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizio civile digitale</a>, il <a href="https://openpnrr.it/misure/5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">miglioramento dell’accessibilità dei servizi pubblici digitali per i cittadini</a> e la <a href="https://openpnrr.it/misure/26/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riduzione dei tempi di pagamento delle Pa</a>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/modificate-40-misure-con-la-settima-revisione-del-pnrr/">Modificate 40 misure con la settima revisione del Pnrr</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/modificate-40-misure-con-la-settima-revisione-del-pnrr/">Le misure e le scadenze modificate con la settima revisione del Pnrr</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_307755_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307755_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/modificate-40-misure-con-la-settima-revisione-del-pnrr/">Modificate 40 misure con la settima revisione del Pnrr &#8211; Le misure e le scadenze modificate con la settima revisione del Pnrr</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_307755_tab3"></p>
<p>Le informazioni contenute nella tabella sono tratte dalla decisione di esecuzione (Cid) del Consiglio dell&#8217;Unione europea del 25 marzo 2026. Il confronto su cosa cambia è riferito alla precedente versione del Pnrr italiano approvata il 25 novembre 2025.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>Elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 30 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/modificate-40-misure-con-la-settima-revisione-del-pnrr.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307755"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307755" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Nel primo caso il target numerico è rimasto lo stesso ma nella versione precedente si faceva riferimento alla <strong>formazione di volontari</strong>. Adesso invece si parla di <strong>partecipazione di persone</strong> al servizio civile. Nel secondo caso è stato eliminato il riferimento al fatto l’intervento doveva riguardare anche le <strong>Pa locali</strong>. Così come non è più presente la riduzione del 50% degli errori individuati su almeno due servizi e l’assistenza al 50% dei lavoratori della Pa disabili. Per quanto riguarda i tempi di pagamento, non si fa più riferimento alla <strong>presidenza del consiglio dei ministri</strong> e al fatto che tali informazioni debbano essere pubblicate da “ciascuna” regione, provincia autonoma e comune.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://ec.europa.eu/stories/2024-2029-commission/?etrans=it#wtEtransModal" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione europea</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-ha-presentato-una-settima-revisione-del-pnrr/">L’Italia ha presentato la settima revisione del Pnrr</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A che punto sono i progetti Pnrr degli enti territoriali</title>
		<link>https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-i-progetti-pnrr-degli-enti-territoriali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306664</guid>

					<description><![CDATA[<p>Spesso indicati tra le principali cause dei ritardi nell'attuazione del piano, regioni, città metropolitane, province e comuni hanno in dotazione ancora una quota massiccia di fondi. La Corte dei conti ha fatto un focus sul loro operato e il quadro che ne emerge è poco incoraggiante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-i-progetti-pnrr-degli-enti-territoriali/">A che punto sono i progetti Pnrr degli enti territoriali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Mancano ormai pochi mesi alla conclusione del <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)</strong>. Per questo è importante mantenere alta l&#8217;attenzione su questo fronte e monitorare lo stato di avanzamento dei progetti finanziati. Da questo punto di vista, gli <strong>enti territoriali</strong> (regioni e province autonome, città metropolitane, province, comuni) svolgono un ruolo di primo piano.</p>
</p>
<p>Questi soggetti in passato sono stati <a href="https://www.openpolis.it/la-revisione-del-pnrr-pone-nuove-difficolta-per-gli-enti-locali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indicati dallo stesso esecutivo tra i principali responsabili dei ritardi</a> nell&#8217;attuazione del piano. Ritardi che nel tempo hanno portato a <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiato-il-pnrr-dopo-le-ultime-revisioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diverse revisioni</a> del Pnrr che hanno avuto come conseguenza anche un <strong>significativo definanziamento delle misure che vedevano gli enti territoriali protagonisti</strong>. Nonostante i tagli però, questi enti continuano ad avere in dotazione circa un quarto delle risorse.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">47,5 mld € </span>le risorse del Pnrr assegnate alla competenza degli enti territoriali.</p>
</section>
</p>
<p>Ma a che punto sono i progetti di competenza degli enti territoriali? Un <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=d06d386c-cd30-4394-aa70-07f0cc4ed3a0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimento</a> della <strong>Corte dei conti</strong> diffuso alla fine dello scorso anno offre una fotografia di oltre 96mila interventi.</p>
</p>
<p>Il quadro che emerge non è dei più incoraggianti: i dati relativi all&#8217;avanzamento finanziario ci dicono che, in pratica, <strong>due terzi delle opere restano ancora da completare</strong>. A questo si aggiungono <strong>difficoltà strutturali nella governance</strong> <strong>e nel coordinamento tra centro e periferia</strong>. Difficoltà che rischiano di rallentare la volata finale.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli interventi a supporto degli enti locali</h3>
</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio dei progetti analizzati, la Corte dei conti ha richiamato gli ultimi interventi disposti dal governo centrale a supporto dell&#8217;attività degli enti territoriali. Il 2025 in particolare si è caratterizzato per un’intensa produzione normativa volta a <strong>potenziare la capacità amministrativa</strong>. Tra i provvedimenti più significativi spicca il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-03-14;25" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 25/2025</a> che ha permesso a regioni, province e comuni di assumere personale tecnico specializzato con procedure semplificate. L&#8217;obiettivo è colmare quel vuoto di competenze che ha spesso rallentato in particolare la progettazione esecutiva.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_845f649f6111483e7126b6bdfddd0ac7" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le semplificazioni introdotte continuano ad applicarsi anche ai progetti fuoriusciti dal Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>Parallelamente, il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-05-21;73" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 73/2025</a> ha introdotto misure per l&#8217;<strong>accelerazione delle infrastrutture strategiche</strong>, semplificando ulteriormente le procedure di gara. Un altro passaggio cruciale è avvenuto con il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2025-06-30;95" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto 95/2025</a>, che ha autorizzato l&#8217;uso del <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/piano_nazionale_per_gli_investimenti_complementari_al_pnrr/fondo_opere_indifferibili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondo per l&#8217;avvio di opere indifferibili</a> (Foi) anche per quegli interventi per cui c&#8217;è stata la rinuncia ai fondi del Pnrr. Ciò a condizione che gli appalti fossero aggiudicati entro la fine dell&#8217;anno. Il Foi, che inizialmente avrebbe dovuto rappresentare un&#8217;integrazione al piano per contrastare l&#8217;aumento dei costi, diviene così una risorsa sostitutiva. In modo da <strong>evitare che la rimodulazione si trasformi in un blocco dei lavori</strong>.</p>
</p>
<p>Una soluzione simile era stata introdotta anche con il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2024-03-02;19!vig" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dl 19/2024</a>. Questa norma infatti aveva previsto la possibilità di spostare i progetti originariamente finanziati dal Pnrr verso i programmi della <strong>politica di coesione</strong>. Sempre con l&#8217;obiettivo di non bloccare i cantieri. </p>
</p>
<p><div id="gli-enti-territoriali-sono-competenti-per-oltre-96mila-progetti-e-hanno-a-disposizione-47-miliardi-dal-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">I progetti finanziati e gli enti competenti</h3>
</p>
<p>Ma di quanti progetti e di che cifre parliamo esattamente? Per ottenere queste informazioni la Corte dei conti ha elaborato un dataset basato su un&#8217;estrazione ad hoc della piattaforma Regis. Dall’analisi, la cui data di osservazione risale allo scorso 28 agosto, emerge che i progetti di competenza degli enti territoriali che rientrano nell’ambito del Pnrr sono in totale <strong>96.082</strong>. Di questi, <strong>66.552 interessano gli enti locali</strong> (comuni, unioni di comuni, province e città metropolitane) mentre il resto è suddiviso tra regioni, province autonome ed enti del sistema sanitario nazionale.</p>
</p>
<p>Il valore complessivo di queste opere è pari a circa <strong>60,8 miliardi di euro</strong>. La quota più consistente di queste risorse è assorbita dai progetti dei <strong>comuni</strong> con circa 31,5 miliardi. Seguono le <strong>regioni</strong> e le <strong>province autonome</strong> con circa 23,5 miliardi e le <strong>province</strong> e le <strong>città metropolitane</strong> con, rispettivamente, 2,8 e 2,6 miliardi di euro. In generale, <strong>il Pnrr rappresenta di gran lunga la fonte di finanziamento principale di queste opere</strong>. Parliamo infatti di un importo complessivo messo a disposizione pari a circa 47,5 miliardi.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">78% </span>il contributo del Pnrr al finanziamento dei progetti di competenza degli enti territoriali.</p>
</section>
</p>
<p>Gli enti contribuiscono alla realizzazione delle opere con circa il <strong>5,2% di risorse proprie</strong> mentre il resto deriva da <strong>altre fonti pubbliche</strong> (bilancio dello stato, piano nazionale complementare, Foi, altro) e, in misura limitata, private. Con specifico riferimento ai fondi Pnrr, <strong>ai comuni vanno in tale oltre 24,5 miliardi</strong> (78% del valore totale dei progetti finanziati), alle <strong>regioni</strong> 18,2 miliardi (77,4%), alle <strong>province</strong> e alle <strong>città metropolitane</strong> 5,4 miliardi (81,3%). Da notare che i progetti di competenza degli <strong>enti del sistema sanitario nazionale</strong> sono coperti interamente dal piano (276 milioni).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-oltre-47-miliardi-per-gli-enti-territoriali/">Dal Pnrr oltre 47 miliardi per gli enti territoriali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-oltre-47-miliardi-per-gli-enti-territoriali/">Le fonti di finanziamento dei progetti Pnrr di competenza degli enti territoriali per tipologia di soggetto attuatore</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_306666_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306666_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-oltre-47-miliardi-per-gli-enti-territoriali/">Dal Pnrr oltre 47 miliardi per gli enti territoriali &#8211; Le fonti di finanziamento dei progetti Pnrr di competenza degli enti territoriali per tipologia di soggetto attuatore</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_306666_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_306666_tab3"></p>
<p>Per individuare i progetti di competenza degli enti territoriali rientranti nell&#8217;ambito del Pnrr, la Corte dei conti ha richiesto alla ragioneria generale dello stato un&#8217;estrazione dati mirata con un elenco di specifiche informazioni. Il documento restituito dalla Rgs è stato sottoposto a un&#8217;attività preliminare di integrazione tra i diversi fogli di lavoro. Questa fase ha permesso una validazione del database tramite la bonifica dei progetti, eliminando quelli inseriti successivamente alla data di osservazione e quelli che presentavano un importo del costo progetto pari a zero.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti e Regis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/dal-pnrr-oltre-47-miliardi-per-gli-enti-territoriali.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306666"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306666" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Naturalmente su questa ripartizione incide la diversa numerosità delle varie tipologie di ente. I <strong>comuni</strong> infatti sono competenti per 63.350 progetti, le <strong>regioni</strong> per 29.049, le <strong>province</strong> e le <strong>città metropolitane</strong> per 2.648. Se si va a vedere il valore medio dei progetti di competenza notiamo che il valore più alto riguarda le <strong>città metropolitane con circa 2,5 miliardi</strong>. Seguono le <strong>province</strong> con un valore medio pari a 1,7 miliardi e le <strong>regioni</strong> con 800mila euro.</p>
</p>
<p><div id="in-base-allo-stato-di-avanzamento-finanziario-risulta-realizzato-il-33-del-valore-complessivo-delle-opere" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Lo stato di avanzamento finanziario</h3>
</p>
<p>La Corte mette a disposizione informazioni anche per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei progetti analizzati. Un primo dato interessante riguarda i progetti completati. Secondo il documento infatti al 28 agosto 2025 <strong>solo il 2,1% degli interventi risultava formalmente &#8220;chiuso&#8221;</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">141 mln € </span>il valore complessivo dei progetti Pnrr di competenza degli enti territoriali già conclusi.</p>
</section>
</p>
<p>È la stessa Corte tuttavia a sottolineare come <strong>questo non sia di per sé un dato preoccupante</strong>. La chiusura amministrativa di un progetto infatti spesso avviene molto tempo dopo la fine effettiva dei lavori.</p>
</p>
<p>Più interessante da questo punto di vista è il rapporto tra il piano dei costi già realizzato e ancora da realizzare. <strong>Il piano dei costi rappresenta il vero e proprio cronoprogramma finanziario dell’intervento</strong>. I soggetti attuatori infatti sono tenuti a registrare la consistenza del finanziamento per ogni singola annualità e a indicare sia l’importo da realizzare che quello realizzato fino a quel momento. Questi importi vengono <strong>progressivamente rimodulati</strong> in base all’effettivo stato di avanzamento del progetto.</p>
</p>
<p>A livello complessivo, possiamo osservare che <strong>la componente già realizzata ammonta in totale a circa 19,3 miliardi pari a circa il 33% dei valore totale degli interventi</strong>. Viceversa, la parte ancora da realizzare cuba in totale a circa 39 miliardi di euro. Come detto nel precedente paragrafo, il Pnrr spesso non è l&#8217;unica fonte di finanziamento dei vari progetti. Per cui non necessariamente deve essere completato il 100% del piano dei costi entro il 2026. Tuttavia, considerando che si tratta della fonte principale, è comunque un aspetto da tenere in grande considerazione. Se si calcola il rapporto tra il piano dei costi realizzato e il totale dei finanziamenti Pnrr la quota di completamento sale a circa il <strong>40%</strong>. Un dato comunque abbastanza basso, considerando che mancano pochi mesi alla conclusione del piano.</p>
</p>
<p><div id="le-province-sono-gli-enti-piu-avanti-nella-realizzazione-dei-progetti-di-loro-competenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_910adc5d48a3d383461f58033c305bfb" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le province sono gli enti più avanti nella realizzazione dei progetti Pnrr.</p>
</section></div>
</p>
<p>In termini assoluti, la tipologia di ente territoriale più “avanti” nella realizzazione del piano dei costi è quella dei <strong>comuni</strong> per cui la componente realizzata ammonta a circa 10,1 miliardi rispetto a un valore totale di circa 30,8 miliardi. Seguono <strong>regioni</strong> con 7,5 miliardi (rispetto a un totale di 22,1 miliardi) e <strong>province</strong> con poco più di 1 miliardo (su un totale di 2,7 miliardi). Considerando la quota percentuale di piano di costi realizzato rispetto al totale, gli enti più avanti sono le <strong>province con il 38,9%</strong>. Seguono <strong>regioni</strong> (33,7%) e <strong>comuni</strong> (32,7%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-enti-territoriali-hanno-realizzato-circa-un-terzo-dei-progetti-pnrr-di-loro-competenza/">Gli enti territoriali hanno realizzato circa un terzo dei progetti Pnrr di loro competenza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/gli-enti-territoriali-hanno-realizzato-circa-un-terzo-dei-progetti-pnrr-di-loro-competenza/">Stato di avanzamento finanziario dei progetti Pnrr di competenza degli enti territoriali sulla base del piano dei costi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_306683_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti e Regis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/gli-enti-territoriali-hanno-realizzato-circa-un-terzo-dei-progetti-pnrr-di-loro-competenza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306683"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306683" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Da notare che rispetto al costo totale stimato dei diversi progetti, tendenzialmente le rimodulazioni intervenute nel tempo hanno comportato dei <strong>risparmi</strong>. Per cui generalmente il valore totale del piano dei costi risulta inferiore.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">483,8 mln € </span>le economie generate dai progetti Pnrr di competenza degli enti territoriali.</p>
</section>
</p>
<p>I fondi già impegnati risultavano essere pari a circa 36 miliardi di euro mentre <strong>i pagamenti già effettuati ammontavano a circa 17,8 miliardi</strong>. Si rileva quindi una discrepanza di circa 1,5 miliardi di euro tra il totale del piano dei costi che risulta già realizzato e i pagamenti sostenuti.</p>
</p>
<p><div id="gli-enti-territoriali-hanno-subito-un-taglio-di-fondi-pnrr-pari-a-45-miliardi-di-euro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il peso dei definanziamenti</h3>
</p>
<p>Come già anticipato nell&#8217;introduzione, anche gli enti territoriali hanno accumulato significativi ritardi nell&#8217;attuazione del Pnrr. In particolare, relativamente alla progettazione degli interventi e all&#8217;aggiudicazione degli appalti. Per questo motivo il governo è intervenuto per <strong>eliminare dal piano quei progetti che avrebbero rischiato di non concludersi entro la scadenza del 2026</strong>. L&#8217;esecutivo però ha assicurato che queste opere saranno comunque completate attingendo da <a href="https://www.openpolis.it/come-saranno-finanziate-le-misure-stralciate-dal-pnrr/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altre fonti di finanziamento</a>.</p>
</p>
<p>Secondo l’analisi della Corte dei conti, al 28 agosto 2025, erano in totale <strong>4.652 </strong>i progetti di competenza degli enti territoriali che hanno subito un definanziamento totale o parziale dei fondi Pnrr per un importo complessivo pari a oltre <strong>4,5 miliardi di euro</strong>.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_6444869cd3f03c0a3bbe1230de7a1622" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Tagli significativi alle misure riguardanti la rigenerazione urbana di città e periferie.</p>
</section></div>
</p>
<p>La stragrande maggioranza delle risorse tagliate fa riferimento alla componente M5C2, denominata&nbsp;<strong>Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore</strong>. Rientrano in questo ambito investimenti significativi pensati per la rigenerazione urbana delle città e delle periferie. Tra questi, i&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/misure/402/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piani urbani integrati</a>&nbsp;e il&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/misure/215/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Programma innovativo della qualità dell’abitare</a>. In totale le risorse tagliate da questa componente ammontano a <strong>circa 3,9 miliardi</strong>. Vale a dire l’86,2% del totale dei definanziamenti.</p>
</p>
<p>Altri tagli degni di nota riguardano la componente <strong>M6C2 – Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario</strong> (-278 milioni) e la componente <strong>M2C2 – Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile</strong> (-232,5 milioni).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-45-miliardi-di-finanziamenti-pnrr-agli-enti-territoriali/">Tagliati 4,5 miliardi di finanziamenti Pnrr agli enti territoriali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-45-miliardi-di-finanziamenti-pnrr-agli-enti-territoriali/">I fondi Pnrr tagliati per i progetti di competenza degli enti territoriali per componente</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_306680_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306680_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306680_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306680_tab1"><br />
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<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tagliati-45-miliardi-di-finanziamenti-pnrr-agli-enti-territoriali/">Tagliati 4,5 miliardi di finanziamenti Pnrr agli enti territoriali &#8211; I fondi Pnrr tagliati per i progetti di competenza degli enti territoriali per componente</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti e Regis                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La corte evidenzia peraltro come <strong>gran parte di questi definanziamenti abbia riguardato il mezzogiorno</strong>. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I maggiori definanziamenti registrati nell’area Sud, pur a fronte della quota prioritaria di risorse assegnate dal PNRR, sono riconducibili principalmente alla maggiore complessità tecnica e procedurale degli interventi previsti in tale area. In particolare, si sono riscontrati ritardi attuativi, difficoltà nella progettazione e negli appalti, nonché una minore capacità di integrare fondi aggiuntivi necessari a fronte dell’aumento dei costi. A ciò si aggiunge la prevalenza di progetti infrastrutturali articolati, più esposti al rischio di mancato rispetto delle scadenze europee e quindi maggiormente soggetti a rimodulazioni e definanziamenti.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=d06d386c-cd30-4394-aa70-07f0cc4ed3a0" target="_blank">&#8211; Corte dei conti, Il piano nazionale di ripresa e resilienza negli enti territoriali (22 dicembre 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="sono-emerse-difficolta-nella-governance-in-particolare-nel-coordinamento-tra-centro-e-territori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le difficoltà nel rapporto tra centro e territori</h3>
</p>
<p>Un ultimo aspetto su cui si concentra la Corte dei conti riguarda le <strong>criticità riscontrate a livello di governance del piano</strong>. </p>
</p>
<p>Il principale ostacolo è rappresentato da una <strong>gestione multilivello</strong> <strong>che fatica a trovare un coordinamento fluido</strong> tra le amministrazioni centrali, titolari delle risorse, e i soggetti attuatori locali. Questa fragilità strutturale è alimentata da una cronica <strong>carenza di personale tecnico specializzato</strong>. Una lacuna che colpisce soprattutto i piccoli comuni che faticano a gestire procedure così complesse come quelle richieste dal Pnrr. A questo si deve aggiungere l’<strong>elevato turnover dei responsabili di progetto</strong> (spesso assunti a tempo determinato). Un aspetto che impedisce la continuità necessaria per portare a termine opere di ampio respiro.</p>
</p>
<p>Inoltre i <strong>forti rincari delle materie prime e dell&#8217;energia</strong> hanno imposto continue revisioni dei quadri economici, costringendo molti enti a rimodulare i progetti o a cercare fondi aggiuntivi per evitare il blocco dei cantieri.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Sono state evidenziate carenze di personale, mancanza di interoperabilità tra le piattaforme contabili e ad altri aspetti esogeni, come l’aumento dei prezzi dell’energia, che rendono più complesso il rispetto dei cronoprogrammi e la rendicontazione dello stato di attuazione degli interventi. Il fabbisogno di esperti e professionisti, o semplicemente di personale amministrativo è spesso segnalato dalle amministrazioni.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=d06d386c-cd30-4394-aa70-07f0cc4ed3a0" target="_blank">&#8211; Corte dei conti, Il piano nazionale di ripresa e resilienza negli enti territoriali (22 dicembre 2025)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Un ultimo punto di particolare criticità riguarda il meccanismo del <strong>trasferimento delle risorse dal centro ai territori</strong>. I tempi non sempre allineati tra l’accertamento delle somme e l’effettiva riscossione infatti hanno creato residui attivi non immediatamente esigibili, gravando sui bilanci locali. Dall&#8217;analisi dei pagamenti a valere sulle sole risorse Pnrr (15,1 miliardi) emerge un <strong>anticipo degli enti attuatori di oltre 3,2 miliardi</strong>. Se si considerano i pagamenti totali (17,8 miliardi), il gap sale a circa 5,8 miliardi.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>
</p>
<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div>
</div></p>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p>
</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-gruppo-di-uomini-in-piedi-sulla-cima-di-un-mucchio-di-metallo-6CT4cYdSNaI">Glenov Brankovic</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/a-che-punto-sono-i-progetti-pnrr-degli-enti-territoriali/">A che punto sono i progetti Pnrr degli enti territoriali</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli investimenti del Pnrr per il lavoro e l&#8217;occupazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da oggi è online e liberamente accessibile la terza uscita di Pnrr Watch, un'indagine di Assonime e Fondazione Openpolis su aspetti strategici del piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel dossier spazio all'analisi sulle politiche per il lavoro e la formazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/">Gli investimenti del Pnrr per il lavoro e l&#8217;occupazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il lavoro, l&#8217;occupazione e la formazione in Italia sono i temi al centro della terza uscita di <strong>Pnrr Watch</strong>, il report realizzato da <strong>Assonime</strong> e <strong>Fondazione Openpolis</strong>.</p>
</p>
<p>La partnership, lanciata a marzo dello scorso anno, ha già visto la pubblicazione di approfondimenti dedicati alla transizione digitale e a quella ecologica.</p>
</p>
<p>Anche nella terza uscita di Pnrr Watch parliamo di alcune tra le misure più strategiche del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>
</p>
<p>Lo sguardo sul mondo del lavoro è duplice: da un lato l’analisi di alcune <strong>riforme e investimenti volti a rafforzare le politiche attive</strong> in favore dell&#8217;occupazione, come il programma Gol (acronimo di &#8220;Garanzia occupabilità lavoratori&#8221;) o il potenziamento del sistema degli Its (Istituti tecnologici superiori), dall’altro invece l’approfondimento di alcuni interventi che potrebbero <strong>agevolare la partecipazione al mercato del lavoro</strong>, in particolare delle donne.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">10,3 mld € </span>il valore complessivo delle quattro misure su lavoro, occupazione e formazione analizzate in Pnrr Watch 3.</p>
</section>
</p>
<p>Le misure analizzate nel dettaglio attraverso l&#8217;indagine di Assonime e Openpolis sono quattro. La più rilevante dal punto di vista economico è &#8220;<strong>Politiche attive del mercato, del lavoro e della formazione</strong>&#8220;, che conta progetti per 4,6 miliardi di euro, quasi la metà di tutti quelli analizzati nel rapporto.</p>
</p>
<p>C&#8217;è poi la riforma e lo sviluppo del sistema Its, che può contribuire a fare da <strong>ponte tra la formazione e il mondo del lavoro</strong>. Gli istituti tecnologici superiori possono contare un finanziamento di 1,5 miliardi di euro.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
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<div class="mb-10">
<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e<br />
valutazione del PNRR</h3>
<p>Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato<br />
al Piano nazionale di ripresa e resilienza</p>
</div>
<p><a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a></p>
</div>
<div class="mt-30"><a href="https://www.openpnrr.it"><amp-img src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_sito-e1653031804280.png" alt="" width="350" height="235" /></a></div>
</div>
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<div><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img></p>
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</div>
</div>
</p>
</p>
<p>Infine, altre due misure analizzate riguardano due piani nelle scuole, in particolare negli istituti dedicati ai più piccoli. Una è &#8220;<strong>Piano asili nido e scuole dell&#8217;infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia</strong>&#8221; (3,24 miliardi), l&#8217;altra è focalizzata sul <strong>piano per l&#8217;estensione del tempo pieno e delle mense scolastiche</strong>. In quest&#8217;ultimo caso lo stanziamento complessivo vale 960 milioni di euro. Si tratta di due misure importanti sia per i minori che per i genitori &#8211; in particolare le donne, su cui nella maggior parte dei casi ricadono gli oneri di cura dei figli &#8211; che grazie al supporto delle istituzioni scolastiche possono partecipare attivamente al mondo del lavoro.</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_aa08ebbf5dd6471d01f4cc468275fd40" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Attraverso Pnrr Watch cerchiamo di indagare aspetti strategici del piano, dati alla mano.</p>
</section></div>
</p>
<p>Di ognuna di queste misure viene analizzato il dettaglio dello stato di avanzamento procedurale e di spesa, oltre che dei progetti rendicontati.</p>
</p>
<p><strong>Sono diversi i dati rilevanti che emergono dall&#8217;indagine.</strong> Uno dei più evidenti è rappresentato dal fatto che <strong>il 64% dei bandi del Pnrr non abbia rispettato la quota del 30% di assunzioni in favore di giovani e donne.</strong> Parliamo di oltre 6 bandi su 10, una dinamica resa possibile grazie a nove diverse motivazioni di deroga previste dalle norme.</p>
</p>
<p>Un altro elemento di interesse riguarda lo stato di avanzamento della spesa delle politiche attive per il lavoro, che come detto assorbono circa 4,6 miliardi di euro. Di questi, infatti, all&#8217;ottobre 2025 <strong>ne erano stati spesi poco più di 550 milioni, pari al 13% del totale. </strong> Dai dati emerge come la componente formativa rimanga uno dei punti più critici dell’intera riforma.</p>
</p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;analisi sulla riduzione dei posti negli asili nido del paese, le performance e la distribuzione territoriale degli Its e molti altri aspetti, attraverso i quali proviamo a ricostruire <strong>i punti di forza e le criticità </strong>delle politiche per l&#8217;occupazione e la formazione nel Pnrr.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306709"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2026/03/Pnrr-Watch-report.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER L’OCCUPAZIONE</h3>
<p>LAVORO, ISTRUZIONE E FORMAZIONE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 13,5 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER L’OCCUPAZIONE</h3>
<p>LAVORO, ISTRUZIONE E FORMAZIONE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 13,5 MB)</a></div>
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<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2026/03/Pnrr-Watch-report.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div>
</div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/">Gli investimenti del Pnrr per il lavoro e l&#8217;occupazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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