Presidente Fico, serve più trasparenza nelle commissioni parlamentari #ParlamentoCasadiVetro

Il presidente della camera preannuncia una riforma dei regolamenti per ridare centralità al parlamento. L’occasione per ridurre l’opacità intorno ai lavori delle commissioni parlamentari.

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Lo scorso 2 gennaio il presidente della camera Roberto Fico ha scritto una lettera al direttore del Sole24Ore, in cui indicava la centralità del parlamento come il faro da seguire nei prossimi mesi. Un tema che già nel suo discorso di insediamento a inizio legislatura aveva affrontato.

Diversi gli elementi presenti nella lettera, ma tutti collegati all’attuale ruolo che ha il parlamento nel nostro assetto istituzionale. Un ruolo, come analizzato nel nostro report sui primi 6 mesi di governo Conte, che sta diventando sempre più marginale. A tal proposito Fico ha sottolineato la necessità di cominciare un percorso di riforma dei regolamenti della camera, per avviare da dentro l’istituzione stessa un processo per ridare valore a camera e senato. Un percorso che passa, come ricordato dal presidente di Montecitorio, attraverso una maggiore valorizzazione delle commissioni parlamentari, definite da Fico stesso come il cuore propulsivo del procedimento legislativo. Un modo per farlo è certamente fornendo maggiori informazioni sul loro funzionamento, rendendole più trasparenti.

Credo sia ingenuo vagheggiare una centralità perduta se il Parlamento non è disposto a riflettere su sé stesso, dunque a riformarsi. Perché un’assemblea parlamentare deve anticipare, non rincorrere, i processi economici e sociali. A gennaio proporrò alla Giunta per il Regolamento una serie di possibili interventi di riforma che incidono su organizzazione dei lavori, procedure, qualità legislativa.

Bicameralismo (im)perfetto

Lo spunto di Fico è giusto, necessario e soprattutto lungamente atteso. Durante tutta la scorsa legislatura ci siamo resi protagonisti di vare campagne per riformare il regolamento di camera e senato, spinti dalla convinzione che la vita parlamentare vada regolamentato di più e meglio.

Nel bicameralismo perfetto camera e senato hanno regolamenti e procedure diverse, e questo crea problemi.

La prima questione, non da poco, vede i due rami del parlamento avere regolamenti diversi. Nonostante il nostro sia un bicameralismo perfetto infatti, camera e senato funzionano in maniera differente. Questo vuol dire che un ramo può portare avanti una riforma senza che l’altro necessariamente lo segua.

Era successo per esempio alla fine della scorsa legislatura, quando l’allora presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso fece approvare una riforma del regolamento, senza che lo stesso avvenisse a Montecitorio. Una riforma che aveva tante criticità, e tra queste proprio il fatto che rendeva i due rami ancora più diversi nel loro funzionamento. Tutto questo trasforma qualsiasi tentativo di miglioramento in potenzialmente dannoso, rendendo il processo parlamentare poco lineare e meno comprensibile. 

#ParlamentoCasadiVetro, la proposta di openpolis

Prendendo la lettera di Fico come un invito, vogliamo suggerire le nostre priorità per l’imminente tentativo di riforma del regolamento di Montecitorio, augurandoci che sia di buon auspicio anche per Palazzo Madama. La speranza è ovviamente quella di instaurare un dialogo costruttivo con entrambi i presidenti, Fico e Casellati, al fine di migliorare la qualità del nostro parlamento, e quindi, della nostra democrazia. 

Durante la XVII legislatura abbiamo raccolto molti consensi con la nostra campagna #ParlamentoCasadiVetro, incentrata totalmente sul funzionamento delle commissioni parlamentari. L’importanza assoluta di questi organi nella produzione legislativa del nostro paese non è al momento pareggiata da un’adeguato livello di trasparenza sul loro funzionamento. Ad oggi non sono disponibili i dati delle presenze ai lavori, i resoconti integrali delle sedute e i tabulati delle votazioni. Al centro della nostra proposta proprio la necessità di mettere fine a questa situazione.

La stragrande maggioranza dei deputati firmarono il nostro appello, tra cui Roberto Fico stesso, permettendoci di depositare il 15 gennaio del 2014 un testo di modifica del regolamento. Nonostante i presupposti fossero i migliori, l’avvio dell’iter parlamentare della riforma costituzionale Boschi voluta dal governo Renzi ha lungamente paralizzato qualsiasi discorso di modifica dei regolamenti parlamentari durante la scorsa legislatura. Questo sospese durante tutto lo svolgimento della legislatura il successo effettivo della nostra campagna.

Chiediamo il voto elettronico e il resoconto integrale nelle commissioni permanenti di camera e senato.

Vista la presa di posizione del presidente Fico, pensiamo sia necessario riavviare il discorso in materia. Una riforma dei regolamenti del parlamento non può escludere un miglioramento della trasparenza dei lavori delle commissioni parlamentari. Se si considera il parlamento il faro da seguire, bisogna mettere al centro della riforma gli organi in cui avviene la maggior parte del lavoro, contrattazione e dibattito sui provvedimenti che escono da camera e senato. Nella necessità di migliorare l’accountability delle nostre istituzioni, e per consegnare ai cittadini e alla storia una più piena comprensione di quanto avviene, alcune cose vanno cambiate con urgenza.

Chiediamo quindi l’introduzione:

  • del voto elettronico come prassi per tutte le votazioni nelle commissioni parlamentari;
  • del resoconto integrale per tutte le sedute delle commissioni parlamentari.

In questo modo sarebbero finalmente rese pubbliche informazioni basilari come presenze, discussioni e votazioni. Informazioni che adesso sono disponibili solamente in modo sommario e sporadico. Basterebbe questa piccola modifica ai regolamenti parlamentari, praticamente a costo zero, per rendere il cuore del processo legislativo meno opaco.

La proposta sui cambi di gruppo

Il tema dei cambi di gruppo è un altro che ha lungamente caratterizzato la vita parlamentare del nostro paese. Il fenomeno, che ha raggiunto un apice nella scorsa legislatura, ad oggi mantiene numeri molto contenuti. Ciò nonostante la necessità di regolamentare meglio i cambi di gruppo rimane un tema, anche perché quanto fatto al senato nella scorsa legislatura andava decisamente nella direzione sbagliata.

Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, che non può essere messo in discussione dal forte incremento dei cambi di gruppo. Vai a "Che cos’è il vincolo di mandato"

Per regolamentare meglio la materia chiediamo:

  • di inserire l’obbligo di corrispondenza fra lista di elezione e primo gruppo di appartenenza;
  • di normare la presenza delle componenti in tutti i gruppi parlamentari (non solo il Misto);
  • di individuare regole più stringenti per la creazione di mini gruppi parlamentari.

Tre semplici elementi che possono contribuire a controllare meglio il fenomeno dei cambi di gruppo, quantomeno per aiutare la comprensione dei processi politici e migliorare il rapporto fra elettori ed eletti.

Riformare poco, riformare bene

La nostra è una repubblica parlamentare, e questo deve essere il punto di partenza per qualsiasi discussione quando si affronta una riforma dei regolamenti. Presentare riforme corpose e complicate rischia di essere, soprattutto nell’attuale clima politico, molto complicato. Le nostre proposte sono semplici, dal basso impatto normativo, e soprattutto poco costose.

Fico e Casellati devono lavorare assieme per riformare i regolamenti, non bisogna creare ulteriori differenziazioni di funzionamento.

Ricordiamo a questo proposito l’importanza di portare avanti riforme in entrambi i rami, contemporaneamente, proprio evitare ulteriori differenziazioni nel funzionamento di camera e senato. È necessario quindi che qualsiasi tentativo portato avanti dal presidente Fico venga pareggiato dal presidente Casellati. Infine, come già detto, se siamo in un democrazia parlamentare è necessario partire dalle commissioni per ridare la giusta e dovuta importanza a camera e senato.

Foto credit – Twitter Roberto Fico

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