Le tasse nelle città e le elezioni alle porte Bilanci dei comuni

Tra le forme di entrata più importanti, troviamo le tasse e le imposte. Sono cruciali per il funzionamento dell’ente e l’erogazione dei servizi alle comunità.

|

Una delle principali fonti di finanziamento per gli enti pubblici è rappresentata dalle entrate tributarie, composte da tasse, imposte e altri proventi simili. Questo vale anche per gli enti locali, come i comuni, che iscrivono questo tipo di entrate a bilancio.

L’analisi di entrate e uscite è molto importante per valutare la sostenibilità di un ente nel lungo periodo. Significa che gli incassi devono sostentare le spese evitando un forte disequilibrio tra le due componenti. Per riappianare questa situazione possono essere necessari degli aiuti come quelli previsti nel decreto legge 50/2022, che istituisce un fondo straordinario per i capoluoghi che registrano un disavanzo superiore a un certo limite. Oltre a forti diminuzioni di spesa, uno degli strumenti che può essere messo in atto è aumentare le entrate tramite incrementi di addizionali comunali all’Irpef, come previsto da una legge dello scorso anno.

Le entrate per tasse, imposte e proventi assimilati

In media, nel 2020 le amministrazioni locali italiane hanno incassato 455,43 euro pro capite per questa voce di entrata.

29,47% è l’incidenza media di tasse e imposte sul totale delle entrate (bilanci consuntivi 2020).

Al 2022, le entrate fiscali delle amministrazioni sono principalmente: l’imposta unica comunale (Iuc, in cui sono incluse Imu e Tasi), la tassa sui rifiuti (Tari) e l’addizionale comunale all’Irpef. Si aggiungono inoltre i trasferimenti non fiscalizzati e le entrate a titolo di fondo di solidarietà comunale che ha lo scopo di ridurre le disparità territoriali. Sono infine incluse altre fonti di entrata locali, come ad esempio l’imposta di soggiorno e i diritti sulle affissioni pubblicitarie.

Tutte queste entrate vengono registrate nella voce “imposte, tasse e proventi assimilati” contenuta all’interno delle entrate tributarie.

Analizziamo quindi queste forme di entrata per i comuni che andranno al voto alle elezioni amministrative di domenica prossima. Il 12 giugno infatti verranno rinnovati i consigli comunali di 979 comuni, per un totale di quasi 9 milioni di elettori.

I dati mostrano le entrate di cassa per tasse, imposte e proventi assimilati nei capoluoghi al voto a giugno 2022. Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le entrate relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 30 Maggio 2022)

Il capoluogo che incassa le entrate tributarie maggiori è Genova (714,35 euro pro capite) a cui seguono Padova (696,20), Verona (638,53) e Como (626,40). Sono dei valori superiori rispetto alla media nazionale che si attesta come abbiamo visto a 455,43 euro pro capite. Invece, i comuni di Belluno (340,81 euro pro capite), Barletta (323,59) e Gorizia (311,26) sono quelli che registrano le entrate minori.

Il dato rappresenta l’incidenza delle tasse e delle imposte sul totale delle entrate nei bilanci di cassa dei capoluoghi italiani al voto. Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le entrate relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 30 Maggio 2022)

Tra i capoluoghi che domenica prossima andranno alle urne, quello in cui le entrate tributarie rappresentano la maggior parte delle entrate è Viterbo (45,91%). Seguono Piacenza (43,86%), Asti (43,80%), e Lodi (43,54%). Tutti valori superiori alla media nazionale (29,47%). Al contrario, questa percentuale è minore a Catanzaro (13,60%), L'Aquila (9,55%) e Oristano (9,22%).

I dati mostrano le entrate di cassa per tasse, imposte e proventi assimilati nei capoluoghi al voto a giugno 2022. Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le entrate relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non è disponibile il dato di Lodi perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i bilanci consuntivi 2016.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 30 Maggio 2022)

Sono sette i capoluoghi che andranno a elezioni che hanno visto un aumento degli incassi per entrate tributarie tra 2016 e 2020. Quelli che hanno registrato l'aumento maggiore sono Genova (+6,94%), La Spezia (+6,12%) e Pistoia (+5,11). Al contrario, i restanti diciotto hanno riportato un calo. Le riduzioni più ampie sono state riportate a Messina (-13,96%), Taranto (-14,32%) e Rieti (-15,95%).

I dati mostrano le entrate di cassa per tasse, imposte e proventi assimilati nei comuni al voto a giugno 2022. Entrate maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le entrate relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 30 Maggio 2022)

Considerando le entrate per tasse di tutte le amministrazioni che si recheranno al voto, rileviamo che in diversi casi si tratta di località turistiche molto frequentate. È Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, quello che riporta le entrate maggiori per tasse e imposte (3.627,77 euro pro capite). Il comune friulano è seguito da seguito da Argentera (Cuneo, 2.987,83), Claviere (Torino, 2.617,87) e Cortina d'Ampezzo (Belluno, 2.249,77). Se invece si prendono in esame tutte le amministrazioni italiane, le tre che incassano maggiormente sono Portofino (Genova, 6.552,21 euro pro capite), Moggio (Lecco, 4.602) e Courmayeur (4.589,73).

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: wikimedia- palazzo del comune di Palermo  - licenza

 

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito utilizza solo cookie tecnici. È possibile leggere l’informativa cliccando qui.