Le prospettive di Fratelli d’Italia, tra opposizione e desiderio di elezioni Governo e parlamento

Il partito di Giorgia Meloni è la principale forza politica all’opposizione in parlamento. Una scelta premiata dagli elettori, almeno secondo i sondaggi. Di contro però Fdi è esclusa dalle scelte del governo.

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Dopo mesi di accesa rivalità nelle ultime settimane si è registrato un riavvicinamento tra le posizioni di Fratelli d’Italia e Lega. Riavvicinamento che ha visto protagonisti i due leader Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Le motivazioni che hanno portato a rinsaldare l’alleanza tra i due principali partiti del centrodestra possono essere molteplici. La più evidente riguarda le elezioni amministrative in programma ad ottobre ed in cui i due partiti corrono insieme.

Questa nuova dinamica però potrebbe avere anche un orizzonte temporale più ampio. Nei primi mesi del 2022 infatti il parlamento sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente della repubblica. Un passaggio che potrebbe anche preludere alle elezioni anticipate qualora fosse Mario Draghi ad essere scelto come successore di Sergio Mattarella.

Per Fratelli d’Italia sarebbe importante andare a votare il prima possibile per capitalizzare il proprio consenso elettorale (almeno quello potenziale riportato dai sondaggi) dopo quattro anni passati all’opposizione. Una scelta che ha pagato in termini di popolarità.

La decisione di non sostenere il governo di unità nazionale d’altra parte ha escluso il partito da quasi tutte le posizioni di potere. Senza la possibilità di far sentire la propria voce sulle scelte fatte dal governo. Tale strategia però è stata adottata anche alla luce del ridotto peso parlamentare del partito.

Il peso di Fdi in parlamento

Nonostante i sondaggi ormai da mesi accreditino Fdi come uno dei principali partiti italiani, il suo peso in parlamento è invece modesto. La composizione di camera e senato infatti rispecchia quelli che erano i rapporti di forza nel 2018. Quando Lega e Movimento 5 stelle erano in ascesa mentre Fdi faticava ad affermarsi.

6,1% i seggi occupati da Fratelli d’Italia in parlamento.

Anche questa può essere una chiave di lettura per interpretare la decisione del partito di non entrare nella maggioranza che sostiene il governo Draghi. La limitata consistenza parlamentare infatti avrebbe reso difficile per Fdi indirizzare l’azione dell’esecutivo. Se non alleandosi con le altre forze del centrodestra, con cui però c’era – soprattutto con la Lega – una forte rivalità.

Attualmente la camera è composta da 628 deputati poiché devono ancora tenersi le elezioni suppletive per sostituire Piercarlo Padoan e Emanuela Claudia Del Re, dimessisi rispettivamente a novembre 2020 e giugno 2021. Alla camera Nicola Fratoianni vota con l’opposizione anche se fa parte di Liberi e uguali. Per il senato i voti di Leu (non presente con un gruppo autonomo) sono conteggiati nella maggioranza.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 7 Settembre 2021)

Fdi è l’unico tra i partiti principali ad essere sempre stato all'opposizione.

Legato a questo c'è anche il tema degli incarichi che Fdi avrebbe potuto ottenere qualora avesse scelto di entrare nella maggioranza. Incarichi che sarebbero stati in numero limitato. Ciò perché, a grandi linee, nella distribuzione dei ruoli Draghi ha cercato di rispettare i rapporti di forza tra i partiti che lo sostengono. È quindi risultato probabilmente più fruttuoso per Fdi rimanere all'opposizione e giocarsi, in chiave elettorale, la carta della coerenza. Tra i partiti principali infatti Fratelli d'Italia è l'unico a non aver mai fatto parte della maggioranza durante la XVIII legislatura.

Inoltre attualmente è l'unico vero gruppo di opposizione presente in parlamento (fatta eccezione per il misto che però ha una composizione eterogenea). Una scelta che, almeno sulla carta, si sta rivelando vincente in termini di popolarità.

I ruoli chiave occupati da Fdi

Una delle conseguenze legate alla scelta di rimanere all'opposizione riguarda il fatto che Fdi è rimasta esclusa dagli organi decisionali e dalle cosiddette key position all'interno delle istituzioni. Oltre agli incarichi di governo infatti ci sono molti altri ruoli importanti per la vita del parlamento. Incarichi che però solitamente vengono assegnati ad esponenti della maggioranza. Tuttavia anche il partito di Meloni occupa alcune posizioni chiave.

Non tutti i parlamentari hanno lo stesso peso. Deputati e senatori che hanno un ruolo chiave riescono ad incidere maggiormente. Vai a "Quali sono i ruoli chiave del parlamento"

Fdi infatti esprime uno dei 4 vice presidenti sia della camera che del senato. Si tratta di Ignazio La Russa per palazzo Madama e di Fabio Rampelli per Montecitorio. Due incarichi certamente di prestigio ma che non incidono particolarmente sulle sorti del governo e della maggioranza. Senza dimenticare che i regolamenti di camera e senato richiedono la rappresentanza di tutte le forze politiche all'interno dell'ufficio di presidenza.

16  gli esponenti di Fdi che ricoprono incarichi negli organi del parlamento.

Un’altra posizione di rilievo è ricoperta dal senatore Adolfo Urso presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Coapsir). Posizione che in base all’articolo 30 della legge 124/2007 spetta di diritto all’opposizione. Intorno a tale incarico peraltro ci furono dei forti attriti proprio tra Fdi e la Lega. Precedentemente infatti il presidente dell'organo era il deputato del Carroccio Raffaele Volpi. Con l'ingresso della Lega in maggioranza però Fdi rivendicò per un proprio esponente questo incarico. Tuttavia Volpi rifiutò di dimettersi per diversi mesi, generando forti polemiche. Molti osservatori peraltro videro in questo scontro una prova di forza tra i due partiti.

Un altro incarico ricoperto da un esponente di Fdi è quello di Andrea Delmastro Delle Vedove, presidente della giunta per le autorizzazioni della camera. Si tratta dell'organo incaricato di dare il via libera alle richieste di arresto dei deputati da parte della magistratura.

Gli incarichi ricoperti dai membri di Fdi

ParlamentareRuoloAula
Ignazio La RussaVice presidente del senatoSenato
Fabio RampelliVice presidente della cameraCamera
Adolfo UrsoPresidente comitato parlamentare per la sicurezza della repubblicaSenato
Andrea Delmastro Delle VedovePresidente giunta per le autorizzazioniCamera
Alberto BalboniVicepresidente commissione giustiziaSenato
Ciro MaschioVicepresidente giunta per le elezioniCamera
Paola FrassinettiVice presidente commissione culturaCamera
Alessio ButtiVice presidente commissione ambienteCamera
Gaetano NastriVice presidente commissione territorio, ambiente, beni ambientaliSenato
Giovanbattista FazzolariVicepresidente commissione bicamerale controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza socialeSenato
Paolo TrancassiniVicepresidente commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio RegeniCamera
Marcello GemmatoSegretario commissione affari socialiCamera
Monica CiaburroSegretario commissione agricolturaCamera
Francesco ZaffiniSegretario commissione igiene e sanitàSenato
Tommaso FotiSegretario commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziarioCamera
Wanda FerroSegretario commissione d'inchiesta su mafia e altre organizzazioni criminaliCamera

 

Come possiamo vedere quindi gli incarichi ricoperti da Fdi hanno una valenza essenzialmente istituzionale e "di garanzia". Non si tratta dunque di incarichi politici in senso stretto. Ovviamente il partito non ha esponenti nel governo. Così come non esprime nessuna presidenza delle 28 commissioni parlamentari permanenti.

L'evoluzione dei gruppi di Fdi

Come abbiamo visto Fratelli d'Italia in parlamento sconta la condizione di inferiorità che pagava rispetto agli altri partiti nel 2018. Tuttavia i gruppi parlamentari sono molto diversi rispetto a quelli che hanno iniziato la legislatura.

Da questo punto di vista è interessante notare che quasi tutti i partiti principali si sono indeboliti. Fanno eccezione proprio Lega e Fratelli d'Italia che invece hanno allargato le loro file. In questo caso in particolare il Carroccio supera Fdi (11 acquisizioni contro 9).

Nel grafico non sono riportati i dati dei gruppi di Leu alla camera e Per le autonomie al senato il cui saldo dall’inizio della legislatura è 0.

FONTE: dati ed elaborazioni openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Settembre 2021)

+9 i parlamentari acquisiti da Fdi dall’inizio della legislatura.

 

Molti dei parlamentari approdati in Fdi sono prima passati dal gruppo misto.

È interessante analizzare la provenienza dei parlamentari “acquisiti” da Fdi. La maggior parte di essi infatti arriva dal gruppo misto. Ma, con la sola eccezione del deputato Salvatore Caiata, in tutti gli altri casi ad inizio legislatura facevano parte di altri gruppi. Cinque di essi  infatti provenivano dal Movimento 5 stelle. Si tratta della senatrice Tiziana Drago e dei deputati Davide Galantino, Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri e Giovanni Russo. Stessa trafila anche per Claudio Barbaro che però aveva iniziato la legislatura nella Lega. Gianluca Vinci invece è approdato in Fdi direttamente dal partito di Salvini.

Ad essi si aggiungono poi il senatore Lucio Malan e il deputato Galeazzo Bignami provenienti da Forza Italia. L’unico abbandono registrato tra le file di Fdi è invece quello della deputata Maria Teresa Baldini. Eletta in sostituzione di Carlo Fidanza (divenuto europarlamentare), Baldini è passata prima al gruppo misto, successivamente a Forza Italia e poi Coraggio Italia.

La mappa mostra il gruppo di appartenenza dei parlamentari al momento dell’approdo in Fdi. Per i parlamentari che dopo essere approdati in Fdi hanno cambiato nuovamente gruppo è indicata la destinazione finale.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Settembre 2021)

Fdi ha raccolto in gran parte parlamentari scontenti per la nascita del governo di unità nazionale. Ma un altro elemento da tenere in considerazione però è il grande consenso di cui gode attualmente il partito tra gli elettori. È possibile che la scelta di aderire al gruppo sia anche stata influenzata almeno in parte dalla consapevolezza di un probabile grande risultato di Fdi alle prossime elezioni.

Ho deciso di votare no a questo governo e non far parte di una maggioranza variopinta dove tutti odiano tutti ma si sta uniti, si danno nuove cariche e si cambiano i ‘programmi’ della legislatura senza mai andare al voto.

Ciò conferirebbe ai parlamentari del gruppo maggiori probabilità di una rielezione nella prossima legislatura. In un parlamento caratterizzato peraltro dalla riduzione dei seggi.

Il riavvicinamento tra Fdi e Lega

Come abbiamo raccontato nelle nostre analisi sui sondaggi politici, l'ascesa costante di Fdi nel gradimento degli italiani ha determinato un dualismo nel centrodestra tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini per la leadership della colazione. Dal canto suo, Meloni ha lavorato per diventare un'alternativa credibile come candidata alla presidenza del consiglio. In questo senso un passaggio importante è stata la nomina a presidente presidente dell’Ecr, il partito dei conservatori e riformisti europei. Una nomina che ha avuto notevole risalto sui media e che le ha conferito maggiore autorevolezza.

Io mi preparo a governare la nazione. [...] Quando vedo i sondaggi che crescono, crescono, crescono so quali responsabilità questo comporta. Ma il punto d'arrivo non lo decido io. Io sono pronta ad assumermi le responsabilità che gli italiani mi chiederanno di assumere

Tale dinamica però ha portato a un raffreddamento nei rapporti tra i due partiti. Abbiamo già raccontato della polemica legata alla figura del presidente del Copasir che ha visto protagonisti proprio Lega e Fdi. Ma i tentativi del partito di Meloni di mettere in difficoltà il proprio alleato/rivale sono stati diversi.

Tra questi possiamo ricordare la mozione di sfiducia presentata da Fdi nei confronti del ministro della salute Roberto Speranza. Nonostante non abbia lesinato critiche al ministro per la gestione dell’emergenza, il partito di Salvini è stato “costretto” a votare contro la mozione per evitare di mettere in discussione la propria permanenza nella maggioranza.

Il riavvicinamento tra Fdi e Lega ha motivazioni strategiche.

Nelle ultime settimane però tra i due leader si sono registrati segnali di disgelo. In occasione del Forum Ambrosetti di Cernobbio Meloni ha affermato che lei e Salvini sono “promessi sposi”. Secondo alcuni osservatori il riavvicinamento tra i due partiti sarebbe dovuto all’approssimarsi di due appuntamenti molto importanti. E cioè le elezioni amministrative (in cui il centrodestra si presenta unito). E l’elezione del presidente della repubblica prevista per i primi mesi del 2022.

La nomina del nuovo inquilino del Quirinale ha una particolare rilevanza. Qualora dovesse essere scelto Mario Draghi, la possibilità di elezioni anticipate diventerebbe molto concreta. In questo modo Fdi potrebbe capitalizzare il proprio consenso.

Foto credit: Facebook - Giorgia Meloni

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