L’attuazione dei decreti Covid19, una lunga e contorta strada Stato d'emergenza

I decreti attuativi servono ad implementare le leggi. Dal decreto rilancio al cura Italia sono molti i pezzi che rischiano di rimanere indietro. Ecco quali.

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In queste settimane camera e senato sono impegnate nella conversione in legge dei numerosi decreti approvati dal governo per affrontare l’emergenza Coronavirus. Un lavoro complesso, che sta portando ad un ricorrente utilizzo della fiducia per velocizzare il processo.

Senza decreti attuativi, le proposte del governo potrebbero rimanere incomplete.

Ma una volta ottenuta la doppia approvazione dell’aula, l’iter dei provvedimenti non è ancora finito. Inizia infatti la partita dei decreti attuativi. Ad oggi i 13 decreti legge del governo stanno richiedendo 165 decreti attuativi. Una macchina complessa, che coinvolge 17 ministeri. Con il rischio che alcuni pezzi rimangano indietro.

I provvedimenti Covid 19 e l’importanza dei decreti attuativi

La fase 2 ha riportato molto del dibattito politico sulla gestione della pandemia in parlamento. Qui deputati e senatori stanno discutendo e approvando i numerosi decreti legge emanati del governo. Un fatto che come abbiamo avuto modo di vedere, sta riportando la discussione su binari ben noti: maxi emendamenti e voti di fiducia.

Ma l’approvazione di una norma in parlamento non ne conclude l’iter. Inizia poi quello che abbiamo rinominato il “secondo tempo delle leggi”.

Dopo il lavoro del parlamento infatti, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Una fase dell’iter spesso ignorata, ma necessaria per completare le norme. Vai a "Che cosa sono i decreti attuativi"

Un momento molto delicato, che riguarda in particolar modo i provvedimenti più complessi, tra questi proprio i decreti covid19. Anche se alcuni di essi sono dalla portata normativa più limitata, altri hanno una ricaduta legislativa ed economica non indifferente. Parliamo nello specifico dei 2 provvedimenti clou, il cura Italia e il decreto rilancio. Atti che messi assieme prevedono uno scostamento di bilancio di circa 80 miliardi di euro per il 2020, prova della loro complessità.

165 i decreti attuativi previsti dai provvedimenti d’urgenza Covid19.

In totale i decreti Covid19 hanno richiesto 165 decreti attuativi. Ad eccezione del decreto rilancio, per cui è stato utilizzato il dato messo a disposizione dal comitato per la legislazione di Montecitorio, per tutti gli altri provvedimenti sono state utilizzate le informazioni dell’ufficio per il programma di governo della presidenza del consiglio.

Il ministero dell’economia avrà un ruolo centrale nelle prossime settimane.

Molto del lavoro delle prossime settimane riguarderà il Ministero dell’economia e delle finanze. È infatti responsabile per 36 decreti attuativi tra quelli presi in considerazione. Di questi, 23 fanno riferimento al decreto rilancio (attualmente ancora in discussione), e rispettivamente 7 e 6 al decreto liquidità e al cura Italia, entrambi già convertiti in legge.

17 i ministeri coinvolti nell’attuazione dei decreti Covid19.

Altri 2 dicasteri che saranno particolarmente coinvolti dalla prossima fase sono quell’istruzione e quello dello sviluppo economico. Fatto evidente considerando quali saranno le priorità dei prossimi mesi, rilancio economico del paese e ripresa dall’anno scolastico. Ad entrambi è infatti richiesta l’adozione di 13 decreti attuativi.

Il totale del grafico, e quindi la ripartizione tra i diversi ministeri, non tiene conto delle modifiche approvate in aula per i provvedimenti ancora in discussione.

FONTE: dati presidenza del consiglio, elaborazione openpolis

Com'è la situazione

L'attuazione dei decreti covid19 è ancora in una fase embrionale. Dei 165 previsti 31 sono stati adottati, il 19%. In particolare l'attuazione del decreto liquidità (0 adottati su 12 previsti) e quello del decreto studi epidemiologici (0 su 1) deve ancora iniziare del tutto. Come anticipato la maggior parte del lavoro ancora da completare riguarda il decreto rilancio e il cura Italia. Per il primo sono stati adottati 9 dei 103 decreti attuativi previsti, mentre per il secondo 16 su 36.

9 su 103 i decreti attuativi del decreto rilancio già adottati.

Oltre al già menzionato decreto liquidità, anche il tanto discusso decreto scuola richiederà ulteriore lavoro. Attualmente degli 11 provvedimenti attuativi previsti, ne sono stati adottati 4.

Per il decreto rilancio sono stati presi i dati del comitato per la legislazione, rilasciati lo scorso 27 maggio.

FONTE: dati presidenza del consiglio, elaborazione openpolis

Alcune delle norme mancanti

Cittadini, imprese e società civile sono quindi in attesa che le proposte del governo trovino piena attuazione. Una situazione che sta lasciando molte situazioni in bilico, con un'incertezza normativa non indifferente. Gli esempi sono numerosi, e ne citiamo solo alcuni per aiutare a capire l'importanza dei decreti attuativi.

7 i provvedimenti attuativi ancora da adottare tra cura Italia e decreto rilancio che sono scaduti.

Una delle proposte che ha avuto più risalto mediatico è la cosiddetta maxi detrazione prevista dall'ecobonus "ristrutturazioni-sisma" del decreto rilancio. Gli articoli in questione (119 e 121) prevedono ben 3 decreti attuativi, 2 in capo al ministero dell'economia e l'altro dello sviluppo economico, tutti ancora da adottare. Due di essi poi devono essere adottati entro il 18 giugno, termine per la scadenza.

Discorso analogo può essere fatto per il decreto attuativo che definisce le modalità di credito d'imposta per gli adeguamenti degli ambienti di lavoro causa Covid19 (articolo 120). Possiamo quindi dire che le misure economiche a sostegno dei cittadini sono state approvate, ma le norme che permettono di usufruirne no.

Le misure economiche a sostegno dei cittadini sono state approvate, ma le norme che permettono di usufruirne no.

Altro tema che ha attratto l'attenzione dei media è stato il "bonus mobilità". La possibilità quindi di ricevere un parziale rimborso spese per l'acquisto di bici e mezzi sostenibili. Il decreto ministeriale in questione è in mano al dicastero dell'ambiente, che però deve ancora adottarlo. Motivo per il quale se da un lato gli acquisti sono saliti, dall'altro non è chiaro come si chiederà il rimborso, e se basteranno le risorse.

Anche il fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi (articolo 222), con una dotazione di 500 milioni, è ancora in attesa del provvedimento che ne stabilisce le modalità di attuazione. Provvedimento che doveva essere preso entro l'8 giugno, cosa che di fatto non è successa.

Diverse velocità, tra comunicazione politica e la realtà

Mai come in questa fase la distanza tra comunicazione e realtà sembra ampia. Momento in cui è proprio il tema dei decreti attuativi a tenere il banco. La ripresa economica e sociale del paese passa anche per la tempestiva azione del governo, che però inevitabilmente si deve conciliare con i tempi operativi di azione. Questo nonostante la volontà di molti degli ultimi esecutivi di emanare sempre più provvedimenti auto applicativi, che non richiedono quindi l'utilizzo di decreti attuativi.

75 su 266 articoli del decreto rilancio richiedono provvedimenti attuativi.

Ma quando le tematiche sono complesse, e le variabili numerose, il ricorso allo strumento è inevitabile. Oltre il 28% degli articoli del decreto rilancio prevedono infatti ulteriori interventi normativi per essere considerati pienamente attuati. Anche il recentemente approvato Family Act necessiterà che una serie di decreti attuativi vengano adottati prima che le famiglie ne vedano concretamente i benefici. Dinamiche naturali del processo legislativo, ma che in periodi di crisi come questo è bene tenere a mente. 

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