Gli studenti in Italia e l’impatto ancora forte dell’abbandono scolastico #conibambini

In questi giorni milioni di ragazze e ragazzi rientrano a scuola dopo le vacanze estive. I dati mostrano come il rischio di abbandono scolastico precoce sia ancora molto concreto nel nostro paese, soprattutto nelle maggiori regioni del mezzogiorno.

|

Partner

In queste settimane, con l’inizio dell’anno scolastico, gli studenti di tutta Italia stanno tornando tra i banchi di scuola, con tempi diversi a seconda della regione.

In Campania le lezioni iniziano proprio oggi, mentre gli studenti di altre 6 regioni e delle 2 province autonome sono già rientrati ieri o – nel caso della provincia di Bolzano – il 5 settembre.

18 su 21 le regioni e province autonome in cui studentesse e studenti ricominciano la scuola nel corso di questa settimana.

Gli ultimi a rientrare saranno ragazze e ragazzi di Sicilia e Valle d’Aosta, il prossimo 19 settembre.

Il calendario scolastico 2022/23, regione per regione

RegioneInizio lezioniFine lezioniFonte
Abruzzo12 settembre 202210 giugno 2023Dgr 308/2022
Basilicata12 settembre 202210 giugno 2023Dgr 307/2022
Calabria14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 59/2022
Campania13 settembre 202210 giugno 2023Dgr 267/2022
Emilia-Romagna15 settembre 20227 giugno 2023Calendario ex delib. 353/2012
Friuli-Venezia Giulia12 settembre 202210 giugno 2023Dgr 381/2022
Lazio15 settembre 20228 giugno 2023Circolare Direz. reg. istruzione
Liguria14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 531/2022
Lombardia12 settembre 20228 giugno 2023
Calendario ex delib. IX/3318/2012
Marche14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 587/2022 - Comunicato
Molise14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 155/2022
P.a. Bolzano5 settembre 202216 giugno 2023Calendario ex Dgp 75/2012
P.a. Trento12 settembre 20229 giugno 2023Dgp 573/2022
Piemonte12 settembre 202210 giugno 2023Dgr 1-3343/2021 - Comunicato
Puglia14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 618/2022
Sardegna14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 19/28/2022
Sicilia19 settembre 202210 giugno 2023Decreto ass. 1101/2022
Toscana15 settembre 202210 giugno 2023Circolare Usr-Regione
Umbria14 settembre 202210 giugno 2023Dgr 606/2022
Valle d’Aosta19 settembre 202215 giugno 2023Decreto sovr. studi 11140/2022
Veneto
12 settembre 2022
10 giugno 2023Dgr 487/2022

 

Nello scorso anno scolastico, al momento della ripresa delle lezioni, erano più di 6 milioni e mezzo gli iscritti nelle statali italiane, dei quali 2,3 milioni nelle primarie, quasi 1,6 nelle medie e circa 2,7 milioni nelle superiori. Di questi oltre la metà nei licei (51%), poco meno di un terzo nei tecnici (31,7%) e il 17,3% nei professionali. Sono esclusi da questo calcolo i quasi 850mila bambini della scuola d’infanzia.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati ministero dell'istruzione
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Ottobre 2021)

A questi vanno aggiunti i circa 300mila alunni delle paritarie, per un totale di oltre 6,8 milioni di studenti delle scuole italiane, dalle primarie alle superiori.

Milioni di ragazze e ragazzi che stanno iniziando l'anno scolastico in queste ore. Purtroppo, stando anche alle statistiche più recenti, non sono pochi quelli che potrebbero lasciare la scuola prima del tempo.

Gli studenti che lasciano la scuola prima del tempo

In una società dove il livello di istruzione è sempre più importante per l'accesso al lavoro, e quindi anche per evitare il rischio di esclusione sociale, il contrasto all'abbandono scolastico precoce rappresenta un obiettivo centrale.

Per questo motivo già nell'ambito dell'agenda 2020 l'Unione europea aveva fissato come target che i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) fossero meno del 10% del totale.

Un obiettivo centrato a livello europeo: nel primo anno della pandemia la quota di giovani Ue in uscita precoce dal sistema di istruzione è stata pari al 9,9%. L'Italia ha da alcuni anni raggiunto il suo obiettivo nazionale (16%). Tuttavia, nonostante il miglioramento nel corso dell'ultimo decennio (agli inizi degli anni '10 il tasso si avvicinava al 20%), il nostro paese resta indietro nel confronto europeo.

Per misurare gli abbandoni scolastici, la scelta metodologica adottata a livello europeo è utilizzare come indicatore indiretto la percentuale di giovani tra 18 e 24 anni che hanno solo la licenza media. Tra questi viene incluso anche chi ha conseguito una qualifica professionale regionale di primo livello con durata inferiore ai due anni.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Aprile 2022)

Tra i paesi Ue, il nostro è uno di quelli dove il problema degli abbandoni precoci rimane più consistente. Nel 2021 è la terza nazione con più abbandoni (12,7%), dopo Romania (15,3%) e Spagna (13,3%).

Va inoltre sottolineato che l'obiettivo continentale, in vista del 2030, è stato ulteriormente abbassato di un punto (9%) con una risoluzione del consiglio europeo del febbraio 2021. Raggiungerlo significa per il nostro paese prima di tutto ridurre gli ampi divari territoriali che ancora resistono su questo aspetto.

In Sicilia il 21,2% dei residenti tra 18 e 24 anni ha lasciato la scuola prima del tempo: quasi 10 punti più della media nazionale. Seguono 2 grandi regioni del sud, entrambe sopra quota 15%: Puglia (17,6%) e Campania (16,4%).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Aprile 2022)

Sono 5 le regioni al di sotto della soglia del 9%: Basilicata (8,7%), Friuli-Venezia Giulia (8,6%), Abruzzo (8%), Marche (7,9%) e Molise (7,6%). In aggiunta a queste, altre 3 sono comunque sotto quota 10%. Si tratta di Emilia-Romagna (9,9%), Veneto (9,3%) e Lazio (9,2%).

3 le regioni che superano il 15%: Sicilia, Puglia e Campania.

Simili differenze territoriali impongono, per intervenire efficacemente sul problema, una mappatura della popolazione potenzialmente esposta al rischio abbandono. Da questo punto di vista, come abbiamo avuto modo di raccontare, sussiste per adesso una carenza di dati aggiornati con granularità locale sulla dispersione scolastica. Anche se il lavoro del censimento permanente di Istat potrà consentire in futuro di approfondire il tema in questa direzione, oggi molti dei dati sul fenomeno sono aggiornati al censimento generale del 2011.

Molto più aggiornati e granulari sono invece i dati sul numero di residenti, che consentono una mappatura della popolazione in età scolastica e formativa. Si tratta di un primo riferimento per valutare quali sono i territori a maggior incidenza di bambini e ragazzi nell'età della formazione.

Quanti sono i giovani in età formativa

In Italia l'obbligo scolastico, in base alla legge 296/2006, dura 10 anni e quindi va dai 6 ai 16 anni di età. Un percorso finalizzato al successivo raggiungimento o di un titolo di scuola superiore oppure di una qualifica professionale, almeno triennale, entro i 18 anni. In ogni caso, anche per chi ha assolto l'obbligo scolastico, vi è un obbligo formativo: il diritto-dovere di frequentare attività di formazione fino ai 18 anni.

Nel 2021 sono 7,2 milioni i bambini e ragazzi che hanno tra 6 e 18 anni, il 12,2% della popolazione residente. Con un'incidenza che varia molto sul territorio nazionale: dal 13,71% della Campania al 10,53% della Liguria.

A livello locale, i territori in cui la presenza di bambini e ragazzi in età formativa è maggiore sono la città metropolitana di Napoli (14,49%), la provincia di Caserta (14,09%), l'Alto Adige (13,71%) e il crotonese (13,60%). Mentre non raggiungono il 10% in provincia di Oristano (9,76%) e lo superano di poco nel Sud Sardegna (10,03%), nel triestino (10,19%) e nel ferrarese (10,21%).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

Tra le maggiori città italiane, se isoliamo i comuni con almeno 300mila abitanti, spicca il dato del capoluogo campano (13,72%). Seguito da Palermo (13,25%), Catania (12,89%) e Roma (11,98%). Una tendenza che conferma come l'incidenza sia maggiore nei centri del mezzogiorno.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

Al contrario, risulta più bassa la quota di giovani tra 6 e 18 anni nelle città del centro-nord. Sono infatti poco sopra il 10% in comuni come Genova e Bologna.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi ai residenti sono di fonte Istat.

Per sapere quanti sono i residenti tra 6 e 18 anni nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Gennaio 2021)

Foto: Allison Shelley per EDUimages - Licenza

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito utilizza solo cookie tecnici. È possibile leggere l’informativa cliccando qui.