Gli esperti per gli enti locali e il problema delle tempistiche Pnrr

Con un Dpcm il governo ha assegnato alle regioni risorse per l’assunzione di esperti in grado di supportarle nell’attuazione del Pnrr. I termini per la presentazione delle domande previsti dal decreto però risultavano già scaduti al momento della sua diffusione.

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Gli enti locali avranno un ruolo di primo piano nella gestione delle risorse del Pnrr. Ad essi infatti sarà affidata la realizzazione concreta di alcune misure. E perciò saranno chiamati a gestire una quota compresa tra il 34% e il 37% delle risorse europee. Tuttavia, come abbiamo visto in un nostro precedente approfondimento, vi è il rischio che molti enti territoriali non abbiano le capacità per gestire procedure così complesse e con scadenze estremamente serrate.

Per ovviare a questa difficoltà il governo ha recentemente emanato un decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm). Tale provvedimento, prevede l’assegnazione di risorse alle regioni per l’assunzione di figure professionali incaricate di gestire le procedure legate al Pnrr. ​​Il documento pubblicato tuttavia desta alcune perplessità. Su tutte, il fatto che nel testo approvato siano contenute delle scadenze antecedenti alla data di pubblicazione del decreto.

1.000 gli esperti che gli enti locali potranno assumere per il supporto nella gestione del Pnrr.

L’impressione è che questa operazione sia stata gestita attraverso canali informali. Con l’obiettivo di rispettare il rigido cronoprogramma stabilito dal Pnrr e dal cui rispetto dipende l’erogazione dei fondi.

Questa metodologia di lavoro però potrebbe aver avvantaggiato le regioni che già oggi risultano più strutturate ed efficienti e che sono state quindi in grado di fornire rapidamente la documentazione richiesta. La conseguenza però è che quei territori che avrebbero maggiormente bisogno dei fondi, specie nel mezzogiorno, rischiano di essere penalizzati.

Il quadro normativo e cosa non va

L’assegnazione di fondi per l’assunzione di personale è una misura già prevista nel Pnrr. Più nel dettaglio, l’investimento 2.2 contenuto nella missione 1 (digitalizzazione, innovazione e sicurezza della pubblica amministrazione) prevede l’assunzione per 3 anni di mille esperti a supporto degli enti locali. Ciò comporta che, come tutte quelle contenute nel piano, anche questa misura prevede una scadenza. Che, se non rispettata, potrebbe portare al blocco dei fondi. Gli incarichi infatti dovranno essere conferiti non oltre il 31 dicembre 2021.

La misura generale è stata incardinata nel decreto legge 80/2021. Per quanto riguarda i contenuti di dettaglio però questa norma rinvia ad un ulteriore atto, cioè il Dpcm già citato. Tale decreto avrebbe dovuto prevedere la ripartizione delle risorse tra le regioni e le modalità di spesa.

Il Dpcm contiene scadenze antecedenti alla sua pubblicazione.

A questo punto però si iniziano a incontrare le prime difficoltà. In base ai dati messi a disposizione dall’ufficio per il programma di governo (Upb) infatti tale Dpcm risulta “adottato” lo scorso 12 novembre. Ma è stato pubblicato in gazzetta ufficiale – ed è quindi entrato effettivamente in vigore – solo il 29 dello stesso mese. Ciò può dipendere dal fatto che gli atti che comportano una spesa di risorse pubbliche debbano prima essere registrati dalla corte dei conti. Tra la firma del decreto da parte del presidente del consiglio quindi e la sua effettiva pubblicazione in gazzetta può passare un periodo di tempo più o meno lungo.

Ciò comporta una criticità importante. In base a quanto si legge nel Dpcm infatti le regioni e le province autonome avrebbero dovuto comunicare in via preliminare entro il 30 ottobre i fabbisogni richiesti in termini di profili professionali. Successivamente poi avrebbero dovuto inviare al governo centrale, entro il 5 novembre, un cosiddetto piano territoriale. Tale piano avrebbe dovuto prevedere, tra le altre cose, la definizione di una quota di esperti da destinare agli altri enti locali. Questi documenti poi avrebbero dovuto ricevere l’approvazione da parte del dipartimento della funzione pubblica entro il 15 novembre.

Da questo quadro emerge come nel Dpcm siano state inserite scadenze antecedenti alla data di pubblicazione. Un problema non di poco conto dato che nel decreto si fa esplicito riferimento al fatto che il governo potrà esercitare i poteri sostitutivi nei confronti delle regioni inadempienti.

Qualora una regione o provincia autonoma ne faccia richiesta o, in ogni caso, decorsi inutilmente i termini […], il ministro per la pubblica amministrazione attiva l’esercizio dei poteri sostitutivi secondo le procedure previste dall’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77

C’è da dire però che lo schema di questo Dpcm circolava già da tempo. Questo infatti è stato oggetto di un accordo tra lo stato, le regioni e gli altri enti locali nell’ambito di una seduta della conferenza unificata che si è tenuta il 12 ottobre. Le regioni quindi erano già a conoscenza delle tempistiche estremamente ristrette. Perciò è possibile che alcune di esse abbiano comunque avuto modo di presentare la documentazione richiesta nei tempi stabiliti.

La scelta fatta da governo ed enti locali quindi potrebbe essere stata quella di lavorare attraverso canali informali. Ciò con l’obiettivo di rispettare le rigide scadenze previste dal Pnrr. Come noto infatti l’erogazione delle prossime tranche di fondi europei sarà subordinata al conseguimento di tutti i milestone e i target previsti per il 2021.

Il Pnrr rischia di accentuare i divari territoriali anziché ridurli.

In questo modo però, paradossalmente, si rischia di penalizzare quelle regioni che maggiormente avrebbero avuto bisogno degli aiuti. Visti i tempi ristretti infatti, solo le realtà che già oggi sono più efficienti saranno in grado di aprire un dialogo con gli altri enti locali in modo da definire rapidamente quali sono le necessità. Quei territori invece che, specie al sud, sono meno strutturati e che quindi avrebbero bisogno di più tempo per elaborare i loro piani risultano penalizzati e quindi più esposti al rischio di commissariamento o addirittura di perde i fondi. Come avvenuto, ad esempio, con la Sicilia nel caso dei fondi per le risorse idriche. Un’eventualità tutt’altro che remota, paventata anche di recente dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il piano di ripresa è molto complesso dal punto di vista della realizzazione dei progetti e questo richiede un’organizzazione, delle professionalità soprattutto tecniche all’interno dei comuni che oggi non ci sono.

Il paradosso di questa dinamica è che, per la necessità di agire velocemente, il Pnrr anziché ridurre i divari territoriali rischia di acuirli.

La distribuzione delle risorse e i profili professionali previsti

I fondi complessivi assegnati per questa voce del Pnrr ammontano a circa 320 milioni. Tali risorse, in base a quanto indicato nell’allegato A del provvedimento, sono state distribuite con due modalità distinte. Il 30% infatti è stato assegnato in ugual misura a ogni regione. Con una leggera discrepanza tra le regioni del centro-nord e quelle meridionali. Alle prime infatti sono stati assegnati 4,44 milioni di euro ciascuna, alle seconde 4,81 milioni.

€ 320,3 mln per l’assunzione di esperti a supporto degli enti locali.

Il restante 70% delle risorse invece è assegnato in maniera proporzionale secondo il numero di cittadini residenti in ogni regione al 1° gennaio 2020. In base a questa suddivisione quindi possiamo notare che la regione che beneficerà maggiormente di questi fondi è la Lombardia (38,6 milioni). Seguono poi la Campania (30,1 milioni) e la Sicilia (26,5 milioni).

FONTE: elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Novembre 2021)

Non sappiamo se le risorse stanziate saranno effettivamente erogate completamente.

Da notare peraltro che tra le prime 5 regioni, 3 appartengono al meridione. Oltre alle già citate Campania e Sicilia infatti al quinto posto, dopo il Lazio, troviamo la Puglia a cui saranno assegnati circa 24 milioni di euro. In base a questa suddivisione possiamo notare inoltre che anche in questo caso è stata rispettata la regola secondo la quale il 40% delle risorse deve essere attribuito alle regioni meridionali. Alle regioni del nord spetterà invece il 35,7% mentre a quelle del centro il 24,3%. Nell'analizzare questi dati tuttavia dobbiamo sempre tenere presente che i piani territoriali e i fabbisogni delle singole regioni dovranno essere validati dal governo. Ciò significa che la quantità di risorse che sarà effettivamente erogata alle regioni potrebbe differire rispetto a quanto previsto nel decreto.

FONTE: elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri
(ultimo aggiornamento: martedì 30 Novembre 2021)

Per quanto riguarda invece le categorie professionali a cui le regioni potranno conferire l’incarico queste sono indicate nell’allegato C del Dpcm. Si tratta di diverse tipologie di ingegneri, geologi, geometri e altre figure. Il dipartimento della funzione pubblica in ogni caso fornirà alle regioni un elenco dei professionisti da utilizzare per le procedure selettive coerente con i fabbisogni individuati. Nella tabella sottostante sono indicati, per ogni profilo, i requisiti richiesti.

 

EspertoCompetenze
Ingegnere civile e ambientaleAttività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della pianificazione urbana e del territorio, della progettazione, della costruzione e della manutenzione di edifici, strade, ferrovie, aeroporti, ponti e sistemi per lo smaltimento dei rifiuti e di altre costruzioni civili e industriali; Progettazione standard e procedure per garantire la funzionalità e la sicurezza delle strutture; Progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; Valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; Attività di progettazione di interventi strutturali per la sistemazione e la gestione dei bacini idrografici.
BiologoAttività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della biologia, anche tramite sperimentazioni di laboratorio; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; attività di studio e analisi propedeutica alle valutazioni di impatto ambientale di progetti ed
opere dell’ingegneria civile o di altre attività.
GeologoAttività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della geologia, anche tramite sperimentazioni di laboratorio; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; attività di studio e analisi propedeutica alle valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; svolgimento di studi e analisi per l’attività di prevenzione e risanamento dei fenomeni di dissesto idrogeologico e instabilità dei versanti, di sistemazione e gestione dei bacini idrografici.
Architetto paesaggistaAttività di analisi e progettazione per la valorizzazione e la tutela degli spazi aperti; Analisi delle caratteristiche territoriali, analisi e ricerca dei materiali idonei, degli impianti tecnologici adatti, preferibilmente basati su tecnologie rinnovabili, finalizzate agli interventi sul territorio; valutazione di impatto ambientale (Via); valutazione ambientale strategica (Vas).
Perito chimicoAttività tecnica e propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo dell'analisi di materie solide, liquide e gassose condotte nell'ambito della ricerca chimica ovvero per attività di produzione; attività tecnica propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo del controllo della qualità della produzione, del controllo e mantenimento degli standard di qualità ambientale, di funzionamento e di sicurezza degli apparati, impianti e dei relativi sistemi tecnici.
Chimico industrialeAttività di ricerca, test, esperimenti ed analisi qualitative e quantitative su sostanze naturali o di sintesi, individuandone la composizione e le variazioni chimiche ed energetiche; individuazione ed applicazione di metodi di indagine e sviluppo di soluzioni nel settore delle bonifiche; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo della chimica industriale.
Ingegnere chimicoAttività di ricerca o di applicazione delle conoscenze esistenti nel campo della chimica, della progettazione, della costruzione e della manutenzione di impianti per la bonifica e lo smaltimento dei rifiuti; progettazione standard e procedure per garantire la funzionalità e la sicurezza delle strutture sul versante chimico; progettazione di soluzioni per prevenire, controllare o risanare gli impatti negativi dell’attività antropica sull’ambiente; valutazioni di impatto ambientale di progetti ed opere dell’ingegneria civile o di altre attività; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria chimica.
Ingegnere energeticoAttività di ricerca o di applicazione le conoscenze esistenti per la produzione e l’utilizzo razionale dell’energia nei settori industriale e civile, con particolare riguardo alle fonti rinnovabili; attività di studio sui metodi di conversione dell’energia a partire dalle fonti primarie disponibili in natura; attività di ricerca su nuovi sistemi e vettori energetici e sulle problematiche del risparmio energetico e dell’impatto ambientale; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo delle energie rinnovabili.
Geometra/perito edileAttività tecnica propedeutica e di assistenza agli specialisti nel campo dell’ingegneria civile e nella progettazione di edifici, strade, ferrovie, aeroporti e porti e di altre opere civili; svolgimento di procedure tecniche proprie per disegnare, progettare, sovrintendere alla costruzione e manutenere le opere, per controllarne gli impianti, gli apparati e i relativi sistemi tecnici e garantirne il funzionamento e la sicurezza.
Architetto pianificatore territoriale/urbanistaAttività e coordinamento di analisi complesse e specialistiche delle strutture urbane, territoriali, paesaggistiche e ambientali; coordinamento e gestione di attività di valutazione ambientale e di fattibilità dei piani e dei progetti urbani e territoriali; valutazione di impatto ambientale (Via); valutazione ambientale strategica (Vas).
Architetto conservatoreAttività di studio e analisi inerenti alla conservazione dei beni architettonici e ambientali; diagnosi dei processi di degrado e dissesto dei beni architettonici e ambientali e individuazione degli interventi e delle tecniche miranti alla loro conservazione.
Esperto in procedure di appalti pubbliciAttività di gestione di appalti pubblici ai sensi della vigente normativa (D.lgs. 50/2016), svolta preferibilmente all’interno di uffici atti alla gestione di processi centralizzati/aggregati di approvvigionamento/acquisti di enti pubblici ovvero di aziende pubbliche o private assoggettate al1’applicazione del Codice dei Contratti Pubblici- D.lgs. 50/2016 e ss.mm.ii.; Attività di supporto alla soluzione dei problemi in ambito di gestione di gare e appalti pubblici ovvero che nascono in contesti fortemente dinamici sul piano della tecnologia e del mercato, nei quali creatività e doti di leadership debbono essere coniugati con la capacità di affrontare problemi complessi di natura strategica, gestionale e organizzativa.
Ingegnere elettrotecnicoAttività di ricerca o applicazione delle conoscenze esistenti per disegnare, progettare, controllare anche in modo automatico, produrre e manutenere sistemi, motori, apparati e attrezzature rivolte alla generazione, distribuzione ed uso di energia elettrica; attività di ricerca sugli aspetti tecnologici di particolari materiali e processi; definizione e progettazione di standard e procedure per il funzionamento e la sicurezza dei sistemi di generazione e di distribuzione dell’energia elettrica, nonché dei sistemi e degli apparati da questa alimentati; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria elettrotecnica.
Ingegnere delle telecomunicazioniAttività di ricerca o applicazione delle conoscenze esistenti in materia di elettronica, di proprietà elettroniche dei materiali e in materia di telecomunicazioni per disegnare, progettare, controllare funzionalmente sistemi, apparati, circuiti e componenti elettronici per usi commerciali, industriali o scientifici; attività di ricerca, progettazione e test delle componenti hardware di calcolatori, reti e periferiche di calcolatori ovvero di apparati e sistemi di telecomunicazioni; attività di supervisione e coordinamento sulle attività inerenti al campo dell’ingegneria delle telecomunicazioni.

 

Questa suddivisione peraltro era stata inizialmente oggetto di polemiche da parte di alcune categorie professionali. I primi schemi del decreto circolati infatti vedevano l'esclusione in particolare dell’ordine degli architetti che aveva espresso disappunto in merito.

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Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico "openpnrr" realizzato nell'ambito delle attività di analisi sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo approfondimento sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Nei prossimi mesi pubblicheremo anche un’apposita piattaforma in cui sarà possibile consultare tutte le informazioni disponibili. I dati dei nostri open data possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

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