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Sono molte le ragioni per cui l’estensione dell’offerta di asili nido assume una valenza strategica per un territorio.

Estendere l’offerta per la prima infanzia è strategico per migliorare la condizione educativa dei minori e favorire l’occupazione femminile.

Innanzitutto, per gli effetti educativi di lungo periodo di questo tipo di offerta formativa. Ciò che i bambini apprendono nei primi mille giorni di vita, ovvero nella fase in cui sono più ricettivi, porrà le basi di tutto il successivo percorso scolastico. In secondo luogo, al di là dell’esperienza formativa, il nido rappresenta anche una delle primissime occasioni di socialità per i minori al di fuori della famiglia di origine.

Il terzo aspetto è che l’estensione di servizi per la prima infanzia rende possibile una migliore conciliazione dei tempi familiari con quelli lavorativi. Ciò può rappresentare anche un forte supporto all’occupazione femminile: è infatti soprattutto sulle donne che, per stereotipi sociali, ricadono più spesso i compiti di cura del minore e le attività domestiche.

59,4% il tasso di occupazione in Liguria tra le donne di 25-34 anni nel 2020. Molto più della media nazionale (51,9%), ma meno di altre regioni del nord-ovest come Piemonte (63%) e Lombardia (68,3%).

Anche per questo motivo, per una regione come la Liguria valutare tale aspetto assume un significato particolarmente importante.

Il report in formato pdf

Nel 2019, la regione ha offerto complessivamente 9.031 posti in 361 strutture tra asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia. Cioè un posto per il 32,2% degli oltre 27mila bambini tra 0 e 2 anni di età residenti nella regione. Una quota che porta la Liguria a meno di un punto dall’obiettivo Ue sui servizi prima infanzia.

Ogni stato membro dovrebbe garantire i servizi per la prima infanzia ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni. Vai a "Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido"

Il dato ligure supera infatti la media nazionale (26,9%) di oltre 5 punti. Rispetto alle altre regioni, è settima su 20. Un dato che la colloca al di sopra di tutte le altre regioni dell’Italia nord-occidentale, esclusa la Valle d’Aosta (prima con 43,9 posti ogni 100 bambini).

7 su 20 la posizione della Liguria rispetto alle altre regioni per quanto riguarda l’offerta di nidi e servizi prima infanzia nel 2019.

Solo le 6 regioni che in Italia superano l’obiettivo europeo del 33% hanno un’offerta più ampia di quella ligure. Un dato quindi molto positivo nel contesto italiano.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Luglio 2021)

Ma l’offerta media regionale è utile ma non sufficiente per un’analisi completa. All’interno del territorio infatti ci sono delle significative differenze, da una provincia all’altra e da comune a comune. Occorre quindi approfondire l’analisi a livello locale, a partire dalle differenze tra le province che la compongono.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Luglio 2021)

Divari tra Genova e le altre province. E dentro le province tra i comuni della costa e quelli interni.

In questo senso il primo elemento che emerge chiaramente è una regione divisa in 3. La città metropolitana di Genova, che con 35,7 posti ogni 100 bambini ha già raggiunto il target stabilito a livello europeo.

Altre 2 province, Savona e La Spezia, si collocano attorno ai 30 posti ogni 100 minori. Un dato che le pone ampiamente sopra la media nazionale ma al di sotto di quella regionale.

Solo un territorio, quello della provincia di Imperia, non raggiunge né la media regionale né quella nazionale. Nell'imperiese i posti disponibili coprono potenzialmente meno di un bambino su 4. Una quota di quasi 4 punti inferiore rispetto al dato italiano dello stesso anno (26,9). Ma anche in questo caso, come approfondiremo, la media provinciale nasconde profondi divari tra i comuni litoranei - dove il servizio è più diffuso - e quelli interni dove spesso non è presente.

22 posti ogni 100 bambini nei comuni non litoranei della Liguria. In quelli costieri il rapporto sale al 36%.

Tale differenza rende utile un confronto tra le due realtà limite: Genova e Imperia. In modo da valutare se la spaccatura tra comuni litoranei e non sia un elemento presente in tutta la regione oppure solo in alcuni territori.

Genova

Con oltre 5.400 posti in più di 200 strutture, pari a 35,7 posti disponibili per 100 bambini 0-2 anni, la città metropolitana è prima nella regione per offerta di asili nido rispetto ai residenti. Un dato che però è fortemente variabile tra i comuni del territorio.

Il capoluogo regionale spicca per un'offerta ampiamente al di sopra della media regionale. Con 37,9 posti ogni 100 minori, il comune di Genova supera anche la soglia stabilita in sede europea. In generale, già dalla mappa emerge una chiara frattura tra i comuni della costa e quelli interni, a conferma della tendenza regionale appena emersa.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Luglio 2020)

In più di 3 comuni su 4 l'offerta non raggiunge la soglia Ue del 33%.

Nei comuni costieri della città metropolitana l'offerta potenziale di asili nido e servizi prima infanzia, trainata dal dato del capoluogo, si avvicina al 38%. In quelli non costieri scende drasticamente: 27%. Un dato che è comunque una media.

Alcuni comuni dell'interno, come Mignanego, Busalla, Ronco Scrivia (nella parte occidentale) e San Colombano Certenoli, Mezzanego e Casarza Ligure (in quella orientale) superano quota 33%. Mentre in altri il servizio è totalmente assente. Sono soprattutto le aree periferiche e ultraperiferiche, dove complessivamente abitano meno di 50 bambini, a risultare scoperte.

35 su 67 i comuni della città metropolitana di Genova senza nidi. Qui vivono 650 bambini, il 4% dei residenti 0-2 anni dell'area.

Oltre al capoluogo, le città maggiori del genovese mostrano un'offerta media analoga, se non superiore, a quella nazionale. Ad esempio Rapallo, secondo comune della città metropolitana con 26,3 posti ogni 100 minori. Chiavari (terza città più popolosa) con quasi il 35% di offerta, così come Sestri Levante (quarto comune con più abitanti) con il 35,4%. Si riscontrano quote simili a Lavagna (26,7%), Recco (31,6%) e Arenzano (29,7%). Tra i 10 comuni con più residenti, solo Serra Riccò mostra un'offerta molto inferiore (6,6 posti per 100 minori 0-2 anni nel 2019).

Imperia

Come anticipato in precedenza, la provincia di Imperia è ultima in Liguria per ampiezza dell'offerta di servizi prima infanzia rispetto ai residenti. Secondo i dati 2019, a fronte di quasi 4mila residenti 0-2 anni, il territorio offre 900 posti in servizi educativi per la prima infanzia, sia pubblici che privati. Pari a 23 posti ogni 100 bambini.

In questo contesto, il comune capoluogo supera ampiamente la media provinciale, attestandosi poco sotto la soglia Ue. A Imperia infatti sono 31,2 i posti ogni 100 bambini. Il comune più popoloso della provincia, Sanremo, supera il target europeo: 33,4%. Entrambi i territori con più residenti della provincia quindi superano i 30 posti ogni 100 bambini.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 6 Luglio 2020)

 

In quasi 9 comuni su 10 l'offerta di nidi non raggiunge la soglia Ue del 33%.

La faglia decisiva, ancora più del caso di Genova, è quella tra comuni litoranei e interni. Nei primi l'offerta si attesta comunque al di sopra del 27%, con un dato in linea con la media nazionale e superiore a quella provinciale. Nei secondi invece non raggiunge il 5%. In altri termini, nei comuni dell'interno vive quasi il 16% della popolazione sotto i 3 anni della provincia, ma sono presenti solo il 3% dei posti autorizzati. In quelli costieri risiede l'84% dei minori imperiesi, ma vi sono concentrati il 97% dei posti totali. Pieve di Teco, con circa 38 posti ogni 100 bambini, è l'unico comune non costiero a spiccare per l'offerta di servizi rivolti alla prima infanzia.

53 su 66 i comuni della provincia di Imperia senza nidi. Qui vivono 746 bambini, circa il 20% dei residenti 0-2 anni dell'area.

Dopo Sanremo e il capoluogo, gli altri comuni più popolosi si attestano su un'offerta pari al 20% o inferiore. Tra questi possiamo citare Ventimiglia (terza città con più residenti, 16,4 posti ogni 100 bambini), Taggia (17,3%), Bordighera (20%) e Vallecrosia (18%).

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat.

Per conoscere quanto è ampia l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Luglio 2021)

Foto Credit: Unsplash Gautam Arora - Licenza

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