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La qualità dell’edilizia scolastica è essenziale per l’esperienza educativa degli studenti. Ma anche per la stessa sicurezza di ragazze e ragazzi, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico.

Per questo motivo è importante che le strutture che li ospitano non solo siano progettate e costruite in linea con i criteri in tema di sicurezza, ma anche che siano oggetto nel tempo di interventi ciclici di manutenzione e ristrutturazione.

La condizione dell’edilizia scolastica è un fattore importante dell’esperienza educativa.

Oltre alle questioni relative alla sicurezza, vanno considerate anche quelle attinenti alla funzionalità delle scuole. Durante l’emergenza coronavirus uno degli aspetti rivelatisi più problematici è stato quello della rimodulazione degli spazi per consentire il distanziamento, in modo da permettere il ritorno in classe degli studenti. La capacità di fare fronte a tali esigenze, adottando le linee guida ministeriali, è dipesa anche dalla possibilità di avere a disposizione scuole funzionali e moderne.

Il report in formato pdf

Capire quindi quale sia lo stato di salute degli edifici scolastici su tutto il territorio nazionale è uno degli aspetti da cui partire per valutare se la ripresa delle attività in presenza può avvenire nelle migliori condizioni possibili. Da questo punto di vista uno degli elementi più immediati per capire se esistono delle criticità è l’anzianità delle strutture. Ciò è possibile attraverso una classificazione operata dal ministero dell’istruzione, che in un apposito dataset indica quali scuole sono considerate vetuste.

37,5% degli edifici scolastici statali della Liguria classificati come vetusti.

Una quota molto superiore rispetto alla media nazionale. In Italia infatti sono 7.161 su 40.160 gli edifici scolastici classificati come vetusti, cioè il 17,8% del totale.

Nelle regioni del nord-ovest, più edifici vetusti della media.

La Liguria, con 318 edifici vetusti su 849, si avvicina alla soglia del 40%. Tra le regioni solo il Piemonte (43,7% di edifici scolastici vetusti) mostra un livello maggiore. Tutte le altre si attestano al di sotto del 30%. Nell’Italia nord-occidentale ad esempio possiamo segnalare Valle d’Aosta (27,9%) e Lombardia (20,4%), entrambe comunque al di sopra della media nazionale.

Ciò detto, la quota di edifici scolastici statali classificati come vetusti presenta una certa variabilità tra i territori liguri. La provincia di Imperia, con il 46,1%, si pone al di sopra della media nazionale e regionale.

Un edificio scolastico è classificato come vetusto quando ha più di 50 anni.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2020)

Tutte le altre province si collocano al di sotto del 40% di edifici vetusti. Nella città metropolitana di Genova la quota si attesta al 37,1%, nella provincia di La Spezia al 35,5%, in quella di Savona al 32,7%.

Nessuna provincia ligure invece si avvicina alla media nazionale, inferiore al 18%. Savona è l'unica dove le scuole vetuste sono meno di un terzo del totale.

Savona

Con 53 di edifici scolastici vetusti su un totale di oltre 160 strutture presenti (32,7%), la provincia di Savona è quella con il patrimonio di edilizia scolastica mediamente più recente della regione.

In questa provincia infatti sono 21 comuni su 69 a presentare una percentuale di edifici vetusti sul loro territorio pari o superiore al 50%. Mentre i comuni che hanno almeno una scuola, ma nessuna vetusta, sono il 40% del totale.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2020)

Il capoluogo ha una quota di edifici vetusti inferiore rispetto agli altri comuni maggiori.

Il capoluogo ha un patrimonio scolastico più recente rispetto alle altre città maggiori della provincia. Nel comune di Savona infatti, circa un edificio scolastico su 4 è classificato come vetusto (25,81%). Mentre la quota oscilla tra il 40 e il 50% ad Albenga, Varazze, Loano e Finale Ligure.

Tra le città con almeno 1.000 residenti in età scolastica (6-18 anni) va segnalato come Cairo Montenotte e Alassio si contraddistinguano per l'assenza di edifici scolastici vetusti, almeno stando ai dati relativi al 2018. Situazione che come già segnalato riguarda in tutto 28 comuni della provincia, ovvero circa il 40% del totale.

25,8% gli edifici scolastici statali classificati come vetusti nel comune di Savona.

Divari dentro le aree interne, tra comuni intermedi e periferici.

Rispetto alla classificazione per aree interne, emergono 2 elementi. I comuni polo (ovvero quelli baricentrici in termini di servizi), i comuni di cintura (l'hinterland di questi ultimi) e i comuni interni (quelli più distanti dai primi) sono piuttosto allineati sulla media provinciale. Nei primi infatti la quota di edifici vetusti si attesta al 32,6%, nei secondi al 34,9% e nei terzi al 27,3%.

Tuttavia se tra i comuni interni distinguiamo quelli intermedi (distanti tra 20 e 40 minuti dal polo più vicino) da quelli periferici (a oltre 40 minuti dal polo), la situazione cambia. In quelli intermedi la quota di vetusti si attesta su un quarto del totale (24,14%), mentre in quelli periferici sale al 50%. Allo stesso tempo, su 24 comuni intermedi della provincia, 11 (45,83%) non hanno una scuola sul proprio territorio. Mentre dei 6 periferici sono 2 a non averla (33,3%)

Imperia

Con una percentuale di edifici vetusti presenti sul proprio territorio pari al 46,1%, la provincia di Imperia presenta il dato più elevato della regione. Una quota che supera la media nazionale di quasi 30 punti, ma che comunque risulta tutt'altro che omogenea sul territorio imperiese.

A fronte di un dato medio molto elevato infatti, sono comunque 13 i comuni della provincia che dispongono di almeno una scuola ma non ne hanno di vetuste. In altri 28 (oltre il 40% del totale) non sono invece presenti edifici scolastici statali.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2020)

Tra i comuni con almeno 1.000 residenti 6-18 anni, solo Sanremo supera la media provinciale.

In tutte le città più popolose della provincia, la quota di edifici scolastici vetusti oscilla tra 1/3 e la metà del totale. A Sanremo, comune con più residenti totali e con più abitanti di età compresa tra 6 e 18 anni, sono classificati come vetusti il 51,5% degli edifici scolastici. Nel capoluogo, secondo comune più popoloso della provincia, sono circa il 37%. Dato in linea con quello della terza e della quarta città: Ventimiglia (35,71%) e Taggia (37,50%).

Tra i comuni appena visti - tutti con almeno 1.000 residenti 6-18 anni - solo Sanremo quindi supera la media provinciale di edifici scolastici vetusti. Tutti gli altri mostrano un dato inferiore, sebbene più elevato di circa 20 punti rispetto a una media nazionale assestata sul 17,8%.

Proseguendo nella classifica dei comuni con più abitanti, a Bordighera gli edifici statali vetusti sono la metà (50%), a Vallecrosia un terzo (33%), Diano Marina due terzi (66,7%). Mentre in 3 dei 10 comuni più popolosi nessun edificio scolastico statale presente è classificato come vetusto nei dataset del ministero dell'istruzione: Camporosso, San Bartolomeo al Mare e Ospedaletti.

37% gli edifici scolastici statali classificati come vetusti nel comune di Imperia.

Nei comuni interni imperiesi meno scuole e più spesso vetuste.

Rispetto alla classificazione per aree interne, emerge - a differenza del caso savonese - una netta differenziazione. Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, e nei loro hinterland (comuni cintura), tra il 43 e il 45% degli edifici scolastici sono classificati come vetusti. Quota che sale nettamente nei comuni interni. Nei comuni intermedi, distanti tra 20 e 40 minuti dal polo più vicino, la quota di scuole vetuste sale al 66,7%. In quelli periferici (a oltre 40 minuti di distanza dal polo) i due edifici scolastici statali presenti sono entrambi vetusti.

In parallelo, la densità delle scuole nei comuni interni della zona appare anche inferiore. Tutti i comuni polo ospitano almeno un edificio scolastico, mentre non sono presenti nel 23% dei comuni di cintura, nel 69% di quelli intermedi e nel 78% di quelli periferici.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati sugli edifici scolastici statali vetusti sono di fonte Miur.

Per conoscere quante scuole sono vetuste nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2020)

Foto credits: Unsplash Dave Phillips - Licenza

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