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L’aiuto gonfiato

Dal 2012 al 2017 l’Italia ha destinato risorse sempre maggiori all’aps. Tuttavia, per una corretta analisi dei dati è necessario evidenziare che è anche aumentata la percentuale dell’aps che non porta risorse addizionali ai paesi in via di sviluppo. Ad esempio, le spese per l’accoglienza dei rifugiati e per la cancellazione del debito sono conteggiate come aps dal comitato per gli aiuti allo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse-Dac), pur non finanziando direttamente progetti di contrasto alla povertà nel mondo. Questa parte dell’aiuto è stata definita “aiuto gonfiato” dalla confederazione di ong europee Concord. Questo significa che la crescita dell’aiuto allo sviluppo del nostro paese in anni recenti è in gran parte dovuta a risorse che non escono dai confini italiani.

Negli ultimi anni le risorse destinate all’aps aumentano in maniera costante. Tuttavia buona parte di queste risorse non vengono impiegate in progetti di cooperazione. Vai a "Che cosa si intende per aiuto genuino e aiuto gonfiato"

L’aiuto pubblico allo sviluppo si divide in due macro categorie. L’aiuto multilaterale e l’aiuto bilaterale. All’interno del bilaterale rientra la voce rifugiati nel paese donatore. Si tratta di fondi che non escono dal paese donatore e che poco hanno a che fare con l’aiuto ai paesi meno sviluppati.

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: mercoledì 9 gennaio 2019)

I fondi della cooperazione si dividono in due grandi insiemi che indicano la via per cui arrivano ai paesi in via di sviluppo: attraverso i governi (bilaterale) o le organizzazioni internazionali (multilaterale). Vai a "Cosa sono il canale bilaterale e il canale multilaterale"

La quota di aps bilaterale è cresciuta costantemente negli ultimi anni passando dal 22,8% nel 2012 a poco più del 50% nel 2017. Questo incremento è stato però trainato dalla crescita dei fondi destinati alla voce "rifugiati nel paese donatore", crescita che si è arrestata solo nel 2017. In realtà in termini assoluti i fondi per questa voce sono aumentati anche nel 2017 ma per la prima volta la quota che questi occupano sul totale dell'aps si è ridotta.

30,8% la quota di aps destinata nel 2017 alla voce "rifugiati nel paese donatore". Nel 2016 era il 32,7%, è la prima volta che questa percentuale si riduce da molti anni.

L'aiuto genuino

Dato questo elemento distorsivo dei dati sull'aiuto pubblico allo sviluppo, è utile guardare l'andamento dell'aps al netto dell'aiuto gonfiato, ovvero quello che può essere definito genuino o puro. Questo è crollato nel 2012 e ha ripreso a crescere in maniera molto graduale tornando sui valori iniziali solo nel 2015. In quegli stessi anni cresceva in maniera molto più sostenuta la spesa italiana per affrontare la crisi migratoria superando, nel 2016, l'aps puro. Nel frattempo però una parte della spesa per i migranti veniva anche contabilizzata in aps come "rifugiati nel paese donatore" alimentando così l'aiuto gonfiato.

Attualmente il costo per l’accoglienza dei rifugiati viene contabilizzato sia nel Def nella spesa per l’emergenza migranti (nella sotto categoria “accoglienza”) che nell’aiuto pubblico allo sviluppo (nella sotto categoria dell’auto bilaterale “rifugiati nel paese donatore”). L’aps puro (o genuino) è invece l’aiuto pubblico allo sviluppo meno la spesa per i rifugiati nel paese donatore.

FONTE: Dati aps da fonte Ocse e dati sulla spesa per l'emergenza migranti dal Def 2017 e 2018.
(ultimo aggiornamento: mercoledì 9 gennaio 2019)

I fondi della cooperazione e l'esternalizzazione della gestione delle frontiere

Scarica l'Allegato n.28 della legge di bilancio

Nonostante la riduzione delle richieste di asilo, nel prossimo triennio in media 1,6 miliardi di euro l'anno dell'aps verranno gestiti dal Ministero degli interni.

Per quanto riguarda l'aps erogato attraverso il canale bilaterale, nella legge di bilancio viene indicato l’insieme delle risorse allocate annualmente ai vari ministeri per l’attuazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo. Nonostante tra il 2017 e il 2018 lo sbarco di migranti in Italia sia calato di oltre l'80%, la legge di bilancio mantiene per il triennio 2019-2021 consistenti stanziamenti per la parte della cooperazione internazionale gestita dal ministero dell’interno. Al Viminale andranno oltre 1,8 miliardi nel 2019, 1,5 nel 2020; di 1,4 nel 2021 (previsioni di cassa). Questi fondi sono destinati ad essere utilizzati anche per progetti in paesi della rotta migratoria nell’Africa mediterranea e subsahariana: si tratta di oltre 9,9 milioni nel 2019 e di 8,9 nel 2020 e 2021 per "assistenza ai paesi terzi in materia di immigrazione e asilo".

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