Che cosa si intende per aiuto genuino e aiuto gonfiato

Negli ultimi anni le risorse destinate all’aps aumentano in maniera costante. Tuttavia buona parte di queste risorse non vanno in progetti di cooperazione in senso stretto, oppure non sono realmente addizionali.

Definizione

L’aiuto pubblico allo sviluppo per definizione prevede che flussi di risorse raggiungano paesi inseriti nella lista ufficiale dei riceventi. Ogni anno i paesi donatori rendicontano queste risorse, ma nel totale vengono conteggiati anche soldi che in realtà non escono dal paese donatore stesso (dunque non raggiungono paesi più svantaggiati), oppure soldi che provengono da operazioni di anni precedenti, dunque non sono realmente addizionali. Da diversi anni il network di ong Concord stima a livello europeo quello che definisce “aiuto gonfiato”. In passato questo costituiva una quota quasi irrilevante o comunque contenuta di aps, negli ultimi anni è diventata una parte sempre più consistente.

L’espressione aiuto genuino si riferisce alle risorse effettivamente usate per progetti di cooperazione e sviluppo. Si parla invece di aiuto gonfiato per le risorse contabilizzate come aiuto pubblico allo sviluppo – pur nel rispetto dei criteri e le regole fissate dai paesi dac – ma che non prevedono un effettivo trasferimento di fondi verso paesi in via di sviluppo.

Le voci che si possono considerare aiuto gonfiato sono:

  • le spese per i rifugiati nel paese donatore;
  • la formazione e gli studenti stranieri nel paese donatore;
  • le azioni di cancellazione o conversione del debito;
  • l’aiuto legato.

Quest’ultima espressione descrive i fondi messi a disposizione ma con il vincolo che vengano usati per acquistare beni o servizi dal donatore stesso. Secondo l’ocse l’aiuto legato contraddice i principi di efficacia e da tempo nelle raccomandazioni ufficiali sono contenute indicazioni sull’importanza di “slegare” l’aiuto.

Dati

Secondo il rapporto AidWatch 2018, basato sui dati preliminari Ocse, nel 2017 il 35.41% dell’aps italiano era costituito da aiuto gonfiato (70.27% del canale bilaterale). A livello europeo (Eu 28) il dato è inferiore a quello italiano, 18,7% dell’aps, ma si tratta comunque di una quota molto consistente.

La voce principale dell’aiuto gonfiato è costituita dalla spesa per i rifugiati nel paese donatore. A livello medio nei 28 paesi dell’Unione europea infatti questa voce rappresenta il 74,2% di tutto l’aiuto gonfiato, mentre per l’Italia arriva addirittura all’88,8%.

Analisi

Sempre stando ai dati preliminari, nel 2017 la quota di aiuto gonfiato sul totale dell’aps è calata rispetto all’anno precedente passando dal 38% nel 2016 al 35% nel 2017.

La riduzione dell’aiuto gonfiato presenta però sia aspetti positivi che negativi. Da un lato infatti minore è la quota dell’aiuto gonfiato più le cifre ufficiali dell’aps riflettono l’effettivo impegno di un paese verso la cooperazione internazionale. Dall’altro se al calo dell’aiuto gonfiato non corrisponde un aumento di quello genuino questo si traduce in una riduzione di risorse che comunque hanno in molti casi, come ad esempio la spesa per i rifugiati nel paese donatore, valore e importanza a livello umanitario.

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