turismo Archivi - Openpolis https://www.openpolis.it/cosa/turismo/ Wed, 28 Aug 2024 08:19:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.3 Le strutture turistiche in Europa https://www.openpolis.it/le-strutture-turistiche-in-europa/ Thu, 01 Aug 2024 07:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=294193 I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “L’Italia è il paese con più strutture ricettive turistiche in Europa“. Ascolta il […]

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I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “L’Italia è il paese con più strutture ricettive turistiche in Europa“.

oltre 29 milioni

i posti letto presenti nelle oltre 636mila strutture turistiche europee nel 2023. Sono inclusi in questo dato gli hotel, altre strutture d’alloggio similari come i bed and breakfast, campeggi e aree camper attrezzate. Si tratta di un dato in crescita rispetto al periodo pre-pandemico: rispetto al 2019, il numero di strutture è aumentato del 3% mentre i posti letto registrano un incremento dell’1,5%. Vai all’articolo.

51,1%

le strutture turistiche presenti nelle aree costiere europee. Coprono il 41,6% dei posti letto conteggiati nel 2023. Tendono quindi ad essere di più rispetto a quelli nelle aree non costiere ma la dimensione è più ridotta. Il 21,1% delle strutture turistiche si trova in aree urbane centrali, il 32,5% in zone urbane periferiche e il 46,4% in aree rurali. Vai all’articolo.

5,2 milioni

i posti letto in Italia nel 2023, registrati su quasi 230mila strutture. Si tratta del paese che riporta i valori assoluti maggiori in entrambi gli indicatori e coprono rispettivamente il 36,1% e il 17,8% dell’offerta del continente. Per quel che riguarda le strutture turistiche, seguono Croazia (circa 117mila) e Germania (circa 48mila) mentre sui posti letto, oltre al nostro paese si registrano alti valori in Francia (5,1 milioni) e Germania (3,7 milioni). Vai al grafico.

857,64

l’incidenza di strutture ricettive ogni 10mila abitanti per la regione Jadranska Hrvatska (Croazia), quella più alta in Europa. Tra le aree italiane, il valore maggiore si registra nella provincia autonoma di Bolzano (221,55). Tra le prime dieci aree europee, quattro sono italiane. Oltre al già citato territorio autonomo, sono compresi anche Veneto, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia. Vai al grafico.

9.084,56

l’incidenza di posti letto ogni 10mila abitanti per la regione Notio Aigaio (Grecia). Si tratta del valore europeo più alto. Seguono Jadranska Hrvatska (Croazia, 8.357,92), Ionia Nisia (Grecia, 7.714,12) e Corsica (Francia, 4.728,77). Vai al grafico.

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L’Italia è il paese con più strutture ricettive turistiche in Europa https://www.openpolis.it/litalia-e-il-paese-con-piu-strutture-ricettive-turistiche-in-europa/ Thu, 25 Jul 2024 12:25:05 +0000 https://www.openpolis.it/?p=293540 L'industria turistica è importante per alcuni territori dell'Unione Europea. Avere un'idea della grandezza questo settore è importante anche per l'analisi di fenomeni come il sovrappopolamento turistico di alcune aree del continente.

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Il fenomeno dell’overtourism è in questi giorni parte importante del dibattito pubblico, anche grazie a tutta una serie di proteste che si sono verificate in alcune delle mete turistiche più battute del continente europeo, con le più accese a Barcellona e Maiorca.

Con questa espressione si intende una situazione in cui l’impatto del turismo eccede le capacità fisiche, ambientali, sociali, economiche, psicologiche o politiche dei luoghi in cui accade. Si tratta di dinamiche che hanno delle ripercussioni sia sui residenti delle comunità locali che sui turisti stessi, oltre che sul paesaggio, sui beni culturali e sui servizi presenti all’interno di questi contesti.

La misurazione di queste dinamiche è ancora complessa da fare. Si tratta di tematiche relativamente nuove per le quali ancora non ci sono delle reali linee guida su quali sono gli indicatori da utilizzare. Inoltre, alcune caratteristiche del fenomeno (come la sua stagionalità) rendono ancora più complesse le analisi. Per poter iniziare ad inquadrare l’overtourism è utile valutare lo stato dell’industria turistica nei paesi comunitari, partendo dal numero di strutture ricettive di accoglienza e il numero di posti letto.

L’industria del turismo in Unione europea

Nel suo complesso, l’Ue conta oltre 636mila strutture ricettive con più di 29 milioni di posti letto previsti. In questo dato si comprendono non soltanto gli hotel ma anche altre strutture di alloggio simili come i bed and breakfast oltre a campeggi e aree camper attrezzate.

Negli anni delle restrizioni dovute alla pandemia si assiste a un calo ma i valori attuali (registrati al 2023) sono in crescita rispetto al periodo pre-Covid. Per quel che riguarda il numero di strutture ricettive, si registra un incremento del 3% rispetto al 2019 mentre per i posti letto l’aumento è dell’1,5%.

Il 21,1% delle strutture turistiche europee si trova in aree urbane centrali, che comprendono il 22,6% dei posti letto. Seguono poi le zone periferiche (32,5% strutture, 33,6% posti letto) e le zone rurali (46,4% e 43,8%). Circa la metà delle infrastrutture turistiche europee si trova in aree costali (51,1%) e copre il 41,6% dei posti conteggiati.

Il dato mostra le strutture ricettive di accoglienza di tipo turistico e i posti letto presenti sul territorio europeo. Sono qui considerati gli hotel e altri sistemi similari di alloggio per il breve periodo, campeggi e aree camper. Non sono disponibili i dati per l’Irlanda mentre i dati per la Spagna non sono disponibili per tutte le regioni del paese per cui non è stato fornito da Eurostat un aggregato.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(consultati: giovedì 18 Luglio 2024)

In termini assoluti, l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di strutture ricettive (229.513) e di posti letto (5,2 milioni).

5.207.116 i posti letto presenti nelle strutture ricettive italiane (2023).

Rispettivamente, coprono il 36,1% e il 17,8% dell’offerta del continente. Per quel che riguarda le infrastrutture turistiche, seguono Croazia (117.476, il 18,5%), Germania (48.275, 7,6%) e Francia (29.375, 4,6%). In fondo tre piccoli paesi dell’unione: Cipro (771, 0,1%), Lussemburgo (357, 0,1%) e Malta (335, 0,1%).

Per quel che riguarda invece i posti letto, al nostro paese seguono Francia (5.094.909, 17,5%), Germania (3.665.302, 12,6%) e Paesi Bassi (1.400.003, 4,8%). Gli stati caratterizzati da una minore quantità di posti letto sono invece Lussemburgo (57.830, 0,2%), Lettonia (52.263, 0,2%) e Malta (51.041, 0,2%). Occorre evidenziare che risultano mancanti i dati dell’Irlanda mentre quelli della Spagna sono invece parziali, motivo per cui non sono stati considerati nell’analisi.

Questi dati sono disponibili a livello regionale per quasi tutte le aree dell’Ue. Per poter permettere di confrontare il dato tra regioni con popolazione differente, è stata calcolata l’incidenza ogni 10mila abitanti.

Il dato mostra le strutture ricettive di tipo turistico e i posti letto presenti nelle regioni europee. Sono qui considerati gli hotel e altri sistemi similari di alloggio per il breve periodo, campeggi e aree camper. Non sono disponibili i dati per l’Irlanda.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(consultati: giovedì 18 Luglio 2024)

La regione europea con l’incidenza maggiore di strutture ricettive è Jadranska Hrvatska (857,64 ogni 10mila abitanti), che comprende tutta l’area della Croazia. Seguono Ionia Nisia (Grecia, 223,90) e la provincia autonoma di Bolzano (221,55). Tra le prime dieci europee, quattro sono italiane: oltre al territorio già citato, sono presenti anche il Veneto (123,84), la Valle d’Aosta (103,39) e il Friuli-Venezia Giulia (83,07). Sui posti letto invece i valori maggiori si registrano nella regione di Notio Aigaio (Grecia, 9.084,56), Jadranska Hrvatska (Croazia, 8.357,92), Ionia Nisia (Grecia, 7.714,12) e Corsica (Francia, 4.728,77).

È importante notare che valutare l’incidenza delle strutture ricettive turistiche sul territorio è solo uno degli elementi utili per considerare lo stato del turismo in una regione. Di fondamentale importanza è considerare anche la quantità di notti passate dai turisti in un paese, così come l’incidenza del settore nel calcolo del Pil.

Foto: Etienne Girardetlicenza

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Lo stato del turismo in Abruzzo e le opportunità del Pnrr https://www.openpolis.it/lo-stato-del-turismo-in-abruzzo-e-le-opportunita-del-pnrr/ Mon, 11 Sep 2023 09:12:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=269851 I numeri del turismo in Abruzzo sono ancora relativamente modesti se confrontati con quelli di altri territori. Il Pnrr può dare una spinta allo sviluppo del settore.

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Il turismo può contribuire alla crescita socio-economica dell’Abruzzo, come dell’Italia. Si tratta di un settore che sarà ulteriormente implementato nei prossimi anni, anche attraverso l’utilizzo delle risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che, a oggi, ha destinato al turismo abruzzese oltre 50 milioni di euro.

Secondo Eurostat il comparto contribuisce per il 6,2% alla creazione del valore economico aggiunto, il quarto dato più elevato in Unione europea.

Per quanto riguarda l’occupazione, invece, è stato rilevato che nel 2022 4,5 milioni di persone lavoravano nel settore. Nello stesso anno, in Abruzzo erano attive 10mila aziende nel turismo, che hanno contribuito al 7,1% del totale degli occupati in regione.

Nonostante alcuni operatori abbiano espresso qualche preoccupazione per questa estate, a causa degli eventi climatici estremi e dell’inflazione, sempre Eurostat ci dice che i flussi sono ormai tornati ai livelli pre-pandemici.

Nonostante i molti elementi attrattivi presenti in regione (dalle spiagge alle bellezze paesaggistiche e naturalistiche, al patrimonio artistico-culturale) però la presenza di turisti in Abruzzo è ancora relativamente modesta se paragonata ai numeri di altre regioni.

I numeri del turismo in Abruzzo

Eurostat fa riferimento ai flussi turistici, ma non scende nel dettaglio regionale. L’Istat, invece, raccoglie dati sulle presenze nelle strutture ricettive.

Anche l’Abruzzo, come tutte le regioni italiane (tranne il Molise) ha fatto registrare un aumento delle presenze tra il 2021 e il 2022. Una conseguenza della progressiva ripresa delle normali attività dopo l’emergenza pandemica. L’auspicio è che anche il 2023 possa essere un anno positivo. Da questo punto di vista però occorre sottolineare che l’Abruzzo ha molte potenzialità ancora inespresse. Lo scorso anno, infatti, la regione si è piazzata solamente al 16esimo posto per numero di presenze (6,4 milioni). Ai vertici c’erano invece Veneto (65,9 milioni), Trentino Alto Adige (52,1 milioni) e Toscana (42,8 milioni).

Il primo grafico mostra il numero complessivo di presenze fatte registrare in tutte le tipologie di struttura ricettiva nelle regioni italiane tra il 2021 e il 2022. Il dato tiene conto sia delle presenze dei turisti stranieri che italiani. Per presenze si intende numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi. Il secondo grafico invece mostra il progressivo aumento della disponibilità di posti letto nelle strutture ricettive abruzzesi tra il 2018 e il 2022.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati Istat ed Eurostat
(consultati: martedì 22 Agosto 2023)

Ci sono comunque degli elementi incoraggianti da questo punto di vista. Ad esempio Eurostat ci dice che, tra il 2014 e il 2019, c’era stato un lieve ma costante aumento nel numero di presenze registrate in regione (in questo caso però il dato riguarda solamente strutture come affittacamere e simili).

+231.731 le presenze di turisti in regione presso affittacamere e strutture simili nel 2019 rispetto al dato del 2014.

Da notare che anche la disponibilità di posti letto (presso ogni tipo di struttura in questo caso) è stata negli anni in leggero ma significativo aumento. Una dinamica che non ha risentito nemmeno della pandemia. Si è passati infatti dai 112.475 posti letto del 2018 ai 118.241 del 2022. Si tratta di un elemento da non dare per scontato dato che molte regioni a forte vocazione turistica come Veneto, Marche, Emilia Romagna e Calabria nello stesso periodo hanno fatto registrare una diminuzione.

Da questo punto di vista, come vedremo, non solo il Pnrr può contribuire allo sviluppo del settore ma può stimolare l’investimento con il risultato di offrire servizi migliori. Generando non solo crescita economica in Abruzzo ma anche nuove opportunità di lavoro.

Le misure del Pnrr per il turismo

Complessivamente sono 9 le misure e sottomisure del Pnrr che intervengono a vario titolo nell’ambito turistico. In base alle informazioni fornite dal governo e aggiornate al 13 giugno 2023, per 2 di queste sono già stati assegnati fondi per interventi in Abruzzo, per fondi pari a oltre 50 milioni di euro.

51,5 milioni € le risorse di Pnrr già assegnate per investimenti nell’ambito turistico in Abruzzo. 

La prima è denominata “Attrattività dei borghi” (23,2 milioni di euro) e punta allo sviluppo economico e sociale delle zone svantaggiate, con particolare attenzione alle aree interne. Tra i progetti ammissibili di finanziamento in questo ambito vi sono interventi di riqualificazione del patrimonio storico, rimozione delle barriere architettoniche, creazione di itinerari e visite guidate, attività culturali, creative, commerciali, agroalimentari e artigianali. I fondi per questo tipo di interventi sono stati assegnati nel 2022 mentre i progetti finanziati dovrebbero essere realizzati entro la fine del 2025.

Con il Pnrr si punta a migliorare l’offerta turistica attraverso innovazione, efficientamento energetico, rimozione delle barriere e valorizzazione dei borghi.

Il secondo intervento per cui sono già previsti fondi per l’Abruzzo è invece denominato “Miglioramento delle infrastrutture di ricettività attraverso lo strumento del Tax credit, per fondi pari a 28,3 milioni di euro. In questo caso l’obiettivo è quello di sfruttare lo strumento del credito d’imposta per incentivare le strutture turistiche ad effettuare investimenti volti ad aumentare la qualità dell’offerta. Sono finanziabili progetti per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per la digitalizzazione, per l’efficientamento energetico e la riduzione dell’impatto ambientale.

Questo dispositivo è stato attivato nel 2021 e l’obiettivo è quello di sostenere almeno 3.500 imprese turistiche a livello nazionale entro la fine del 2025. Da notare che mentre la prima misura vede come beneficiari i comuni (quindi un ente istituzionale) in questo caso i soggetti interessati sono gli operatori economici privati.

Come vedremo, in questo caso le imprese per accedere al credito di imposta hanno dovuto prima effettuare degli investimenti con risorse proprie. In alcuni casi la somma messa dal privato risulta essere molto consistente rispetto al finanziamento pubblico ottenuto. È comunque ragionevole pensare che l’opportunità data dal Pnrr possa aver in qualche modo invogliato le imprese a investire.

56 milioni € gli investimenti privati nel comparto turistico abruzzese generati dall’opportunità di accedere al credito d’imposta Pnrr.

A questi investimenti poi se ne devono aggiungere anche alcuni contenuti nel fondo complementare nell’ambito dei finanziamenti per la ricostruzione post-sisma. Ci siamo già occupati di queste misure in un precedente articolo, per cui in questo caso ci concentreremo sui fondi Pnrr.

Infine, sebbene non comporteranno l’arrivo di ulteriori fondi in regione, ci sono almeno altre 2 misure che avranno un impatto sul turismo in Abruzzo. Si tratta della riforma dell’ordinamento delle guide turistiche, che dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell’anno. È prevista inoltre la creazione di un Hub del turismo digitale in grado di mettere a disposizione degli operatori economici servizi digitali di base e strumenti per l’analisi di dati, anche attraverso il ricorso all’intelligenza artificiale.

Come si distribuiscono i fondi in Abruzzo

Come abbiamo visto, i 51,5 milioni di euro già finanziati per il turismo nell’ambito del Pnrr interessano lo strumento del tax credit (28,3 milioni) e l’attrattività dei borghi (23,2 milioni). A questo si sommano i 56 milioni di euro di investimenti privati, oltre che le risorse del fondo complementare.

Andranno dunque sia alle località balneari che ai piccoli centri delle aree interne. A livello provinciale, considerando sia gli investimenti pubblici che quelli privati, la maggior parte delle risorse è andata a Teramo (52,6 milioni). Seguono L’Aquila (35,7 milioni), Pescara (11,6) e Chieti (7,5).

Per quanto riguarda i progetti finanziati con il sistema del credito d’imposta non sempre è stato possibile individuare la sede effettiva degli interventi. In questo caso i fondi sono stati attribuiti al comune in cui la ditta beneficiaria dei fondi ha la sede legale. Inoltre per questo tipo di investimenti è prevista una compartecipazione economica del privato che varia da progetto a progetto. La mappa rappresenta la somma degli investimenti pubblici e privati. Non è stato possibile infine geolocalizzare due progetti finanziati per un ammontare complessivo di circa 795mila euro.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati OpenPNRR
(ultimo aggiornamento: martedì 13 Giugno 2023)

I comuni toccati da questi investimenti sono 57. L’importo più significativo è localizzato a Calascio (L’Aquila), che riceverà 20 milioni per un singolo progetto pilota finalizzato alla riqualificazione della rocca e all’ampliamento dell’offerta culturale. Poi troviamo Alba Adriatica (11,1 milioni di cui 3,4 di investimento pubblico), Giulianova (7,2 milioni di cui 2,8 pubblici), Montesilvano e Pineto (entrambe 5,2 milioni, con rispettivamente 1,8 e 1,6 milioni di investimenti pubblici) e Teramo (4,2 milioni di cui 934mila euro di investimenti pubblici).

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati OpenPNRR
(ultimo aggiornamento: martedì 13 Giugno 2023)

I progetti finanziati in totale sono 184 per un importo medio di circa 481mila euro. Oltre al già citato intervento su Calascio – di gran lunga il più rilevante dal punto di vista economico – troviamo un progetto finanziato dal valore singolo di quasi 4 milioni di euro che prevede la ristrutturazione e riqualificazione energetica dell’ex Hotel Como a Rivisondoli. In questo caso il finanziamento pubblico è pari a 545mila euro circa mentre l’investimento privato è di 3,4 milioni.

Tra gli altri progetti più significativi dal punto di vista dell’importo assegnato troviamo lo sviluppo turistico dell’Hotel Abruzzi di Teramo (2,8 milioni di cui 2,35 di investimento privato), la riqualificazione dell’Hotel Smeraldo a Giulianova (2,7 milioni di cui 2,3 privati), il finanziamento di un progetto di ristrutturazione e sviluppo immobiliare presentato dalla ditta Beach Palace Srl di Silvi (2,4 milioni di cui 2,1 privati) e quello di riqualificazione energetica, accessibilità e innovazione tecnologica presentato dalla Innovative gest Srl di Alba Adriatica (2,3 milioni di cui 1,9 privati).

Occorre sottolineare che, tendenzialmente, più si abbassa l’importo totale del progetto finanziato e più la componente del contributo pubblico diventa rilevante ai fini della sua realizzazione. Con punte che arrivano anche al 90% per gli interventi di importo complessivo inferiore ai 120mila euro.

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Foto: Marina di Pescara (licenza)

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I flussi turistici post pandemia https://www.openpolis.it/i-flussi-turistici-post-pandemia/ Thu, 24 Aug 2023 07:05:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=269732 I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Il turismo dopo la pandemia“. Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale

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I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Il turismo dopo la pandemia“.

65%

i cittadini europei che avevano fatto almeno un viaggio nel 2019. Il turismo impatta sugli stati europei da diversi punti di vista. Ha ovviamente un importante valore economico ma anche l’elemento culturale non deve essere sottovalutato. Viaggiare infatti consente di entrare in contatto con nuove realtà e conoscere nuove cose. Prima della pandemia, oltre la metà dei cittadini europei aveva fatto un viaggio personale comprensivo di almeno un pernottamento, in un qualsiasi paese del mondo compreso il proprio. Nel 2021 la cifra è stata complessivamente più bassa (56% circa). Vai all’articolo.

572,4 miliardi €

il valore economico aggiunto del turismo in Ue, nel 2022. Il cosiddetto Eva rappresenta la differenza tra il reddito operativo netto e il costo del capitale impiegato per la produzione di un bene o un servizio. Il comparto turistico contribuisce a questo indicatore per il 4,5% del totale a livello Ue. Il paese in cui il turismo pesa di più sul totale del valore economico aggiunto è la Croazia (11,3%). Seguono Portogallo e Spagna (con rispettivamente l’8,1% e il 6,9%) e al quarto posto c’è l’Italia (6,2%). Mentre i valori più bassi li riportano Lussemburgo e Belgio, con quote inferiori al 2%. Vai al grafico. 

4,5 milioni

i posti di lavoro nell’industria del turismo in Italia nel 2022. Si tratta del valore più alto a livello europeo secondo il report statistico “Tourism satellite accounts” di Eurostat. Il secondo valore più alto, molto distante, è quello della Spagna che si attesta a circa 2,7 milioni di posti di lavoro. Vai all’articolo.

+50%

i pernottamenti in strutture ricettive in Ue tra 2021 e 2022. Il settore del turismo è stato tra quelli maggiormente danneggiati dalla pandemia. Oltre al disincentivo rappresentato dalla circolazione del virus, molti stati hanno temporaneamente chiuso i propri confini al turismo e per molti altri mesi i transiti sono stati soggetti all’esibizione di prove di vaccinazione. Nel periodo post-pandemico la situazione sta però gradualmente tornando alla sua configurazione precedente. Tra 2021 e 2022 infatti sono sostanzialmente raddoppiati i pernottamenti nelle strutture ricettive all’interno dell’Unione europea. Vai all’articolo.

2,7 miliardi

i pernottamenti presso strutture ricettive nei paesi membri dell’Ue. Abbiamo già visto che complessivamente i flussi turistici tra 2021 e 2022 sono sostanzialmente raddoppiati ma l’aumento è ancora più marcato se si considerano esclusivamente i viaggi non domestici (+43% circa tra 2020 e 2021 e +101% tra 2021 e 2022). Il maggior numero di pernottamenti si è registrato in Spagna (quasi 452 milioni di pernottamenti). Seguono Francia (quasi 450) e Italia (412). È sempre quello spagnolo il valore più alto se si considerano i primi 5 mesi del 2023 (quasi 43 milioni). Seguono Germania (circa 42 milioni), Francia (più di 27 milioni) e Italia (circa 26 milioni). Vai al grafico. 

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Il turismo dopo la pandemia https://www.openpolis.it/il-turismo-dopo-la-pandemia/ Wed, 23 Aug 2023 05:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=268475 Il turismo è un'attività molto importante: favorisce gli scambi culturali e porta risorse economiche. Il settore ha subito duramente l'impatto della pandemia ma tra 2022 e 2023 i flussi sono aumentati. Anche se i rincari pesano sul potere di acquisto di chi viaggia.

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Più della metà della popolazione europea partecipa in qualche modo al turismo. Prima della pandemia circa il 65% dei residenti dell’Unione aveva fatto un viaggio personale comprensivo di almeno un pernottamento, in un qualsiasi paese del mondo compreso il proprio (2019). Un dato che si attestava all’85% nei Paesi Bassi e a meno del 29% in Romania. Nel 2021 la cifra è stata complessivamente più bassa (56% circa).

Il settore ha infatti subito duramente l’impatto della pandemia. Oltre al disincentivo rappresentato dalla circolazione del virus, molti stati hanno temporaneamente chiuso i propri confini al turismo e per molti altri mesi i transiti sono stati soggetti all’esibizione di prove di vaccinazione. Nel periodo post-pandemico la situazione sta però gradualmente tornando alla sua configurazione precedente.

Tra 2021 e 2022 infatti sono sostanzialmente raddoppiati i pernottamenti nelle strutture ricettive all’interno dell’Unione europea. Anche il nostro paese ha fatto registrare un graduale ritorno ai ritmi pre-Covid anche se le associazioni di categoria hanno segnalato alcune difficoltà per quanto riguarda il 2023. Per avere un quadro completo della situazione dovremo attendere i dati consolidati di quest’anno ma certamente l’aumento dei prezzi legati all’inflazione e anche il clima estremo di questi mesi hanno avuto un peso importante sulle scelte degli italiani. Sono infatti questi ultimi in particolare ad aver preferito altre mete rispetto alle località turistiche nazionali. Mentre i flussi provenienti dall’estero sembrerebbero, per il momento, non aver risentito di queste dinamiche.

Il turismo a ridosso della pandemia

Nel 2022 Eurostat ha registrato circa 2,7 miliardi di pernottamenti presso strutture ricettive nei paesi membri dell’Ue (poco meno di 1,2 miliardi al di fuori del proprio stato di residenza). Riportando un forte aumento rispetto all’anno precedente, in cui erano ancora in vigore alcune restrizioni Covid.

+50% le notti in strutture turistiche in Europa tra 2021 e 2022.

Già il dato del 2021 segnava un aumento del 29% circa rispetto al 2020. Ancora più marcate le variazioni se consideriamo soltanto i viaggi non domestici (+43% circa tra 2020 e 2021 e +101% tra 2021 e 2022).

I dati si riferiscono al numero di notti passate presso strutture ricettive in Ue ogni mese tra aprile 2019 e maggio 2023. Sono considerati i pernottamenti presso alberghi e campeggi, mentre sono escluse perché non rilevabili le notti passate informalmente presso conoscenti. Si considera sia il turismo domestico che i pernottamenti all’estero.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(pubblicati: lunedì 7 Agosto 2023)

Come si può vedere dal grafico, il turismo subisce sempre delle forti variazioni stagionali. D’estate, soprattutto nel mese di agosto, si registrano dei forti picchi, mentre i valori sono minimi nel periodo invernale.

Si può notare anche una marcata variazione a ridosso del periodo pandemico, quando i valori sono calati drasticamente, con il punto più basso ad aprile 2020 (9,8 milioni di notti in strutture ricettive in tutta l’Ue). I dati si sono mantenuti bassi anche nell’inverno 2021 (dopo una ripresa estiva). Nel 2022, i valori sono ritornati ad essere paragonabili a quelli pre-pandemici. Con un picco di 480 milioni di notti nel mese di agosto, inferiore di appena 2 milioni rispetto allo stesso mese nel 2019.

Durante la pandemia sono diminuiti soprattutto i viaggi non domestici.

Un altro elemento che ha subito dei cambiamenti durante la pandemia, come prevedibile, è stata la quota di viaggi condotti all’estero, anche a causa della chiusura al turismo dei confini statali. Tra maggio e dicembre del 2019, prima dell’emergenza sanitaria, circa la metà delle notti era trascorsa all’estero (la quota scendeva intorno al 40% tra novembre e dicembre). Bisogna anche considerare che più spesso i viaggi domestici si svolgono in giornata (e non prevedono quindi pernottamenti) oppure presso amici o parenti. Ad aprile 2020 la quota di pernottamenti all’estero (comunque all’interno dell’Ue) è scesa al 15,4% e a maggio al 10,3%. Nell’estate 2021 c’è stata una ripresa (con valori tra il 25% e il 33%). Soprattutto dall’estate 2022 in poi, i dati si sono riavvicinati al 50%, come era prima dello scoppio della pandemia.

A maggio 2023 il numero più elevato di pernottamenti si registra in Spagna (quasi 43 milioni). Seguita da Germania (circa 42 milioni), Francia (più di 27 milioni) e Italia (circa 26 milioni). Anche complessivamente nel 2022 (per tutta la durata dell’anno) il valore più alto è quello spagnolo (quasi 452 milioni di pernottamenti). Seguono Francia (quasi 450) e Italia (412).

Il turismo è un’attività economica fondamentale per molti stati Ue

Oltre a essere un elemento importante nell’Unione europea – per la comunicazione tra stati e popoli e lo sviluppo culturale – il turismo ha anche un importante valore economico. Costituisce un arricchimento su più livelli.

Il suo valore economico varia molto da stato a stato, sia in termini assoluti che in rapporto al valore economico aggiunto totale. Per esempio, come si rileva nel report statistico Tourism satellite accounts di Eurostat, in Italia ci sono 4,5 milioni di posti di lavoro nell’industria del turismo (il record europeo).

In totale nel 2022 il settore ha portato più di 500 miliardi di euro in valore economico aggiunto, ovvero il 4,5% del totale.

572,4 miliardi di euro il valore economico aggiunto del turismo in Ue, nel 2022.

Si fa riferimento alla quota di valore economico aggiunto totale coperta dal settore turistico negli stati membri dell’Ue. Non sono disponibili per il 2022 i dati di Bulgaria, Grecia, Ungheria, Malta e Polonia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(pubblicati: venerdì 14 Aprile 2023)

Il paese in cui il turismo pesa di più sul totale del valore economico aggiunto è la Croazia (11,3%). Seguono Portogallo e Spagna (con rispettivamente l’8,1% e il 6,9%) e al quarto posto c’è l’Italia (6,2%). Mentre i valori più bassi li riportano Lussemburgo e Belgio, con quote inferiori al 2%.

Foto: Vidar Nordli-Mathisenlicenza

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Dove il Pnrr ha finanziato progetti per il turismo https://www.openpolis.it/dove-il-pnrr-ha-finanziato-progetti-per-il-turismo/ Mon, 19 Jun 2023 05:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=259771 Tra gli ambiti di intervento del Pnrr figura anche il turismo, a cui il piano dedica complessivamente circa 3 miliardi. Abbiamo ricostruito i progetti finanziati finora, i territori e le misure interessate.

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Sappiamo che il piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (Pnrr) sta attraversando una fase di revisione, ritardi e stallo. Tuttavia, è interessante considerare anche cosa è stato conseguito fin qui, nelle varie materie di intervento del piano. Tra queste il turismo, un settore centrale per il nostro paese e a cui il Pnrr ha destinato quasi 3 miliardi di euro e 9 tra misure e sotto misure, in diverse missioni e componenti.

38% le risorse Pnrr per il turismo allocate finora. Si tratta di 1,1 miliardi sui 2,9 totali.

Dei tre investimenti che hanno raggiunto la fase di ripartizione dei fondi, abbiamo ricostruito nel dettaglio la distribuzione territoriale di “attrattività dei borghi“. Un intervento dedicato al rilancio turistico di piccoli centri in Italia. Ciò che emerge complessivamente dai dati è una destinazione piuttosto eterogenea dei fondi sul territorio. Questo anche grazie ai progetti pilota, uno per regione, del valore di 20 milioni di euro ciascuno.

Tutte le misure per il turismo

In modo trasversale tra missioni e componenti, sono 9 gli interventi che possiamo considerare rivolti al turismo, tutti in corso di realizzazione. Tra questi solo una riforma normativa, che prevede la definizione di uno standard nazionale per la professione di guida turistica. Obiettivo da conseguire entro la fine del 2023.

2,92 miliardi € destinati al turismo dal Pnrr.

Le altre 8 misure e sotto misure sono investimenti economici tra cui si distribuiscono gli oltre 3 miliardi complessivi, con cifre e scopi diversi. L’intervento più costoso (1,79 miliardi) è quello dedicato ai fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche, che prevede ben 6 sotto misure, ognuna indirizzata a un aspetto di interesse per le imprese del turismo.

Gli altri 2 investimenti sono dedicati rispettivamente alla creazione di un hub del turismo digitale e all’attrattività dei borghi. Quest’ultima è l’unica delle 9 misure dedicate al settore che non è di titolarità del ministero del turismo ma di quello della cultura.

Quali investimenti sono stati “messi a terra” finora

In base ai dati governativi elaborati e disponibili su OpenPNRR, siamo in grado di sapere quante e quali opere e interventi concreti per il turismo sono stati approvati al 1 marzo 2023.

231 i progetti per il turismo al 1 marzo 2023. Per un importo di oltre 1 miliardo di euro del Pnrr più 465mila euro da altre fonti.

Tali interventi sono finanziati da 3 delle 12 misure per il turismo che abbiamo descritto (le altre 8 devono ancora essere allocate). Parliamo di:

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Una premessa sui dati per l’attrattività dei borghi

Come abbiamo appena visto, l’unico dei 3 investimenti ad avere un riparto territoriale è quello dedicato al rilancio turistico dei piccoli borghi d’Italia. Prima però di approfondire gli aspetti più rilevanti di questa distribuzione di progetti e risorse, vanno avanzate alcune premesse.

È ancora in corso l’allocazione delle risorse per i piccoli borghi.

Riguardo le risorse, rispetto al totale a disposizione (1 miliardo) sono 762,5 milioni i fondi allocati al 1 marzo 2023. Cioè oltre 257 milioni in meno. Il riparto è infatti ancora da completare e questo è evidente anche nella pagina web dedicata all’investimento sul sito del ministero della cultura. Basti pensare che lo scorso 9 giugno è stato condiviso un elenco dei progetti di attrattività dei borghi che potrebbero accedere a risorse del fondo delle opere indifferibili. Mentre prima ancora, il 18 maggio, è stato pubblicato un decreto di modifica del riparto delle risorse.

Questo ci conferma che dati e informazioni sugli interventi del Pnrr sono soggetti ad aggiunte e cambiamenti continui. È proprio tale ragione a rendere necessari aggiornamenti frequenti degli open data a disposizione su Italia domani. Un impegno che il governo si è assunto recentemente – almeno a parole – nella terza relazione sullo stato di attuazione del piano.

si mira a giungere a un aggiornamento dei dati open con periodicità semestrale.

A tali limiti inoltre si aggiunge quello che abbiamo già spiegato in un precedente articolo. E cioè che i dati pubblicati dal governo su Italia domani hanno alcune lacune. Nello specifico su attrattività dei borghi le criticità riguardano la mancanza di alcune informazioni per alcuni progetti, su cui siamo intervenuti per quanto possibile.

4 i progetti che avrebbero un importo pari a 0. Si tratta di dati certamente sbagliati.

Al di là dei limiti, questi dati sono comunque utili per avere un quadro di come si sono distribuite le risorse finora, dove e per quali progetti. Anche se non rispecchia il riparto completo e definitivo di questo investimento.

I progetti, dal livello nazionale a quello regionale

A parte 1 intervento nazionale del valore di 20 milioni di euro, l’investimento dedicato all’attrattività dei borghi si distribuisce sul territorio. In particolare tra 288 comuni, attraverso tutte e 20 le regioni italiane.

228 progetti nei territori dedicati al rilancio turistico dei borghi d’Italia, per un ammontare complessivo di 742,5 milioni di euro.

Da notare che il numero dei territori supera quello degli interventi perché molti di questi (41) riguardano allo stesso tempo più comuni. Sono i cosiddetti progetti interterritoriali, riscontrabili in molti investimenti del Pnrr.

Se osserviamo il riparto delle risorse per i progetti sul territorio, la situazione appare piuttosto eterogenea. Prima è la Campania con 55,4 milioni, seguita da Veneto (50,6), Sicilia (49,8) e Puglia (49,6). Se invece rapportiamo questi valori al numero di abitanti, spiccano le regioni più piccole e periferiche del paese: Valle d’Aosta (175 euro pro capite), Molise (73,9), Basilicata (47,2) e Trentino-Alto Adige (43,2).

I dati si riferiscono a progetti finanziati nell’ambito dell’investimento Pnrr “attrattività dei borghi“. Le risorse possono provenire anche da altre fonti oltre che dal Pnrr: fondo complementare, fondi europei diversi dal Pnrr, altri finanziamenti pubblici e privati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Italia domani
(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Marzo 2023)

Considerando i singoli interventi, va sottolineato che i più costosi sono i 20 progetti pilota – uno per regione – previsti dalla prima linea dell’investimento. Ciascuno del valore di 20 milioni di euro. Come si legge sempre sulla pagina dedicata alla misura, si tratta di opere di “rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati”, per un valore complessivo di 420 milioni. La scelta di affidare almeno un progetto di questa portata a tutte e 20 le regioni è servita sicuramente a non avere divari troppo ampi tra le diverse aree del paese.

Un focus sulla Campania, comune per comune

A questo punto è interessante anche approfondire i dati a livello comunale. Lo facciamo in particolare con la Campania, visto che è la regione che si è vista riconoscere più risorse (55,43 milioni).

Da notare che la città metropolitana di Napoli è l’unica provincia in cui non verrà realizzato nessun progetto. Il motivo probabilmente è il maggior livello di urbanizzazione di questo territorio rispetto alle altre province campane.

I dati si riferiscono a progetti finanziati nell’ambito dell’investimento Pnrr “attrattività dei borghi“. Per i progetti che riguardano allo stesso tempo più comuni, è stato riconosciuto l’intero importo a tutti gli enti coinvolti, poiché non è disponibile l’informazione su come i fondi verranno suddivisi tra i comuni.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Italia domani
(ultimo aggiornamento: mercoledì 1 Marzo 2023)

Osservando poi da vicino gli interventi nei comuni, come potevamo immaginare, spicca per quantità di fondi il progetto pilota, del valore di 20 milioni di euro come quelli delle altre regioni. Si intitola “Sanza: il borgo dell’accoglienza” e verrà realizzato nell’omonimo comune, in provincia di Salerno. Prevede tra le varie opere di recupero, la realizzazione di un albergo sostenibile, a livello ambientale e sociale, e di residenze di co-working.

Gli altri progetti nella regione seguono con molto distacco a livello di risorse, senza superare mai i 3 milioni. Tra questi anche 6 interventi interterritoriali (che riguardano più comuni allo stesso tempo) di cui uno è secondo in regione per importo assegnato. Si tratta della rigenerazione culturale, turistica, ambientale e sociale dei borghi di Pioppi, San Mauro e Serramezzana. L’opera, con un importo di 2,56 milioni, ha come soggetto attuatore il comune di Pollica ma i lavori per la sua realizzazione interessano anche i comuni di San Mauro Cilento e Serramezzana.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: pagina Facebook del comune di Sanza

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Cosa possono fare i comuni per il sostegno al turismo https://www.openpolis.it/cosa-possono-fare-i-comuni-per-il-sostengo-al-turismo/ Thu, 08 Jun 2023 13:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=258268 L'Italia è un paese caratterizzato da un importante flusso turistico sia interno che internazionale. I comuni possono prevedere sussidi al settore ma anche uscite per la promozione dell'immagine del territorio.

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Di recente, si è parlato di un possibile aumento importante delle presenze turistiche in Italia nel 2023, oltrepassando addirittura i valori pre pandemia. Ma il settore non è composto solo dall’ambito alberghiero, sono infatti collegate numerose attività, dai ristoranti alle attività ricreative connesse alla valorizzazione dell’offerta. I privati hanno un ruolo centrale a livello di titolarità e gestione ma anche i comuni possono contribuire a sostenere chi opera in questo ambito.

Nel 2021 si sono registrate circa 289,2 milioni di presenze negli esercizi ricettivi turistici, come rileva Istat. Un dato positivo sia per quel che riguarda i movimenti dei turisti italiani che per quelli internazionali. Si tratta di una iniziale ripresa dall’arresto causato dalle restrizioni per l’emergenza pandemica ma si tratta di risultati ancora lontani da quelli registrati pre-covid.

Gli esercizi alberghieri rilevati in Italia nel 2021 sono poco più di 32mila mentre quelli extra-alberghieri sono circa 188mila. Sono numerosi i tipi di struttura compresi in questa categoria: si parla infatti di campeggi e villaggi turistici ma anche alloggi in affitto e agriturismi. Per queste e altre attività connesse al settore, i comuni prevedono delle uscite per il loro supporto.

Le spese dei comuni per il turismo

All’interno dei bilanci comunali c’è una specifica missione destinata al supporto a questo comparto. Oltre alle uscite per i sussidi e le attività di coordinamento con i numerosi ambiti connessi a quello turistico, sono comprese anche tutte quelle spese legate alla promozione del territorio.

Rientrano le uscite per le manifestazioni turistiche, l’organizzazione di campagne pubblicitarie e di produzione di materiale promozionale legato all’immagine territoriale. Ma anche tutte le spese per gli uffici turistici di competenza dell’ente.

I dati mostrano la spesa per cassa per il turismo. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Palermo perché alla data di pubblicazione non risulta accessibile il bilancio consuntivo 2021.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(consultati: giovedì 1 Giugno 2023)



Il capoluogo veneto è la grande città che riporta le uscite maggiori, con 30,89 euro pro capite, circa 10 euro in più della seconda (Genova, 18,21). Seguono altri due comuni superiori ai 200mila abitanti situati nel nord Italia: Genova (18,21), Bologna (15,78) e Trieste (7,3). Spendono invece di meno Napoli (1,38), Milano (1,94) e Messina (0,19).

Andando ad ampliare l’analisi, i comuni italiani spendono in media 23,09 euro pro capite. Le regioni in cui le amministrazioni riportano mediamente le uscite maggiori sono Valle d’Aosta (161,9), provincia autonoma di Bolzano (123,72) e Abruzzo (52,46). Spendono invece di meno i comuni del Molise (10,13), della Puglia (9,66) e della Calabria (3,97).

Stando ai dati Istat, tra i primi dieci comuni con più presenze negli esercizi ricettivi turistici, cinque si trovano in provincia di Venezia. Oltre al capoluogo, si citano Cavallino-Treporti, Jesolo, San Michele al Tagliamento, Carole. In particolare, Venezia risulta seconda dietro a Roma. Andiamo quindi ad analizzare i dati della rispettiva città metropolitana.

I dati mostrano la spesa per cassa per il turismo. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Il dato non è disponibile per i comuni in grigio.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(consultati: giovedì 1 Giugno 2023)



Il comune capoluogo è tra i primi cinque per la spesa. Le amministrazioni che registrano uscite maggiori di Venezia sono: San Michele al Tagliamento (210,73 euro pro capite), Caorle (124,27), Jesolo (97,35) e Cavallino-Treporti (83,27). Sono tutti comuni che si trovano sulla parte costiera della città metropolitana.

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano la spesa per cassa per il turismo. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(consultati: giovedì 1 Giugno 2023)



Il comune che spende di più per il turismo si trova in Abruzzo. Si tratta di Rosello, in provincia di Chieti, con 7.315,87 euro pro capite di uscita. Seguono Drenchia (Udine, 2.762,96), Roaschia (Cuneo, 2.424,31) e Cesana Torinese (Torino, 2.340,99). Ventidue amministrazioni riportano spese superiori ai mille euro pro capite. È bene ricordare che quando troviamo importi così rilevanti in comuni di dimensioni ridotte è probabile che si tratti di progetti specifici registrati nel bilancio all’interno di quella voce.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da Openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un’attività di monitoraggio civico dei dati, con l’obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Anna-Philinelicenza

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La scommessa del turismo sostenibile in Abruzzo https://www.openpolis.it/la-scommessa-del-turismo-sostenibile-in-abruzzo/ Mon, 17 Apr 2023 08:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=242742 Il turismo in regione è diversificato, grazie alla varietà dei luoghi ma anche dell'offerta, come nel caso virtuoso di Aielli. La sfida è far crescere il settore, costruendo un sistema di qualità e sostenibile, anche grazie al Pnrr.

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Differenziarsi, destagionalizzare il turismo e internazionalizzarlo continuando a prendersi cura dei territori per evitare il rischio di turistificazione.

Si potrebbe riassumere così presente e futuro del turismo in Abruzzo, una regione fatta di luoghi che si sono avvicinati in tempi relativamente recenti a questo comparto, importante per il paese e per le economie locali.

Partendo dallo stato dell’arte in regione, abbiamo indagato sulle (notevoli) potenzialità turistiche dell’Abruzzo, fermandoci nel nostro viaggio ad Aielli (L’Aquila), un piccolo paese che fino a 8 anni fa non aveva mai visto un turista e oggi conta decine di migliaia di presenze l’anno, esempio virtuoso di sostenibilità e convivenza tra comunità locali e turisti. Una coabitazione non sempre salutare per i territori.

Basti pensare a tutto il dibattito in corso sulla turistificazione, processo socio-economico in atto in molte città del mondo, secondo il quale un luogo abitato diventa nel tempo esclusivo oggetto di consumo turistico. Si tratta di una dinamica che tuttavia, secondo alcuni studiosi delle aree interne, sarebbe molto lontana dal verificarsi.

In Abruzzo oggi siamo lontani dalla turistification. Quella che si chiama carrying capacity, ossia la capacità di carico turistico dei territori non è sotto stress. Per intenderci, in regione oggi non ci sono posti come, per esempio, Ischia in Campania.

L’Abruzzo è una regione fortemente eterogenea dal punto di vista della proposta, potendo contare su oltre 130 chilometri di costa, un’importante tratto della catena appenninica e numerose città e paesi d’arte.

Come si compone l’offerta turistica abruzzese

Oggi i poli attrezzati ad accogliere i flussi di turismo in Abruzzo sono principalmente tre: la fascia costiera, il capoluogo regionale e i piccoli comuni interni del sud.

Questo dato emerge chiaramente analizzando l’offerta di posti letto negli esercizi turistici, considerando tutte le tipologie, dagli hotel ai b&b.

116.929 posti letto negli esercizi ricettivi abruzzesi nel 2021.

Tutti i comuni con la maggiore offerta di posti letto si affacciano sull’Adriatico. Quello con più posti è Roseto degli Abruzzi, sulla costa teramana, con oltre 10mila posti in 103 strutture censite. Seguono i vicini comuni di Tortoreto, Giulianova e Martinsicuro, che precedono Vasto, città della costa sud.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati Istat
(consultati: venerdì 31 Marzo 2023)



Le strutture della costa hanno il doppio dei posti letto della media regionale.

Tra i 10 comuni con più posti letto totali, 9 sono costieri. Il decimo è L’Aquila, a pari merito con Ortona, in provincia di Chieti (2.862 posti letto ciascuno). Con una differenza fondamentale: a parità di posti offerti, L’Aquila li distribuisce su 177 esercizi ricettivi, mentre nel comune della costa chietina sono concentrati in 64 strutture.

Ed è infatti questa la principale differenza tra i comuni della costa e gli altri in Abruzzo.

Nei territori costieri, ogni esercizio censito dispone in media di oltre 60 posti letto, a fronte di una media regionale pari a circa 35. Nei comuni non litoranei, ogni struttura ha in media 19,7 posti.

60,4 posti letto per struttura nei comuni costieri (media regione: 34,6).

L’altro polo attrattore è costituito da piccoli comuni montani, con una concentrazione maggiore nell’area del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Territori a forte valenza naturalistica, ma anche zone interne spopolate che, sebbene non spicchino per offerta turistica in termini assoluti, risultano molto rilevanti in rapporto alla popolazione che vi abita.

In questi luoghi si delinea un modello che risponde a flussi completamente diversi da quelli della costa, per il tipo di vacanza ricercata, l’impatto sulle comunità locali e la contemporanea presenza di migliaia di persone che, in virtù delle origini abruzzesi tornano ogni estate dalle grandi città.

La scommessa di Aielli

Uno dei casi più interessanti degli ultimi anni è quello di Aielli, paese della Marsica che conta un migliaio di abitanti e in cui, fino a un decennio fa, non c’era turismo: “Non si può parlare di crescita di numeri, perché fino al 2015 eravamo a zero. Oggi secondo i nostri dati siamo su circa 70-80mila presenze annue”, afferma a Abruzzo Openpolis Enzo Di Natale, che di Aielli è il sindaco dal 2015.

Enzo di Natale

Otto anni fa è stato ripristinato l’osservatorio astronomico, posto sull’antica torre medievale e in abbandono da alcuni anni. Poi è arrivato il progetto “Borgo universo“, un festival di street art che negli anni ha trasformato Aielli in un museo a cielo aperto, a tema astronomia e arte.

L’universo già caratterizzava il nostro paese, perché cittadini aiellesi illustri già avevano a che fare con l’astronomia. Noi abbiamo creato un ponte con il passato facendo leva sulla nostra identità.

Questa crescita è stata pianificata nel tempo. È stato infatti deciso di “sacrificare” risorse in bilancio per alcune voci di spesa, dirottandole su arte e cultura. Un esempio è stato l’impiego di 15mila euro volti a finanziare l’intera trascrizione del capolavoro “Fontamara” di Ignazio Silone su un muro del paese. Una cifra non indifferente a un comune così piccolo, ma che ha aperto la via a decine di opere, anche di artisti internazionali, come il palestinese Taqui Spateen e lo spagnolo Okuda San Miguel, che ha firmato l’ingresso nel centro abitato, in un’immagine diventata oggi icona del paese (foto di copertina).

Il murale di Taqui Spateen

A oggi Aielli sembrerebbe essere diventata una realtà importante: “Abbiamo aumentato negli anni le risorse in bilancio destinate alla cultura – afferma Di Natale – ma siamo fuori dal banchetto del fondo complementare del piano di ripresa e resilienza, non essendo mai stati inseriti nel cratere sismico. Accederemo a fondi del Pnrr, sull’assunzione di esperti, sulla digitalizzazione e sull’ambiente. Ma non sul turismo”.

La sfida, come afferma lo stesso Di Natale, sarà migliorare l’offerta, per mantenere e migliorare il flusso di visitatori.

Il Pnrr per il turismo

Il Pnrr prevede una serie di misure dedicate al rilancio del turismo dopo la pandemia. Gli interventi finanziati hanno il duplice obiettivo di innalzare la capacità competitiva delle imprese del settore e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi.

2,4 miliardi € è l’ammontare delle risorse nel Pnrr per il turismo.

Queste risorse sono state affidate alla diretta gestione del ministero del turismo ma, come vedremo tra poco, ci sono anche altri investimenti che potenzialmente possono avere ricadute positive in termini turistici.

Come si può notare dal grafico, nell’impostazione originaria del Pnrr era prevista per l’anno in corso l’erogazione di oltre 700 milioni di euro. La quota più consistente dei fondi del Pnrr per il turismo. Tuttavia, allo stato attuale, nella stragrande maggioranza dei casi non è ancora possibile conoscere i destinatari di queste risorse.

Questo perché, come si legge anche in una relazione della corte dei conti pubblicata recentemente, i fondi per il momento sono stati trasferiti alla gestione di alcuni intermediari finanziari (come Cassa depositi e prestiti e Banca europea degli investimenti) e per il momento non hanno generato flussi diretti verso gli operatori del settore.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati Mitur
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)



In effetti osservando il cronoprogramma del Pnrr, si nota che le prossime scadenze da raggiungere sono fissate nel 2025 e prevedono il sostegno a migliaia di operatori turistici su tutto il territorio nazionale. È probabile quindi che fino a quella data non avremo indicazioni più dettagliate in questo senso. Ciò a meno che il governo non decida di fornire informazioni all’interno della relazione che dovrebbe presentare al parlamento ogni 6 mesi. Documento che però ancora non è stato pubblicato dall’insediamento dell’esecutivo Meloni.

I fondi per la ricostruzione a favore del comparto turistico

I fondi di diretta competenza del ministero del turismo non sono gli unici che possono avere un impatto positivo sui flussi dei visitatori. Per esempio possiamo citare alcuni investimenti di competenza del ministero della cultura.

Investimenti in questo senso sono previsti anche con il fondo complementare al Pnrr (Pnc), dedicato anche alla ricostruzione post-sisma. Al rilancio del settore turistico è infatti prevista una specifica sottovoce denominata Turismo, cultura, sport e inclusione. Come abbiamo già raccontato, anche nel caso di questi fondi, affidati alla gestione del commissario straordinario per la ricostruzione, non è possibile conoscere la ripartizione territoriale di tutte le risorse stanziate ma solo di una parte.

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34,8 milioni € gli investimenti del Pnc per la ricostruzione che possono avere un impatto positivo per l’Abruzzo in termini di flussi turistici.

Tra gli interventi di cui si conosce già la quantità di risorse assegnate possiamo osservare che l’investimento più consistente riguarda il museo nazionale d’Abruzzo a L’Aquila per cui sono stati stanziati in totale 8 milioni di euro. Un altro investimento particolarmente consistente riguarda i lavori alla stazione di valle della funivia per il Gran Sasso, sempre nel comune dell’Aquila (1,9 milioni di euro).

Altri interventi rilevanti riguardano i comuni di Montorio al Vomano (1,7 milioni), Teramo (1,6 milioni) e Torre de’ Passeri (1,2 milioni). Inoltre circa un milione e mezzo di risorse sarà distribuito tra diversi comuni per lavori di potenziamento e riqualificazione del Cammino Italia.

FONTE: Elaborazione Abruzzo Openpolis su dati commissario straordinario ricostruzione sisma
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Marzo 2023)



Con i fondi del Pnc si punta a finanziare un tipo di turismo “lento” e sostenibile.

È interessante notare che, sebbene ci siano alcuni investimenti dedicati anche a interventi sugli impianti sciistici (circa 2 milioni) una quota consistente dei fondi è volta al potenziamento e alla manutenzione di percorsi, cammini e piste ciclopedonali. Parliamo di circa 7,6 milioni di euro (pari a circa il 22% delle risorse stanziate a questo fine). Con i fondi per la ricostruzione quindi si vuole anche valorizzare un tipo di turismo più sostenibile, detto anche “turismo lento”.

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Foto: Aielli – Palomart

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Il rilancio del turismo in Abruzzo passa dalla diversità dei suoi territori https://www.openpolis.it/il-rilancio-del-turismo-in-abruzzo-passa-dalla-diversita-dei-suoi-territori/ Mon, 01 Aug 2022 08:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=200938 Dai servizi della costa adriatica alla delocalizzazione delle aree rurali, il turismo in regione ha potenzialità enormi. Dopo la battuta d'arresto dovuta alla pandemia, il Pnrr rappresenta un'opportunità per la crescita del settore.

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Il settore turistico è stato fortemente provato dalla pandemia, ma può essere in molti territori un fattore di rilancio dell’economia, anche grazie agli interventi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Questo processo virtuoso può essere innescato anche in Abruzzo dove, a causa delle differenti caratteristiche dei territori, è presente una marcata varietà di offerta turistica. Dalle località della costa adriatica agli agriturismi delle aree interne, infatti, le potenzialità sono notevoli.

In questo senso il Pnrr rappresenta un’opportunità. Nel piano, infatti, vengono stanziati 2,4 miliardi di euro per il rilancio del turismo nel paese, di cui 117 milioni sono già stati richiesti dalle imprese abruzzesi.

Il turismo e la pandemia

Il turismo è un’industria importante per l’economia italiana. In base ai dati Istat del 2017, prima della pandemia il valore aggiunto di questo comparto rappresentava il 6% di quello totale italiano. Nel 2019, le strutture italiane erano più di un milione, comprendendo sia i servizi di alloggio che ristorazione, agenzie di viaggio e servizi di trasporto.

La pandemia ha limitato il lavoro dei servizi turistici.

Con l’arrivo del Covid questo settore ha subito una battuta d’arresto: nel 2020 le restrizioni anti-contagio hanno generato un calo degli arrivi dall’estero del 54,6% in meno rispetto all’anno precedente, con una spesa dei turisti stranieri pari a 23,7 miliardi di euro, ben 35 miliardi in meno rispetto 2019. Per quanto le mancate partenze verso l’estero abbiano contribuito a trattenere in Italia parte della spesa dei turisti italiani, il contraccolpo in termini economici ha portato a una riduzione delle entrate nel settore, che si assestano a 67,6 miliardi di euro.

4,1% l’incidenza dell’industria turistica sul Pil nel 2020 (Istat).

Questo dato interrompe la crescita del settore, riportando gli introiti a valori inferiori rispetto a quelli registrati nel 2010 (circa 80 miliardi di euro). Nel 2021 si sono registrate ancora delle conseguenze dell’emergenza, con una domanda turistica lontana dai livelli pre-pandemici. I viaggi dei residenti italiani sono stati 41,65 milioni con 281,5 milioni di pernottamenti. Il valore è simile a quello del 2020 ma lontano da quello del 2019.

Anche se le presenze negli esercizi ricettivi sono aumentate tra 2020 e 2021, il bilancio rispetto all’anno antecedente alla crisi sanitaria è comunque negativo, con un calo del 38,5% tra 2019 e 2021. Analizzando il dato a livello regionale, lo scenario è molto eterogeneo.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat.
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Luglio 2022)

Tra le regioni italiane, quella che ha registrato il calo maggiore tra 2019 e 2021 è il Lazio (-73,8%). Tendenzialmente, i cali minori si evidenziano nell'area adriatica. Basti pensare che il Molise è l'unica regione che ha riportato un dato positivo (+3,3%). La situazione abruzzese è coerente con questo scenario: il calo è del 22,1%, minore rispetto alla media nazionale (-38,5%).

La diversità è ricchezza

In un territorio così ricco di differenze come quello abruzzese, l'offerta turistica è strettamente legata alla diversità dei luoghi.

La zona costiera ha una predisposizione a forme di turismo più legate al mare, con strutture alberghiere, villaggi e in generale una struttura corposa di servizi per il turista. Per capire quanto gli alberghi siano utilizzati in regione, è sufficiente analizzare l'indice di utilizzazione netta dei posti letto. Si tratta di un indicatore che mette in relazione le presenze, il numero dei posti letto e i giorni d'apertura delle strutture.

41,6 indice di utilizzazione netta dei posti letto alberghieri (Istat, 2021).

L'offerta turistica abruzzese si può sviluppare sulla base della diversità dei territori.

Il dato abruzzese risulta superiore di quasi 4 punti percentuali rispetto alla media nazionale, pari a 37,9. Vale a dire che alberghi e hotel ricoprono un ruolo importante nell'ecosistema turistico regionale.

Le aree interne della regione hanno invece una vocazione legata a forme di turismo più delocalizzato. Tour gastronomici, sport in collina o montagna, esperienze culturali o religiose possono mettere al centro i piccoli centri, dando slancio ai territori e alle economie locali.

Di questo sistema fanno parte gli agriturismi, un settore che ha visto una crescita nonostante la pandemia. Nel 2020, le aziende attive in Italia erano oltre 25mila, il 2% in più rispetto al 2019.

La rilevazione delle aziende agrituristiche è un’analisi annuale censuaria con riferimento al 31 dicembre di ogni anno. ì Questo indicatore viene utilizzato nel Rapporto Bes, che ha lo scopo di quantificare tramite una serie di misure il livello di benessere della popolazione italiana.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat.
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Luglio 2022)

 

Il territorio con la maggior concentrazione di agriturismi è la provincia autonoma di Bolzano (44,1 agriturismi ogni 100 chilometri quadrati). Seguono la Toscana (23,5) e l'Umbria. Agli ultimi posti si trovano Basilicata (2,1) e Valle d'Aosta (1,8). L'Abruzzo registra 5,4 agriturismi ogni 100 chilometri quadrati, un valore inferiore a quello medio calcolato a livello nazionale, ma secondo nel mezzogiorno dopo quello campano (6,2).

Cosa prevede il Pnrr sul comparto turistico

Il Pnrr prevede una serie di misure specifiche dedicate al rilancio del settore turistico dopo lo shock pandemico. Gli interventi finanziati hanno il duplice obiettivo di innalzare la capacità competitiva delle imprese del settore e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi. Il tutto cercando di ridurre gli effetti dell’overtourism (cioè l’eccessivo affollamento di turisti in una meta vacanziera), creando percorsi alternativi e integrati verso tutte le regioni.

2,4 miliardi di euro è l'ammontare delle risorse nel Pnrr affidate alla gestione del ministero per il turismo.

Le misure per il settore sono quattro, di cui una riforma e tre investimenti. Tali misure sono state ricondotte - in una relazione rilasciata dal ministero del turismo - in un'unica voce detta "Turismo 4.0".

La riforma prevede la revisione del codice del turismo e coinvolgerà, secondo le stime, oltre 9mila operatori tra guide turistiche e accompagnatori. Dei tre investimenti, il principale (1,8 miliardi di euro) riguarda la creazione di vari fondi volti a sostenere la competitività delle imprese. Altri 500 milioni sono stati stanziati invece a supporto di iniziative legate ai grandi eventi. Infine 140 milioni saranno dedicati alla creazione di un portale nazionale dedicato al turismo.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati Mitur
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)

Come detto la parte più consistente degli investimenti nel settore del turismo (1,79 miliardi) riguarda la misura denominata "Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche", che si suddivide al suo interno in quattro sub-investimenti. Il più significativo è quello relativo al credito d’imposta (598 milioni di euro). Con questo intervento sarà possibile finanziare investimenti fino all'80% per interventi antisismici, di digitalizzazione e di abbattimento delle barriere architettoniche. L'obiettivo per questa voce è quello di arrivare a sostenere almeno 3.500 imprese entro il 2025.

Sono previste risorse, inoltre, per il fondo per il turismo sostenibile (500 milioni), l’apposita sezione creata per il turismo all’interno del fondo per la garanzia delle Pmi (358 milioni), il fondo rotativo per le imprese (180 milioni) e il fondo nazionale per il turismo (150 milioni).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Miur.
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)

I prossimi passi nel Pnrr

Le prossime scadenze per il comparto turistico nel Pnrr prevedono l'erogazione di 150 milioni di euro tramite il fondo nazionale del turismo a cui si aggiungono altri 350 milioni attraverso il fondo tematico della banca europea per gli investimenti (Bei). Entrambi questi obiettivi dovranno essere raggiunti entro la fine dell'anno.

L’unico intervento però su cui ad oggi si hanno indicazioni relativamente allo stato dell’arte è quello relativo al miglioramento infrastrutture di ricettività attraverso lo strumento del tax credit. Per questo intervento infatti sul sito del Mitur si trova l’elenco delle imprese beneficiarie.

A oggi non è possibile avere un quadro della ripartizione territoriale delle risorse.

Purtroppo dai dati messi a disposizione dal ministero è impossibile risalire sistematicamente alla ripartizione territoriale di queste risorse. Peraltro, successivamente, sono state pubblicate una serie di rettifiche che però contengono file immagini, quindi non rielaborabili in nessun modo. È anche per casi come questo che da mesi chiediamo al governo e agli altri soggetti coinvolti di mettere a disposizione un maggior numero di dati e di qualità migliori.

L’unica indicazione territoriale che possiamo trarre riguarda le domande presentate, per cui è stata pubblicata una relazione con dati aggiornati al 30 marzo scorso. In base a queste indicazioni sappiamo innanzitutto che le domande inviate complessivamente sono 7.415 per un totale di circa 3 miliardi di incentivi richiesti. Si tratta di una cifra che supera di gran lunga le risorse disponibili. Delle oltre 7mila domande, 333 sono state inviate dall'Abruzzo, per una richiesta di oltre cento milioni di euro di agevolazioni.

117 milioni di euro richiesti dalle imprese turistiche abruzzesi per il tax credit, al 30 marzo 2022.

Le presenze in Abruzzo

Tra 2013 e 2017 la regione ha totalizzato una media di 13,2 presenze giornaliere ogni mille abitanti. Un dato inferiore rispetto alle 16,7 registrate nello stesso periodo nelle regioni italiane a statuto ordinario.

Approfondendo l'analisi a livello comunale, emerge come siano 9 i comuni che superano le 100 presenze/giorno ogni mille residenti. Di questi 6 si trovano in provincia dell'Aquila (Santo Stefano di Sessanio, Roccaraso, Rivisondoli, Pescasseroli, Opi e Villalago) e 3 in quella di Teramo (Pietracamela, Tortoreto e Alba Adriatica).

Il dato rappresenta una media degli anni 2013, 2015, 2016 e 2017 ed è calcolato come la seguente formula:

[(Presenze di clienti (italiani e stranieri) negli esercizi alberghieri e complementari/365) / Popolazione residente]

Per i comuni per cui Istat non fornisce il dato puntuale, Sose effettua una stima consideranto come dato sulle presenze turistiche comunali corrisponde quello maggiore tra le presenze turistiche desunte dagli studi di settore e la quota di presenze turistiche provinciali Istat attribuite al comune in proporzione alla quota di posti letto del comune sul totale dei posti letto della provincia di riferimento (entrambi desunti dall’archivio Istat). Per approfondire la metodologia, vedi qui.

FONTE: elaborazione openpolis per Osservatorio Abruzzo su dati Sose
(ultimo aggiornamento: lunedì 15 Marzo 2021)

In rapporto ai residenti, sembrano essere due le aree di maggiore pressione turistica. Quella costiera, in particolare nella sua parte settentrionale, e la parte interna meridionale della regione.

Tra i capoluoghi, sono L'Aquila e Pescara a registrare il maggior numero di pernottamenti con oltre 5 presenze medie giornaliere ogni 1.000 abitanti. Segue Chieti, appena sotto questa soglia (4,99), mentre appare più distanziata Teramo (3,71).

117 su 305 i comuni abruzzesi con meno di una presenza turistica giornaliera ogni 1.000 abitanti.

Questi dati sembrano indicare l'attrattività turistica - nel contesto regionale - di due poli principali: quello costiero e quello interno, legato alla montagna. Due comparti da potenziare, in parallelo con l'esigenza di valorizzare l'importante patrimonio culturale abruzzese, diffuso sul territorio.

Il policentrismo, la pervasività, la diffusione del patrimonio culturale è una delle peculiarità italiane. Non c’è città, non c’è piccolo borgo, non c’è località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande pregio e interesse.

Da questo punto di vista, è interessante rilevare come, nell'analisi pubblicata lo scorso anno da Istat sul turismo d'arte in area urbana, l'Italia del centro-sud emerga come sotto-rappresentata per presenza di città con vocazione artistica.

Le regioni del Sud e delle Isole incidono ancora in maniera limitata, soprattutto se si tiene conto della ricchezza delle risorse presenti e delle potenzialità che l’arte e la cultura presente nei territori del Mezzogiorno possono esprimere.

In questo quadro rientrano anche l'Abruzzo e le sue città principali, in particolare L'Aquila e i territori colpiti dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.

Tra i comuni esclusi in quanto non rilevati nel periodo di esame spicca L’Aquila, il cui patrimonio artistico non ha potuto in questi anni esprimere tutto il suo potenziale a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009. La scossa di magnitudo 5.9 causò 309 vittime nell’aquilano e il danneggiamento grave di capolavori d’arte nel capoluogo abruzzese quali la Cattedrale, la Chiesa Santa Maria di Collemaggio (la chiesa di Celestino V, la cui facciata costituisce il massimo capolavoro dell’arte abruzzese), i palazzi storici e la Fortezza spagnola.

Un esempio che ci ricorda come anche dagli investimenti sulla ricostruzione, oltre che da quelli sui borghi storici e sul patrimonio culturale, passi il potenziamento dell'offerta turistica del territorio.

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Foto: trabocco in Abruzzo - Fabio Fistarol (licenza)

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Gli interventi del Pnrr per il turismo https://www.openpolis.it/gli-interventi-del-pnrr-per-il-turismo/ Mon, 14 Mar 2022 08:00:00 +0000 https://www.openpolis.it/?p=174723 Secondo le stime di Istat nel 2017 il turismo aveva contribuito al Pil nazione per il 6% ma riceverà poco più dell'1% delle risorse europee. Tra gli obiettivi quello di una maggiore digitalizzazione e di promozione dei grandi eventi per rilanciare il settore.

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L’Italia rappresenta da sempre una delle principali mete turistiche a livello mondiale. Ciò determina anche il fatto che il settore contribuisca in maniera significativa al Pil nazionale. Secondo le stime di Istat relative all’anno 2017 infatti questa voce costituiva il 6% del valore aggiunto italiano.

Nel 2020, con l’esplosione della pandemia da Covid-19, il settore però ha subito un profondo shock dovuto a una riduzione degli arrivi nel nostro paese superiore al 50% rispetto all’anno precedente (in linea con il trend europeo). Il rilancio di questo comparto è dunque strategico per la nostra economia. Per questo motivo all’interno del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sono state inserite una serie di misure specifiche per questo scopo.

€ 2,4 mld le risorse del Pnrr affidate alla gestione del ministero per il turismo.

Gli interventi finanziati hanno il duplice obiettivo di innalzare la capacità competitiva delle imprese del settore e di promuovere un’offerta turistica basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi. Inoltre si agirà per sfruttare appieno le potenzialità dei grandi eventi che riguarderanno il nostro paese nei prossimi anni, tra cui la Ryder Cup del 2022 e il Giubileo del 2025. Il tutto cercando di ridurre gli effetti dell’overtourism (cioè l’eccessivo affollamento di turisti in una meta vacanziera), creando percorsi alternativi e integrati verso tutte le regioni. Le risorse stanziate per questi obiettivi tuttavia rappresentano poco più dell’1% rispetto al totale di quelle contenute nel Pnrr.

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Il contesto di riferimento

In un’audizione del gennaio 2021 presso la commissione bilancio della camera, il presidente di Istat Giancarlo Blangiardo ha affermato che secondo le stime contenute nel conto satellite del turismo relative al 2017, le imprese della filiera erano più di un milione. Per il 90% il comparto era composto da attività che occupavano tra 1 e 4 addetti. Ad esse corrispondevano più di 4 milioni di posizioni lavorative (in buona parte a tempo parziale), ovvero il 15% del totale dell’intera economia italiana.

Negli anni precedenti la pandemia il turismo nel nostro paese si era caratterizzato per un’espansione forte e continua. Nel 2019 infatti aveva raggiunto un record assoluto: 131,4 milioni di arrivi e 436,7 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, con una crescita rispettivamente del 2,6% e dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Peraltro nel settembre del 2020 Istat ha elaborato una nuova classificazione dei comuni italiani in base alla densità turistica. Da questa analisi è emerso che solo 1.704 comuni sui quasi 8mila che compongono il nostro paese sono stati classificati come “non turistici”. Si tratta quindi di quei pochi centri in cui non sono presenti né flussi turistici, né strutture ricettive. Bastano questi pochi elementi di contesto per comprendere quanto il turismo sia fondamentale per la nostra economia.

78,5% i comuni italiani classificati da Istat come “turistici”.

Ovviamente la pandemia ha stravolto questo scenario. Per questo motivo all’interno del Pnrr sono state inserite una serie di misure volte a sostenere e rilanciare il settore. A questo proposito il presidente di Istat, nella già citata audizione, aveva evidenziato la necessità di investire nella digitalizzazione affinché il settore potesse rimanere competitivo rispetto alla concorrenza di altri paesi.

Sul piano dei servizi, è urgente adeguare le infrastrutture e le competenze digitali, spesso in grande ritardo. Il 58,2% dei viaggi prenotati nel 2019 è stato prenotato tramite web; circa il 31% di queste prenotazioni avviene tramite contatto diretto con la struttura ricettiva senza alcuna intermediazione.

Un’indicazione che, come vedremo, in linea di massima è stata recepita.

Le risorse del Pnrr e il ruolo del ministero del turismo

Logicamente, tutte le risorse del Pnrr legate al turismo sono state affidate alla diretta gestione dell’omonimo ministero. Come abbiamo già detto, parliamo di una cifra complessiva di 2,4 miliardi di euro fino al 2026. Per farsi un’idea della portata di questi fondi rispetto all’attività “ordinaria” del dicastero guidato da Massimo Garavaglia (Lega), possiamo confrontare quanto stanziato nell’ambito del Pnrr per il 2022 con le risorse assegnate dalla legge di bilancio per lo stesso periodo.

La L.234/2021 infatti ha previsto uno stanziamento per il Mitur pari a 275 milioni di euro (lo 0,03% del bilancio statale). Mentre per quanto riguarda il Pnrr dal ministero passeranno 465 milioni. Una cifra che va quasi a triplicare le risorse a disposizione. Per quanto tale somma possa apparire consistente, dobbiamo comunque ricordare che le risorse affidate alla competenza del Mitur sono solo una piccola parte rispetto al totale del Pnrr (appena l’1,3%).

I dati sono stati estratti da due distinti decreti emanati dal ministero dell’economia e delle finanze. Uno per quanto riguarda le risorse del Pnrr in senso stretto e uno relativo alle risorse del fondo complementare. Nell’ambito del dispositivo di ripresa e resilienza italiano rientrano anche altri fondi strutturali europei per una cifra complessiva di circa 248 miliardi di euro. I due decreti ripartiscono le risorse tra i diversi ministeri e la presidenza del consiglio. In questo secondo caso talvolta le risorse sono destinate genericamente alla presidenza e talvolta a specifici dipartimenti, nel caso questi siano guidati da ministri senza portafoglio.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Mef.
(ultimo aggiornamento: martedì 16 Novembre 2021)

Come si può notare anche dal grafico, il Mitur figura infatti solamente al 13esimo posto nella graduatoria dei ministeri chiamati a gestire le quote più consistenti di risorse del piano. Peraltro il tema dell'effettiva capacità del Pnrr di soddisfare i fabbisogni del paese nei diversi settori è una criticità che già avevamo evidenziato in un precedente articolo dedicato all'edilizia scolastica.

La misure previste per il turismo

Passiamo adesso ad analizzare più nello specifico le diverse misure previste dal Pnrr per il turismo. Parliamo in particolare di una riforma e tre investimenti. Tali misure sono state ricondotte in una recente relazione rilasciata dal Mitur in un'unica voce detta "Turismo 4.0".

La riforma prevede in particolare la revisione del codice del turismo e coinvolgerà, secondo le stime, oltre 9mila operatori tra guide turistiche e accompagnatori. L'obiettivo dell'intervento è quello di dare, nel rispetto delle normative locali, un ordinamento professionale alle guide turistiche e al loro ambito di appartenenza. La riforma dovrà dunque permettere l'acquisizione di una qualifica professionale univoca conforme a standard omogenei a livello nazionale.

4 le misure del Pnrr riconducibili alla voce "Turismo 4.0".

Gli investimenti invece si suddividono in 3 voci. La principale riguarda la creazione di vari fondi volti a sostenere la competitività delle imprese del settore per un valore complessivo di circa 1,8 miliardi. Altri 500 milioni sono stati stanziati invece a supporto di iniziative legate ai grandi eventi. Infine 140 milioni saranno dedicati alla creazione di un portale nazionale dedicato al turismo.

FONTE: elaborazione Abruzzo openpolis su dati Mitur
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)

Secondo le stime del ministero dell'economia e delle finanze (realizzate attraverso il modello macro-economico Macgem-It) questi investimenti dovrebbero arrivare ad incrementare di un punto percentuale il Pil nazionale. Si stima inoltre un aumento dell'occupazione dello 0,7%. Queste indicazioni tuttavia devono essere valutate con cautela. Infatti non vi è nessuna certezza sul fatto che i risultati effettivi rispetteranno le attese.

Fondi per la competitività delle imprese

Come anticipato, la parte più consistente degli investimenti nel settore del turismo (1,79 miliardi) riguarda la misura denominata "Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche". Tale investimento si suddivide poi al suo interno in ulteriori 4 sotto-voci che prevedono appunto la creazione di nuovi fondi o l'introduzione in quelli già esistenti di voci dedicate al sostegno delle imprese turistiche. A ciò si aggiunge anche l'estensione del credito d'imposta volto ad agevolare investimenti nel settore.

Il Pnrr punta alla forte digitalizzazione del settore turistico.

Tramite quest'ultima "sotto-misura" in particolare sarà possibile finanziare investimenti fino all'80% per interventi antisismici, di digitalizzazione e di abbattimento delle barriere architettoniche. L'obiettivo per questa voce è quello di arrivare a sostenere almeno 3.500 imprese entro il 2025. Per quanto riguarda i fondi invece il più consistente (500 milioni di euro) riguarderà la creazione di un'apposita linea di investimento dedicata al turismo sostenibile nell'ambito dei fondi messi a disposizione dalla banca europea degli investimenti. Si tratta di strumenti finanziari che concedono prestiti a basso tasso di interesse e/o sostegno quasi azionario alle imprese che propongono progetti di investimento sostenibili.

Tra gli interventi finanziabili con questo fondo vi saranno la riqualificazione delle strutture turistiche e la creazione di nuove, il miglioramento dell'accessibilità ai siti di interesse e per la mobilità, oltre all'acquisto di strumenti digitali per la gestione di prodotti e servizi a costi più bassi. L’obiettivo in questo caso è quello di finanziare entro il 2025 almeno 150 progetti con la metà delle risorse stanziate per questa voce destinate a interventi di efficienza energetica e transizione digitale.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Miur.
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)

Altri 358 milioni saranno inoltre messi a disposizione da un'apposita sezione dedicata al turismo nell'ambito del fondo di garanzia per le Pmi. L'obiettivo in questo caso è quello di finanziare l’innovazione delle imprese turistiche attraverso il rafforzamento delle capacità di trasformazione digitale e l’adozione di soluzioni innovative per la gestione dei servizi turistici. In questo caso si punta a raggiungere almeno 10mila imprese entro il 2025.

Interviene sul turismo - con 180 milioni - anche il fondo rotativo imprese. Anche queste risorse saranno destinate all’innovazione delle imprese turistiche attraverso il rafforzamento della capacità di trasformazione digitale e l’adozione di soluzioni innovative per la gestione dei servizi turistici. L'obiettivo in questo caso è il sostegno di almeno 300 imprese.

È stato istituito infine anche il fondo nazionale del turismo con cui si punta a riqualificare e proteggere il patrimonio alberghiero identitario caratteristico del paese. Le risorse per questo scopo ammontano a 150 milioni.

I grandi eventi e l'hub del turismo digitale

Oltre agli investimenti già citati, sono previste altre due misure. La prima riguarda la creazione di un hub nazionale dedicato al turismo digitale. L’obiettivo in questo caso è quello di creare una piattaforma web che consenta l’integrazione dell'intero ecosistema turistico composto da operatori turistici, imprese e stakeholders istituzionali al fine di innovare e connettere digitalmente l’offerta e la promozione turistica del paese.

Si prevede inoltre di arricchire, ampliare e migliorare i servizi offerti e supportare le scelte del turista nella pianificazione della destinazione e del viaggio. L'investimento mira a finanziare un'infrastruttura digitale nuova, modelli di intelligenza artificiale per l'analisi dei dati e servizi digitali di base a beneficio degli operatori turistici. Per questa misura sono previsti 114 milioni.

Molte delle risorse del Pnrr saranno investite nella capitale.

L'altro intervento, denominato "Caput mundi - Next generation Eu per i grandi eventi turistici" punta ad utilizzare le manifestazioni che si terranno nel nostro paese nei prossimi anni (come la Ryder cup del 2023 o le olimpiadi invernali del 2026) come volano per il rilancio dell'economia di settore. Con questo investimento - pari a 500 milioni di euro - si punta all’apertura di almeno 200 nuovi siti culturali e di 30 parchi pubblici. Da notare che molti degli interventi finanziati con questa misura riguarderanno la capitale in vista del Giubileo del 2025.

 

Gli interventi per il turismo nell'ambito della misura "Caput mundi"

ProgettoDescrizioneImporto (mln €)
Patrimonio culturale romano per l'UE-Next GenerationGrandi opere sul principale patrimonio romano176,25
Da Roma pagana a Roma cristiana (Giubileo 2025)Restauro di percorsi storici e periferici per il Giubileo 2025164,92
#LaCittàcondivisaRiqualificazione delle periferie e dei percorsi tematici87,41
#MitingodiverdeInterventi su parchi, giardini storici, ville e fontane 60,3
#Roma4.0Digitalizzazione dei servizi culturali, Roma Experience, app geolocalizzata per i turisti 14,45
#AmanotesaAumentare l'offerta culturale alle periferie per l'integrazione sociale16,7
La somma delle azioni comprende anche 20 milioni di euro di buffer di riserva.

 

Tra gli obiettivi in questo caso vi sono l’aumento dei complessi culturali restaurati e resi accessibili per creare valide e qualificate alternative turistiche e culturali a quelle più note; aprire e rendere accessibili nuovi parchi e ville storiche; accrescere l’occupazione di nuovo personale qualificato per la gestione della nuova offerta turistica; valorizzare i siti minori e il turismo di periferia.

Lo stato dell'arte

Come noto, ogni misura contenuta nel Pnrr prevede il rispetto di un rigido cronoprogramma per la sua implementazione. Se questo scadenzario non dovesse essere rispettato l’Unione europea potrebbe anche decidere di bloccare l’erogazione delle risorse. In base all’allegato del Mitur alla relazione del governo per il parlamento sullo stato di avanzamento del Pnrr, tutte le scadenze relative al 2021 sono state rispettate. Tuttavia ci sono state, evidentemente, alcune difficoltà.

Ogni misura contenuta nel Pnrr deve essere completata rispettando un rigido cronoprogramma che prevede il raggiungimento di scadenze intermedie e finali. Queste si suddividono in obiettivi (milestone) e traguardi (target).
Vai a "Cosa sono le milestone e i target del Pnrr"

Gli adempimenti legati ai fondi per la competitività delle imprese infatti (con la sola eccezione del fondo nazionale per il turismo) sono stati conseguiti grazie all’intervento del decreto legge 152/2021 (rispettivamente con gli articoli 1,2,3,4 e 8). Una norma che inizialmente non era prevista ma che si è resa necessaria proprio per il bisogno di velocizzare le procedure e rispettare così il cronoprogramma.

Sono 12 invece le scadenze rimanenti da raggiungere entro il 2026. Le più ravvicinate riguardano proprio i fondi per la competitività delle imprese. In particolare l'erogazione di 150 milioni di euro tramite il fondo nazionale del turismo a cui si aggiungono altri 350 milioni attraverso il fondo tematico Bei. Entrambi questi obiettivi dovranno essere raggiunti entro la fine del 2022. Nell'ambito invece di "Caput Mundi" è attesa entro giugno la firma degli accordi tra il Mitur e i soggetti attuatori dei 6 progetti finanziati. Da notare che quasi tutte le milestone relative al turismo sono già state conseguite nel 2021. La gran parte delle scadenze rimanenti infatti sono classificate come target. Adempimenti che rappresentano quindi il raggiungimento di una fase avanzata del processo (come la concreta erogazione delle risorse alle imprese vincitrici dei relativi bandi).

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 4 Marzo 2022)


10 su 12 i target sul totale delle scadenze rimanenti di competenza del Mitur.

Un ultimo accenno infine per quanto riguarda la riforma delle norme in materia di guide turistiche che dovrà essere conseguita entro il 2023. Attualmente ci sono 2 proposte (S.1921 e S.2087) in discussione. Ma entrambe sono ai primi passi dell'iter e non è da escludere un loro accorpamento.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: Unsplash Michele Bitetto - licenza

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