Asili nido, quasi la metà dei comuni italiani ne è sprovvista #conibambini

In diverse regioni i comuni senza asili nido rappresentano la maggioranza. Un problema non solo per lo sviluppo dei bambini ma anche per le loro famiglie.

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Gli asili nido rappresentano un’opportunità educativa fondamentale per i bambini nei primi anni di vita. La disponibilità di questo servizio, infatti, ha effetti positivi sul loro sviluppo cognitivo e relazionale, specialmente per i minori che provengono da contesti di disagio economico e sociale.

Allo stesso tempo, questo servizio rende più agevole per i genitori coniugare la vita familiare e quella lavorativa. E considerando che la cura dei figli ricade più spesso sulle donne, un aumento dell’offerta di asili nido può favorire l’aumento dell’occupazione femminile.

Qualche passo avanti è stato fatto ma ancora non basta

In Italia i posti disponibili negli asili nido ogni 100 bambini sotto i tre anni sono circa  24,7. Un dato distante ancora 8,3 punti rispetto agli obiettivi stabiliti nel 2002 dal Consiglio europeo.

Ogni stato membro deve garantire un posto in asili nido o servizi per la prima infanzia, ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni Vai a "Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido"

Tuttavia, negli ultimi anni la situazione è migliorata: dal 2013 al 2017, infatti, il numero di posti negli asili nido è costantemente aumentato passando dal 22,5% al 24,7%. Un trend positivo ma insufficiente.

2,2 punti percentuali, l’aumento dell’offerta di asili nido dal 2013 al 2017.

Le norme europee e nazionali fissano come obiettivo il raggiungimento della quota di 33 posti in asili nido e servizi per la prima infanzia ogni 100 bambini sotto i 3 anni. Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, tra cui nidi in contesto domiciliare (come nidi di famiglia o tagesmutter).


(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Ancora troppo pochi gli asili nido sul territorio

L'asilo nido è un importante servizio di prossimità alle famiglie e in quanto tale deve essere accessibile e quindi diffuso in modo capillare sul territorio.

L'asilo nido deve essere facilmente raggiungibile dalle famiglie.

Questa necessità è sancita anche dal decreto legislativo numero 65 del 2017 che impegna lo stato a promuovere "il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale".

Ai dati 2017, in Italia i comuni privi di asili nido sono 3.790, il 46,1% del totale.

I dati mostrano i comuni con o senza asili nido in Italia e l’offerta del servizio sul territorio.
Non sono disponibili dati comunali per la regione Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Quasi la metà dei comuni italiani, quindi, non è in grado di offrire questo servizio alla propria comunità. In alcune aree del paese ci sono centri in grado, con la loro offerta di asili nido, di assorbire la domanda anche dei territori limitrofi che ne sono sprovvisti. Tuttavia, in alcune aree del paese, le realtà che non hanno asili sul proprio territorio sono più del 50%, rendendo molto difficoltoso per le famiglie accedervi.

Il grafico rappresenta il rapporto tra il numero dei comuni sprovvisti di asili nido rispetto al totale dei comuni di ogni regione. Non sono disponibili dati comunali per la regione Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Da una parte, abbiamo realtà positive dove la percentuale dei comuni sprovvisti di questo servizio è limitata. È il caso dell'Emilia Romagna (14,1%), della Toscana (16,9%) e del Veneto (21,1%). Dall'altra, si registrano situazioni preoccupanti come quella della Calabria in cui 307 comuni su 411 non dispongono di questo servizio. Seguono la Basilicata con il 76,2% di comuni senza nidi (88 su un totale di 131) e l'Abruzzo con il 65,9% (201 su un totale di 305).

Le aree interne sono maggiormente in difficoltà

Dopo aver analizzato le differenze tra una regione e l'altra, vediamo come l'assenza di asili nido incide in modo diverso a seconda della centralità del comune a livello di servizi.

Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali Vai a "Che cosa sono le aree interne"

Da questo punto di vista, le zone maggiormente deficitarie per quanto riguarda la disponibilità di asili nido possono essere ricondotte alle aree interne: zone distanti dai principali centri urbani, spesso aree montane, dove i servizi essenziali generalmente sono carenti ed in cui la qualità dell'offerta educativa è compromessa o molto limitata. Comprendono i comuni intermedi, periferici e ultraperiferici, i più lontani dai poli, che sono invece centrali nell'offerta di servizi essenziali scolastici, sanitari e di trasporto.

La percentuale più alta di comuni italiani senza nidi si trova infatti nelle aree periferiche e ultraperiferiche. I comuni di questa classe che non hanno asili nido sono il 67%. Seguono i comuni intermedi (58%) e quelli di cintura (35%).

Il grafico rappresenta la percentuale di comuni senza nido sul totale dei comuni suddivisi per classe.
Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.
Nel grafico sono esclusi i comuni ancora in attesa di classificazione.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

 

Il Piemonte è la regione del nord dove il servizio è più carente

In questo quadro, è interessante notare la situazione del Piemonte. Gli 804 comuni sprovvisti di nido in questa regione rappresentano il valore più alto a livello nazionale in termini assoluti. Si tratta dell'unica regione del centro-nord, oltre alla Liguria, in cui il numero di comuni senza nido è superiore al 50%.

65,6% i comuni piemontesi sprovvisti di asilo nido

Complessivamente i posti in asilo nido in Piemonte sono 26.800 a fronte di una popolazione 0-2 di 98.891 bambini: sono dunque disponibili 27 posti ogni 100 bambini.L'offerta media quindi non è bassa, tuttavia vi sono vaste aree della regione dove mancano del tutto le strutture, il che rende il servizio difficilmente accessibile a molte famiglie. È quindi necessario capire dove sono le aree più critiche.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Osservando la mappa, ci si rende subito conto di come gli asili nido non siano distribuiti in maniera omogenea sul territorio. La disponibilità di asili è infatti più alta nella fascia centrale mentre è praticamente assente nelle aree esterne, che corrispondono perlopiù alle zone montane.

Se si considerano soltanto i comuni polo (cioè i comuni principali, con il maggior numero di servizi) la situazione è positiva. I comuni di questa classe mettono infatti a disposizione 32,8 posti ogni 100 bambini. Ma se si considerano i comuni delle altre classi il quadro che emerge è molto diverso.

383 i comuni senza nido del Piemonte che si trovano in aree intermedie, periferiche e ultra-periferiche.

La percentuale più alta di comuni senza nidi si trova nelle aree intermedie, periferiche e ultra periferiche: l'84% dei comuni di queste tre classi non dispone del servizio. Dove presente invece, comunque non raggiunge livelli soddisfacenti. In queste aree infatti i posti disponibili in asilo nido sono 1.945 a fronte di 10.329 residenti 0-2. Circa 19 posti ogni 100 bambini. Sebbene i residenti 0-2 in questi comuni rappresentino soltanto il 10% della popolazione piemontese, si tratta comunque di un numero elevato di famiglie che faticano ad accedere al servizio.

È interessante notare come sia molto alto anche il numero di comuni di cintura senza asili nido. In Piemonte sono 420 su 712 (il 34%). In questa fascia sono disponibili 10.538 posti in asilo nido a fronte di 43.866 residenti 0-2: 24 posti ogni 100 bambini. Possiamo pensare che in queste zone le famiglie si appoggino ai vicini comuni polo per accedere al servizio. Questo però conferma come l'offerta in questa regione non sia sufficiente, visto che gli stessi comuni polo sfiorano a malapena l'obiettivo europeo.

In Piemonte soltanto i comuni polo raggiungono risultati soddisfacenti

In Piemonte dunque, il livello del servizio è buono nei comuni polo, mentre tende a peggiorare ma mano che ci si allontana da questi centri. Il territorio regionale è molto vasto e presenta significative differenze da una zona all'altra. Quindi, per capire meglio come si evolve la situazione sul territorio, vale la pena approfondire il caso della provincia del capoluogo di regione, dove la differenza tra poli e aree periferiche è ancora più evidente.

Anche a Torino numeri insufficienti

La città metropolitana di Torino è composta da 302 comuni in totale. Tutti i 14 poli hanno almeno un asilo nido, mentre sono 82 i comuni di cintura che ne sono sprovvisti (il 43% di questa categoria), 56 quelli intermedi (il 70%) e 16 i periferici (l'84%). Da questo primo dato, la tendenza parrebbe confermata.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

 

Per quanto riguarda i poli, la popolazione 0-2 residente è complessivamente di 29.366 bambini. In questi comuni l'offerta è di 33 posti ogni 100 bambini. Complessivamente, queste aree raggiungono l'obiettivo europeo (33%). I 190 comuni di cintura, invece, sono in grado di mettere a disposizione 25 posti ogni 100 bambini. Negli 83 comuni intermedi ci sono 17 posti ogni 100 bambini. Infine, nei comuni periferici sono disponibili 18 posti ogni 100 bambini.

Dunque anche nei comuni della città metropolitana di Torino si conferma che solo nei poli la situazione è soddisfacente, allontanandosi da questi  i dati peggiorano. Da sottolineare che, sebbene il numero di residenti diminuisca mano mano che si si sposta verso le aree più periferiche, i comuni di queste zone non riescono comunque a sopperire alla domanda.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati sugli asili nido sono fonte Istat. Non sono disponibili i dati comunali per la Sardegna.

Foto credit: Unsplash Shiota Yuri - Licenza

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