Altri 15 comuni sciolti da fine marzo Enti locali

Commissariato per infiltrazioni Maniace (Catania). Salgono a 216 i comuni attualmente sciolti.

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Prosegue il monitoraggio dell’Osservatorio sui comuni commissariati. Un focus sugli scioglimenti degli enti locali e le loro cause, dai conflitti politici nella maggioranza, all’incapacità di approvare il bilancio, fino al caso più patologico: l’infiltrazione della criminalità organizzata. In collaborazione con Giulio Marotta.

Venerdì scorso, il consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Maniace (Catania), in base alle conclusioni della commissione di accesso istituita nell’ottobre scorso.

Tra i motivi dei nuovi casi di scioglimento spiccano quelli politici e la decadenza del sindaco per incompatibilità.

Oltre a questo commissariamento, negli ultimi 50 giorni (25 marzo – 15 maggio 2020) sono stati sciolti altri 14 comuni, a causa delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri (Agnone, Santa Maria del Molise, Cossignano) oppure del sindaco (Grottole, Sant’Eufemia d’Aspromonte). In quest’ultimo caso le dimissioni del sindaco fanno seguito ad un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria (e alla successiva sospensione del consiglio comunale da parte del prefetto). Diversi nuovi casi sono dovuti alla decadenza del primo cittadino, a seguito della sua elezione a un’altra carica. In particolare il sindaco di Fondi, eletto al parlamento europeo, e quelli di Bondeno, Comacchio e Luzzara, eletti consiglieri regionali. In 4 casi la causa dello scioglimento anticipato è stato il decesso del primo cittadino (Vaprio d’Agogna, Cene, Ferriere, Mezzoldo).

Gli enti locali attualmente sciolti

Attualmente i comuni sciolti sono 216, includendo anche quelli commissariati a seguito di elezioni non valide nel precedente turno elettorale. A questi si aggiungono le aziende sanitarie calabresi, commissariate ai sensi della legge n. 60 del 2019 e per infiltrazioni mafiose.

Circa la metà degli scioglimenti in corso in Calabria, Puglia e Sicilia è avvenuta per infiltrazioni della criminalità organizzata.

La mappa include i comuni sciolti dal governo nazionale e quelli deliberati dalle regioni a statuto speciale sulla base dei rispettivi ordinamenti (in giallo quelli commissariati a seguito dell’esito negativo delle ultime elezioni amministrative: tra questi, il comune di Monteciccardo, per il quale è prevista la fusione con Pesaro).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Maggio 2020)

In 175 di questi enti prossimamente avrà luogo il rinnovo dei consigli comunali. In base al decreto legge n. 20 del 2020 (in corso di conversione), il turno elettorale, inizialmente previsto per questa primavera, si dovrebbe svolgere tra il 15 settembre ed il 15 dicembre 2020 (le regioni a statuto speciale stabiliscono con propri provvedimenti la data delle votazioni nel proprio territorio).

Gli ultimi commissariamenti per infiltrazioni mafiose

Con il commissariamento del comune di Maniace salgono a 6 gli enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose dall'inizio dell’anno, dopo quelli di Scorrano (Lecce), Saint-Pierre, primo comune valdostano commissariato per questo motivo, Amantea (Cosenza), Pizzo (Vibo Valentia) e Sant’Antimo (Napoli).

Ogni punto sulla mappa rappresenta un comune. Il colore identifica il numero di scioglimenti per infiltrazioni criminali dal 1991. In verde quelli sciolti 1 volta, in giallo quelli sciolti 2 volte, in rosso quelli sciolti 3 volte. Si può cliccare sul punto per conoscere alcuni dati identificativi di quel comune.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Maggio 2020)

In Sicilia si registrano più di 80 commissariamenti per mafia dal 1991 ad oggi, di cui oltre il 40% nella provincia di Palermo. Con il commissariamento di Maniace, è la tredicesima volta che un comune del catanese viene sciolto per infiltrazioni di Cosa nostra.

Sono stati considerati tutti i commissariamenti per infiltrazioni criminali per tutti gli enti dal 1991. Non sono contate le proroghe.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Maggio 2020)

6 comuni commissariati per mafia nel 2020.

Nell'ultimo periodo il consiglio dei ministri ha anche deciso la proroga di sei mesi del periodo di commissariamento dei comuni di Casabona, Crucoli (Crotone) e Careri (Reggio Calabria); pubblicato anche il decreto di proroga relativo a Delianuova (Reggio Calabria). Le relazioni del ministro dell’interno danno conto del lavoro avviato dai commissari per il pieno ripristino della legalità e delle ragioni che giustificano la proroga del commissariamento.

Cosa ha portato agli ultimi commissariamenti per mafia

Nell'ultimo aggiornamento dell'osservatorio, abbiamo dato notizia del commissariamento di Pizzo e Sant’Antimo per infiltrazioni mafiose. Attraverso le relazioni pubblicate in allegato ai decreti presidenziali è possibile ora ricostruire le ragioni alla base delle decisioni del Governo.

Il commissariamento di Pizzo (Vibo Valentia) è stato disposto dopo che il consiglio comunale, a gennaio 2020, era stato sospeso dal prefetto per le dimissioni del sindaco, agli arresti domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa. Le relazioni fanno riferimento alle conclusioni dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sul diretto coinvolgimento di amministratori locali e dipendenti, evidenziando in particolare l’occupazione abusiva di immobili comunali e autorizzazioni illegittime allo svolgimento di attività economiche a favore di imprese legate alla ’ndrangheta.

Nel caso di Sant’Antimo (Napoli) il commissariamento ha fatto seguito allo scioglimento del consiglio comunale, per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, deliberato ad agosto 2020. Per questo comune si tratta del secondo commissariamento per condizionamento mafioso, dopo quello del 1991. Gli accertamenti effettuati dalla commissione di accesso indicano l’atteggiamento di favore nei confronti di ditte e persone legate alla locale criminalità, con l’elusione della normativa sugli appalti e sulla certificazione antimafia, in particolare nei settori dei lavori pubblici, dell’urbanistica e dei servizi funebri e cimiteriali. Sono proposti anche specifici provvedimenti di rimozione di alcuni dipendenti del comune maggiormente coinvolti.

Gli ultimi ricorsi sui commissariamenti

Il Consiglio di stato ha definitivamente respinto il ricorso avverso il commissariamento del 2018 del comune di Scilla (Reggio Calabria). La sentenza pone in rilievo, da un lato, i collegamenti diretti e indiretti di sindaco e consiglieri con esponenti e fiancheggiatori dei clan locali (molti dei quali risultano anche sottoscrittori delle liste elettorali); dall’altro, le gravi irregolarità nella gestione amministrativa (in particolare nell’affidamento dei lavori pubblici e delle concessioni demaniali) che hanno favorito gli interessi della ‘ndrangheta. Si segnala che il consiglio comunale di Scilla sarà rinnovato in occasione del prossimo turno elettorale.

Il Tar del Lazio ha confermato la legittimità del decreto di scioglimento del 2019 del comune di Torretta (Palermo, già sciolto nel 2005, mentre nel 2014 era stata invece deliberata dal Ministro dell’Interno l’archiviazione, in contrasto con le conclusioni della relazione prefettizia). I giudici amministrativi hanno ritenuto validi gli elementi raccolti sul condizionamento di Cosa Nostra sull’amministrazione locale, a partire dall’individuazione di referenti dei clan locali nella lista vincitrice delle elezioni. E ciò a prescindere dall’assenza di responsabilità penali.

Si segnala infine che il Consiglio di stato ha definitivamente annullato il decreto di scioglimento del comune di Grotteria, emanato nel 2018 a causa della tardiva approvazione del rendiconto.

In tabella sono riportati tutti i decreti relativi ai commissariamenti per infiltrazioni criminali: di scioglimento, di archiviazione e di proroga. Per quelli su cui c’è stato un ricorso, è indicato l’esito delle sentenze di Tar e Consiglio di stato.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 2 Novembre 2020)

Le interrogazioni ed interpellanze parlamentari sui comuni sciolti

Nell’ultimo periodo sono state presentate quattro interrogazioni parlamentari, cui il governo non ha dato ancora risposta.

In particolare, riguardano la legittimità dello scioglimento deliberato negli anni scorsi dei comuni di Scicli, Siculiana e Racalmuto, la sostituzione della commissione straordinaria dell’Asp di Reggio Calabria, le infiltrazioni criminali nel comune di Brescello e il mancato scioglimento del comune di Eraclea.

A quest’ultimo riguardo si evidenzia, come già sottolineato in passato, che i decreti di archiviazione pubblicati nella gazzetta ufficiale non forniscono informazioni sulle problematiche emerse nel corso dell’accesso agli uffici dell’ente locale; il ministro dell’interno ha trasmesso alla commissione Antimafia gli atti del procedimento relativo al comune di Eraclea, classificati come riservati.

Questo articolo è parte dell’osservatorio sui comuni e gli altri enti sciolti e commissariati, curato da openpolis in collaborazione con Giulio Marotta.

Foto: comune di Luzzara

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