Sono ancora troppo poche le scuole antisismiche nei territori a rischio #conibambini

La crisi sanitaria in corso ha limitato per molti alunni la didattica in presenza, ma la messa in sicurezza delle scuole rimane una questione cruciale. In particolare nei comuni a maggior rischio terremoto, dove solo il 25% degli edifici scolastici sono a progettazione antisismica.

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Sono 700 i comuni a maggior rischio sismico in Italia nel 2020. Si tratta di territori che in base all’attuale sistema di classificazione appartengono alla zona 1, dove “la probabilità che capiti un forte terremoto è alta”.

9% circa i comuni italiani considerati zona sismica 1.

Al diminuire del rischio, i comuni vengono classificati gradualmente come zona 2, 3 e 4, dove la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa.

Secondo la classificazione sismica la zona 1 è quella dove la probabilità che capiti un forte terremoto è alta. Nella zona 2 i forti terremoti sono possibili, nella zona 3 sono meno probabili rispetto alla zona 1 e 2 e nella zona 4 la possibilità è molto bassa. Nel rispetto dei criteri stabiliti a livello nazionale, alcune regioni hanno classificato diversamente il proprio territorio introducendo delle sottozone (2A, 3-4, …) per meglio adattare le norme alle caratteristiche di sismicità.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Protezione civile
(ultimo aggiornamento: venerdì 31 Gennaio 2020)

Fatta eccezione per il Friuli-Venezia Giulia, la maggior parte dei comuni settentrionali appartengono a zone dove il rischio sismico è basso. Al contrario, nel centro e nel sud del paese si concentrano i territori classificati come zona 1 e 2, quelli dove la probabilità che si verifichino terremoti è più alta.

Sono 11 le regioni che hanno comuni in zona 1.

Dei 700 comuni a maggior rischio sismico in Italia, 257 sono calabresi (36,7%). Territori che insieme costituiscono più della metà della regione. Seguono la Campania (18,4%), l'Abruzzo (13%) e la Basilicata (6,4%).

Secondo la classificazione sismica la zona 1 è quella dove la probabilità che capiti un forte terremoto è alta.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Protezione civile
(ultimo aggiornamento: venerdì 31 Gennaio 2020)

Le scuole antisismiche nella zona 1

Sono oltre 330.000 i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 18 anni che risiedono in comuni classificati come zona sismica 1. Una fascia d'età che comprende gli alunni delle scuole primarie e secondarie, che insieme costituiscono il percorso educativo obbligatorio.

Bambini e ragazzi hanno diritto a frequentare scuole sicure.

La crisi sanitaria in corso ha limitato per molti di loro la didattica in presenza nelle scuole. Tuttavia, garantire che queste strutture siano sicure, a partire dalla progettazione antisismica, rimane un fattore cruciale, in particolare nei territori più a rischio.

Secondo i dati 2018, sono 622 i comuni dotati di edifici scolastici statali tra i 700 territori in zona sismica 1. Di questi però, solo 336 hanno almeno una scuola antisismica.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Considerando la totalità degli edifici scolastici della zona 1, solo 702 su 2.824 (25%) sono a progettazione antisismica. Un dato preoccupante, poiché si parla di territori dove la probabilità che capiti un forte terremoto è alta.

Tutte le scuole in zona 1 dovrebbero essere antisismiche.

Analizzando la questione tra le regioni su cui si estende la zona 1, la situazione migliora in molti territori ma non emergono casi particolarmente positivi. Da un lato la maggior parte delle regioni considerate ha una percentuale di scuole antisismiche superiore alla media nazionale (25%). Dall'altro la quota più alta, cioè quella del Friuli-Venezia Giulia, è comunque di poco superiore alla metà delle scuole (56,5%).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Calabria e Campania, le regioni con più comuni a maggior rischio terremoti, sono le uniche dove la percentuale di edifici scolastici antisismici in zona 1 è inferiore alla media nazionale (25%).

1 su 6 circa, le scuole antisismiche nei comuni calabresi in zona 1.

Il caso della Calabria

Come abbiamo visto in precedenza, la Calabria è particolarmente soggetta al rischio terremoto. I comuni classificati come zona 1 costituiscono infatti il 62% del totale, una quota superiore a quella di tutte le altre regioni. Inoltre, il restante 38% degli enti locali è comunque classificato come zona sismica 2, cioè comuni dove forti terremoti sono possibili.

Per avere il quadro completo della situazione, abbiamo analizzato la presenza di scuole antisismiche in tutti i comuni della Calabria, divisi per zone sismiche 1 e 2.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Miur
(ultimo aggiornamento: giovedì 7 Maggio 2020)

Il capoluogo, classificato come zona 2, ha solo il 7% degli edifici scolastici antisismici. Situazione ancora più grave a Reggio Calabria (zona 2), il comune più popoloso della regione, dove solo 3 delle 107 scuole sono a progettazione antisismica (3%). In questo senso, Crotone si distingue positivamente rispetto alle altre città principali con una quota del 23%, ampiamente superiore alla media regionale del 16%.

I poli hanno meno scuole antisismiche.

Complessivamente le città principali, i cosiddetti poli, tra cui quelle nominate in precedenza, hanno in media solo l'8% di edifici scolastici antisismici. Un dato preoccupante, considerando che si tratta di territori dove si concentra più popolazione e dove possiamo pensare che le scuole ospitino un maggior numero di alunni.

I poli sono comuni centrali nell'offerta di servizi essenziali sul territorio. Vai a "Che cosa sono le aree interne"

Al contrario i territori periferici e ultraperiferici, quelli che hanno un accesso più limitato ai servizi essenziali, hanno quote più alte, pari in media al 16,8% di scuole antisismiche.

Il ruolo dello stato

Nel corso degli anni lo stato ha stanziato diversi fondi mirati alla messa in sicurezza delle scuole, a volte in modo preventivo, a volte a seguito di eventi calamitosi. Risorse che, per il triennio 2018-2020, sono distribuite in base all'accordo quadro. Un documento siglato nel 2018 dalla conferenza unificata tra stato ed enti locali, che definisce proprio la zona sismica come uno dei criteri fondamentali di riparto tra regioni dei fondi destinati all'edilizia scolastica.

Molte scuole non sono ancora adeguate alle normative antisismiche.

Nonostante i tentativi, gli interventi pubblici in materia non sembrano ancora dare risultati concreti. Ce lo dicono sia i dati visti in precedenza, sia l'ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, secondo il quale nel 2018 solo il 5% delle scuole è stato adeguato da un punto di vista sismico.

Un processo quindi che procede ancora a rilento, per una questione che andrebbe invece trattata con urgenza, specialmente nei territori più a rischio.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati sulle zone sismiche sono della Protezione civile, quelli sugli edifici scolastici antisismici sono di fonte Miur. I dati sugli edifici scolastici non sono disponibili per il Trentino-Alto Adige.

Foto credit: Flickr - Licenza

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