Sono 231 i comuni sciolti che andranno al voto in autunno Enti locali

Circa il 20% dei comuni che andrà il voto nel prossimo turno elettorale è attualmente sciolto o commissariato. Un ritorno alla normalità positivo, ma che segnala problemi di stabilità per alcuni enti locali. In estate altri 3 comuni commissariati per infiltrazioni, in Calabria e Sicilia.

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Prosegue il monitoraggio dell’osservatorio sui comuni commissariati. Un focus sugli scioglimenti degli enti locali e le loro cause, dai conflitti politici nella maggioranza, all’incapacità di approvare il bilancio, fino al caso più patologico: l’infiltrazione della criminalità organizzata. In collaborazione con Giulio Marotta.

Cos’è successo nell’ultimo periodo

Nel corso dell’estate si sono registrati tre nuovi commissariamenti per infiltrazioni criminali.

Il 28 luglio il consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento per infiltrazioni mafiose del comune di Partinico (Palermo), sulla base delle conclusioni della commissione di accesso istituita a gennaio. Il 7 agosto 2020 è stato deliberato il commissariamento dei comuni di Cutro (Crotone) e Sant’Eufemia d’Aspromonte (Reggio Calabria). Tutti e tre i comuni erano stati sciolti nei mesi precedenti per dimissioni del sindaco.

Il commissariamento per infiltrazioni della criminalità organizzata può essere deliberato anche per enti già sciolti in precedenza per altri motivi. Vai a "Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose"

Il consiglio dei ministri ha anche deciso la proroga di sei mesi del periodo di commissariamento dei comuni di San Cataldo, Mistretta, Palizzi, Stilo e dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Tolti i commissariamenti per mafia, nello stesso periodo sono stati sciolti altri 40 comuni, gran parte dei quali per motivi politici.

Accanto a 3 nuovi commissariamenti per mafia, i motivi politici restano predominanti.

Le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri si sono verificate a Valguarnera Caropepe, Barrafranca, Fara in Sabina, Poggio Bustone, Bonavigo, Elva, Telese Terme, Tricase, Ariccia , Venaus, Torchiarolo, Casarano, Courmayeur. A Castellamonte ed Arienzo è stato sfiduciato il sindaco. Mentre le dimissioni del sindaco hanno portato allo scioglimento di Lucera, Monterubbiano, Laterza, Civita Castellana, Marignarella (il sindaco si è candidato a consigliere regionale), Locorotondo, Montese, Ripi, Trinitapoli, Cenadi (in questo caso, le dimissioni hanno fatto seguito al coinvolgimento del sindaco nell’inchiesta “Imponimento” della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro), Favignana, Santa Caterina Villarmosa, Premariacco e Marigliano (anche in questi ultimi 2 casi, le dimissioni del sindaco fanno seguito al loro coinvolgimento in inchieste della magistratura con l’emissione di ordinanze di custodia cautelare). A Serracapriola e Pietrapaola si è verificata l’impossibilità di surroga a causa delle dimissioni di numerosi consiglieri.

A Orsomarso, Gizzeria e Vignola è stata dichiarata la decadenza del sindaco a seguito della sua elezione a consigliere regionale. Per Belmonte Mezzagno lo scioglimento è seguito alla mancata approvazione dei documenti di bilancio. Si sono inoltre verificati casi di decesso del primo cittadino a Salussola e Pietra Marazzi.

Il comune di Monteroduni (Isernia) è stato commissariato dopo che il Consiglio di stato (sentenza n. 4649 del 2020) aveva definitivamente annullato gli atti di proclamazione del sindaco e degli altri eletti per irregolarità emerse nello scrutinio delle votazioni del maggio 2019. A Filetto (Chieti) e Follonica (Grosseto) è stato nominato un commissario in previsione del nuovo ballottaggio dopo l’annullamento delle precedenti elezioni da parte del Tar Abruzzo e del Tar Toscana.

Si segnala infine che i comuni di Verbano e Belgirate, già sciolti per decesso del sindaco, sono stati poi commissariati in seguito alla mancata approvazione del bilancio.

Gli enti locali attualmente sciolti

Attualmente i comuni sciolti sono 271, includendo anche quelli commissariati a seguito di elezioni non valide nel precedente turno elettorale. A questi si aggiungono le aziende sanitarie calabresi commissariate ai sensi della legge n. 60 del 2019 e per infiltrazioni mafiose.

La mappa include i comuni sciolti dal governo nazionale e quelli deliberati dalle regioni a statuto speciale sulla base dei rispettivi ordinamenti (in giallo quelli commissariati a seguito dell’esito negativo delle ultime elezioni amministrative).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Settembre 2020)

Oltre l'85% dei comuni attualmente sciolti (231) andranno al voto nelle comunali del prossimo 20 e 21 settembre, o comunque nel corso dell'autunno. In Sicilia e Sardegna il voto per i comuni è previsto per ottobre 2020, mentre 3 comuni sciolti per infiltrazioni mafiose rinnoveranno i propri consigli nel turno di novembre.

In ogni caso, significa che circa il 20% dei 1.183 comuni interessati dal prossimo turno elettorale è attualmente sciolto o commissariato. Un positivo segnale di ritorno alla regolarità elettorale, in particolare per i 21 comuni che erano stati commissariati per infiltrazioni criminali tra 2017 e 2018. Ma andrà comunque monitorato nel corso dei prossimi mesi, dato l'alto tasso di recidività registrato in alcune aree del paese.

Se è vero che, dal 2010 ad oggi, tutte le regioni italiane sono state colpite dal fenomeno dei commissariamenti, va rilevato come quelli per mafia siano particolarmente presenti in alcune di esse. In 3 regioni (Calabria, Campania e Sicilia) si concentra oltre l'80% dei commissariamenti per mafia dal 2010. Detto questo, il fenomeno nel corso di un decennio ha toccato anche i territori del centro-nord: la metà delle regioni ha infatti avuto almeno un commissariamento per infiltrazioni dal 2010.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 2 Settembre 2020)

Gli ultimi commissariamenti per infiltrazioni mafiose

Con il commissariamento del comune di Partinico, Cutro e Sant’Eufemia d’Aspromonte salgono a nove gli enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose dall'inizio dell’anno. I 3 casi più recenti seguono quelli di Scorrano (Lecce), Saint-Pierre (primo comune valdostano commissariato per questo motivo), Amantea (Cosenza), Pizzo (Vibo Valentia), Sant’Antimo (Napoli) e Maniace (Catania). Il totale dal 1991 ad oggi è di 349 enti commissariati per mafia.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Settembre 2020)

La Calabria si conferma la regione in cui il fenomeno delle infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle amministrazioni locali desta le maggiori preoccupazioni. Contando sia i comuni che gli altri enti sciolti per mafia (come le aziende sanitarie) sono 123 i commissariamenti per mafia dal 1991 ad oggi. Di questi ben 66 (più della metà) sono avvenuti tra il 2012 e il 2020.

Ogni punto sulla mappa rappresenta un comune. Il colore identifica il numero di scioglimenti per infiltrazioni criminali dal 1991. In verde quelli sciolti 1 volta, in giallo quelli sciolti 2 volte, in rosso quelli sciolti 3 volte. Si può cliccare sul punto per conoscere alcuni dati identificativi di quel comune.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Settembre 2020)

L'area più colpita è la città metropolitana di Reggio Calabria (70 commissariamenti), seguita dalle province di Vibo Valentia (24), Catanzaro (14), Crotone (10) e Cosenza (5).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 5 Settembre 2020)

In Sicilia, con il commissariamento di Partinico, salgono a 84 i casi di scioglimento per infiltrazione della criminalità organizzata. Ad oggi 36 si sono verificati nella provincia di Palermo; seguono Catania (13), Agrigento (9), Trapani e Caltanissetta (8), Messina (5), Ragusa (3).

Cosa ha portato ai recenti commissariamenti per mafia

La documentazione allegata ai decreti di scioglimento ci permette di valutare meglio, al di là dei dati, la situazione specifica di ciascun territorio.

Appalti e gestione dei servizi costituiscono spesso i settori più critici.

Per quanto riguarda Partinico, la relazione indica una forte presenza della criminalità organizzata, una fitta rete di relazioni con amministratori e dipendenti e anche diversi atti di intimidazione. Vengono rilevate gravi irregolarità nell’affidamento degli appalti, con particolare riferimento alla gestione dei rifiuti e dei servizi sociali, che hanno favorito numerose ditte legate ai clan mafiosi, alcune delle quali colpite da interdittiva. Proprio le resistenze del consiglio comunale alle iniziative di contrasto delle illegalità avevano condotto il sindaco a rassegnare le dimissioni.

Nell'ultimo periodo sono stati pubblicati anche i decreti di proroga relativi ai comuni di San Cataldo e Mistretta e dell’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Le relazioni del ministro dell’interno danno conto del lavoro avviato dai commissari per il ripristino della legalità, delle iniziative assunte e dei motivi che giustificano la proroga del commissariamento. Nello specifico, la relazione riguardante l’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria illustra le misure adottate durante il commissariamento. Dal nuovo assetto degli uffici amministrativi dell'ente (e l’avvio delle relative procedure concorsuali), all’adozione del piano della performance 2020-2022 e del codice di comportamento (di cui l’azienda era sprovvista). Fino all’indizione di nuove gare per l’affidamento di beni e servizi.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Maggio 2020)

 

Le interrogazioni ed interpellanze parlamentari sui comuni sciolti

Dall'analisi degli atti di sindacato ispettivo rivolti dai parlamentari al governo possono emergere ulteriori informazioni su commissariamenti e scioglimenti.

Nell'ultimo periodo sono stati presentati 5 atti di sindacato ispettivo, cui il governo non ha dato ancora risposta. In particolare, un’interrogazione riguarda l’invio di una commissione di accesso per il comune di Bra (Cuneo) e altre interrogazioni riguardano le irregolarità nella gestione del progetto Sprar da parte del comune di Narni e nella gestione dei concorsi in alcuni comuni campani. Due interrogazioni riguardano i provvedimenti assunti dalla commissione straordinaria dell’azienda sanitaria di Catanzaro (clicca qui e qui).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Ottobre 2020)

Questo articolo è parte dell’osservatorio sui comuni e gli altri enti sciolti e commissariati, curato da openpolis in collaborazione con Giulio Marotta.

Foto credit: comune di Eboli

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