La distribuzione della produttività in parlamento

Con la stragrande maggioranza delle leggi ormai di iniziativa governativa, diventare relatore di un provvedimento è una delle poche vie per influenzare il dibattito parlamentare.

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La Repubblica 31 Dicembre 2019

Tito Boeri su La Repubblica è tornato sul tema del taglio dei parlamentari riprendendo il nostro Indice di produttività parlamentare 2017 con cui avevamo analizzato l’attività in aula dei parlamentari della scorsa legislatura.

Uno degli elementi che era emerso in quell’occasione era la concentrazione dei ruoli chiave in poche mani. I parlamentari semplici erano infatti il 64,13% del parlamento. I detentori di una key position invece solo il 35,87% degli eletti e, come se non bastasse, 36 di essi (il 10,62%) di ruoli chiave ne aveva due, o a volte tre. Con un governo sempre più dominante nella produzione legislativa, e una produttività dell’aula distribuita nella mani di pochi eletti, è chiaro che la nostra repubblica parlamentare sta attraverso un momento di forte crisi.

Ma ridurre il numero dei parlamentari non basta. Un parlamento più efficiente passa evidentemente per dei migliori regolamenti parlamentari. La discussione dovrà ruotare attorno alla necessità di ridare centralità al parlamento, rendendo nuovamente l’istituzione protagonista dell’iniziativa legislativa. Questo vorrà anche dire un esecutivo meno protagonista, che ha nella riduzione della decretazione d’urgenza una delle sue prerogative.

Leggi anche: “La sfida per un parlamento più efficiente inizia ora“.

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