Alla camera il M5s ha votato la fiducia ma non il provvedimento

L'esito delle votazioni sulla conversione del decreto aiuti, alla camera e al senato

Nonostante la venuta meno del Movimento 5 stelle il governo avrebbe ancora i numeri per andare avanti nella sua azione. Alla camera infatti l’approvazione del disegno di legge di conversione del decreto aiuti ha ottenuto 266 voti favorevoli. Meno della maggioranza assoluta ma si deve considerare che, escludendo gli esponenti del Movimento 5 stelle, i deputati che non hanno partecipato al voto perché assenti o in missione erano 212. Al senato invece i voti favorevoli sono stati 172 (maggioranza assoluta 161).

In base all’articolo 116 del regolamento della camera quando un progetto di legge si compone di un solo articolo, il governo può porre la fiducia su quel singolo articolo e non sull’approvazione finale del provvedimento che avviene con una ulteriore votazione. È grazie a questo escamotage che gli esponenti del Movimento 5 stelle alla camera hanno potuto votare favorevolmente alla questione di fiducia il 7 luglio ma hanno poi deciso di non partecipare al voto (risultando quindi assenti) l’11 luglio, quando si è decisa l’approvazione finale del provvedimento. Dopo aver votato a favore del provvedimenti l’11 luglio, l’onorevole Francesco Berti è uscito dal Movimento 5 stelle e ha aderito a Insieme per il futuro. La senatrice Cinzia Leone ha invece aderito a Ipf nel giorno stesso della votazione a palazzo Madama ed è già stata conteggiata nel nuovo gruppo. Alla camera attualmente è vacante il seggio di Elio Vito, cessato dal mandato parlamentare il 13 luglio 2022.

FONTE: elaborazione e dati openpolis
(ultimo aggiornamento: domenica 17 Luglio 2022)

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