L’importanza di Fontana agli affari europei Governo giallo-verde

Superato il rischio di una procedura di infrazione il governo ha realizzato un rimpasto di governo con cui la Lega ha recuperato peso all’interno del consiglio dei ministri.

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Le elezioni per il parlamento europeo hanno premiato la Lega, che ha visto i propri consensi superare di gran lunga quelli del Movimento 5 stelle, alleato di governo.

A tale successo elettorale non corrisponde tuttavia un peso maggiore all’interno del governo: anzi, negli ultimi mesi la Lega ha perso alcuni membri.

Anche per questa ragione l’esecutivo ha proceduto a un piccolo rimpasto di governo, a partire dal nuovo ministro agli affari europei, Lorenzo Fontana (Lega).

Potrebbe essere lui a gestire importanti dossier a Bruxelles, dal cambiamento delle regole europee, all’immigrazione, per finire su temi più strettamente economici come la trattativa sulla prossima legge di bilancio.

Al suo posto al ministero per la famiglia e la disabilità è stata nominata Alessandra Locatelli, deputata, sempre della Lega.

Il contesto europeo

Nonostante il ministero agli affari europei fosse vacante già da 4 mesi, Matteo Salvini, leader della Lega, ultimamente ha fatto pressioni per fare in modo che il ministro venisse nominato al più presto.

L’8 marzo del 2019 sono state infatti confermate le dimissioni di Paolo Savona, ministro alle politiche europee, nominato presidente della Consob. Trattandosi di un ministro senza portafoglio, le sue funzioni sono tornate in carico al presidente del consiglio Conte.

L’accelerata ha due principali ragioni, una dovuta al contesto europeo e l’altra legata al contesto nazionale.

Per quanto riguarda la prima, bisogna ricordare che fino a pochi giorni fa l’Italia rischiava di subire una procedura di infrazione per debito eccessivo in Ue. Poiché si tratta di una questione molto complessa era meglio attendere di conoscere il destino del nostro paese prima di individuare il soggetto che avrà un ruolo molto importante nella gestione della procedura. Oggi il rischio sembra essere scongiurato e questo ha dato ai leader politici maggiore libertà nell’individuazione del ministro.

Di recente infatti il presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva affermato che, ora che si è chiuso il rischio della procedura di infrazione, si poteva procedere alla nomina del ministro per gli affari europei.

I tempi sono maturi, possiamo procedere speditamente […] alla nomina del ministro per gli affari europei, mi consulterò subito con i vicepresidenti e leader delle due forze di maggioranza.

Inoltre, sono in corso le trattative per distribuire importanti incarichi a livello europeo e, considerando il fatto che la Lega al parlamento europeo siede tra l’opposizione, avrà più difficoltà di influire nelle trattative (prima tra tutte, quella per il rappresentante italiano in commissione europea). Un apposito ministro agli affari europei del proprio partito potrà invece seguire la questione più da vicino e con maggiore attenzione.

 

Perché il ministero agli affari europei è importante per la Lega

Veniamo ora alla seconda ragione per cui la nomina di un ministro agli affari europei è diventata urgente.

Dobbiamo partire da una riflessione  sui risultati delle elezioni europee. Gli elettori hanno infatti ribaltato i rapporti di forza all’interno della maggioranza.

A seguito delle elezioni europee che hanno mostrato un maggiore supporto dei cittadini all’ala leghista del governo si è più volte parlato di un possibile rimpasto per fare in modo che la compagine di governo rispetti i nuovi rapporti di forza tra i partiti che lo compongono. Salvini in passato ha più volte dichiarato di non voler far valere questa rinnovata forza, né con nuove elezioni, né con un rimpasto di governo.

Tuttavia, bisogna ricordare che la Lega ha “perso” numerosi membri all’interno dell’esecutivo.

Il primo è stato Maurizio Fugatti, sottosegretario al ministeo della salute, dimessosi nel novembre 2018 dopo essere stato eletto Presidente della Provincia autonoma di Trento.

Più di recente Armando Siri, ex sottosegretario alle infrastrutture. Il suo incarico è stato revocato all’inizio di maggio a seguito delle pressioni del M5s, che chiedevano le dimissioni del sottosegretario indagato per corruzioni.

Infine Edoardo Rixi, ex viceministro per le infrastrutture e i trasporti, dimessosi alla fine di maggio dopo essere stato condannato in primo grado per peculato.

Con le nomine di Fontana agli affari europei e Locatelli alla famiglia, la Lega recupera un membro all’interno dell’esecutivo.

Sono stati considerati ministri e sottosegretari. Ministero del lavoro e ministero dello sviluppo economico sono stati considerati separatamente anche se sono entrambi a capo di Di Maio (M5s).

FONTE: elaborazione openpolis su dati del governo.
(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Luglio 2019)

Bisogna aggiungere che Salvini rischia di perdere presto altri due componenti del governo. Il primo è Massimo Garavaglia, attualmente viceministro all'economia, rischia una condanna danno erariale: la sentenza è attesa per il 17 luglio. Qualora si giungesse a una condanna, il M5s farebbe pressioni per le sue dimissioni.

A Garavaglia auguro di essere innocente, ma se non dovesse essere cosi auguro che succeda quello che è successo con Rixi, ovvero un passo indietro

Il secondo è Giancarlo Giorgetti. Attualmente infatti l'Italia sta trattando con gli altri paesi dell'Ue per ottenere il commissario europeo alla concorrenza. Il nome più probabile per la carica attualmente è proprio quello di Giorgetti, sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri. Se le voci fossero confermate, la Lega resterebbe priva di un ulteriore uomo al governo.

Chi sono i nuovi membri del governo

Nella giornata di ieri, mercoledì 10 luglio, sono state confermate le voci che davano Lorenzo Fontana come futuro ministro agli affari europei. Fontana del resto ha esperienza come eurodeputato: è stato infatti europarlamentare sia nella VII che nella VIII legislatura. Poiché dal giugno 2018 è ministro per la famiglia e la disabilità, è stato necessario pensare anche a chi avrebbe ricoperto questa carica.

Il posto di Fontana è stato preso da Alessandra Locatelli, leghista, deputata e vicesindaco di Como.

In questo modo entra anche una nuova donna nell'esecutivo.

19,35% di donne nel governo Conte.

Considerando anche che si è passati da 64 a 62 membri del governo (esclusi presidente e vicepresidenti del consiglio), la percentuale di donne sul totale aumenta di oltre due punti percentuali rispetto all'insediamento. Il dato rimane tuttavia molto al di sotto rispetto agli ultimi 3 governi. Con Letta le donne rappresentavano infatti il 29,03%, con Renzi il 27,87% e con Gentiloni il 28,33%.

Il dipartimento per le politiche europee: di cosa si occupa

Il dipartimento degli affari europei si occupa in particolare di promuovere e coordinare le attività ed iniziative relative all'attuazione delle politiche dell'Unione europea.

Il ministro agli affari europei si occupa di dialogare con le istituzioni europee su temi quali le nomine di vertice e la gestione delle procedure di infrazione.

Altri compiti riguardano in particolare la partecipazione del nostro paese  e del parlamento alla formazione del diritto Ue.

Più nello specifico l'ex ministro senza portafoglio Paolo Savona, nominato con decreto del presidente della repubblica il 1 giugno del 2018, aveva le deleghe a:

 

 

  • promozione delle attività per l'attuazione delle politiche dell'Ue;
  • attività sulla partecipazione del parlamento italiano alla formazione della normativa dell'Unione;
  • convocazione del Comitato interministeriale per gli affari europei;
  • rappresentare l'Italia alle riunioni del consiglio dell'Unione europea;
  • formulare proposte per la riforma del diritto europeo;
  • contribuire all'elaborazione della politica economica;
  • armonizzazione tra legislazione europea e nazionale;
  • valutare i ricorsi dei ministri alla Corte di giustizia dell'Unione europea;
  • coordinamento delle parti coinvolte nella fase di predisposizione della normativa Ue;
  • adeguamento degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Ue da parte delle amministrazioni pubbliche;
  • convocazione e copresidenza della sessione europea della conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • convocazione e copresidenza della sessione speciale della Conferenza Stato-città e autonomie locali dedicata all'Ue;
  • predisposizione dei provvedimenti per recepire gli atti dell'Ue (come legge europea e legge di delegazione europea);
  • predisposizione di relazioni;
  • coordinamento delle agenzie europee di regolamentazione;
  • diffusione dell'informazione sulle attività dell'Ue;
  • formazione di operatori pubblici e privati sulle tematiche europee.

 

Foto credit: Dipartimento per le politiche europee - Licenza

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