Elezioni europee: ci sarà un rimpasto di governo? Governo giallo-verde

Le elezioni del 26 maggio hanno ribaltato i rapporti di forza tra Lega e M5s. Per consolidare il nuovo assetto si potrebbe procedere a un rimpasto di governo.

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Il 26 maggio gli italiani hanno votato per il rinnovo del parlamento europeo. Nonostante non si tratti di un’elezione per un organo nazionale, c’era grande aspettativa su questo appuntamento elettorale, considerato come un grande banco di prova per l’operato del governo giallo-verde.

Queste elezioni europee ancora più di altre sono state caricate di aspettative rispetto ai possibili effetti sulla politica interna. E il nostro paese non è un caso isolato: Tsipras, il premier greco, ha già annunciato le elezioni anticipate a causa del risultato negativo.

In Italia le conseguenze dei risultati, che vedono ribaltarsi i rapporti di forza tra i partiti della maggioranza, potrebbero essere diverse: non si esclude un rimpasto di governo o addirittura un ritorno alle urne. In ogni caso, qualsiasi cambiamento all’interno della compagine di governo non potrebbe cambiare la maggioranza che attualmente siede in parlamento.

I risultati

Avendo ottenuto il 34,33% dei voti alle elezioni per il parlamento europeo, la Lega ha superato di gran lunga il Movimento 5 stelle, crollato al 17,07%.

17,26 i punti di vantaggio della Lega sul M5s. Il partito di Salvini ha ottenuto il doppio dei voti.

Rispetto alle elezioni politiche del marzo 2018, i rapporti di forza tra i due partiti di governo si sono completamente invertiti. Nel marzo del 2018 infatti era il Movimento il primo partito d’Italia, con oltre il 32%, mentre la Lega era ferma a poco più del 17%. Ed è con questi numeri che, nel giugno dell’anno scorso, si è formato il governo oggi in carica.

I dati 2018 sono riferiti alle elezioni della camera dei deputati, mentre i dati 2014 e 2019 sono riferiti alle elezioni per il parlamento europeo.

FONTE: elaborazione openpolis su dati del ministero dell'interno.
(ultimo aggiornamento: lunedì 27 Maggio 2019)

La sconfitta del partito guidato da Di Maio è resa ancora più dura dal sorpasso del partito democratico che, dopo la recente elezione di Nicola Zingaretti come nuovo segretario, è riuscito a risalire al 22,69%, diventando il secondo partito del paese.

Il governo attuale

Come abbiamo visto, i risultati delle elezioni del marzo 2018 hanno portato alla composizione di un parlamento in cui tra Lega e 5 stelle sono questi ultimi ad avere di gran lunga più rappresentanti.

Una volta formatasi la maggioranza con le due forze, l'equilibrio in parlamento si è riflettuto nella distribuzione delle cariche governative.

Ministero del lavoro e ministero dello sviluppo economico sono stati considerati separatamente anche se sono entrambi a capo di Di Maio (M5s).

FONTE: elaborazione openpolis su dati del governo.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Maggio 2019)

Infatti, attualmente ben 10 ministeri sono in capo al M5s e solo 6 sono in quota Lega, di cui la metà senza portafoglio. I 5 stelle ricoprono invece 8 ministeri con portafoglio. Per quanto riguarda i sottosegretari, 26 sono del Movimento e 18 della Lega.

L'ipotesi di un rimpasto di governo

Visto il ribaltamento degli equilibri all'interno dell'esecutivo, non sorprenderebbe se Salvini insistesse per un rimpasto di governo.

Un rimpasto di governo consiste in un cambiamento nella composizione dell’esecutivo senza che si arrivi alle dimissioni di tutto il governo. Vai a "Che cos’è un rimpasto di governo"

Con una redistribuzione delle cariche la compagine di governo potrebbe rispettare i nuovi rapporti di forza instauratisi tra i partiti che lo compongono. In questo modo la Lega potrebbe facilitare l'approvazione rapida di alcuni provvedimenti chiave. È necessario segnalare che in effetti i disegni di legge del governo hanno un tasso di approvazione molto più alto, in tempi più brevi, rispetto ai progetti dei parlamentari.

Salvini potrebbe chiedere di affidare le deleghe alle politiche europee a un ministro leghista, vista la recente nomina dell'ormai ex ministro Paolo Savona (indipendente) a capo della Consob.

Alcune delle misure più importanti per la Lega sono di competenza di ministeri a capo di indipendenti o dei 5 stelle. Ad esempio Giovanni Tria, indipendente, è a capo del ministero dell'economia, fondamentale per la realizzazione della flat tax.

Bisogna poi ricordare che la Lega ha recentemente perso un sottosegretario ai trasporti, Armando Siri. Salvini si era inizialmente opposto alla revoca dell'incarico, ma il M5s ha fatto valere la propria prevalenza numerica in consiglio dei ministri.

L'accelerata sui provvedimenti della Lega

Non è detto che debba cambiare qualcosa all'interno della maggioranza. La distribuzione dei ruoli di governo potrebbe anche rimanere invariata.

In effetti, lo stesso Salvini dichiara di non voler chiedere nuovi membri di governo per il suo partito.

Ogni singolo voto che le italiane e gli italiani ci hanno dato da nord a sud non verrà da me usato per chiedere mezza poltrona in più in Italia.

Infatti è possibile che si scelga di ricalibrare l'agenda del governo senza procedere a un rimpasto. La Lega potrebbe ottenere l'approvazione delle proprie misure di bandiera (sicurezza, riduzione delle tasse, grandi opere, autonomie) senza necessariamente spingere per ricoprire nuovi ruoli al governo.

Il parlamento

In conclusione è necessario considerare che, se la Lega dovesse infine decidere di insistere per un rimpasto di governo, questo non cambierebbe la maggioranza che siede in parlamento.

Sono stati presi in considerazione i componenti dei rispettivi gruppi parlamentari.

FONTE: elaborazione openpolis su dati del parlamento.
(ultimo aggiornamento: martedì 28 Maggio 2019)

Attualmente infatti il M5s esprime 219 deputati e 107 senatori, mentre la Lega ne ha rispettivamente 123 e 58.

Questo significa che in ogni caso il Movimento ha un peso maggiore alla camera e al senato. Se si procedesse a un consistente rimpasto di governo, per equiparare i rapporti di forza tra Salvini e Di Maio a quelli risultanti dalle elezioni europee, si arriverebbe a una situazione decisamente atipica: la maggioranza di governo sarebbe diversa da quella parlamentare. Questo potrebbe comportare situazioni ambigue e difficoltà per l'approvazione parlamentare delle misure del governo.

Un  rimpasto di governo non può cambiare la maggioranza all'interno del parlamento.

Nessun rimpasto di governo può cambiare la distribuzione dei seggi tra deputati e senatori, l'unico modo per far sì che il parlamento italiano rifletta i risultati delle europee sarebbe andare al voto anticipato.

 

Foto credit: Facebook ufficiale Matteo Salvini

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