L’impatto sul paese degli scarsi rendimenti scolastici #conibambini

Per migliorare le competenze dei più giovani, gli stati Ue hanno fissato come obiettivo di ridurre la quota di studenti con scarsi rendimenti scolastici. Un problema che per l’Italia significa prima di tutto abbattere i divari tra nord e sud del paese.

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Una delle sfide più importanti per il nostro sistema educativo è migliorare i rendimenti scolastici degli studenti. In un mondo dove sono e saranno necessarie sempre più competenze, è questa la premessa per non lasciare indietro nessuno, in particolare i bambini e i ragazzi che nascono nelle famiglie più svantaggiate.

Non agire su questo fronte significa allargare il gap tra studenti con background sociali diversi, e accettare una società più statica, con meno mobilità sociale. Distorsioni che possono essere ridotte solo da un sistema educativo equo e di qualità per tutti, a prescindere dal contesto sociale di provenienza.

Da questo punto di vista, negli ultimi anni le rilevazioni Ocse-Pisa hanno indicato un sensibile peggioramento dei rendimenti scolastici degli studenti a livello europeo. In media un quindicenne su 5 non raggiunge competenze sufficienti in lettura, matematica e scienze.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

Se sul lungo periodo (rilevabile solo per le competenze in lettura) il dato è tutto sommato stabile, nel breve periodo il peggioramento è molto più netto. Rispetto al 2012, aumentano di 1,9 punti gli studenti con bassi rendimenti in lettura e di 4 punti nelle scienze. Mentre la quota di alunni con scarse competenze matematiche resta stabilmente la più alta (22,2%).

Come è messa l'Italia

Anche alla luce di questi dati, gli stati Ue hanno concordato l'impegno a ridurre al di sotto del 15% i ragazzi e le ragazze con risultati insufficienti.

Un obiettivo che è pienamente raggiunto da 4 stati su 28 in lettura, da solo 3 in matematica e appena 2 in scienze. Anche aggiungendo i paesi che si trovano sulla soglia del 15% o poco sopra, il conto sale a 6 stati per la lettura e a 4 in matematica e scienze.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

 

L'Italia si colloca a metà classifica in tutte e tre le materie, con una quota di ragazzi con apprendimenti insufficienti sempre superiore alla media europea e al 20%.

Nel lungo periodo migliora la posizione italiana, ma resta lontano l'obiettivo di scendere sotto quota 15%.

Allo stesso tempo, va sottolineato che il nostro paese partiva da livelli molto elevati rispetto agli altri paesi Ue. Nella rilevazione 2006 occupava i primi posti per tasso di studenti con competenze scarse in tutte e 3 le materie. Con il 26,4% di studenti insufficienti in lettura, presentava un dato inferiore solo a quello di Romania e Bulgaria (entrambe sopra al 50%, ma all'epoca non ancora nell'Ue) e di Slovacchia (27,8%) e Grecia (27,7%). Ed era al primo posto per insufficienze in matematica (33%) e scienze (25,3%), sempre se si escludono i due paesi dei balcani orientali che sarebbero entrati nell'Ue l'anno successivo.

Rispetto a questi picchi, il dato italiano è migliorato nel lungo periodo, basta confrontare la quota attuale di insufficienze con quella degli anni 2003-2006. Nel breve periodo invece l'andamento è molto meno positivo: tra 2012 e 2015 c'è un sensibile miglioramento in matematica (-1,4 punti) mentre peggiorano soprattutto le scienze (+4,5 punti) e in misura minore la lettura (+1,5 punti).

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Ocse-Pisa
(ultimo aggiornamento: martedì 2 Aprile 2019)

L'aumento dei giovani con rendimenti scolastici insufficienti, osservabile tra 2012 e 2015, non è stato uniforme sul territorio nazionale. Alcune aree del paese, e in particolare il mezzogiorno, mostrano un peggioramento preoccupante.

Il problema italiano sono i divari territoriali

Preso complessivamente, abbiamo visto come il nostro paese sia ancora lontano dalla soglia del 15% fissata in Europa. Ma è solo scendendo al di sotto della media nazionale che emerge la profondità delle differenze interne.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Aprile 2019)

Nella parte settentrionale del paese la quota di studenti con rendimenti scolastici insufficienti appare molto più contenuta. In particolare nelle regioni del nord-est: in queste la percentuale è ampiamente al di sotto della soglia europea del 15%. Quest'area presenta dati in linea (o inferiori) a quelli dei migliori benchmark europei in tutte le materie.

11% gli studenti con competenze insufficienti in lettura nel nord-est. Nelle isole sono il 32,8%: tre volte tanto.

È il mezzogiorno a distanziarsi di più sia dalla media italiana, sia dall'obiettivo del 15%. Nelle regioni del sud i giovani con apprendimenti scarsi sono poco meno del 30%; nelle isole raggiungono o superano 1/3 del totale.

Nell'ultimo periodo rilevato (2012-15) torna ad allargarsi il divario nord-sud.

L'aspetto da monitorare maggiormente è l'andamento nel tempo dei divari interni al paese. Sul lungo periodo, si registrano miglioramenti più o meno significativi in tutte le materie e in quasi tutte le aree. Ad esempio nel 2003 oltre il 47% degli studenti del mezzogiorno conseguiva risultati insufficienti; nel 2015 questa quota è scesa al 30% al sud e al 40% nelle isole. Una riduzione significativa, ma a fronte di un livello ancora molto alto.

Ma è nel breve periodo che si osserva una tendenza nel meridione all'aumento dei ragazzi con competenze insufficienti, in particolare per quanto riguarda la lettura e le scienze. Con la conseguenza di un allargamento dei divari interni.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Aprile 2019)

Quello tradizionale tra nord e sud, ma non solo. Anche il nord-ovest ad esempio peggiora sensibilmente la propria posizione (+3,2 tra 2012 e 2015). Elementi che spingono ad approfondire in chiave territoriale questo dato.

Il ritardo delle regioni del sud aggrava i divari esistenti

Quelli visti finora sono dati di fonte Ocse-Pisa ma, essendo utilizzati nel confronto tra stati, non consentono di approfondire l'argomento in chiave regionale. Per capire il livello degli apprendimenti possiamo comunque ricorrere ai dati Invalsi, che in modo simile stimano la percentuale di ragazzi della seconda superiore con competenze alfabetiche e numeriche insufficienti.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Invalsi e Istat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Aprile 2019)

54,1% degli studenti calabresi di seconda superiore ha competenze insufficienti in lettura. Una quota 3 volte superiore a quella di Trento.

Letti regione per regione i dati rendono ancora meglio i divari interni al paese. In 5 regioni, tutte del mezzogiorno, i rendimenti in lettura sono insufficienti per oltre il 40% dei ragazzi: Calabria, Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia. E sugli apprendimenti in matematica il dato è ancora peggiore: 2 terzi dei ragazzi calabresi e sardi, e quasi il 60% di quelli campani e siciliani non ha competenze sufficienti. Questi dati rischiano di avere gravi conseguenze in futuro, e di allargare le distanze che già esistono nei territori.

Le competenze degli studenti, provincia per provincia

Delineato un quadro di profonda spaccatura tra nord e sud, è interessante esaminare il tema in chiave locale. Ci sono delle realtà in controtendenza, in ciascuna delle due aree del paese?

A questo livello non abbiamo il dato sulla percentuale di studenti con rendimenti scolastici insufficienti, ma dai dati Invalsi possiamo risalire al punteggio medio raggiunto nelle prove.

Come si nota dalla mappa, i colori più chiari delle province del mezzogiorno confermano la maggiore difficoltà di quei territori.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Invalsi (a.s. 2017/18)
(ultimo aggiornamento: mercoledì 29 Maggio 2019)

Le province del sud con i migliori rendimenti si trovano, anche se di poco, al di sotto della media nazionale.

Escludendo le province di Abruzzo e Molise, i migliori rendimenti nel mezzogiorno sono concentrati in 3 territori: Lecce, Bari e Matera. Seppur di poco, si trovano comunque al di sotto punteggio medio nazionale pari a 198,5 punti. Sono molto lontane dalla media realtà calabresi come Crotone e Vibo Valentia, la siciliana Enna, e la provincia del Sud Sardegna. Per queste aree la distanza è ampia non solo dalla media nazionale, ma soprattutto dalle province con i migliori rendimenti, tutte concentrate tra Lombardia, Veneto e Trentino, tra queste Lecco, Trento, Como, Belluno, Monza.

Alcuni capoluoghi meridionali in controtendenza, ma sono eccezioni

La premessa per intervenire sui bassi rendimenti scolastici è una mappatura completa di come varia la diffusione delle competenze sul territorio. Attraverso le statistiche sperimentali di Istat, possiamo ricostruire il fenomeno almeno per i capoluoghi.

Questi dati confermano i trend già visti, ma la disaggregazione comunale offre alcuni elementi di valutazione in più. Dei primi 10 capoluoghi per competenza alfabetica, 9 sono del nord. Ma è interessante osservare il terzo posto di Lanusei (capoluogo della ex provincia sarda dell'Ogliastra), in controtendenza rispetto a quanto visto per il mezzogiorno e per la Sardegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)

Sempre controtendenza con le maggiori difficoltà registrate nel mezzogiorno, si segnalano anche altri capoluoghi meridionali al di sopra della media nazionale (pari a 200 punti). Nell'ordine Campobasso (209, 54 punti), Benevento (208,11), Trani (204,53), L'Aquila (203,52), Agrigento (203,09), Salerno (202,08, Chieti (201,65), Taranto (201,64), Lecce (201,53) e Villacidro (200,93).

Segno che nel sud la situazione dei capoluoghi è in alcuni casi meno drammatica di quella delle rispettive province, dal momento che anche le migliori del sud si avvicinavano, senza raggiungerla, alla media nazionale.

Ma sembra trattarsi più che altro di eccezioni rispetto al trend complessivo. Se prendiamo i 10 capoluoghi con i rendimenti più bassi sono tutti del mezzogiorno. 9 su 10 sono concentrati nelle due isole (in particolare in Sardegna), l'altro è la calabrese Cosenza.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Invalsi e Istat (statistiche sperimentali)
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Gennaio 2018)

Messi in fila, questi dati raccontano di un ritardo preoccupante delle regioni meridionali, con poche eccezioni, e risultati ancora peggiori in alcune realtà locali. Sembra essere questo il problema italiano in termini di competenze e di rendimenti scolastici. Un problema non solo educativo e giustizia sociale, ma anche economico: lasciare indietro negli apprendimenti gli studenti delle zone più deprivate del paese, è di fatto un disinvestimento sul capitale umano di questi territori. In definitiva, una tara sulle possibilità di sviluppo nel futuro.

Scarica, condividi e riutilizza i dati

I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle competenze è Invalsi e Istat (statistiche sperimentali).

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