L’avanzamento del Pnrr negli altri paesi europei Next generation Eu

A che punto sono i diversi stati membri dell’Ue nell’attuazione dei rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza. Dai finanziamenti previsti a quelli ricevuti finora, dalle agende ancora da approvare alla percentuale di completamento di quelle già avviate.

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Il dispositivo per la ripresa e la resilienza – come abbiamo ribadito in numerosi approfondimenti – è il principale strumento messo in campo dall’Unione europea, per risollevarsi dalla crisi economica e sociale causata dalla pandemia.

Al dispositivo per la ripresa e resilienza è destinato quasi il 90% dei fondi del Next generation Eu. Vai a "Che cos’è il Next generation Eu"

Attraverso i singoli piani nazionali, gli stati membri hanno la possibilità di implementare riforme e investimenti nel proprio territorio. Allo scopo non solo di migliorare le condizioni socio-economiche attuali, ma anche di avviare i processi di transizione ecologica e digitale per far fronte alle sfide del futuro.

€ 723,8 mld le risorse complessive destinate al dispositivo di ripresa e resilienza, di cui 385,8 miliardi sotto forma di prestiti e 338 di sovvenzioni.

La commissione europea effettua un monitoraggio puntuale dell’avanzamento dei piani nazionali di ripresa e resilienza. Sia in termini di fondi richiesti ed erogati, sia in termini di attuazione delle scadenze previste. Uno strumento utile per osservare il quadro generale e avere un’ulteriore prospettiva, quella europea, da cui approfondire l’operato dell’Italia.

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Come si dividono i fondi destinati agli stati membri

Dall’analisi degli importi destinati ai diversi paesi Ue, l’elemento che emerge in modo immediato è la disparità di questa suddivisione. Un dato che dipende sia dagli specifici criteri individuati dalle istituzioni europee, sia dalla scelta di ciascun governo tra la richiesta di sole sovvenzioni o anche di prestiti.

I criteri includono particolari calcoli relativi al prodotto interno lordo (Pil) pro capite dei paesi, al numero di abitanti e al tasso di disoccupazione. Riguardo i prestiti, il vincolo è che non superino il 6,8% del reddito nazionale lordo.

Le modalità di distribuzione dei fondi cerca di supportare le economie caratterizzate da ampia disoccupazione e bassa crescita. Vai a "Come funzionano i flussi dei finanziamenti nel Pnrr"

Sono Italia, Polonia, Grecia, Romania, Portogallo, Slovenia e Cipro ad aver richiesto prestiti, oltre che sovvenzioni. Tra questi, il nostro paese registra sia la quota che la cifra più alta.

64% dei fondi Pnrr destinati all’Italia sono un prestito che andrà restituito. Si tratta di circa 123 miliardi di euro, sull’ammontare complessivo di 191 miliardi.

Considerando poi la somma tra prestiti e sovvenzioni, il nostro paese riceve l’importo maggiore anche dal dispositivo per la ripresa e la resilienza considerato nel suo complesso (191,48 miliardi di euro). Seguono, ma con ampio distacco, la Spagna (69,51 miliardi in totale), la Francia (39,36) e la Polonia (36).

In termini di confronto tra paesi però, è utile considerare anche il rapporto tra i fondi Pnrr totali destinati a un paese e il suo prodotto interno lordo (Pil). In questo modo è possibile infatti paragonare in modo più adeguato, il diverso impatto che il dispositivo di ripresa e resilienza intende avere sulle economie degli stati membri.

I dati si riferiscono ai Pil del 2021. Ungheria e Paesi Bassi sono ancora in attesa dell’approvazione dei propri piani nazionali, quindi le cifre riportate non sono definitive ma si riferiscono al massimo contributo che potrebbe essere accordato ai due paesi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati commissione europea
(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)

È la Grecia il paese dove le risorse Pnrr costituiscono la percentuale più alta di Pil nazionale, pari al 16,68%. Seguono altri paesi del sud e dell'est Europa: Romania (12,15%), Croazia (11,01%) e Italia (10,79%). Mentre la quota minore si registra per il Lussemburgo (0,13%) e per stati del nord come Irlanda (0,23%), Danimarca (0,46%) e Svezia (0,61%).

La ripartizione dei fondi, misurata in questo modo, sembrerebbe quindi impattare maggiormente sui territori del sud e dell'est Europa - storicamente più svantaggiati dal punto di vista economico - e meno sui paesi del nord.

Quante risorse sono state rilasciate finora

Gli importi che abbiamo visto in precedenza vengono inviati ai singoli paesi in diverse tranche, lungo tutti gli anni di attuazione dei rispettivi piani nazionali. I governi possono richiedere un nuovo rilascio di risorse ogni sei mesi, quando la commissione europea verifica che le scadenze definite dalle diverse agende siano state completate nei tempi stabiliti.

In caso di parere positivo, si procede all’erogazione dei fondi. Vai a "Come l’Ue verifica l’attuazione dei Pnrr negli stati membri"

Dal 3 agosto 2021 al 29 luglio 2022 sono 21 gli stati membri ad aver ricevuto almeno un pagamento, per un totale di 112,78 miliardi di euro erogati. Fino a questo momento sono stati 3 i motivi di rilascio:

  • il pre-finanziamento, inviato ai 21 paesi che hanno avuto l’ok della commissione alle proprie agende. Si tratta di un trasferimento di risorse pari e non oltre al 13% dell’ammontare totale indirizzato a ciascun Pnrr;
  • primo pagamento, rilasciato finora a 7 stati secondo le modalità già descritte in precedenza. Lo hanno ricevuto in ordine: Spagna, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Croazia, Slovacchia.
  • secondo pagamento, a oggi inviato solo alla Spagna. Il nostro paese dovrebbe riceverlo a breve, a seguito della verifica positiva da parte della commissione sull'attuazione del Pnrr italiano nel primo semestre del 2022.

Nel grafico mancano 6 stati membri. Ungheria e Paesi Bassi sono in attesa, con tempi diversi, di vedersi approvato il proprio Pnrr. Mentre Irlanda, Polonia e Svezia hanno ricevuto l’approvazione ma ancora nessuna quota di risorse. Infine, la Bulgaria ha richiesto il primo rilascio di fondi ed è in attesa.

 

FONTE: elaborazione openpolis su dati commissione europea
(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)

Sono 6 gli stati membri che mancano all'appello. Nel caso di Bulgaria, Irlanda, Polonia e Svezia, i piani nazionali sono stati approvati dalle istituzioni Ue, ma ancora non ci sono stati invii di risorse.

Mentre Paesi Bassi e Ungheria sono ancora in attesa del via libera alle proprie agende. Quella olandese ha ricevuto il consenso della commissione ma non ancora del consiglio, anche se è presumibile pensare che arriverà a breve. A quella ungherese invece Bruxelles non ha dato l'ok e ha espresso alcune perplessità. Sia riguardo al ruolo delle amministrazioni regionali e locali nell'attuazione del piano, sia legate al rispetto dello stato di diritto. Una questione che sta condizionando anche l'invio del pre-finanziamento per il Pnrr polacco.

Lo stato di avanzamento dei piani nazionali

Abbiamo sottolineato prima che i rilasci di risorse, successivi al pre-finanziamento, dipendono dal completamento delle scadenze, verificato ogni sei mesi dalla commissione.

Insieme a questo controllo semestrale, Bruxelles chiaramente monitora l'avanzamento complessivo del piano. Considerando la percentuale di milestone e target raggiunti finora, sul totale di quelle previste dalle diverse agende.

Il grafico mostra i paesi che hanno iniziato ad attuare i rispettivi Pnrr e la percentuale di milestone e target conseguiti.

FONTE: elaborazione openpolis su dati commissione europea
(ultimo aggiornamento: lunedì 3 Ottobre 2022)

 

Con il 22% delle scadenze completate, Spagna e Francia sono i paesi più avanti nell'attuazione dei propri piani nazionali di ripresa e resilienza.

10% le milestone e i target completati dall'Italia al 3 ottobre 2022, sul totale di quelli previsti fino al 2026.

Supera di poco questa soglia il Portogallo (11%), mentre Croazia, Slovacchia e Grecia si posizionano al di sotto del 10%.

Va detto che non stupisce che questi paesi siano gli unici ad aver avviato la realizzazione del Pnrr e, come abbiamo visto in precedenza, ad aver ricevuto la prima tranche di pagamento. Sono infatti tra quelli che riceveranno complessivamente più risorse dal dispositivo e che quindi, presumibilmente, hanno agende più dense e tempi di attuazione più serrati, rispetto agli altri stati membri. Questo è senz'altro vero per l'Italia, che ha un numero di scadenze complessive (527) ampiamente superiore a quello degli altri paesi più finanziati. Dalla Spagna (416) alla Francia (175), dalla Polonia (283) alla Grecia (331).

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: Council of EU

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