Il governo è in affanno sulle scadenze del Pnrr Le nostre analisi

Sono 51 i target e le milestone che l’Italia deve conseguire entro il 31 dicembre. Secondo l’esecutivo le scadenze già raggiunte sarebbero 29 ma dal nostro monitoraggio i numeri non coincidono.

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Ci stiamo avvicinando rapidamente alla fine dell’anno. Si tratta di un momento molto importante anche per quanto riguarda la gestione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). A breve infatti il nostro paese dovrà inviare alle istituzioni europee una relazione che illustra i risultati sin qui raggiunti. Si tratta di un passaggio fondamentale per poter accedere alle prossime tranche dei fondi.

Attraverso il “freno di emergenza” il consiglio europeo può decidere di bloccare l’erogazione delle risorse qualora fossero registrati dei gravi scostamenti dal raggiungimento dei target intermedi e finali. Vai a "Come l’Europa valuta il Pnrr degli stati membri"

In base a un comunicato stampa diffuso dal governo ai primi di novembre le scadenze da raggiungere complessivamente entro la fine dell’anno sarebbero 51, di cui 29 già conseguite. A questo annuncio però non ha fatto seguito la pubblicazione di un elenco aggiornato con il dettaglio sullo stato di avanzamento dei diversi adempimenti. Per questo non è possibile avere un quadro esaustivo della situazione. Dall’analisi delle informazioni ad oggi disponibili emergono comunque alcune difficoltà.

23 le scadenze del Pnrr per il 2021 ancora da adottare secondo le nostre analisi (per il governo sono 22).

Confrontando diversi documenti infatti il numero di adempimenti già completati indicato dal governo non trova corrispondenza. Inoltre per molte scadenze non risulta ad oggi nessun atto pubblicato. Difficilmente in questi casi potrà quindi essere rispettato il termine del 31 dicembre.

Il nostro monitoraggio sullo stato di avanzamento del Pnrr

Il Pnrr si articola in 6 macro-categorie di intervento, denominate missioni. Ogni missione poi si suddivide in componenti che a loro volta contengono le misure. Queste ultime descrivono il dettaglio degli interventi previsti dal piano e si suddividono in riforme e investimenti. Tali misure devono essere completate rispettando un rigido crono-programma che prevede il raggiungimento di una o più scadenze intermedie, dette milestone (traguardi) e target (obiettivi).

Il rispetto delle scadenze è uno degli indicatori attraverso cui le istituzioni europee valutano l’operato degli stati membri. Vai a "Cos’è il Pnrr, piano nazionale ripresa e resilienza"

Come già detto, risulta molto difficile riuscire a valutare l’effettivo stato di avanzamento del piano. Anche perché gli open data rilasciati dal governo per questo fine risultano inutilizzabili. È anche per questo motivo che abbiamo deciso di supplire alle carenze dell’esecutivo mettendo a disposizione di cittadini e analisti dei nostri open data fruibili da tutti.

A ciò si deve aggiungere che oltre a una relazione pubblicata alla fine di settembre non sono stati rilasciati altri documenti ufficiali. Peraltro il Pnrr prevede anche la presentazione al parlamento di una relazione semestrale che però risulta ancora “in via di predisposizione”.

La più recente dichiarazione del governo su questo tema quindi è quella del 5 novembre. Purtroppo però insieme a questa comunicazione non è stato fornito l’elenco con il dettaglio delle scadenze già completate.

In merito al Pnrr, nell’ultimo mese c’è stata una forte accelerazione sul raggiungimento dei target, passati dai 13 di fine settembre ai 29 attuali.

Per poter valutare lo stato di avanzamento delle misure quindi abbiamo operato un controllo incrociato avvalendoci di diverse fonti. Tra cui:

Dall’analisi di questi documenti emerge un quadro complesso e non del tutto in linea con quanto dichiarato dall’esecutivo.

Il quadro delle scadenze

Si conferma come le scadenze da adottare entro la fine dell’anno siano 51. Per quanto riguarda la tipologia di scadenza possiamo osservare come 49 di queste siano classificate come milestone mentre le restanti 2 rappresentano dei target. In base alle informazioni disponibili possiamo considerare come già acquisite 28 scadenze (tutte milestone) sulle 51 totali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo e parlamento.
(ultimo aggiornamento: lunedì 13 Dicembre 2021)

Ci sono delle difficoltà nell'interpretare quali scadenze sono considerate come già acquisite e quali no.

Il motivo della discrepanza con quanto dichiarato dal governo, come vedremo meglio in seguito, è dovuto alla difficoltà di interpretare quali scadenze si intendono per già acquisite. Per fare un esempio, in alcuni dei documenti che abbiamo consultato per la realizzazione dei nostri open data, come meccanismo di verifica si fa riferimento alla “pubblicazione delle norme sul sito del ministero”. È il caso della scadenza individuata dal codice M1C3-22 (relativa all’adozione di un fondo per il turismo sostenibile). In altri casi invece si cita la più generica formula “pubblicazione della legislazione” che si presta però a fraintendimenti. Come per la scadenza M3C1-1 (relativa alla riduzione dei tempi per l’approvazione dei contratti di programma stipulati da Rete ferroviaria italiana).

Per quanto riguarda il tipo di misure interessate dalle scadenze per il 2021, possiamo osservare che 27 sono riforme mentre in 22 casi si parla di investimenti. Da notare inoltre che 2 scadenze toccano entrambe le tipologie.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo e parlamento.
(ultimo aggiornamento: giovedì 9 Dicembre 2021)

La maggior parte delle misure prevede la realizzazione di una sola scadenza entro la fine dell’anno ma in alcuni casi queste sono in numero superiore. La misura “Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche” prevede infatti l’adozione di ben 5 adempimenti entro la fine dell’anno (2 dei quali ancora da conseguire). Sono 4 invece le scadenze da adottare che interessano la misura “Buona amministrazione e semplificazione”. In questo caso le milestone risultano già tutte completate.

5 le scadenze da conseguire entro la fine dell'anno legate alla misura "Fondi integrati per la competitività delle imprese turistiche".

Un ultimo elemento interessante da analizzare infine riguarda le amministrazioni responsabili dell’adempimento. Complessivamente i soggetti coinvolti sono 21. Il ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili è quello che figura come responsabile dell’adempimento del maggior numero di scadenze (7). Seguono poi il ministero del turismo e quello della transizione ecologica con 5 ciascuno.

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo e parlamento.
(ultimo aggiornamento: giovedì 9 Dicembre 2021)

Da notare che anche in questo caso si registrano alcune criticità. Per quanto riguarda 4 scadenze non è indicata una struttura di riferimento. Mentre in 2 occasioni è indicato il Mims, ma in base all’oggetto della misura correlata parrebbero più attribuibili al ministero dell’innovazione tecnologica.

Cosa non va

Come anticipato, la discrepanza tra la nostra analisi e quanto dichiarato dal governo può dipendere anche da una differente interpretazione dell’obiettivo da conseguire. Ad esempio, secondo il governo, la milestone legata alla proroga del cosiddetto "superbonus" risulterebbe completata già in base alla relazione presentata lo scorso settembre. La misura però è inserita nella legge di bilancio che deve ancora essere approvata in via definitiva dal parlamento. È quindi difficile considerarla una scadenza già conseguita, anche se appare improbabile che il Ddl non concluda il proprio iter entro il 31 dicembre.

Un caso simile riguarda l'entrata in vigore dello sportello unico doganale. Questo provvedimento dovrebbe essere adottato con decreto del presidente della repubblica (Dpr). L'atto è stato approvato in via preliminare nel corso del consiglio dei ministri dello scorso 10 novembre. Tuttavia il Dpr risulta ancora non pubblicato. Ancora una volta è difficile considerare questa come una milestone acquisita. Ciò anche perché la definizione del meccanismo di verifica risulta ambiguo. In alcuni casi infatti si parla di "disposizione" del decreto, in altri di "entrata in vigore".

FONTE: elaborazione openpolis su dati governo e parlamento.
(ultimo aggiornamento: lunedì 13 Dicembre 2021)

Ci sono poi altre scadenze per cui l'annuncio di completamento risulta opinabile. Nel resoconto del consiglio dei ministri dello scorso 27 ottobre viene fatto riferimento, ad esempio, al decreto legge 152/2021 oltre ad un disegno di legge delega per la riforma delle norme in tema di disabilità. Secondo il governo questi due provvedimenti sarebbero stati finalizzati al conseguimento di altre 8 milestone.

Il Dl 152/2021 è intervenuto per velocizzare le procedure ma deve ancora essere convertito.

Ad oggi però il decreto non è ancora stato convertito in legge dal parlamento. Per quanto il meccanismo di verifica prevedesse in questo caso la pubblicazione del decreto legge in gazzetta ufficiale, l’iter del provvedimento non è terminato. Come noto infatti i Dl devono essere convertiti in legge dal parlamento entro 60 giorni. Se ciò non avviene, le misure in esso contenute perdono di efficacia. Il rispetto di questa tempistica, come abbiamo già visto in questo articolo, non è un passaggio che può essere dato per scontato e questo potrebbe comportare dei problemi.

Allo stesso modo anche la legge delega sulla disabilità non ha ancora concluso il proprio iter. Questa è stata approvata dalla camera ma deve ancora iniziare il proprio percorso al senato.

Le scadenze più arretrate

Tra le scadenze che risultano ancora in corso ve ne sono alcune che non destano preoccupazione in vista della scadenza del 31 dicembre. Per 9 scadenze sulle 51 totali invece ad oggi non risultano atti pubblicati. Ad esempio non è stato presentato nessun atto per quanto riguarda la politica di investimento per il fondo nazionale del turismo. Stesso discorso anche per le risorse da destinare all'acquisto di autobus elettrici, per la valorizzazione delle aree verdi oltre che per la riforma delle norme sulla gestione delle risorse idriche. Ancora nessun atto anche per quanto riguarda l’adozione di una revisione dei possibili interventi per ridurre l'evasione fiscale.

Stessa condizione infine anche per la definizione del piano di riorganizzazione per l'incremento di posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva il cui fine è quello di fronteggiare meglio eventuali emergenze pandemiche anche in futuro.

9 su 51 le scadenze da completare entro il 2021 per cui ancora non è stato presentato nessun atto.

È possibile che in molti casi, trattandosi di decreti ministeriali, i vari soggetti coinvolti stiano già lavorando quanto meno su delle bozze o degli schemi di decreto. Tuttavia, non essendo stato depositato nessun atto ufficiale, è impossibile conoscerne lo stato di avanzamento effettivo.

Il fatto che un numero così elevato di scadenze risulti particolarmente indietro nell’iter è preoccupante. E la reticenza del governo nel pubblicare dati e informazioni precise contribuisce a rendere la situazione ancora più confusa.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

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Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico "OpenPnrr" realizzato nell'ambito delle attività di analisi sul piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo contenuto di approfondimento sugli interventi previsti dal piano e sullo stato di avanzamento delle misure. Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo approfondimento sugli interventi previsti dal piano e sullo stato di avanzamento delle misure (vedi tutti gli articoli). Nei prossimi mesi pubblicheremo anche un’apposita piattaforma in cui sarà possibile consultare tutte le informazioni disponibili. I dati utilizzati per i contenuti sono disponibili e riutilizzabili da tutti. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto credit: palazzo Chigi - Licenza

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