Fase 2 in parlamento alla prova dei cambi di gruppo Valzer parlamentare

Continua il flusso in uscita per il Movimento 5 stelle: persi 18 parlamentari da inizio anno. Tra questi Trano, neo eletto presidente di commissione, sostenuto dall’opposizione. Nel frattempo in parlamento “torna” Alternativa popolare di Alfano.

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Nei mesi in cui è esplosa la pandemia Coronavirus nel nostro paese, l’attività di camera e senato ha subito dei rallentamenti. Ciò nonostante i cambi di gruppo non si sono fermati. Una vecchia abitudine, che come in passato sta fortemente influenzando le dinamiche dell’aula. Il lockdown non ha quindi fermato il valzer parlamentare dei cambi di casacca. Da inizio 2020 ce ne sono stati 23, 13 da quando è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Principale sconfitto di questa fase è il Movimento 5 stelle, che ha perso 18 parlamentari. Un elemento non da poco, soprattutto considerando il crescente ruolo che dovrebbero avere camera e senato nella fase 2.

18 parlamentari persi dal M5s da inizio anno.

Tra i tanti spostamenti alcuni hanno lasciato il segno. Su tutti l’espulsione di Trano dal Movimento 5 stelle, dopo essere stato eletto presidente della commissione finanza alla camera. Eletto con il sostegno dell’opposizione, e non della maggioranza, è lecito chiedersi come Trano si collocherà politicamente. Questione centrale vista la complessità dei provvedimenti economici attualmente in discussione.

Nel silenzio generale, grazie a 3 ex 5stelle, è stata creata anche una nuova componente nel gruppo Misto di Montecitorio. Nel nome anche la sigla di Alternativa popolare, partito fondato nel 2017 da Alfano. Ma non è chiaro se si tratta di una semplice operazione per aggirare il regolamento, o se sia un effettivo ritorno in campo del partito.

I cambi di gruppo nella XVII legislatura

A fine marzo abbiamo pubblicato il nostro lavoro di analisi sui primi 2 anni della XVIII legislatura intitolato “Il parlamento sospeso”. Era emerso in maniera abbastanza evidente come dalle elezioni del 2018 il fenomeno dei cambi di gruppo avesse fortemente caratterizzato camera e senato. Anche se comunque con dei numeri inferiori a quelli della scorsa legislatura, dalle ultime politiche abbiamo registrato un cambio di gruppo a settimana.

Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, ma che con il forte incremento dei cambi di gruppo in parlamento viene messo costantemente in discussione.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

In particolare durante l'esperienza del Conte II, complice la nascita di Italia Viva e la crisi del Movimento 5 stelle, il numero dei cambi di casacca ha avuto una crescita sostanziale. Non è un caso se oltre il 74% dei cambi di gruppo di tutta la legislatura è avvenuto dall'insediamento del Conte II. Un elemento non da poco, che ci fa comprendere quanto sia instabile l'attuale maggioranza di governo.

74,34% dei cambi di gruppo hanno avuto luogo dalla nascita del governo Conte II.

Nei primi 18 mesi di legislatura i cambi di gruppo al mese erano 1,61. Con l'inizio dell'esecutivo giallo-rosso il dato medio è salito a 9. I 51 cambi di casacca di settembre, principalmente dovuti alla costituzione dei gruppi parlamentari di Italia Viva, hanno dato il via ad un flusso costante di spostamenti all'interno di camera e senato.

Deputati e senatori esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato. Un principio alla base della nostra democrazia rappresentativa, ma che con il forte incremento dei cambi di gruppo in parlamento viene messo costantemente in discussione.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

I dati da inizio 2020

Il nuovo anno ha sicuramente confermato il trend di fine 2019. In particolare per quanto riguarda la costante fuoriuscita di parlamentari dal Movimento 5 stelle. Dei 23 cambi avvenuti da inizio 2020, 19 hanno riguardato parlamentari eletti con il Movimento 5 stelle. Tutti i deputati e senatori in questione sono confluiti nel Misto, tranne Santi Cappellani che è successivamente passato nel Partito democratico (2 cambi di gruppo).

Al tempo stesso il movimento guidato da Zingaretti ha perso 1 senatore, Tommaso Cerno, che è passato al gruppo Misto. Per quanto riguarda gli altri spostamenti, Italia Viva ha potuto festeggiare due new entry. Da sinistra (Liberi e uguali) è arrivata Michela Rostan, mentre da destra (Forza Italia) Francesco Scoma. Sempre da Forza Italia è uscito Nino Germanà per passare al misto.

Santi Cappellani ha portato a termine 2 cambi di gruppo da inizio anno. Prima di approdare nel Partito democratico è passato per il gruppo misto

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

Sicuramente però sono i tanti cambi di gruppo all'interno del Movimento 5 stelle che meritano maggiore attenzione. Il primo è quello che ha visto protagonista Raffaele Trano, eletto da poco presidente della commissione finanza della camera. È stata proprio la sua elezione ad aver causato l'espulsione dal movimento. Il M5s infatti aveva indicato il collega di gruppo Nicola Grimaldi come candidato, ma Trano è stato comunque eletto con il sostegno dell'opposizione. Davanti all'invito del M5s di dimettersi, il neo eletto presidente di commissione ha deciso di tenere l'incarico, venendo quindi espulso.

Nell’ambito della elezione del nuovo presidente della Commissione Finanze della Camera, i membri del Movimento 5 Stelle della stessa Commissione hanno votato a maggioranza assoluta Nicola Grimaldi [...] La votazione, avvenuta a scrutinio segreto, ha portato all’elezione del deputato Raffaele Trano, per un solo voto di differenza, con i voti delle opposizioni e qualcuno della maggioranza. Confidando nella buona fede dell’interessato, lo si è gentilmente invitato a rassegnare le dimissioni. [...] La risposta negativa del deputato Trano a questa richiesta ha portato alla decisione di procedere alla sua espulsione dal Movimento 5 Stelle

Un fatto del tutto particolare. Al momento Trano fa parte del gruppo Misto, ed è ancora presidente di commissione, ma di fatto è stato ripudiato dal movimento che lo ha portato in parlamento. Sorge quindi spontaneo chiedersi se Trano sostiene ancora l'esecutivo Conte, o se sia passato all'opposizione. Una domanda non da poco vista la portata economica dei molti provvedimenti attualmente in discussione, su tutti il decreto rilancio.

Trano, espulso dai 5stelle, ora presidente di commissione: è all'opposizione o in maggioranza?

Più in generale dei 18 parlamentari 5stelle in questione, 10 (la maggior parte) sono stati costretti a lasciare il gruppo in quanto espulsi dal movimento stesso. Solo 8 di essi hanno scelto di andare via autonomamente. È il caso per esempio dell'ex ministro Fioramonti, apertamente in contrasto con il Movimento 5 stelle e che ha poi fondato un suo partito.

55% dei 5stelle fuoriusciti da inizio anno sono stati espulsi.

Tornano gli Alfaniani in parlamento?

Proprio 3 ex 5stelle sono stati anche protagonisti della nascita di una nuova componente alla camera. Il 6 maggio infatti è stata autorizzata la costituzione della componente "Popolo protagonista-Alternativa popolare" nel gruppo misto di Montecitorio.

Con soli 3 componenti (Nitti, Rospi e Zennaro), la nascita dello schieramento ha necessitato dell'autorizzazione dell'ufficio di presidenza in quanto sotto la soglia minima necessaria di membri. Autorizzazione che è stata concessa perché Alternativa popolare, formazione creata da Angelino Alfano nel 2017, ha concesso l'utilizzo del proprio simbolo.

Grazie ad Alleanza popolare, i fuoriusciti dal M5s hanno creato una componente del Misto.

Per l'attuale regolamento infatti i gruppi sotto soglia sono autorizzati se rappresentano "un partito o movimento politico la cui esistenza, alla data di svolgimento delle elezioni, risulti in forza di elementi certi e inequivoci, e che abbia presentato, anche congiuntamente con altri, liste di candidati". Il caso proprio di Alleanza popolare.

Quello che non si capisce però è se si tratta di uno stratagemma per creare una componente "sotto soglia", o se realmente il movimento di Alfano sia rientrato nelle dinamiche politiche nazionali.

Spostamenti continui e fase 2

Il 2020, come la fine del 2019, ha confermato l'attuale instabilità politica del nostro paese. I venti di una crisi di governo che hanno soffiato durante questi mesi certamente non aiutano. Elementi che potrebbero non solo portare a nuovi spostamenti, ma anche alla nascita di nuovi schieramenti. Sicuramente le elezioni regionali posticipate, come anche la tornata referendaria, hanno rimandato eventuali tensioni politiche.

In tutto questo nella fase 2 si auspica un maggiore coinvolgimento del parlamento per capire come il nostro paese dovrà convivere con il virus. Una ritrovata centralità dell'aula, che dovrà tenere a mente i tanti cambi di gruppo. È evidente che uno scacchiere in continuo movimento causato dai numerosi spostamenti non aiuterà la maggioranza nell'affrontare tematiche così complesse.

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