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Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) rappresenta un’opportunità importante per il rilancio del nostro paese dopo la crisi economica innescata dalla pandemia. Parliamo in totale di circa 191,5 miliardi di euro dedicati a investimenti in diversi settori. Di questo ammontare, la maggior parte (122,6 miliardi di euro) sono prestiti, che il nostro paese dovrà restituire nel tempo all’Ue. Mentre la restante parte (68,9 miliardi) sono sovvenzioni. Ciò in attesa di capire come si concluderanno le trattative attualmente in corso con Bruxelles per la revisione del piano.

Alle risorse europee si aggiungono inoltre 30,62 miliardi dalle casse dello stato italiano. Si tratta del fondo complementare, che serve sia a finanziare ulteriormente alcune misure del Pnrr, sia a realizzare nuovi interventi. A questi fondi poi se ne dovrebbero aggiungere altri provenienti dal piano energetico RepowerEu.

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Buona parte di questi investimenti saranno utilizzati per interventi infrastrutturali, per la transizione ecologica, per la digitalizzazione e per lo sviluppo economico del paese. Molte di queste risorse saranno gestite direttamente da soggetti istituzionali, sia a livello nazionale (ministeri, aziende statali) che a livello locale (regioni, province, città metropolitane, comuni). Ma una quota consistente potrà essere attribuita anche a soggetti non istituzionali. Le imprese ovviamente, ma anche le realtà operanti nel mondo del terzo settore.

Il terzo settore può avere un ruolo importante nella gestione delle risorse Pnrr per gli interventi in ambito sociale.

Da questo punto di vista il Forum Nazionale Terzo Settore e Openpolis hanno individuato almeno 58 tra misure e sottomisure di interesse per il terzo settore. Tali interventi hanno un valore complessivo pari a circa 40,3 miliardi di euro. I settori di intervento sono molteplici: dall’ambiente alla cultura, dallo sport all’istruzione.

Non si deve dimenticare però che il Pnrr nasceva come sostegno agli stati nella ripresa dopo gli anni della pandemia. Un periodo che ha avuto pesanti ripercussioni a livello sociale, oltre che sanitario ed economico. Non potevano mancare quindi nel piano italiano interventi mirati a dare supporto alle persone più fragili che vivono nel nostro paese. In particolare gli anziani (specialmente quelli non autosufficienti), le persone con disabilità e i senza tetto e senza fissa dimora. Persone che rappresentano una fetta non trascurabile della popolazione e che hanno sofferto più di altri durante il Covid.

Il Pnrr per le persone più fragili

In questo report ci focalizzeremo sugli investimenti del Pnrr rivolti a questi soggetti particolarmente fragili. Parliamo di 3 misure per un valore complessivo di circa 1,45 miliardi. Interventi che saranno gestiti in larga misura da singoli comuni o dagli ambiti territoriali sociali (Ats, raggruppamenti di più comuni finalizzati all’erogazione di servizi socio-sanitari) per quanto riguarda la selezione dei progetti ma che potranno vedere un coinvolgimento diretto degli enti del terzo settore nella loro concreta realizzazione.

Tra gli investimenti infatti non si prevede solo la creazione di nuove strutture ma anche l’erogazione di servizi volti a migliorare la qualità della vita delle persone. Da questo punto di vista il ruolo del terzo settore, che ha già un’esperienza sul campo e conosce bene i territori in cui opera, può svolgere un ruolo fondamentale.

Come vedremo meglio nei prossimi capitoli, entro la fine del 2022 dovevano essere individuati tutti i progetti da realizzare e assegnate conseguentemente le relative risorse. Purtroppo questo obiettivo è stato raggiunto solo parzialmente e non senza difficoltà. Non tutte le realtà locali infatti sono riuscite a presentare un numero di progetti sufficiente ad assorbire le risorse assegnate. Per questo si sono resi necessari diversi passaggi, incluse 2 riaperture dei termini dei bandi e svariati scorrimenti di graduatoria.

Al termine di questo complesso iter possiamo osservare che le risorse effettivamente assegnate ai diversi territori ammontano complessivamente a circa 1,31 miliardi di euro. Vi è una quota residuale di circa 133 milioni che ancora deve essere assegnata. A livello regionale, il territorio a cui sono stati assegnati più fondi è la Lombardia (circa 200 milioni di euro). Seguono Lazio (152,5 milioni), Campania (123,5 milioni) ed Emilia Romagna (circa 107 milioni).

FONTE: elaborazione openpolis – Forum nazionale del terzo settore su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Maggio 2023)

Nei prossimi capitoli, dopo aver passato in rassegna le diverse misure di interesse per il terzo settore, entreremo più nel dettaglio di quelle dedicate in particolare alle persone fragili. Ricostruiremo l’iter che ha portato all’assegnazione dei fondi e vedremo come questi si distribuiscono sul territorio.

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Oltre ai dati sul Pnrr passeremo in rassegna anche informazioni di contesto per capire quali sono le realtà più critiche e se i fondi del piano sono andati dove effettivamente ce n’era bisogno. Lo faremo con la consueta metodologia di Openpolis che prevede l’approfondimento del dato a livello locale, alla massima granularità possibile. In questo caso, fino all’analisi degli importi ricevuti da comuni e Ats.

Le difficoltà nel reperire dati per il monitoraggio del Pnrr

Fin dalle prime fasi di stesura e realizzazione del Pnrr, Openpolis e altre realtà del mondo civico hanno denunciato – nell’ambito della campagna “Italia domani dati oggi” – la scarsa chiarezza e disponibilità di dati.

Per questo motivo erano state presentate due distinte richieste di accesso generalizzato agli atti (Foia) per ottenere maggiori informazioni. Una nell’aprile del 2022 e una nel febbraio del 2023.

Il Foia o diritto di accesso generalizzato è uno strumento per ottenere dati e documenti di interesse pubblico in possesso delle amministrazioni. Vai a “Che cos’è il Foia”

In entrambi i casi però le risposte fornite dai governi Draghi prima e Meloni successivamente non sono state soddisfacenti. Fino a poche settimane fa infatti non era possibile conoscere molte informazioni circa i progetti che saranno finanziati con i fondi del Pnrr. Solo recentemente (e anche grazie alla nostra costante attività di denuncia e pressione) il governo ha pubblicato dei nuovi dati in questo senso. Dati che è possibile consultare e scaricare sulla nostra piattaforma OpenPnrr.

Tali criticità sono emerse anche per la realizzazione di questo report. Come vedremo meglio nei prossimi capitoli infatti, non esisteva un dataset in formato aperto (cioè libero e rielaborabile) da cui individuare in maniera sistematica tutti i progetti a favore delle persone fragili. Per recuperare questi dati è stato necessario estrarre le informazioni dagli allegati di ben 9 diversi decreti direttoriali pubblicati nell’arco di diversi mesi da parte del ministero del lavoro e delle politiche sociali, cioè l’organizzazione responsabile degli investimenti.

2.036 i progetti finanziati dal Pnrr a favore di anziani, persone con disabilità e senza tetto. 

Restano tuttavia non reperibili a oggi le indicazioni riguardo lo stato di avanzamento dei vari progetti. Per questo motivo sarà fondamentale proseguire nel monitoraggio del Pnrr anche nei prossimi mesi e anni.

Il nostro osservatorio sul Pnrr

Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni lunedì pubblichiamo un nuovo articolo sulle misure previste dal piano e sullo stato di avanzamento dei lavori (vedi tutti gli articoli). Tutti i dati sono liberamente consultabili online sulla nostra piattaforma openpnrr.it, che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.

Foto: GovernoLicenza

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