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Una delle conseguenze dell’emergenza Covid è stata quella di portare al centro del dibattito pubblico la questione della digitalizzazione del paese.

La necessità di procedere con la didattica a distanza per evitare il rischio contagio è solo un esempio di come l’agenda digitale influisca anche sugli aspetti educativi. Non per tutti gli studenti è stato semplice seguire le lezioni da casa. La presenza di una connessione lenta, o l’assenza di un dispositivo per ciascun membro della famiglia, sono stati alcuni dei problemi più frequenti.

Criticità che spesso si sono sovrapposte ad altre disuguaglianze preesistenti, come la condizione socio-economica della famiglia, contribuendo ad aggravarle. E che soprattutto impattano in modo diverso in base alla infrastrutturazione tecnologica di ciascun territorio.

Il report in formato pdf

Connessioni ultraveloci in Piemonte: dati in linea con la media nazionale ma attenzione ai divari interni.

Da questo punto di vista il Piemonte – preso nella sua interezza – presentava già prima della crisi dati in linea con la media nazionale, rispetto alle connessioni su rete fissa. Nel 2019, il 96% delle famiglie risultava raggiunto dalla banda larga di base (contro una media italiana del 95%).

Rispetto alle connessioni di banda larga veloce (pari almeno a 30 Mbps), il dato piemontese era inferiore a quello nazionale (61% nella regione contro il 68,5% italiano). Mentre nella banda larga ultraveloce (connessioni superiori a 100 Mbps) il dato del Piemonte (37% delle famiglie potenzialmente raggiunte) era assolutamente allineato alla media nazionale (36,8%).

7 su 20 la posizione del Piemonte rispetto alle altre regioni per quanto riguarda le connessioni ultraveloci.

Un dato quindi apparentemente privo di particolari criticità, almeno se confrontato con la situazione nazionale. Tuttavia, la media regionale del 37% cela realtà locali fortemente differenziate tra loro. Un elemento non casuale, dal momento che uno degli aspetti che incidono maggiormente sull’estensione della rete cablata è infatti anche la conformazione orografica del territorio. Da questo punto di vista, la regione Piemonte appare molto eterogenea. Con circa un quarto del territorio pianeggiante (26,4%), poco meno di un terzo collinare (30,3%) e il restante 43,3% classificato come montagna interna.

È anche alla luce di tali differenze interne che possono essere letti i divari tra province e all’interno delle stesse. La città metropolitana di Torino, con circa il 51% di famiglie potenzialmente raggiunte da connessioni ultraveloci, è l’unico territorio piemontese a superare la metà dei nuclei. Un dato che supera di quasi 15 punti la media nazionale e quella regionale.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Agcom
(ultimo aggiornamento: martedì 29 Ottobre 2019)

Nessuna delle altre province si avvicina alla media regionale e nazionale. Al secondo posto Alessandria, con circa il 30% delle famiglie potenzialmente raggiunte. Seguono una serie di territori dove circa un nucleo su 4 risulta potenzialmente connesso alla rete con velocità superiore a 100 Mbps: Novara, Vercelli e Asti.

3 su 8 le province piemontesi dove meno del 20% di famiglie sono raggiunte dalla rete ultraveloce.

La presenza di aree montane incide sulla diffusione della banda larga ultraveloce.

Agli ultimi posti, Cuneo e Biella (circa il 17% di nuclei raggiunti) e Verbano-Cusio-Ossola (10%). Come anticipato, tali divari si possono in parte ricondurre anche alle caratteristiche morfologiche del territorio. Il 99,7% dei residenti nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola vive in comuni classificati da Istat come "montagna interna", contro una media del Piemonte del 11%. Nel territorio più connesso, la città metropolitana di Torino, i residenti in comuni montani sono circa il 6%. Un dato che - anche all'interno nella realtà torinese - genera comunque una spaccatura tra il capoluogo e i comuni montani della città metropolitana.

Torino

Con oltre 50 famiglie su 100 potenzialmente raggiunte dalla banda larga ultraveloce, la città metropolitana di Torino si colloca al vertice nella regione per diffusione della rete fissa con velocità pari o superiore a 100 Mbps. Un dato tuttavia fortemente eterogeneo tra gli oltre 300 comuni che compongono la ex provincia.

Il dato medio di Torino è innalzato dal capoluogo e dai comuni vicini.

Il capoluogo, quarta città italiana per popolazione, supera tutte le medie. A Torino circa l'85% dei nuclei risulta potenzialmente connesso alla banda larga ultraveloce. Un dato che tende a calare allontanandosi dal centro principale, prima nell'hinterland torinese e successivamente nei restanti comuni della città metropolitana più distanti dal capoluogo.

Nella corona di comuni che circonda Torino, si segnalano - con dati superiori al 50% - Grugliasco (66%), Nichelino (60%), Settimo Torinese (57%), Beinasco (53%). Allontanandosi dai comuni immediatamente confinanti con il capoluogo, la quota di famiglie connesse cala ulteriormente.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Agcom
(ultimo aggiornamento: martedì 29 Ottobre 2019)

Il ruolo della morfologia territoriale nel determinare l'accessibilità alla rete appare in modo netto nel caso della città metropolitana. L'ampia fascia di comuni montani nella parte nord-occidentale della provincia risultava, prima dell'emergenza Covid, scarsamente o per niente coperta con la rete cablata ultraveloce.

34 punti di differenza tra la quota di famiglie raggiunte dalla banda larga ultraveloce nel comune di Torino e la media metropolitana.

Nella città metropolitana di Torino sono infatti 251 i comuni dove la copertura raggiunge al massimo il 10% delle famiglie, stando ai dati relativi al 2019. Si tratta dell'80% dei comuni della città metropolitana. Ed è interessante osservare come si tratti in massima parte di territori montani o collinari. Il 41% dei comuni con meno di una famiglia su 10 raggiunta dalla banda larga ultraveloce sono classificati come montagna interna, il 42% come collina interna.

Verbano-Cusio-Ossola

Nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola sono circa 10 su 100 le famiglie residenti potenzialmente raggiunte da una connessione su rete fissa di almeno 100 Mbps. Un dato che colloca la provincia al di sotto della media regionale di 27 punti. Ma per ricostruire meglio la situazione sul territorio, è utile verificare come la copertura vari tra gli oltre 70 comuni che compongono la provincia.

Sono 3 quelli che superano i 10mila abitanti: Verbania, Domodossola e Omegna. Tra i comuni maggiori è Domodossola quello con il dato più alto: 24 famiglie su 100 raggiunte dalla banda larga ultraveloce. Un dato che supera la media provinciale di 14 punti ma che è comunque lontano dalla media regionale e nazionale, attestata sul 37%. Sono 15 su 100 le famiglie potenzialmente connesse nel capoluogo, Verbania, e ad Omegna.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Agcom
(ultimo aggiornamento: martedì 29 Ottobre 2019)

Gli unici comuni dove più di 5 famiglie su 100 sono raggiunte dalla banda larga ultraveloce sono concentrati in 2 punti della provincia: attorno a Domodossola e al capoluogo. Tra i comuni circostanti Verbania spiccano i dati di Gravellona Toce (33%) e di Baveno (27%). Si tratta dei dati più elevati della provincia di Verbano-Cusio-Ossola.

9 i comuni della provincia dove al massimo l'1% dei nuclei è raggiunto dalla banda larga di base su rete fissa.

Quasi tutta la popolazione vive in comuni montani.

Come nel caso precedente, la morfologia del territorio ha un impatto decisivo nella diffusione delle connessioni. Nella provincia di Verbania la quasi totalità della popolazione vive in un comune classificato come montagna interna. Fa eccezione la sola Belgirate (classificata come collina interna). Si tratta della provincia piemontese in cui la quota di abitanti in comuni montani incide di più: 99,7% contro una media regionale dell'11%.

Un dato di gran lunga superiore rispetto alla seconda provincia con più residenti in territori montani (Biella, 22%, non a caso penultima in termini di connessioni ultraveloci). Un divario territoriale che, a differenza del caso di Torino, riguarda anche il capoluogo. Questo pur superando la media provinciale di 5 punti, è comunque distante dalle medie regionali e nazionali.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati sulla percentuale di famiglie raggiunte dalla banda larga di rete fissa sono di fonte Agcom.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Agcom
(ultimo aggiornamento: martedì 29 Ottobre 2019)

Foto credit: Unsplash Annie Spratt - Licenza

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