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La provincia di Trapani risulta tra quelle in cui è maggiore l’incidenza dei migranti nel sistema di accoglienza in rapporto alla popolazione residente (0,44% contro una media nazionale dello 0,31%). Nella città si concentra la primissima accoglienza di una parte importante dei migranti arrivati via mare, che vengono trasferiti nell’Hotspot di Trapani Milo (400 posti). Altra caratteristica del territorio trapanese, e in generale della Sicilia, è quella di una forte presenza di minori stranieri non accompagnati (Msna). Si tenga presente infatti che la Sicilia ospita da sola il 43% di tutti i Msna presenti in Italia.

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L’assegnazione dei contratti nella provincia di Trapani

La gran parte dei migranti in accoglienza sono ospitati nei Cas, gestiti dalla prefettura. Per assegnare i contratti pubblici di gestione di queste e delle altre strutture prefettizie, l’ufficio territoriale del governo di Trapani ha, negli anni, quasi sempre fatto ricorso all’affidamento diretto. Emerge inoltre che nel 2012 non sono state messi a bando contratti per la gestione dei centri e che il 2015 segna un picco negli importi messi a bando.

Sono considerati tutti i contratti della Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) dell’Anac che che hanno come stazione appaltante la prefettura di Trapani e che abbiamo classificato come contratti per la gestione di centri di accoglienza. Per ogni anno è indicata la somma degli importi a base d’asta dei contratti per la gestione di centri suddivisa per tipo di procedura.

FONTE: Anac, elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 2 ottobre 2018)

Se la prassi è stata quella di aggiudicare i contratti tramite affidamento diretto, alcuni contratti banditi nel 2014 e nel 2016 fanno eccezione per importi rilevanti. Nel 2014 troviamo un unico contratto messo a bando con procedura negoziata derivante da avvisi con cui si indice la gara, per un importo a base d’asta di 8,9 milioni di euro. Si tratta del bando per la gestione del Cie di Trapani, vinto da Badia Grande, che l’anno successivo sarà convertito in Hotspot. Si tenga presente che gli importi messi a bando con questa gara si riferiscono a un contratto di durata triennale, la spesa effettiva quindi ricadrà anche sugli anni successivi.

L'utilizzo per la prima volta nel 2016 della procedura aperta è una buona notizia, anche se poi l'anno successivo non è mancato il ricorso all'affidamento diretto. Sul sito della prefettura è possibile reperire l’avviso pubblico con cui è stata indetta la procedura aperta per l’assegnazione di 4 lotti, ognuno afferente a una diversa area del trapanese. La procedura ha preso avvio a gennaio del 2016, ma è arrivata a conclusione a novembre, per cui bisogna tenere conto che il servizio è stato poi erogato in buona parte nel 2017.

Per questa e altre ragioni confrontare i dati degli importi messi a bando con quelli che ci ha inviato la prefettura sui pagamenti ai gestori (circa 21,6 milioni di euro nel 2017) risulta al momento un'operazione azzardata. Per confrontare i dati sui contratti pubblici con quelli sui pagamenti realmente erogati sarebbe invece necessario collegare ciascun pagamento al contratto a cui fa capo, tramite il codice identificativo di gara (Cig), ma al momento questo purtroppo non è stato possibile.

I centri di accoglienza nel trapanese

Stando ai dati forniti dalla prefettura di Trapani a marzo 2018 i migranti accolti nei Cas del territorio provinciale erano 1.453 divisi in sole 22 strutture. Oltre ai migranti ospitati, questi centri dispongono di un centinaio di posti non occupati al momento della rilevazione ma comunque a disposizione della prefettura in caso di necessità per un totale di 1.554 posti disponibili.

I dati mostrano che non si tratta di un modello di accoglienza diffusa. Sono 5 i centri con più di cento posti (escluso l'Hotspot) e di questi uno ha una capienza di addirittura 200 persone e uno di 150.

70,6 posti, la capienza media dei centri nella provincia di Trapani.

La distribuzione dei centri di accoglienza straordinari nella provincia di Trapani

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Un modello di accoglienza diffusa in appartamenti risulta del tutto assente, i due centri più piccoli hanno infatti una capienza di 20 persone. Queste strutture più piccole sono classificate, secondo i dati che ci ha fornito la prefettura, come abitazioni, tuttavia risulta difficile pensare che in una singola abitazione possano risiedere 20 persone, o 36 come risulta per il centro "La Barca". In un caso addirittura è segnalata come abitazione una struttura con una capienza di 96 posti.

È positivo comunque che i due Cas con utenze particolari, quello per sole donne e quello destinato a nuclei familiari, rientrino tra quelli più piccoli (20 posti ciascuno). Inoltre questi due centri sono collocati in dei centri abitati, cosa invece non frequente per i rimanenti 20 Cas, che di solito si trovano su strade periferiche, a volte in aperta campagna.

Tuttavia tra gli aspetti formali e la pratica dell'accoglienza possono esserci, come in questo caso, molte differenze. A quanto risulta da un monitoraggio di Borderline Sicilia, a ottobre 2016 nel Cas per donne di Poggioreale venivano ospitate non solo donne adulte, come sarebbe previsto. Nel centro si trovavano invece sia minorenni non accompagnate, sia donne con figli o in stato di gravidanza, molte delle quali portatrici di vulnerabilità e a rischio di tratta. Secondo i gestori si trattava di una situazione che loro subivano in conseguenza di scelte istituzionali, e che creava importanti difficoltà, visto che la l'accoglienza dei minori richiede attività non previste nella gestione di un Cas adulti.

Chi gestisce i centri

Sono 16 gli enti che gestiscono i 22 Cas del trapanese e tra questi 3 amministrano da soli quasi la metà dei posti in accoglienza, tutti in grandi centri. Si tratta delle cooperative sociali L'Arca, Vivere Con e Badia Grande.

I dati sull’anagrafica dei centri di accoglienza nel territorio trapanese ci sono stati inviati dalla prefettura di Trapani in seguito a una richiesta di accesso generalizzato agli atti rivolta a tutte le prefetture d’Italia. Per ogni ente gestore è indicato il numero complessivo di posti nei centri che amministra e la media dei posti offerti per centro.

FONTE: Prefettura di Trapani, elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 27 marzo 2018)

Tre enti gestiscono da soli quasi la metà dei posti in accoglienza

La cooperativa sociale L'Arca* amministra tre Cas Adulti da 150, 100 e 96 posti. Per la gestione di questi centri la prefettura ha versato a questa cooperativa almeno 3 milioni e 600mila euro nel 2017. Fondata nel 2010, la cooperativa ha all'attivo 41 dipendenti e un fatturato che, secondo i dati della camera di commercio, ammonta a 3,9 milioni di euro per il 2017, in calo del 36% rispetto all'anno precedente.

La cooperativa sociale Vivere Con invece gestisce 2 Cas da 120 e 80 posti. Gli importi versati dalla prefettura nel il 2017 sono stati di circa 1 milione e 960mila euro. La cooperativa è nata nel 1997 ha 112 dipendenti e un fatturato per il 2016 da 2 milioni e 800mila euro, in linea con l'anno precedente.

Infine vale la pena di vedere il caso della cooperativa sociale Badia Grande che oltre a gestire un Cas da 200 posti, collocato in una struttura alberghiera, è anche il gestore dell'Hotspot di Trapani (almeno fino all'aggiudicazione del nuovo bando). La cooperativa è stata fondata nel 2007 ha 291 dipendenti e 9 milioni e 952 mila euro di fatturato nel 2016. Nel 2017 la prefettura ha versato a Badia Grande circa 4 milioni e 900mila euro per la gestione del Cas e dell'Hotspot.

Riguardo all'Hotspot è da segnalare che l'appalto è stato assegnato a Badia Grande quando ancora la struttura svolgeva le funzioni di Centro di identificazione ed espulsione (Cie). Dopo che nel 2015 il centro è stato convertito in Hotspot la prefettura ha deciso di mantenere in essere il contratto fino alla scadenza naturale anche se questo aveva le caratteristiche e il capitolato destinato un Cie e dunque diverso dalle necessità di un Hotspot. Il prefetto ha spiegato alla commissione di inchiesta parlamentare che la decisione è stata presa per evitare il contenzioso che l'amministratore avrebbe potuto sollevare a causa del cambio d'uso.

 

 

Foto credit: Luigi Narici/AGF (This Must be the Place - Action Aid)

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