Progetto

I dati definitivi dell’Ocse mostrano un contributo crescente alla cooperazione internazionale, sia in termini assoluti che in rapporto al reddito, ma dove pesa in modo sempre più evidente l’aiuto cosiddetto gonfiato. Nel 2022 l’Aps dei paesi Ocse Dac ha superato i 200 miliardi di dollari, una cifra fino a ora mai raggiunta.

Si definisce aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) l’insieme di risorse pubbliche da usare in attività e progetti di cooperazione con paesi a basso livello di sviluppo. Vai a “Che cos’è l’aiuto pubblico allo sviluppo”

Tuttavia l’aumento rispetto al 2021, che complessivamente è stato pari al 17% (in dollari a prezzi costanti), scende al 7,3% se consideriamo soltanto l’aiuto genuino, escludendo dal conto le risorse destinate ai rifugiati nei paesi donatori e che dunque non contribuiscono, in termini di impatto, a reali progetti di cooperazione. Quest’ultima voce ha infatti superato i 31 miliardi di dollari, con una crescita del 147% rispetto all’anno precedente.

Inoltre, per quanto la tendenza sia analoga a quanto abbiamo già osservato per l’Italia, analizzare i dati sugli altri paesi Ocse Dac evidenzia che la dinamica nel nostro paese è più marcata data la sua collocazione di paese di primo approdo. Rispetto ai valori complessivi Ocse Dac, in Italia l’aiuto gonfiato ha un’incidenza maggiore ed è aumentato in misura maggiore. Mentre la componente genuina ha registrato un incremento decisamente inferiore.

Nel 2022 l’Aps raggiunge un valore senza precedenti

Dal 1960, il primo anno per cui l’Ocse dispone di dati sull’aiuto pubblico allo sviluppo, non era mai stata raggiunta la cifra riportata nel 2022, ovvero 210,7 miliardi di dollari (217,7 miliardi se si considerano in prezzi costanti).

Rispetto al 2021, quando (sempre a prezzi costanti) è stato pari a 186 miliardi, l’aumento è stato del 17%. Un incremento notevole e anche maggiore rispetto agli ultimi anni. Nel 2021 era stato infatti pari all’8% e nel 2020 al 4%.

210,7 miliardi di $ l’aiuto pubblico allo sviluppo dei paesi Ocse Dac nel 2022, in dollari a prezzi correnti.

Gli Stati Uniti si confermano il principale donatore tra i paesi Ocse Dac, se consideriamo gli importi in termini assoluti (60,5 miliardi di dollari a prezzi correnti, ovvero quasi il 29% del totale). Seguono Germania e Giappone con rispettivamente 35,6 e 17,5 miliardi. L’Italia è al settimo posto registrando un Aps pari a 6,6 miliardi di dollari.

L’aumento delle risorse tra 2021 e 2022 è stato importante anche se consideriamo l’Aps in rapporto al reddito nazionale lordo (Rnl). Nel 2021 questo era rimasto stabile allo 0,33%. Nel 2022 invece i paesi Ocse Dac hanno raggiunto complessivamente lo 0,37% Aps/Rnl. Una cifra importante sebbene ancora lontana dall’obiettivo dello 0,70% fissato in sede internazionale.

I dati si riferiscono al rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) e reddito nazionale lordo (Rnl) nei paesi del comitato Ocse Dac, nel 2022. L’obiettivo fissato dall’Agenda Onu 2030 è di raggiungere un rapporto Aps/Rnl pari allo 0,70% entro il 2030.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(pubblicati: venerdì 22 Dicembre 2023)

Solo 4 paesi hanno raggiunto o superato la soglia dello 0,70%: si tratta di Lussemburgo (1%), Svezia (0,89%), Norvegia (0,86%) e Germania (0,85%). Nel 2021 erano 5 (figurava anche la Danimarca). Allo stesso tempo però 8 sono rimasti al di sotto dello 0,30%, tra cui anche gli Stati Uniti, primi donatori in importi assoluti, con un considerevole miglioramento rispetto all’anno precedente, quando erano 14 (Italia compresa). Nonostante ciò, il nostro paese è sceso al ventunesimo posto nella classifica dei donatori con lo 0,33%, mentre l’anno scorso, pur con un valore più basso, era al sedicesimo. Segno che malgrado la crescita dell’Aps Italiano in molti paesi donatori l’aumento è stato più consistente rispetto al Rnl.

Ad aumentare è stato soprattutto l’aiuto gonfiato

Analizzando i dati sulle risorse destinate alla cooperazione internazionale nei paesi Ocse Dac si possono notare dinamiche simili a quelle che abbiamo osservato per l’Italia. Complessivamente, ad aumentare è stato soprattutto l’aiuto gonfiato, che nel 2022 ha raggiunto una cifra record.

14,6% dell’Aps dei paesi Ocse Dac è costituito da aiuto gonfiato (2022).

Anche se l’aiuto gonfiato è composto di numerose voci tra cui la cancellazione del debito e le borse di studio per gli studenti, quella dei rifugiati nel paese donatore è la componente principale e pertanto la utilizziamo come riferimento quando parliamo di aiuto gonfiato.

I dati si riferiscono alla composizione dell’aiuto allo sviluppo (Aps) nei paesi che fanno parte del comitato Ocse Dac, tra 2016 e 2022, in dollari a prezzi costanti con anno base 2021. Sono identificate tre categorie: l’aiuto multilaterale, la spesa per rifugiati nel paese donatore (pressoché equivalente al cosiddetto aiuto gonfiato) e l’aiuto bilaterale al netto della spesa per rifugiati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(pubblicati: venerdì 2 Febbraio 2024)

La voce di spesa “rifugiati nel paese donatore” è in aumento, soprattutto dal 2020, in termini assoluti ma anche in rapporto al totale dell’Aps. Tra 2021 e 2022 poi la sua incidenza è più che raddoppiata: è passata dal 6,9% al 14,6%. Un aumento pari a 7,7 punti percentuali o al 147%: ben più marcato rispetto a quello che ha caratterizzato l’Aps nel suo complesso (+17%).

I paesi in cui questa forma di aiuto gonfiato incide maggiormente sono Estonia (68,1%), Polonia (62,7%) e Repubblica Ceca (61,4%), ovvero tre stati che hanno contribuito ampiamente ad accogliere i rifugiati ucraini. Elevato anche il dato irlandese: 50%. Mentre i valori più bassi si registrano in Giappone e Corea (entrambe sotto l’1%). Tra i paesi membri dell’Ue, la Slovacchia è l’unica sotto l’1% (0,8%), preceduta dal Portogallo con il 2,7%.

Al contrario dell’Italia, negli scorsi anni questi paesi non registravano le quote di Aps per i rifugiati, che invece si registrano nel 2022 come conseguenza dei profughi ucraini. D’altronde anche l’aiuto pubblico allo sviluppo destinato complessivamente all’Ucraina è molto cresciuto a causa della guerra. Tra 2021 e 2022 infatti i contributi dei paesi Ocse Dac sono passati da 1,2 miliardi di dollari a 18,5, mentre quelli italiani da 1,8 milioni di dollari a 394, rendendo l’Ucraina il paese che ha ricevuto la quota maggiore di risorse bilaterali italiane.

L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda!”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.

Foto: Aics Ouagadougou

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