Progetto

Oltre al traguardo principale di destinare lo 0,70% del reddito nazionale lordo (Rnl) in aiuto pubblico allo sviluppo, l’Italia si è impegnata in un altro obiettivo, previsto anche dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni unite (Sdg 17.2). L’impegno è quello di destinare una quota compresa tra lo 0,15% e lo 0,20% del proprio Rnl ai paesi a più basso livello di sviluppo, anche noti come least developed countries (Ldcs).

Dagli ultimi dati Ocse emerge che l’Italia è molto indietro su quest’obiettivo: con lo 0,05% segna, nel 2022, un valore pari a un terzo a quello dell’obiettivo ormai prossimo. Inoltre si tratta del valore più basso dal 2016, il che indica inequivocabilmente un peggioramento. Rispetto al 2021, quando si era toccato il valore più alto (0,08%) si tratta di un vero e proprio crollo, che ha portato il nostro paese al ventesimo posto da questo punto di vista tra i paesi del comitato Ocse Dac.

I paesi donatori e le risorse agli Ldcs

Gli Ldcs sono una serie di stati considerati particolarmente vulnerabili da un punto di vista economico. Nel 2022 i paesi del comitato Ocse Dac hanno loro destinato, complessivamente, circa 45 miliardi di dollari. Una cifra che risulta essere in calo rispetto al 2021, quando l’importo era stato pari a oltre 49 miliardi.

-8,7% le risorse destinate agli Ldcs dai paesi Ocse Dac, tra 2021 e 2022.

Infatti, se nel 2021 le risorse per gli Ldcs ammontavano al 27% del totale, nel 2022 questa quota è scesa al 21%. Anche rispetto al Rnl la percentuale si è ridotta, passando dallo 0,09% allo 0,08%.

Come nel caso dell’Aps complessivo, anche qui il donatore più importante in termini assoluti risultano essere gli Stati Uniti con circa 15 miliardi di dollari (seguono Giappone e Germania con circa 5 miliardi). In maniera analoga, il loro contributo si riduce notevolmente se messo in rapporto al reddito nazionale lordo. In questi termini infatti gli Stati Uniti si posizionano solo al diciannovesimo posto tra i paesi Ocse Dac, con lo 0,06%.

Ancora più bassa però la posizione in classifica dell’Italia, che con lo 0,05% arriva solo al ventesimo posto. Nel 2021 il nostro paese si collocava al sedicesimo posto.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(consultati: venerdì 2 Febbraio 2024)

Ad oggi solo 3 paesi raggiungono l’obiettivo, in alcuni casi superandolo ampiamente. Si tratta di Lussemburgo (con lo 0,46%), Svezia (0,28%) e Norvegia (0,20%).

Considerando complessivamente i paesi Ocse Dac comunque gli importi per gli Ldcs risultano molto distanti dall’obiettivo previsto per il 2030. Il rapporto infatti si ferma allo 0,08% in calo di 0,01 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

L’andamento delle risorse italiane per gli Ldcs

Un calo ancora più considerevole però ha riguardato le risorse italiane che nel 2021 arrivavano allo 0,08%. Si è trattato del picco dell’ultimo decennio, seguito a una fase di sostanziale stagnazione, in particolare tra 2017 e 2020, quando il rapporto è rimasto fermo allo 0,06% per quattro anni.

Questa riduzione tuttavia non è del tutto inaspettata, anche se forse è più consistente di quanto ci si potesse immaginare. Come vedremo meglio nel prossimo capitolo infatti, l’Aps italiano del 2021 includeva una consistente azione di riduzione del debito nei confronti della Somalia. Un’operazione una tantum nei confronti di un paese Ldcs che dunque ha portato a una crescita solo episodica.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ocse
(consultati: lunedì 5 Febbraio 2024)

Al contempo però bisogna rilevare come le risorse italiane per gli Ldcs siano tornate ai livelli del 2016, faticosamente superati dall’Italia negli anni successivi.

Complessivamente è evidente che l’Italia fatica ad accrescere in maniera strutturale la quota delle proprie risorse destinata a questi paesi. E questo malgrado metà dei 20 paesi considerati ufficialmente prioritari dalla cooperazione italiana si trovino proprio nella lista degli Ldcs.

L’articolo è stato redatto grazie al progetto “Cooperazione: mettiamola in Agenda!”, finanziato dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Le opinioni espresse non sono di responsabilità dell’Agenzia.

Foto: ONU Moçambique

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