Con quasi 1.300 chilometri quadrati, Roma è il comune più esteso d’Italia. Per avere dei
termini di paragone, si tratta di una dimensione pari a 7 volte quella di Milano, 11 volte quella
di Napoli e quasi 10 volte quella di Torino.

Nelle grandi aree urbane il dato medio comunale non è sufficiente a capire i fenomeni.

Questo dato porta a due considerazioni. In primo luogo, comprendere realtà di queste dimensioni con indicatori medi a livello comunale non è solo impossibile: rischia di essere fuorviante. Perciò l’obiettivo dell’osservatorio è analizzare i fenomeni della povertà educativa nelle grandi aree urbane con una “lente” subcomunale. La seconda considerazione è che si tratta di una dimensione tale da contenere tante realtà tra loro diverse, per condizione economica e sociale.

Per restare nella Capitale, abbiamo rioni e quartieri più benestanti, caratterizzati da alti valori immobiliari, bassi tassi di disoccupazione ed elevati livelli medi di istruzione (per citarne alcuni: Prati, Parioli, Eur, Flaminio). Ci sono poi quartieri originariamente operai che negli ultimi anni si stanno gentrificando (come Testaccio e San Lorenzo). Oltre le mura aureliane, troviamo le aree oggetto di edificazione  intensiva nel dopoguerra (oggi spesso le più densamente popolate, come Marconi, Gordiani e Don Bosco). Ancora più distanti si trovano le zone di edificazione più recente, dai complessi di edilizia economica e popolare degli anni ‘70 e ‘80 agli insediamenti dell’ultimo ventennio a ridosso del grande raccordo anulare.

Andare oltre le medie comunali

Realtà differenti che pongono tante sfide: dalla riduzione dei divari economici e sociali all’inclusione degli stranieri, dall’estensione dei servizi educativi a quelli di trasporto. La Capitale offre un punto di vista privilegiato per comprendere quanto le disuguaglianze sociali, economiche, territoriali, possano convivere a relativamente poca distanza l’uno dall’altro.

Tanto per cominciare, il divario tra una periferia dove abitano sempre più bambini e ragazzi e un centro sempre più anziano. In media circa il 16% dei romani ha tra 0 e 17 anni. Un dato che varia tra le diverse zone che compongono la Capitale. La quota di bambini e adolescenti tende ad aumentare man mano che ci si allontana dal raccordo.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Roma Capitale
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

 

Nei rioni del I municipio e nei quartieri del II municipio (le due ripartizioni più centrali) generalmente vive una quota di minori molto inferiore alla media cittadina del 16%. I minorenni costituiscono il 10,2% degli abitanti del centro storico, e poco meno del 13% della popolazione a Prati e Esquilino. Molte delle zone dove vivono più minori si trovano nel VI municipio, nella periferia est. Ad esempio Lunghezza (21,68% di minori), Borghesiana (20%), Torre Angela (18,6%).

Un microcosmo così articolato da consentirci di capire ricorrenze e correlazioni nella condizione delle singole zone che la compongono. A partire da una relazione che, quando si parla di povertà educativa, emerge a tutti i livelli: quella tra livello d’istruzione delle famiglie e il loro disagio economico e sociale.

Osservando la quota di adulti con diploma o laurea per zona urbanistica, emerge una chiara spaccatura tra centro e periferia.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat, censimento 2011
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2011)

La quota di adulti diplomati o laureati sfiora il 90% nei quadranti più benestanti della città: i quartieri compresi nella direttrice Salaria-Nomentana (es. Trieste 88,8% di diplomati o laureati); le aree residenziali ad ovest del Tevere (es. Medaglie d’Oro, 90%); gli abitati intorno all’Eur (es. Grottaperfetta 88,8%). I livelli di istruzione si riducono in periferia, in particolare nel quadrante est fuori dal raccordo (Torre Angela e Borghesiana, 52%).

La mappa delle famiglie in disagio economico è speculare a quella appena vista. Le zone che avevano più diplomati e laureati sono quelle con il minor disagio, e viceversa. Nelle 20 zone di Roma con più diplomati, quasi tutte hanno una percentuale di famiglie in disagio molto contenuta, inferiore al 2%.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i bambini su dati Istat, censimento 2011
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Dicembre 2011)

Spiccano Pineto (88,7% di diplomati o laureati; 0,5% di famiglie in disagio), Grottaperfetta (88,8%; 1,1%), Nomentano (87,9%; 1,3%). Al contrario, nelle zone con meno diplomati, la quota di famiglie in difficoltà raggiunge generalmente i livelli più alti. A Tor Cervara (43% di diplomati o laureati) le famiglie in disagio sono il 4,1%, circa il doppio della media comunale.

Divari e disuguaglianze che solo un forte investimento nell’educazione può mitigare. Un investimento che, come abbiamo cercato di spiegare nei capitoli precedenti, parte dall’istruzione formale, ma deve soprattutto creare presidi educativi e sociali sul territorio.

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I contenuti dell'Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l'impresa sociale Con i Bambini nell'ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell'articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l'obiettivo di creare un'unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulle famiglie in disagio e sui diplomati a Roma è l'elaborazione che Istat ha svolto per la commissione periferie nella scorsa legislatura. L'istituto di statistica li ha elaborati a partire dalle informazioni raccolte in occasione del censimento 2011.

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