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L’aps italiano nel 2018

Il 10 aprile l’Ocse ha rilasciato i dati preliminari sull’aiuto pubblico allo sviluppo (aps) del 2018. Quello che emerge è un quadro difficile per il nostro paese che riporta indietro la cooperazione italiana di diversi anni e spinge a rivedere al ribasso le stime sul futuro, che già segnavano un percorso in declino.

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Il nostro paese si è impegnato a destinare entro il 2020 (come obiettivo intermedio) una quota pari allo 0,30% del rnl in aiuto pubblico allo sviluppo (aps/rnl). Vai a "Quante risorse per la cooperazione allo sviluppo"

Leggi il comunicato Ocse sui

È sempre più improbabile che l’Italia raggiunga nel 2020 gli obiettivi che si era proposta.

Nel 2017 l’Italia ha raggiunto lo 0,30 aps/rnl. Si è trattato di un risultato importante anche se con alcune criticità legate alla composizione dell’aiuto. La sfida a quel punto era di arrivare al 2020 mantenendo, e possibilmente incrementando, questa quota di aiuto. Già con l’ultima legge di bilancio però era diventato evidente che i fondi destinati all’aps sarebbero cominciati a calare ma ci si aspettava che questo avvenisse tra il 2019 e il 2020. Invece i contributi italiani in aiuto pubblico allo sviluppo, che avevano visto una crescita costante tra il 2012 e il 2017, segnano un brusco calo già nel 2018.

Ogni anno ad aprile l’Ocse rilascia i dati preliminari su fondi stanziati in aps dai paesi Dac. Quest’anno per la prima volta è stato inaugurato un nuovo metodo di rendicontazione detto “grant equivalent method” (con il quale il rapporto aps/rnl italiano risulta 0,24%). Tuttavia i dati sono stati rilasciati anche seguendo la consueta metodologia in modo che possano essere messi a confronto con la serie storica.

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Aprile 2019)

-21,3% il calo del contributo italiano in aiuto pubblico allo sviluppo tra il 2017 e il 2018 in termini reali.

Nel 2018 rispetto all'anno precedente manca all'appello circa 1 miliardo di euro per la cooperazione.

Il nuovo sistema di calcolo dell'aiuto pubblico allo sviluppo

Quest’anno l’Ocse ha introdotto un nuovo metodo di calcolo dell'aiuto pubblico allo sviluppo basato sul cosiddetto equivalente dono ("grant equivalent"). Con questo nuovo metodo cambia il modo in cui vengono rendicontati i flussi ai paesi in via di sviluppo con l’obiettivo di riflettere in maniera più fedele il reale impegno dei paesi donatori. Il nuovo metodo evidenzia infatti la parte del finanziamento concessionale - l’equivalente dono - di cui il paese partner effettivamente beneficia.

Essendovi qualche differenza tra i due sistemi che può riflettersi sui dati finali, al momento l'Ocse rilascia sia i dati calcolati con il nuovo sistema sia i dati calcolati con il vecchio sistema ( "cash flow": finanziamenti erogati al netto dei finanziamenti rimborsati). In questa analisi abbiamo utilizzato questi ultimi per confrontare i dati con la serie storica.

Per completezza di informazione è bene chiarire che nel documento presentato dall'Ocse sui dati preliminari sull'aps nel 2018 viene indicato per il nostro paese un rapporto aps/rnl pari allo 0,24% mentre utilizzando il vecchio metodo di calcolo l’aps italiano risulta lo 0,23% aps/rnl.

Allo stesso modo mentre con il nuovo sistema di calcolo l'aps italiano ammonta a 5.005 milioni di dollari (4.240 milioni di euro), con il vecchio sistema il totale dell'aps risulta un po' inferiore, ovvero 4.900 milioni di dollari (4.151 milioni di euro).

 

Foto Credit: Oxfam

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