Il contante è il metodo più utilizzato nelle transazioni quotidiane dei cittadini europei. Tuttavia presenta degli svantaggi e l'Unione europea intende limitarne l'uso.
La pandemia ha colpito duramente il mercato del lavoro causando, oltre una perdita salariale e di ore lavorative, un aumento della disoccupazione. Dopo l'emergenza sanitaria la situazione è migliorata, ma le regioni meridionali dell'Ue affrontano ancora situazioni difficili.
Dalla presenza di asili nido alla qualità dell'offerta scolastica, è ampio il divario educativo che affligge le aree interne del paese. Un gap che emerge anche nei livelli successivi di istruzione, come quella universitaria.
Garantire sostegno ai cittadini nei momenti di maggiore vulnerabilità sociale dall'infanzia fino alla vecchiaia è un pilastro fondante dell'Ue. Non c'è però ancora omogeneità nell'uso di risorse che gli stati membri fanno a questo scopo.
A che punto sono i diversi stati membri dell'Ue nell'attuazione dei rispettivi piani nazionali di ripresa e resilienza. Dai finanziamenti previsti a quelli ricevuti finora, dalle agende ancora da approvare alla percentuale di completamento di quelle già avviate.
Lo spreco di cibo è un fenomeno di rilevanza globale, con forti conseguenze ambientali. In Italia si producono molti rifiuti di origine alimentare soprattutto a livello domestico, con un aumento significativo nell'ultimo decennio.
Il reddito di cittadinanza è una forma di reddito minimo garantito che oggi in Italia raggiunge circa il 70% delle famiglie svantaggiate. Insieme alla Grecia, il nostro è stato l'ultimo paese Ue a dotarsi di tale misura.
I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all’articolo “Gli studenti in Italia e l’impatto ancora forte dell’abbandono scolastico“. 18 […]
La diffusione in Europa del vaiolo delle scimmie, una malattia precedentemente endemica solo in Africa, ha destato sorpresa. Come ha dimostrato un'indagine di Civio, pochi paesi si sono dimostrati preparati, nonostante il rischio fosse certificato da tempo.
In questi giorni milioni di ragazze e ragazzi rientrano a scuola dopo le vacanze estive. I dati mostrano come il rischio di abbandono scolastico precoce sia ancora molto concreto nel nostro paese, soprattutto nelle maggiori regioni del mezzogiorno.