<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ambiente Archivi - Openpolis</title>
	<atom:link href="https://www.openpolis.it/cosa/clima-e-ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.openpolis.it/cosa/clima-e-ambiente/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 16:28:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.5</generator>
	<item>
		<title>La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=309314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il piano lanciato dalle istituzioni europee vale oltre 50 miliardi di euro, di cui più di 7 per l’Italia. Ma sul fronte degli obiettivi climatici e dell’impatto ambientale c’è ancora molto lavoro da fare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/">La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La crisi climatica, la guerra tra Russia e Ucraina e, più di recente, l&#8217;instabilità in Medio Oriente hanno costretto l&#8217;Europa a <strong>ripensare il proprio modello di approvvigionamento energetico</strong>. Da un lato per renderlo più sostenibile, dall&#8217;altro per emanciparsi dalla dipendenza dalle importazioni da paesi terzi.</p>



<p>In questo contesto l&#8217;Unione europea ha messo in campo diverse iniziative, tra cui il piano <strong>RepowerEu</strong>. Questo programma, insieme ad altri strumenti, ha contribuito ad affrontare la crisi energetica nell&#8217;immediato riducendo o azzerando gli approvvigionamenti dalla <strong>Russia</strong>. Nelle intenzioni delle istituzioni europee tuttavia questo piano dovrebbe anche contribuire al raggiungimento degli <strong>obiettivi ambientali</strong> dell&#8217;Unione nel medio termine. In particolare per quanto riguarda l&#8217;<a href="https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/sustainable-development-goals/eu-and-united-nations-common-goals-sustainable-future_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenda 2030</a>.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">52 mld € </span>il valore dei programmi RepowerEu di tutti gli stati europei.</p>
			        </section>
		


<p>Inserito all&#8217;interno dei <a href="https://www.openpolis.it/parole/cose-il-pnrr-piano-nazionale-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piani nazionali di ripresa e resilienza</a>, anche questo capitolo dedicato al settore energetico prevede la propria <strong>conclusione entro la fine di quest&#8217;anno</strong>. Tuttavia molti progetti sono ancora in corso e la <strong>maggior parte delle <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-milestone-e-i-target-del-pnrr/">scadenze</a> previste devono ancora essere completate</strong>. Per questo motivo non è possibile formulare una valutazione definitiva e compiuta del suo impatto complessivo. </p>



<p>L&#8217;obiettivo di questo articolo è capire che cosa è stato finanziato attraverso il RepowerEu, a che punto sono i diversi paesi nell&#8217;attuazione delle misure previste e se gli obiettivi che l&#8217;Unione si è data sono stati raggiunti.</p>


<div id="il-repowereu-ha-la-stessa-impostazione-e-le-stesse-scadenze-del-pnrr-le-risorse-stanziate-in-tutta-lue-superano-i-50-miliardi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il RepowerEu</h3>



<p>Tra le iniziative messe in campo dall’Ue a fronte della guerra tra Russia e Ucraina c’è anche il RepowerEu. Entrato definitivamente in vigore con la pubblicazione del <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2023/435/oj?locale=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento Ue 2023/435</a>, uno degli obiettivi principali di questo piano era proprio quello di <strong>ridurre il più possibile la dipendenza dell&#8217;Ue dalla Russia</strong>, <strong>accelerando al contempo la transizione verso un sistema energetico basato su fonti pulite e rinnovabili</strong>.</p>



<p>Il RepowerEu ha previsto nell&#8217;immediato <strong>acquisti congiunti di gas e nuovi partenariati</strong> con fornitori ritenuti più affidabili. Nel medio termine, il piano punta invece alla <strong>decarbonizzazione industriale</strong> e alla definizione di un <strong>quadro normativo per l&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno</strong>.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		Per accedere ai fondi, ogni stato membro ha dovuto inserire un nuovo capitolo all&#8217;interno del proprio Pnrr.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/">
                &#8220;Che cos&#8217;è il RepowerEu&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p> Le aree di intervento si concentravano su: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>potenziamento delle infrastrutture e degli impianti energetici; </li>



<li>diversificazione delle fonti di approvvigionamento;</li>



<li>riduzione della domanda di energia; </li>



<li>miglioramento dell&#8217;efficienza energetica (soprattutto in edilizia); </li>



<li>decarbonizzazione dell&#8217;industria; </li>



<li>aumento della produzione di energie rinnovabili;</li>



<li>biometano sostenibile; </li>



<li>idrogeno.</li>
</ul>



<p>Un aspetto rilevante del piano è il suo <strong>carattere transnazionale</strong>. Almeno il <strong>30%</strong> degli interventi finanziati infatti doveva generare benefici anche per altri paesi dell&#8217;Ue.</p>


<div id="quello-italiano-vale-72-miliardi-e-copre-6-aree-di-policy-legate-alla-lotta-ai-cambiamenti-climatici" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Non esiste un dataset unico che fornisca una ripartizione precisa del valore complessivo dei capitoli RepowerEu tra i vari paesi, dal momento che ciascuno può essere composto anche da fondi nazionali o europei riallocati. Tuttavia, grazie alle informazioni contenute nel report &#8220;<a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/repowereu-phase-out-russian-energy-imports/repowereu-4-years_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu &#8211; 4 years on</a>&#8220;, è possibile fare alcune stime. L&#8217;ammontare complessivo considerando tutti gli stati europei supera i <strong>52 miliardi di euro</strong>. La parte più consistente è assorbita dalla <strong>Polonia</strong>, il cui capitolo vale da solo circa 20,6 miliardi di euro. Seguono <strong>Italia</strong> (7,2 miliardi), <strong>Spagna</strong> (6,9 miliardi) e <strong>Francia</strong> (2,8 miliardi).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Le risorse del RepowerEu per ogni paese europeo</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309316_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309316_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309316_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309316_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/">Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro &#8211; Le risorse del RepowerEu per ogni paese europeo</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Aprile 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309316">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.hide,mobile-share-buttons-309316.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.hide,embed-panel-309316.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309316" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano vale oltre 7 miliardi di euro - https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.show,mobile-share-buttons-309316.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309316" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309316.show,embed-panel-309316.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309316"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309316" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-vale-oltre-7-miliardi-di-euro/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Ogni capitolo RepowerEu, inoltre, doveva dedicare separatamente <strong>almeno il 37% degli investimenti totali agli obiettivi climatici</strong>. Per questo gli stati hanno dovuto specificare e giustificare in che percentuale ciascuna misura vi contribuisse, scegliendo tra 9 possibili aree di intervento (<em>policy</em>). A livello europeo, l&#8217;ambito più coinvolto dagli investimenti è quello dell&#8217;<strong>energia rinnovabile e delle reti </strong>(53,5%), seguito da <strong>efficientamento energetico</strong> (29,8%) e <strong>mobilità sostenibile</strong> (8,6%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Ripartizione della spesa nei capitoli RepowerEu verso gli obiettivi climatici</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309320_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309320_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309320_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309320_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/">Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici &#8211; Ripartizione della spesa nei capitoli RepowerEu verso gli obiettivi climatici</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309320">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.hide,mobile-share-buttons-309320.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.hide,embed-panel-309320.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309320" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il RepowerEu italiano interviene su 6 diversi ambiti per la lotta ai cambiamenti climatici - https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.show,mobile-share-buttons-309320.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309320" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309320.show,embed-panel-309320.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309320"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309320" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-repowereu-italiano-interviene-su-6-diversi-ambiti-per-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>È interessante notare che la maggior parte degli stati europei ha concentrato il proprio capitolo su un numero limitato di ambiti. In 18 stati infatti le policy interessate sono al massimo 3. Tra i paesi con il capitolo più consistente si nota la scelta in controtendenza dell&#8217;<strong>Italia</strong>, i cui investimenti interessano ben 6 diversi ambiti. Solo la Croazia ha un programma più diversificato.</p>



<p>Per quanto riguarda il nostro paese nello specifico, il capitolo RepowerEu vale <strong>7,21 miliardi di euro</strong> e comprende <strong>5 riforme e 15 investimenti</strong>. Questi sono pensati per rafforzare le reti di distribuzione e trasmissione elettrica, migliorare la sicurezza energetica, accelerare la produzione di rinnovabili, semplificare le procedure autorizzative, ridurre la domanda energetica e aumentare l&#8217;efficienza. Il capitolo sostiene inoltre lo sviluppo di competenze verdi e il trasporto sostenibile.</p>


<div id="sono-7-940-i-progetti-finanziati-in-italia-molti-di-questi-sono-gia-conclusi-ma-assorbono-appena-il-40-delle-risorse-stanziate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>Grazie ai dati pubblicati sul portate <a href="https://www.italiadomani.gov.it/content/sogei-ng/it/it/catalogo-open-data.html?orderby=%40jcr%3Acontent%2FobservationDateInEvidence&amp;sort=desc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia domani</a> (aggiornati al 26 febbraio 2026) è possibile farsi un&#8217;idea di cos&#8217;ha finanziato il Repower italiano e di quale sia lo stato di avanzamento. Complessivamente i progetti in Italia sono 7.940 e valgono circa <strong>4,8 miliardi di euro</strong>. La discrepanza rispetto all&#8217;importo totale è probabilmente da attribuire al fatto che <strong>una parte delle risorse è stata utilizzata per potenziare altre misure già presenti nel Pnrr</strong>. Nello specifico: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://openpnrr.it/misure/89/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Smart grid</a></li>



<li><a href="http://Potenziamento del parco ferroviario regionale per il trasporto pubblico con treni a zero emissioni e servizio universale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Treni a zero emissioni</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/500/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Veicoli elettrici</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/90/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Resilienza climatica delle reti</a></li>



<li><a href="https://openpnrr.it/misure/91/">Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse </a></li>
</ul>



<p>Tra i progetti economicamente più rilevanti figura lo sviluppo di un <a href="https://openpnrr.it/progetti/380814/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sistema di collegamento</a> per la trasmissione di energia elettrica tra il continente e le due isole maggiori, che cuba circa 508 milioni di euro. Altra opera che spicca è la realizzazione di un <a href="https://openpnrr.it/progetti/380830/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tratto della rete nazionale dei gasdotti</a> tra Emilia-Romagna e Toscana (427 milioni di cui 280 finanziati dal RepowerEu). Da citare infine l’<a href="https://openpnrr.it/progetti/380825/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">acquisto di 12 elettrotreni intercity</a> per un valore complessivo di circa 225 milioni di euro.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://openpnrr.it/progetti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vedi
<br><strong>tutti i progetti finanziati da RepowerEu e Pnrr in Italia</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Sulla base dei dati disponibili, possiamo osservare che dei circa 8mila progetti italiani finanziati dal Repower, <strong>quasi tutti (7.646) si sono&nbsp;conclusi</strong>. Tuttavia questi assorbono il 40% delle risorse assegnate (circa 1,4 miliardi di euro), mentre i progetti ancora in corso valgono <strong>3,4 miliardi di euro</strong>, pur trattandosi di &#8220;soli&#8221; 294 interventi.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">18,2% </span>la quota dei pagamenti già effettuati per i progetti finanziati dal RepowerEu italiano e non ancora conclusi (febbraio 2026).</p>
			        </section>
		

<div id="a-livello-europeo-risulta-completato-il-37-delle-scadenze-legate-al-repowereu-litalia-e-al-59" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">A che punto sono le scadenze del RepowerEu</h3>



<p>Sebbene il capitolo RepowerEu sia stato introdotto solo a partire dalla fine del 2022, <strong>condivide con il resto dei piani nazionali di ripresa e resilienza la stessa scadenza finale</strong>. Il cronoprogramma per il completamento di milestone e target si è infatti esaurito anche in questo caso lo scorso <strong>30 giugno</strong>, con l&#8217;ultima richiesta di pagamento che dovrà essere inviata alle istituzioni europee non oltre il <strong>31 agosto</strong>. Per questo motivo è particolarmente importante valutare il livello di completamento raggiunto dai diversi piani nazionali.</p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-termina-oggi-ma-la-sua-fine-e-ancora-tutta-da-scrivere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Il Pnrr termina oggi ma la sua fine è ancora tutta da scrivere</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>A livello europeo, i capitoli RepowerEu risultano generalmente più indietro rispetto ai Pnrr nella loro totalità, in termini di completamento. Ciò non sorprende considerando che sono partiti circa due anni dopo. Le misure complessive previste sono 535, di cui 251 investimenti e 184 riforme. Alla data del 23 giugno risultava <strong>rendicontato appena il 37% delle scadenze</strong>. Ben 22 punti percentuali in meno rispetto al livello medio di completamento dei Pnrr (59%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">Scadenze del RepowerEu già completate dai vari stati europei</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309322_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309322_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309322_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309322_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/">L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu &#8211; Scadenze del RepowerEu già completate dai vari stati europei</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309322_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309322_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309322_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309322_tab3"><p>Una milestone o un target si considera conseguito/a quando lo Stato membro ha fornito alla Commissione le prove del suo completamento e quest&#8217;ultima lo ha valutato positivamente in una decisione di esecuzione.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati Commissione europea                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 23 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309322">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.hide,mobile-share-buttons-309322.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.hide,embed-panel-309322.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309322" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L’Italia ha completato il 59% delle scadenze legate al RepowerEu - https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.show,mobile-share-buttons-309322.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309322" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309322.show,embed-panel-309322.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309322"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309322" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-ha-completato-il-59-delle-scadenze-legate-al-repowereu/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Guardando ai singoli stati, i più avanti nell&#8217;attuazione del proprio RepowerEu sono i <strong>Paesi Bassi</strong>, con l&#8217;80% delle scadenze già completate. Seguono <strong>Cechia</strong> (73%) e <strong>Austria</strong> (70%). L&#8217;<strong>Italia</strong> si colloca al sesto posto, con il 59% delle scadenze completate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le strategie dell&#8217;Ue contro la crisi energetica</h3>



<p>Non solo i singoli stati ma anche le istituzioni Ue si sono mosse in ambito energetico. Il lavoro si è concentrato su tre direttrici principali: l&#8217;aggregazione della domanda per ottenere condizioni più vantaggiose, la diversificazione delle forniture e la produzione di energia pulita.</p>



<p>Sul primo fronte, l&#8217;Ue ha adottato già nel 2022 un <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R1369" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento</a> sulla riduzione della domanda di gas. In questo senso, si prevedeva un obiettivo volontario di <strong>riduzione pari al 15%</strong> rispetto alla media dei consumi nel periodo 2017-2021. Anche dopo la scadenza di questa misura emergenziale i consumi, secondo la <a href="https://commission.europa.eu/topics/energy/eu-action-address-energy-crisis_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commissione europea</a>, hanno continuato a scendere. <strong>Tra agosto 2022 e gennaio 2026 la domanda di gas dell&#8217;Unione si è ridotta di circa il 19% rispetto al periodo di riferimento pre-crisi</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_5a9caeb352abbf4a3013e63d269a4313" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La strategia Ue per l&#8217;energia si è basata su: aggregazione della domanda, diversificazione delle fonti e rinnovabili.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Sul fronte della <strong>diversificazione</strong>, la Commissione ha istituito nel dicembre 2022 la <a href="https://wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_enhttps:/wayback.archive-it.org/12090/20250614012657/https:/energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piattaforma energetica dell&#8217;Ue</a> per favorire gli acquisti congiunti di gas. A questa si è poi affiancato il meccanismo <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-platform/aggregateeu_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AggregateEu</a>, attivo dall&#8217;aprile 2023 al marzo 2025, che ha permesso di aggregare la domanda delle imprese europee e abbinarla a quasi 100 miliardi di metri cubi di offerta internazionale. Dal 2025 entrambi questi strumenti sono confluiti nella più ampia <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-security/eu-energy-and-raw-materials-platform_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piattaforma Ue per l&#8217;energia e le materie prime</a>.</p>



<p>Sul fronte della <strong>produzione di energia pulita</strong>, l&#8217;Ue ha rafforzato nel 2023 la <a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/renewable-energy/renewable-energy-directive-targets-and-rules/renewable-energy-directive_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva sulle energie rinnovabili</a>. Con tale revisione è stato innalzato l&#8217;obiettivo vincolante al 2030 al <strong>42,5% </strong>(con l&#8217;ambizione di arrivare al 45%). La transizione è stata inoltre accompagnata con strumenti come il <a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/green-deal-industrial-plan_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano industriale del Green deal</a> e il <a href="https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/clean-industrial-deal_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clean industrial deal</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ultime novità</h3>



<p>Nell&#8217;aprile 2026, in un contesto reso più incerto dalle <strong>tensioni in Medio Oriente</strong>, la Commissione ha introdotto un nuovo pacchetto di misure. Si tratta di <a href="https://energy.ec.europa.eu/strategy/accelerateeu-strengthen-eu-energy-resilience_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AccelerateEu</a> volto a rafforzare ulteriormente il coordinamento tra i paesi membri e continuare a ridurre la dipendenza da petrolio e gas.</p>



<p>Nel corso degli ultimi mesi l&#8217;Unione europea ha compiuto passi importanti sul fronte dell&#8217;eliminazione delle importazioni dalla Russia. Il percorso è iniziato il 6 maggio 2025, quando la Commissione ha presentato la <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1131" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tabella di marcia</a> per porre fine alla dipendenza dell&#8217;Ue dall&#8217;energia russa. Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento</a> è poi entrato definitivamente in vigore il 3 febbraio scorso.</p>



<p>Il 9 febbraio la Commissione ha inoltre adottato una decisione di esecuzione con l&#8217;<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600335" target="_blank" rel="noreferrer noopener">elenco dei paesi terzi esentati</a> dall&#8217;autorizzazione preventiva per le importazioni di gas. Mentre il 18 marzo sono stati aggiornati gli <a href="https://webgate.ec.europa.eu/circabc-ewpp/d/d/workspace/SpacesStore/f730f771-2039-483c-aa33-1e4e065d6de4/download" target="_blank" rel="noreferrer noopener">orientamenti sull&#8217;attuazione del regolamento sul gas</a>.</p>


<div id="strillo-testo-block_f62f9fe3a83fc16fd3c004f35ad56be0" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>L&#8217;Ue ha vietato l&#8217;importazione di gas dalla Russia.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Quest&#8217;ultimo <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32026R0261" target="_blank" rel="noreferrer noopener">atto</a> introduce un divieto graduale, ma permanente, delle importazioni di gas naturale russo, sia via gasdotto sia sotto forma di gas naturale liquefatto (Gnl). <strong>Le importazioni saranno soggette ad autorizzazione preventiva da parte delle autorità competenti</strong>, salvo eccezioni per i paesi extra-Ue esentati.</p>



<p>Durante il periodo di transizione, gli importatori di gas russo dovranno limitare i volumi a quelli previsti da contratti preesistenti. Mentre chi importa gas non russo dovrà dichiarare il paese di produzione. L&#8217;obiettivo è eliminare del tutto le importazioni di Gnl dalla Russia entro la fine del 2026 e quelle di gas via gasdotto entro il 30 novembre 2027. Entro l&#8217;1 marzo scorso poi gli stati membri erano tenuti a presentare <strong>piani nazionali di diversificazione delle forniture di gas e petrolio</strong>. Piani che la Commissione sta valutando.</p>



<p>Un percorso analogo, seppur meno vincolante, riguarda proprio il <strong>petrolio</strong>. La Commissione si è infatti impegnata a promuovere ulteriormente l&#8217;eliminazione graduale delle importazioni russe attraverso una <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202600268" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione</a> in sostegno agli sforzi di diversificazione dei paesi Ue ancora coinvolti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Primi bilanci</h3>



<p>Il 22 aprile, in occasione del quarto anniversario dell&#8217;adozione del piano, la Commissione ha pubblicato il già citato report dal titolo &#8220;<strong>RepowerEu, 4 years on</strong>&#8221; per fare il punto sui progressi compiuti. Il documento conferma che, dall&#8217;inizio della guerra, <strong>la dipendenza dell&#8217;Unione dal gas russo è scesa dal 45% delle importazioni totali al 12%</strong> nel 2025.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">-33  </span>la riduzione, in punti percentuali, della dipendenza dell&#8217;Ue dal gas russo dall&#8217;introduzione del RepowerEu.</p>
			        </section>
		


<p>Restano tuttavia <strong>35 miliardi di metri cubi di gas russo</strong> importati ogni anno. Secondo la Commissione però anche questo uscirà dai mercati europei in meno di due anni. Tutte <strong>le importazioni di carbone russo sono state vietate</strong> dalle sanzioni, mentre quelle di petrolio si sono ridotte dal 27% dei primi mesi del 2022 al 2% nel 2025. </p>



<p>Sul fronte della <strong>produzione di energia pulita</strong>, dal 2021 l&#8217;Unione ha installato 260 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, di cui 204 Gw di solare fotovoltaico e 57 Gw di eolico. Un contributo che, secondo il report della Commissione, ha permesso di <strong>risparmiare 5,6 miliardi di euro di gas</strong> nel solo 2025. </p>


<div id="tra-2020-e-2024-la-produzione-di-energia-pulita-nellue-e-cresciuta-di-oltre-7-punti-percentuali-nello-stesso-periodo-sono-aumentati-i-consumi-di-petrolio-e-derivati" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">La produzione di energia in Ue</h3>



<p>Come abbiamo già specificato, il RepowerEu rappresenta solo una parte della strategia in ambito energetico. Inoltre si tratta di <strong>un piano che è ancora in corso, il cui impatto reale quindi potrà essere valutato solamente nel medio-lungo periodo</strong>. Soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità e l&#8217;impatto ambientale. Tuttavia, come abbiamo visto anche nel paragrafo precedente, non c&#8217;è dubbio che lo scenario stia mutando molto rapidamente. Per questo, in conclusione passiamo in rassegna alcuni <strong>indicatori di contesto</strong> che ci aiutino a inquadrare le trasformazioni in corso.</p>



<p>Una prima dinamica interessante da valutare riguarda com&#8217;è cambiata la produzione energetica nei paesi europei. Tra il 2020 e il 2024, si registra un <strong>massiccio incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e biocarburanti</strong>, passata dal 40,8% al 48,1% del totale (+7,3 punti percentuali). Ciò a fronte di una contrazione dei <strong>combustibili fossili</strong> (-2,3 punti), del <strong>gas naturale</strong> (-2,1 punti) e dell&#8217;<strong>energia nucleare</strong> (-2,4 punti).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">Confronto della produzione energetica primaria nell&#8217;Unione europea tra 2020 e 2024</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309349_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309349_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309349_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309349_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="400" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="400" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/plugins/opmag-charts/images/numeri_placeholder.svg" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/">In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni &#8211; Confronto della produzione energetica primaria nell&#8217;Unione europea tra 2020 e 2024</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309349_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309349_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309349_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309349_tab3"><p>I dati Eurostat riportano la quota di ciascuna fonte energetica prodotta sul totale espressa in migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktoe). Le variazioni tra il dato 2020 e il dato 2024 sono espresse in punti percentuali. I dati sulla produzione di energia da gas derivati ed elettricità non sono disponibili.</p>
<p>Nel periodo considerato la produzione energetica della Germania non si avvaleva di torba, bitume e calore. Quelle francese e spagnola, oltre a questi, non prevedeva il ricorso ai combustibili fossili. Quella italiana, oltre a quelle già citate non sfrutta il nucleare.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/NRG_BAL_S__custom_21891371/default/table?page=time:2024" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309349">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.hide,mobile-share-buttons-309349.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.hide,embed-panel-309349.show"></button>
	                                                                    
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309349" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia la produzione di energia rinnovabile è aumentata di oltre 5 punti in 5 anni - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.show,mobile-share-buttons-309349.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309349" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309349.show,embed-panel-309349.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309349"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309349" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;400&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-la-produzione-di-energia-rinnovabile-e-aumentata-di-oltre-5-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p> Ogni paese, però, ha le proprie peculiarità. In <strong>Germania</strong>, ad esempio, l&#8217;incremento delle rinnovabili è stato superiore alla media Ue (+15,6 punti), a fronte di una marcata contrazione del nucleare (-16,9 punti) e un lieve aumento dei combustibili fossili (+0,68 punti). <strong>Francia</strong> e <strong>Spagna</strong> seguono dinamiche simili a quelle tedesche. <strong>Il caso italiano invece è diverso</strong>. In assenza di produzione nucleare, <strong>l&#8217;aumento delle rinnovabili è stato più contenuto rispetto alla media europea</strong> (+5,4 punti), a fronte di una diminuzione del ricorso a gas naturale (-2,8 punti) e a petrolio e derivati (-2,7 punti).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il consumo di energia in Ue</h3>



<p>Se la produzione energetica europea si sta spostando con decisione verso le fonti pulite, i dati sui consumi raccontano una storia parzialmente diversa. Tra il 2020 e il 2024, a livello Ue, il consumo di gas naturale è diminuito in modo significativo, passando dal 22% al 19,6% (-2,4 punti), ma <strong>è cresciuto il consumo di petrolio e derivati</strong>, dal 35% al 37,4% (+2,4 punti). È aumentato anche il consumo di energia da fonti rinnovabili e biocarburanti, anche se in misura contenuta (+0,7 punti), a fronte di una analoga diminuzione dei combustibili fossili.</p>


<div id="strillo-testo-block_006ae4b82c2097e2dc567f923becb477" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Le abitudini di consumo sembrano cambiare più lentamente rispetto alla produzione.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Questi dati aiutano a capire come, se la strategia produttiva europea si stia muovendo nella direzione auspicata, risulti più difficile cambiare le abitudini di consumo di cittadini e imprese. Per questo sarà importante valutare l&#8217;impatto di piani come il RepowerEu anche dopo la conclusione di tutti i progetti.</p>



<p>Anche in questo caso, i singoli paesi mostrano dinamiche differenti. In <strong>Germania</strong> si registra una diminuzione del ricorso al gas naturale (-1,5 punti), comunque inferiore alla media europea, a fronte di un incremento del consumo di elettricità (+1,5 punti) e di rinnovabili (+0,7). In <strong>Spagna</strong> la diminuzione del gas naturale è più marcata (-3 punti), ma l&#8217;aumento riguarda soprattutto il petrolio e i suoi derivati (+3 punti). La <strong>Francia</strong> registra una contrazione del gas simile a quella spagnola, a fronte di un incremento di petrolio e rinnovabili di circa 2 punti ciascuno.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">Confronto dei tipi di energia consumati nell&#8217;Unione europea tra il 2020 e il 2024</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_309356_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309356_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309356_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309356_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/">In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni &#8211; Confronto dei tipi di energia consumati nell&#8217;Unione europea tra il 2020 e il 2024</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/NRG_BAL_S__custom_21891371/default/table?page=time:2024" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 2 Giugno 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309356">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.hide,mobile-share-buttons-309356.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.hide,embed-panel-309356.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309356" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia il consumo di petrolio e derivati è aumentato di circa 7 punti in 5 anni - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.show,mobile-share-buttons-309356.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309356" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309356.show,embed-panel-309356.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309356"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309356" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-consumo-di-petrolio-e-derivati-e-aumentato-di-circa-7-punti-in-5-anni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>In <strong>Italia</strong>, infine, si registra una diminuzione del ricorso al gas naturale (-3,1 punti) e al calore (-2,3 punti), compensata quasi esclusivamente dall&#8217;aumento del consumo di petrolio e suoi derivati (+6,7 punti).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tema delle importazioni</h3>



<p>Un ultimo aspetto che vale la pena analizzare riguarda la <strong>dipendenza dalle importazioni energetiche</strong>. Al netto delle sanzioni verso la Russia, importare energia da paesi terzi non è di per sé un elemento critico, anzi in alcuni casi è inevitabile. Tuttavia, maggiore è la dipendenza dalle importazioni, più la sovranità energetica di un paese risulta condizionata. Nel 2024 l&#8217;indice di dipendenza dalle importazioni a livello Ue era pari al <strong>57,3%</strong>, un valore sostanzialmente immutato rispetto al 2020. Scomponendo il dato per fonte, si osserva una diminuzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili (-1,6 punti) e, lievemente, di petrolio (-0,18 punti), a fronte di un aumento per il gas naturale (+1,4 punti).</p>



<p>Tra i singoli paesi, gli indici di dipendenza più bassi si registrano in <strong>Estonia</strong> (4,6%), <strong>Svezia</strong> (26,5%) e <strong>Lettonia</strong> (29,3%), mentre i più alti si trovano a <strong>Malta</strong> (98,4%), <strong>Lussemburgo</strong> (91%) e <strong>Cipro</strong> (87,7%). Si tratta di stati dal territorio particolarmente limitato, per i quali il ricorso alle importazioni è quasi obbligato. Tra i principali paesi Ue, l&#8217;<strong>Italia</strong> risultava nel 2024 quello con l&#8217;indice di dipendenza energetica più elevato (73,9%), seguita da <strong>Spagna</strong> (68,9%) e <strong>Germania</strong> (66,8%).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Confronto tra la dipendenza dalle importazioni energetiche nel 2020 e nel 2024 </a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_309359_tab1" role="tab" aria-controls="chart_309359_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_309359_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_309359_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/">Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata &#8211; Confronto tra la dipendenza dalle importazioni energetiche nel 2020 e nel 2024 </a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_309359_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_309359_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_309359_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_309359_tab3"><p>La dipendenza dalle importazioni di energia indica la quota del fabbisogno energetico totale di un paese soddisfatta tramite importazioni da altri paesi. Il tasso mostra la proporzione di energia che un&#8217;economia deve importare. È definito come le importazioni nette di energia divise per l&#8217;energia lorda disponibile, espresso in percentuale. Può essere definito sia per il totale di tutti i prodotti sia per i singoli combustibili. Un tasso di dipendenza negativo indica un esportatore netto di energia, mentre un tasso di dipendenza superiore al 100% indica che i prodotti energetici sono stati stoccati.</p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_ind_id__custom_19989435/bookmark/table?lang=en&amp;bookmarkId=f551cbd2-f545-4a4e-99f5-ee5ecc48f05f&amp;c=1770284734670" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: martedì 21 Aprile 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-309359">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.hide,mobile-share-buttons-309359.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.hide,embed-panel-309359.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/07/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-309359" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Tra il 2020 e il 2024 la dipendenza dalle importazioni energetiche dell&#8217;Italia è lievemente aumentata - https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.show,mobile-share-buttons-309359.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-309359" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-309359.show,embed-panel-309359.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-309359"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-309359" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/tra-il-2020-e-il-2024-la-dipendenza-dalle-importazioni-energetiche-dellitalia-e-lievemente-aumentata/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Tra questi tre paesi, la <strong>Germania</strong> fa segnare la variazione più marcata tra il 2020 e il 2024 (+3 punti percentuali), mentre <strong>Spagna</strong> e <strong>Italia</strong> restano sostanzialmente stabili, con un lieve aumento. Nello stesso periodo, <strong>16 dei 27 paesi Ue hanno ridotto, in misura più o meno marcata, la propria dipendenza dalle importazioni di energia</strong>. Le variazioni più significative riguardano <strong>Lettonia</strong> (-16,2 punti), <strong>Finlandia</strong> (-10,1) e <strong>Lituania</strong> (-8,9), probabilmente non a caso alcuni dei paesi del fianco nord-orientale dell&#8217;Unione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un progetto completato a metà</h3>



<p>A quattro anni dalla sua presentazione, <strong>il RepowerEu ha senza dubbio raggiunto quelli che erano gli obiettivi di breve periodo</strong>, in particolare l&#8217;affrancamento dalla Russia. Il crollo delle importazioni di gas, l&#8217;azzeramento di quelle di carbone e la drastica riduzione di quelle di petrolio testimoniano un cambiamento strutturale nelle forniture energetiche europee.</p>


<div id="strillo-testo-block_63886fe04b49aedc0a8cfaf68d014715" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli obiettivi di medio termine del RepowerEu non sono ancora stati raggiunti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Sugli obiettivi di medio termine, invece, il lavoro da fare resta consistente. Da un lato la produzione di energia si sta effettivamente spostando verso le fonti rinnovabili. Dall&#8217;altro, però, i dati sui consumi raccontano una storia diversa: a fronte di una modesta crescita dell&#8217;uso di rinnovabili, <strong>si registra un aumento del consumo di prodotti petroliferi</strong> particolarmente marcato nel caso italiano. Anche sul fronte degli obiettivi dell&#8217;Agenda 2030 ci sono stati dei passi in avanti significativi. Tuttavia, come ha ricordato anche la stessa Commissione europea, i target non sono ancora stati raggiunti e (come per l&#8217;efficienza energetica) la strada da percorrere resta molta. </p>



<p>Infine, va ricordato che <strong>buona parte dei progetti finanziati dal RepowerEu sono ancora in corso e che la maggior parte dei milestone e dei target deve ancora essere rendicontata</strong>. Con l&#8217;avvicinarsi della scadenza di fine agosto per l&#8217;ultima richiesta di pagamento, sarà quindi importante osservare se i paesi Ue riusciranno a completare le misure pendenti nei tempi previsti o se dovranno rinunciare a una parte delle risorse e delle ambizioni iniziali.</p>



<p><em>This article is published in collaboration with the&nbsp;<a href="https://www.europeandatajournalism.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">European Data Journalism Network</a>&nbsp;in the context of<a href="https://chateurope.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;ChatEurope</a>&nbsp;and is released under a&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CC BY-SA 4.0</a>&nbsp;licence</em></p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/veduta-aerea-del-campo-di-erba-verde-durante-il-giorno-WIQi8Hiv8JI">Sungrow EMEA</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-sfida-energetica-delleuropa-a-che-punto-e-lattuazione-del-repowereu/">La sfida energetica dell’Europa: a che punto è l’attuazione del RepowerEu</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=308697</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tuttavia gli alti costi iniziali e un mercato ancora acerbo hanno scoraggiato gli investimenti. Questo ha portato alla necessità di profonde revisioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il tema dell’<strong>energia</strong> è tornato al centro del dibattito pubblico, sia italiano che internazionale. I conflitti, l’instabilità geopolitica e la volatilità dei prezzi hanno evidenziato con forza la <strong>dipendenza europea dalle fonti fossili e dai paesi esportatori</strong>. Accelerare la <strong>transizione energetica</strong> diventa quindi un obiettivo ancora più importante.</p>



<p>Da questo punto di vista l’<strong>idrogeno</strong> rappresenta un possibile strumento per decarbonizzare i trasporti e settori industriali particolarmente difficili da elettrificare. Dato questo contesto, l’Unione europea ha deciso di rafforzare ulteriormente gli investimenti nel comparto, anche attraverso il capitolo <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cose-il-repowereu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RepowerEu</a> introdotto dopo la crisi energetica del 2022.</p>



<p>Il <strong>piano nazionale di ripresa e resilienza</strong> (Pnrr) italiano ha fatto proprie alcune di queste indicazioni prevedendo cospicui investimenti per lo sviluppo dell’idrogeno come fonte energetica. Le misure attualmente attive sono 5 e riguardano la produzione di idrogeno verde, le infrastrutture di trasporto, la ricerca industriale e la realizzazione di impianti per elettrolizzatori. Accanto a questi investimenti troviamo anche alcune <strong>riforme</strong> pensate per favorire la diffusione della filiera.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">1,5 mld € </span>gli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico.</p>
			        </section>
		


<p>I risultati raggiunti finora appaiono piuttosto disomogenei. In diversi casi <strong>gli investimenti non si sono rivelati particolarmente appetibili</strong>, soprattutto a causa degli elevati costi iniziali richiesti agli operatori privati a fronte di un mercato ancora poco sviluppato. Non a caso alcune misure hanno registrato <strong>bandi deserti, rinunce ai finanziamenti e frequenti rinvii</strong>. Per questo motivo il governo si è visto costretto a intervenire più volte per rivedere gli obiettivi e riallocare le risorse.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno</h3>



<p>L’idrogeno non è una fonte energetica primaria ma un <strong><a href="https://energia.enea.it/idrogeno-e-nuovi-vettori-energetici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vettore</a></strong>. Questo significa che, per essere utilizzato, <strong>deve prima essere prodotto attraverso altri processi che richiedono energia</strong>. Il metodo oggi considerato più sostenibile è quello dell’<strong>elettrolisi dell’acqua</strong>: utilizzando elettricità, l’acqua viene separata in ossigeno e idrogeno. Se l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili si parla di “<strong>idrogeno verde</strong>”.</p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		L&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico è un settore in crescita che tuttavia non è esente da criticità.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funziona-la-produzione-di-energia-dallidrogeno/">
                &#8220;Come funziona la produzione di energia dall&#8217;idrogeno&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>L’idrogeno così prodotto può essere stoccato, trasportato e successivamente utilizzato per generare energia attraverso celle a combustibile oppure come combustibile diretto in alcuni processi industriali. Le celle a combustibile producono elettricità combinando idrogeno e ossigeno, con <strong>emissioni praticamente nulle</strong>: il principale sottoprodotto è infatti il vapore acqueo.</p>



<p>Questa tecnologia viene considerata particolarmente promettente per i cosiddetti settori “<strong>hard-to-abate</strong>”, cioè quei comparti industriali dove la riduzione delle emissioni è più complessa, come siderurgia, chimica, vetro, ceramica e trasporto pesante. Tuttavia la filiera presenta ancora <strong>costi molto elevati,</strong> soprattutto per quanto riguarda la produzione, il trasporto e lo stoccaggio dell’idrogeno verde. Per questo motivo si è cercato di utilizzare una parte dei fondi del Pnrr per accelerare lo sviluppo del settore. </p>


<div id="il-pnrr-prevede-investimenti-per-15-miliardi-per-lo-sviluppo-dellidrogeno-come-vettore-energetico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Gli investimenti del Pnrr per l&#8217;idrogeno</h3>



<p>Nei prossimi paragrafi passeremo in rassegna le riforme e gli investimenti del piano riguardanti l&#8217;idrogeno. Lo faremo sfruttando le informazioni più recenti disponibili. Vale a dire i dati presenti su <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OpenPNRR</a> aggiornati al 26 febbraio 2026, la <a href="https://www.strutturapnrr.gov.it/it/documenti/relazioni-al-parlamento/settima-relazione-al-parlamento-sullo-stato-di-attuazione-del-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">settima relazione</a> sullo stato di attuazione del Pnrr e i <a href="https://www.camera.it/temiap/allegati/2026/03/03/OCD177-8844.pdf?timeStamp=1779442817921" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dossier</a> curati dal servizio studi della camera dei deputati. Prima di approfondire le diverse misure tuttavia facciamo una panoramica generale degli investimenti previsti.</p>



<p>Allo stato attuale sono 5 per un importo complessivo di circa <strong>1,5 miliardi</strong>. La misura che cuba più risorse è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">produzione di idrogeno in aree industriali dismesse</a> (590 milioni, considerando anche la <a href="https://openpnrr.it/misure/439/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">componente</a> inserita con il RepowerEu). Troviamo poi 345 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sperimentazione dell’idrogeno nel trasporto ferroviario e stradale</a> e 300 milioni per <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a>.</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1">
                    <div id="chart_308689_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308689_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_308689_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308689_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno &#8211; Il quadro degli investimenti del Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno come vettore energetico</a></div>
                    </div>
			        			                                <div id="chart_308689_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_308689_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
                        <div id="chart_308689_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_308689_tab3"><p>Nel grafico sono rappresentati solamente gli investimenti del Pnrr dedicati allo sviluppo dell&#8217;idrogeno. A questi vanno aggiunte anche due riforme: <span data-sheets-root="1">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno e Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno. La misura Utilizzo dell’idrogeno in settori hard-to-abate è stata definanziata e non è più presente nei dataset rilasciati dal governo.</span></p>
</div>
			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-308689">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.hide,mobile-share-buttons-308689.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.hide,embed-panel-308689.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-308689" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dal Pnrr circa 1,5 miliardi di euro per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno - https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.show,mobile-share-buttons-308689.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-308689" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308689.show,embed-panel-308689.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-308689"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308689" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/dal-pnrr-circa-15-miliardi-di-euro-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Analizzando i dati sulla spesa già sostenuta dalle amministrazioni titolari si notano valori mediamente bassi. L’investimento più avanzato è l’<strong>utilizzo dell’idrogeno per i trasporti (26,2%)</strong>. Viceversa, la misura più indietro è quella riguardante la <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">realizzazione di&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori</a> (0,32%). In quest’ultimo caso una percentuale così bassa potrebbe essere dovuta al fatto che i progetti finanziati sono <strong>in gran parte affidati a imprese</strong> <strong>private</strong> che quindi potrebbero aver anticipato gli investimenti con risorse proprie.</p>


<div id="linvestimento-sulle-hydrogen-valleys-e-stato-potenziato-anche-se-negli-anni-ci-sono-state-diverse-rinunce" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Produzione dell&#8217;idrogeno in aree industriali dismesse</h3>



<p>L’investimento dedicato alle cosiddette <a href="https://openpnrr.it/misure/91/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hydrogen valleys</a> rappresenta oggi la misura economicamente più rilevante del Pnrr sull’idrogeno. La dotazione complessiva ammonta a <strong>590 milioni di euro</strong>, considerando anche le risorse aggiuntive introdotte attraverso il RepowerEu.</p>



<p>L’obiettivo è <strong>sostenere la produzione e l’utilizzo locale recuperando aree industriali dismesse</strong>. In particolare il piano punta a favorire la nascita di ecosistemi in cui l’idrogeno venga prodotto attraverso fonti rinnovabili e consumato direttamente sul territorio, soprattutto nelle regioni del <strong>mezzogiorno</strong>. Il target iniziale prevedeva il completamento entro giugno 2026 di almeno <strong>10 progetti con l&#8217;installazione di elettrolizzatori</strong> con capacità compresa tra 1 e 5 megawatt. Con l’introduzione del Repower, l’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/474/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è salito a <strong>12 progetti</strong>.</p>



<p>Dal punto di vista amministrativo la <a href="https://openpnrr.it/scadenze/472/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima fase</a> della misura si è conclusa positivamente con l’aggiudicazione degli appalti. Tutte le regioni e le province autonome hanno aderito agli avvisi ministeriali, pubblicando i bandi e selezionando i progetti da finanziare.</p>


<div id="strillo-testo-block_996cff5eb60da914818046fd6d912127" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Le difficoltà sono però emerse nella fase attuativa. Diversi soggetti privati hanno rinunciato ai finanziamenti a causa di un <strong>mercato ancora acerbo e degli elevati investimenti iniziali richiesti</strong>. Le rinunce formalizzate da Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Molise e Liguria hanno costretto il ministero a riprogrammare più volte le risorse disponibili. Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero dell&#8217;ambiente risultava pari ad appena 109,5 milioni di euro, cioè il <strong>21,9%</strong> della dotazione della misura.</p>



<p>I progetti attivi, a febbraio 2026, risultano essere <strong>51 per un valore complessivo di circa 565 milioni di euro, di cui 509 finanziati dal Pnrr</strong>. Nessun progetto risulta ancora concluso e la quota di pagamenti già sostenuti si attesta al 26,3%.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">44% </span>la quota di risorse Pnrr per le hydrogen valleys indirizzata alle regioni del mezzogiorno.</p>
			        </section>
		

<div id="la-sperimentazione-nei-trasporti-ha-subito-un-definanziamento-di-230-milioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Sperimentazione dell&#8217;idrogeno per il trasporto ferroviario e stradale</h3>



<p>Anche il settore dei trasporti rientra tra gli ambiti di <a href="https://openpnrr.it/misure/94/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile sviluppo dell’idrogeno</a>. In origine il Pnrr prevedeva due investimenti distinti: uno dedicato al trasporto stradale e uno al trasporto ferroviario, per una dotazione complessiva iniziale di <strong>530 milioni di euro</strong>. A seguito delle criticità emerse, <strong>le due misure sono state successivamente accorpate</strong> in un unico investimento che oggi dispone di circa <strong>300 milioni di euro</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_6834f7109c42bf9e7e37fec54516fbcd" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Molti soggetti privati hanno giudicato il finanziamento Pnrr troppo limitato a fronte di un investimento iniziale consistente.</p>
			        </section>
		</div>



<p>L’obiettivo iniziale per il trasporto stradale era la realizzazione di <strong>almeno 40 stazioni di rifornimento per mezzi pesanti</strong> lungo autostrade e corridoi logistici strategici. Sul fronte ferroviario invece il piano prevedeva la costruzione di <strong>10 stazioni a servizio di linee regionali non elettrificate</strong>. Le difficoltà operative sono state particolarmente rilevanti soprattutto per il comparto stradale. I bandi hanno registrato <strong>scarse adesioni e ben 18 rinunce</strong> formali da parte degli operatori economici. Tra i principali problemi segnalati figurano i ritardi ministeriali, il <strong>limite del finanziamento Pnrr fissato al 50% del costo totale dell&#8217;opera</strong> associato a investimenti iniziali giudicati troppo elevati e una domanda di mercato ancora molto debole. Per quanto riguarda il settore ferroviario, i rallentamenti sono stati causati soprattutto dall’<strong>aumento dei costi</strong> delle materie prime e dall’inflazione.<br></p>


        <section class="link_ext">
	                            <p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/assonime-report-2025.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche
<br><strong>Gli investimenti del Pnrr per la transizione ecologica</strong></a>.</p>
        </section>
		





<p>Queste criticità hanno portato a una profonda revisione della misura. Il numero di stazioni previste per il trasporto stradale è stato <strong>ridotto da 40 a 21</strong>, mentre quelle ferroviarie sono scese <strong>da 10 a 8</strong>. Il nuovo <a href="https://openpnrr.it/scadenze/485/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> complessivo prevede quindi la realizzazione di <strong>29 stazioni</strong> entro giugno 2026.</p>



<p>Al 31 dicembre 2025 la spesa dichiarata dal ministero delle infrastrutture risultava pari a circa 90,4 milioni di euro, cioè il <strong>26,2%</strong> delle risorse Pnrr stanziate. I progetti attivi al 26 febbraio 2026 erano <strong>33</strong> per un importo complessivo di circa <strong>511 milioni di euro, di cui 345 Pnrr</strong>. Anche in questo caso nessun progetto risulta ancora concluso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno</h3>



<p>Tra le misure dedicate all’idrogeno, quella relativa alla <a href="https://openpnrr.it/misure/95/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca e sviluppo</a> ha registrato un andamento sostanzialmente positivo. L’investimento dispone oggi di una dotazione di <strong>300 milioni di euro</strong>, aumentata rispetto ai 160 originariamente previsti.</p>



<p>L’obiettivo è sostenere attività di ricerca lungo tutta la filiera: produzione di idrogeno verde, tecnologie per stoccaggio e trasporto, celle a combustibile e sistemi intelligenti di gestione delle infrastrutture energetiche. Il <a href="https://openpnrr.it/scadenze/488/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">target</a> finale prevede la realizzazione di <strong>almeno 10 progetti di ricerca</strong> entro giugno 2026. La <a href="https://openpnrr.it/scadenze/487/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> relativa all’aggiudicazione dei contratti di ricerca è stata raggiunta già nel 2022.</p>



<p>A differenza delle altre misure, in questo caso non si sono registrate carenze di domanda o criticità strutturali. Al contrario, il problema principale è stato l’<strong>esaurimento rapido delle risorse disponibili</strong>, che aveva lasciato fuori diversi progetti giudicati ammissibili. Proprio per questo motivo, con la revisione del piano sono stati aggiunti fondi ulteriori per finanziare nuovi interventi e far scorrere le graduatorie.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">+140 mln € </span>gli investimenti Pnrr aggiuntivi per ricerca e sviluppo sull&#8217;idrogeno.</p>
			        </section>
		


<p>I progetti attivi risultano oggi <strong>70</strong> per un valore complessivo di circa <strong>306 milioni di euro, di cui 273 Pnrr</strong>. Anche in questo caso risultano tutti ancora in corso, con uno stato di avanzamento finanziario pari al <strong>20,7%</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Idrogeno (Ipcei)</h3>



<p>Questa <a href="https://openpnrr.it/misure/105/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">misura</a> punta a creare una vera e propria catena industriale dell’idrogeno in Italia attraverso la partecipazione agli <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-ipcei-importanti-progetti-di-comune-interesse-europeo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Importanti progetti di comune interesse europeo</a> (Ipcei). L’investimento finanzia in particolare la produzione di elettrolizzatori, la realizzazione di nuovi impianti industriali e il rafforzamento dell’intera filiera nazionale. L’<a href="https://openpnrr.it/scadenze/515/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">obiettivo finale</a> è raggiungere una produzione di elettrolizzatori con una <strong>capacità aggregata totale di almeno 890 megawatt all&#8217;anno</strong>.</p>



<p>La misura ha preso avvio nel 2022 con la sottoscrizione dei contratti relativi ai due principali progetti Ipcei: quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497550" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ansaldo Green Tech</a> e quello di <a href="https://openpnrr.it/progetti/497552" target="_blank" rel="noreferrer noopener">De Nora Italy Hydrogen Technologies</a>. Successivamente sono stati avviati ulteriori bandi per finanziare nuovi impianti industriali e investimenti produttivi. Dal punto di vista operativo non emergono criticità particolarmente rilevanti. I documenti segnalano soltanto la rinuncia di uno dei progetti ammessi.</p>


<div id="strillo-testo-block_609f03dcb074a82263e4f62492428642" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La misura ha subito una decurtazione di fondi ma gli obiettivi sono rimasti invariati.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Durante la revisione del Pnrr approvata a <a href="https://www.openpolis.it/come-cambiato-il-pnrr-dopo-le-ultime-revisioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">novembre 2025</a>, la misura è stata oggetto di interventi di <strong>semplificazione amministrativa</strong>. Dal punto di vista finanziario, ha subito un forte ridimensionamento: la dotazione originaria di <strong>450 milioni di euro</strong> è stata ricalcolata e abbassata a <strong>circa 259,9 milioni di euro</strong>, sebbene gli obiettivi di capacità produttiva siano rimasti invariati.</p>



<p>I progetti attivi sono 6 per un valore di circa <strong>257 milioni di euro</strong> quasi interamente finanziati dal Pnrr. Come già detto, lo stato di avanzamento finanziario risulta estremamente basso: appena lo <strong>0,3%</strong>. Un dato che appare in parte contraddittorio rispetto all’avanzamento operativo descritto nei documenti ufficiali. </p>


<div id="linvestimento-sullutilizzo-dellidrogeno-in-settori-difficili-da-decarbonizzare-e-stato-eliminato-dal-pnrr" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo dell&#8217;idrogeno in settori hard to abate</h3>



<p>L’investimento era stato concepito per favorire la <strong>sostituzione del metano con idrogeno verde nei settori industriali più difficili da decarbonizzare</strong>. Comparti particolarmente energivori come cementifici, cartiere, industrie del vetro e della ceramica.</p>


<div id="strillo-testo-block_497dc7abfcf44afe30ad3cc614b4e9e8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>La misura è stata eliminata dal Pnrr per circostanze oggettive.</p>
			        </section>
		</div>



<p>La misura disponeva inizialmente di una dotazione molto elevata, pari a <strong>2 miliardi di euro</strong>. L’obiettivo finale prevedeva l’introduzione concreta dell’idrogeno in almeno uno stabilimento industriale entro giugno 2026. Nel corso dell’attuazione però sono emerse <strong>criticità considerate talmente gravi da rendere impossibile il raggiungimento del target nei tempi previsti dal Pnrr</strong>. </p>


        <section class="glossary">
            <div>
                <mark>
																		I governi nazionali possono modificare i propri piani di ripresa e resilienza solo a fronte di condizioni oggettive.</br>
											                </mark>
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/quanto-e-come-puo-essere-modificato-il-pnrr/">
                &#8220;Quanto e come può essere modificato il Pnrr&#8221;</a></span>

            </div>
        </section>
		


<p>Di conseguenza, nel corso della revisione del piano approvata a fine 2025 <strong>il target finale è stato completamente soppresso e le risorse ridotte da 2 miliardi a 1 miliardo di euro</strong>. La quota residua è stata in gran parte riallocata a favore della società <a href="http://www.driditalia.it/homepage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dri d’Italia Spa</a> per la realizzazione di impianti siderurgici alimentati esclusivamente a idrogeno verde.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I progetti finanziati e l&#8217;impatto sui territori</h3>



<p>Dopo aver passato in rassegna i vari investimenti del Pnrr riguardanti l&#8217;idrogeno, tracciamo adesso un quadro complessivo dei progetti finanziati. Parliamo in totale di <strong>160 opere per un importo di circa 1,4 miliardi di euro</strong>. Nel caso delle misure prese in esame, troviamo molti progetti che interessano il territorio di più regioni (16) e altri invece che sono identificati come di interesse nazionale (41). Tali interventi assorbono oltre 160 milioni, pari a circa l’11,6% dell’importo totale assegnato. Al netto di questi interventi, possiamo osservare che la quota di risorse più significativa si trova in <strong>Liguria</strong> che da sola cuba circa 220 milioni di euro. Seguono <strong>Lombardia</strong> (180 milioni), <strong>Lazio</strong> (128 milioni) e <strong>Puglia</strong> (84,4 milioni).</p>


            <div class="opmag-chart-selector-panel">
                                <div class="title_subtitle">
                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></h3>
                                    </div>
                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0">
                    <div id="chart_308693_tab1" role="tab" aria-controls="chart_308693_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
                    <div id="chart_308693_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_308693_tab1">
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" placeholder ></amp-img><div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div></amp-iframe>                        <div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/">In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno &#8211; Il quadro dei progetti finanziati dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno, territorio per territorio</a></div>
                    </div>
			        			                        </amp-selector>
                <div class="opmag-chart-source">
                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione e dati <a href="https://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noopener">OpenPNRR</a>                                                                <br>(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
                </div>
                <div class="opmag-chart-actions">
                    <div id="opmag-chart-action-buttons-308693">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.hide,mobile-share-buttons-308693.show"></button>
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.hide,embed-panel-308693.show"></button>
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno.png" target="_blank" download></a>
						                                                
	                                        </div>
                    <div id="mobile-share-buttons-308693" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Liguria oltre 200 milioni dal Pnrr per lo sviluppo dell&#8217;idrogeno - https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/"></amp-social-share>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.show,mobile-share-buttons-308693.hide">Chiudi</button>
                    </div>
                    <div id="embed-panel-308693" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-308693.show,embed-panel-308693.hide">Chiudi</button>
                        <div>
                            <p><label for="embed-chart-308693"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
                            <textarea id="embed-chart-308693" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-liguria-oltre-200-milioni-dal-pnrr-per-lo-sviluppo-dellidrogeno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>

                    </div>
                </div>

                            </div>

			


<p>Da notare che l’importo della Liguria si concentra quasi esclusivamente su un singolo&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/progetti/497550/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto</a>. Si tratta della già citata realizzazione di uno degli&nbsp;impianti industriali per la produzione di elettrolizzatori.&nbsp;</p>


<div id="entrambe-le-riforme-previste-sono-gia-state-completate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<h3 class="wp-block-heading">Semplificazione amministrativa e riduzione degli ostacoli normativi alla diffusione dell&#8217;idrogeno</h3>



<p>Finora ci siamo concentrati sugli investimenti del Pnrr nel settore. Il piano tuttavia prevede anche due <strong>riforme</strong> in questo ambito. La <a href="https://openpnrr.it/misure/110/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prima</a> mira a creare un <strong>quadro regolatorio più chiaro</strong> per produzione, trasporto, stoccaggio e utilizzo dell’idrogeno, introducendo procedure autorizzative accelerate, regole tecniche aggiornate e sistemi di garanzia di origine.</p>



<p>L&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/522/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">milestone</a> prevista dalla riforma, che richiedeva l&#8217;entrata in vigore delle misure legislative necessarie entro il primo trimestre 2023, è stata <strong>pienamente conseguita</strong>. Tra i principali provvedimenti emanati troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;199" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 199/2021</a> che ha introdotto una procedura semplificata per elettrolizzatori fino a 10 Mw;</li>



<li>un <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/16/22A03534/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;ambiente del giugno 2022 che ha aggiornato la regola tecnica sul gas combustibile per stabilire un primo limite cautelativo utile all&#8217;immissione sicura di idrogeno nelle reti; a luglio dello stesso anno un decreto del ministero delle infrastrutture ha inoltre stabilito i criteri di localizzazione per le stazioni di rifornimento;</li>



<li>il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023;13~art45" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 13/2023</a> che ha accelerato gli iter burocratici dando la precedenza ai progetti sull&#8217;idrogeno verde nelle valutazioni di impatto ambientale e ha istituito un comitato centrale per la sicurezza tecnica;</li>



<li>un <a href="https://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=32679" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del ministero dell&#8217;Interno sulla prevenzione incendi (per elettrolisi e stoccaggio) e un <a href="https://www.mase.gov.it/comunicati/energia-pubblicato-il-decreto-attuativo-del-mase-le-garanzie-dorigine" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase che disciplina il sistema delle garanzie d&#8217;origine delle fonti per la produzione dell&#8217;idrogeno.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Misure volte a promuovere la competitività dell&#8217;idrogeno</h3>



<p>Il Pnrr include infine una <a href="https://openpnrr.it/misure/111/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">riforma fiscale</a> finalizzata a incentivare la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno verde, recependo la direttiva europea <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L2001" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Red II</a>. Un vincolo fondamentale è che le attività incentivate devono garantire una riduzione delle emissioni di gas serra nel ciclo di vita del <strong>73,4%</strong>.</p>


<div id="strillo-testo-block_d4ada72a2979f45ed2059d85c9f39f8c" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Entrambe le riforme riguardanti l&#8217;idrogeno sono già state completate.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Anche in questo caso era presente un&#8217;unica <a href="https://openpnrr.it/scadenze/523/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scadenza</a> che è stata completata nei tempi previsti (giugno 2022). Nello specifico, il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-04-30;36" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legge 36/2022</a> ha introdotto l&#8217;esenzione dal pagamento degli oneri generali di sistema elettrico per il consumo di energia da fonti rinnovabili negli impianti di elettrolisi. Ha inoltre stabilito che l&#8217;idrogeno verde non sia sottoposto ad accisa, a meno che non venga utilizzato direttamente in motori termici come carburante. </p>



<p>Un successivo <a href="https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/dm_347_21-09-2022-pdf-1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto</a> del Mase ha definito le condizioni tecniche per accedere alle agevolazioni, richiedendo, ad esempio, che gli impianti di produzione di idrogeno siano collegati a impianti a fonti rinnovabili e muniti delle relative garanzie di origine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza delle politiche pubbliche per la transizione energetica</h3>



<p>In un contesto segnato dalla crisi energetica e dalla necessità di accelerare la transizione ecologica, investire nello sviluppo dell’idrogeno significa puntare su una tecnologia che oggi appare ancora poco matura ma che potrebbe avere un ruolo importante nella decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti. Le difficoltà incontrate dalle misure del Pnrr mostrano però quanto sia <strong>complicato affidare esclusivamente al mercato lo sviluppo di settori caratterizzati da costi iniziali molto elevati e ritorni economici ancora incerti</strong>. Proprio per questo gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere innovazione, ricerca e infrastrutture strategiche.</p>


<div id="strillo-testo-block_f834d87becbcc45f831d0b5600591fa8" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Gli investimenti pubblici possono svolgere una funzione decisiva nel sostenere settori strategici in via di sviluppo.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Allo stesso tempo, il caso dell’idrogeno evidenzia anche <strong>l’importanza della disponibilità e dell’analisi dei dati sullo stato di attuazione degli interventi finanziati</strong>. Questo non solo al fine di verificare il rispetto degli obiettivi del piano, individuando tempestivamente criticità, ritardi e limiti strutturali, ma anche per <strong>programmare politiche pubbliche più efficaci</strong>, coerenti con le reali capacità attuative e in grado di tenere conto degli effettivi fabbisogni dei territori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nostro osservatorio sul Pnrr</h3>



<p>Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli di approfondimento</a>&nbsp;sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma&nbsp;<a href="http://openpnrr.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">openpnrr.it</a>&nbsp;che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri&nbsp;<a href="https://openpnrr.it/opendata/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">open data</a>&nbsp;che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.</p>



<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-306091"><div class="mt-40">
<div class="mb-10">
      <amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2025/03/cofinanziato_eu.png" alt="Logo 1" class="fixed" width="250" height="67" layout="fixed"></amp-img>
  </div>
</div></div>
<p><em>Finanziato dall&#8217;Unione europea. Le opinioni espresse appartengono tuttavia al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell&#8217;Unione europea o della Commissione europea (amministrazione erogatrice). Né l&#8217;Unione europea né l&#8217;amministrazione erogatrice possono esserne ritenute responsabili.</em></p></p>



<p>Foto: <a href="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2" type="link" id="https://www.magnific.com/free-ai-image/ai-generated-water-drops-picture_57311470.htm#fromView=keyword&amp;page=1&amp;position=11&amp;uuid=8c760f80-dac3-4930-bb58-956db38677cc&amp;query=H2">freepik</a> (<a href="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license" type="link" id="https://www.magnific.com/ai/docs/licenses-attribution#merchandise-license">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-pnrr-dedica-un-miliardo-e-mezzo-allo-sviluppo-dell-idrogeno/">Il Pnrr dedica un miliardo e mezzo di euro allo sviluppo dell&#8217;idrogeno</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rispetto al decennio scorso, la consapevolezza ambientale è aumentata soprattutto tra e grazie ai giovani. Gli ultimi dati mostrano però differenze di preoccupazione tra adolescenti e ventenni. Le scuole stesse possono essere esposte a questi problemi sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Il 22 aprile ricorre la <a href="https://www.un.org/en/observances/earth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della Terra</a>, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini sull’<strong>importanza della tutela dell’ambiente</strong>, della <strong>lotta al cambiamento climatico</strong> e della salvaguardia delle <strong>risorse naturali del pianeta</strong>.</p>
</p>
<p>Nonostante negli ultimi anni altri problemi abbiano centralizzato l’attenzione pubblica (dalla pandemia alle guerre), <strong>quella ambientale rimane una questione molto sentita</strong>, come ha mostrato un&#8217;indagine dell&#8217;anno scorso condotta a livello europeo.</p>
</p>
<p>In ambito Ue, i giovani sono il segmento demografico più preoccupato per il cambiamento. Comprensibilmente, è soprattutto chi è esposto ai problemi ambientali a mostrare le maggiori preoccupazioni.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Around eight in ten Europeans (85%) believe climate change is a serious problem (&#8230;) Women (87% vs 83% men) and the youngest respondents (15–24) (88% vs 83% aged 40-54 ) are the groups most likely to see climate change as a serious problem. Those exposed to environmental or climate risks show high concern (91%) compared to those not exposed (81%).</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3472" target="_blank">&#8211; Commissione europea, I cambiamenti climatici (Eurobarometro, giugno 2025)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Questa tendenza <strong>non significa tuttavia che vi sia sempre un collegamento diretto tra esposizione al rischio e preoccupazione verso queste problematiche</strong>. I recenti dati Istat rilasciati nell&#8217;ambito delle statistiche per il benessere equo e sostenibile hanno mostrato in questo senso un quadro in chiaro-scuro. Variabile anche in funzione della fascia d&#8217;età: tra i ventenni la preoccupazione per il clima e l&#8217;insoddisfazione per la qualità dell&#8217;ambiente appare più alta rispetto a ragazze e ragazzi più giovani.</p>
</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p><form class="newsletter-subscribe newsletter-subscribe--one bg-grey3 sm-row-full justify-center" action="https://b7h3d.emailsp.com/frontend/subscribe.aspx" target="_blank">
	<div class="max-w-960 aligncenter">
		<div class="text-center mt-20">
			<h4 class="my-0"><span class="fs-28">Iscriviti alla <i class="paper-plane"></i> newsletter</span></h4>
			<span class="fs-15 mb-30">Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</span>
		</div>

		<div class="ns-one-fields mt-20">
			<label class="sr-only" for="ns-one-nome-one-20">Nome</label>
			<input id="ns-one-nome-one-20" class="ns-one-input" name="campo1" type="text" placeholder="Nome" required>

			<label class="sr-only" for="ns-one-cognome-one-20">Cognome</label>
			<input id="ns-one-cognome-one-20" class="ns-one-input" name="campo2" type="text" placeholder="Cognome" required>

			<label class="sr-only" for="ns-one-email-one-20">E-mail</label>
			<input id="ns-one-email-one-20" class="ns-one-input" name="email" type="email" placeholder="E-mail" required>
		</div>

		<div class="text-center mt-20">
			<p class="my-0">
				Dichiaro di aver letto l&rsquo;<a href="https://www.openpolis.it/privacy-policy/" class="red1">informativa privacy</a> e presto il consenso al trattamento dei miei dati personali
			</p>
		</div>

		<div class="text-center mt-20 mb-20">
			<script>
				function trk_newsletter_one_subscribe_20() {
					if (window.dataLayer) {
						window.dataLayer.push({'event':'newsletter_subscribe', 'newsletter_sub': ['_20_']});
					}
				}
			</script>
			<button name="submit" type="submit" value="true" class="clickable"
					onclick="trk_newsletter_one_subscribe_20();"
			>Iscriviti</button>
		</div>
	</div>
	<input type="hidden" name="list" value="20">
	<input type="hidden" name="apgroup" value="215">
</form>
</p>
</div>
</p>
<p><div id="gli-adolescenti-sembrano-meno-preoccupati-dei-cambiamenti-climatici-rispetto-al-recente-passato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Adolescenti e ventenni: percezioni in parte diverse sull&#8217;ambiente</h3>
</p>
<p>In media, <strong>dopo anni di incremento, appare in relativo calo la quota di popolazione preoccupata per il cambiamento climatico, in particolare tra i giovanissimi</strong>. Le persone che ritengono il cambiamento climatico o l’aumento dell’effetto serra e il buco<br />dell’ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie sono aumentate molto nel corso degli anni &#8217;10 di questo secolo. L&#8217;ultimo periodo mostra invece una tendenza più altalenante, con un<strong> calo visibile soprattutto tra gli adolescenti (14-19 anni), e molto meno nitido tra ragazze e ragazzi più grandi (20-24 anni)</strong>. Una dinamica che comunque riflette una tendenza complessiva, visibile anche per la media della popolazione.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Percentuale di persone che ritengono il cambiamento climatico o l&#8217;aumento dell&#8217;effetto serra e il buco nell&#8217;ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie (2012-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_306632_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306632_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306632_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306632_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima &#8211; Percentuale di persone che ritengono il cambiamento climatico o l&#8217;aumento dell&#8217;effetto serra e il buco nell&#8217;ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie (2012-2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 13 Novembre 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-306632">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306632.hide,mobile-share-buttons-306632.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306632.hide,embed-panel-306632.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-306632" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima - https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306632.show,mobile-share-buttons-306632.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-306632" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306632.show,embed-panel-306632.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-306632"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306632" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_4202f4b7d6cef76f527e36d4d43b35ba" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Ventenni più preoccupati degli adolescenti per la situazione ambientale.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nello stesso periodo <strong>appare piuttosto elevata, tra gli adolescenti, la quota di coloro che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti per la situazione ambientale (aria, acqua, rumore) della zona in cui vivono</strong>, pari al 74,1% nel 2024. Molto più della media della popolazione (68% nello stesso anno) e dei giovani ventenni. <strong>Tra 20 e 24 anni infatti la quota di soddisfatti per la situazione ambientale scende al 66,8% nel 2024; era di 3 punti percentuali superiore nel 2023</strong> (69,7%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Percezioni e tendenze strutturali sulla condizione ambientale</h3>
</p>
<p>Si tratta di una tendenza su cui riflettere per diversi motivi. In primo luogo, la <strong>preoccupazione per il cambiamento climatico e l&#8217;insoddisfazione per il clima tende a correlarsi con il titolo di studio</strong>. Più è alto, più è probabile che la persona si curi degli aspetti ambientali o li percepisca come critici. Un segnale da non sottovalutare, perché <strong>comporta il rischio che questi temi vengano sempre più relegati a questione minoritaria o, peggio, elitaria</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’incremento in termini di consapevolezza per i cambiamenti climatici, osservato rispetto al 2014, risulta particolarmente marcato tra i laureati di tutte le classi di età</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes &#8211; Ambiente 2025</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="il-rischio-da-evitare-e-che-il-tema-diventi-minoritario-o-perda-importanza-mentre-questi-problemi-si-riflettono-sulla-vita-delle-persone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>E questo proprio quando in realtà &#8211; come è sempre il rapporto Bes di Istat a segnalare -gli effetti della crisi climatica in corso appaiono sempre più evidenti, <strong>riflettendosi sulla sulla vita quotidiana delle persone</strong>.</p>
</p>
<p>Da un lato è vero che <strong>diversi <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf#page=2">indicatori ambientali </a>sono in miglioramento</strong>. Nell&#8217;ultimo decennio la qualità dell’aria ha risentito in modo positivo della diminuzione delle concentrazioni di pm2,5, così come del calo delle emissioni di CO2. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6,8 </span>tonnellate per abitante. Le emissioni di anidride carbonica e altri gas climalteranti. Erano 8,4 nel 2012.</p>
</section>
</p>
<p>Dall&#8217;altro, <strong>altri indicatori meteo-climatici come i giorni di durata dei periodi di caldo, o quelli consecutivi senza pioggia, mostrano un peggioramento nell&#8217;ultimo periodo</strong>. Segnalando come la strada per il contrasto del cambiamento climatico resti ancora lunga e complessa.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">42 </span>giorni ricadenti nei periodi di caldo nel 2023; erano stati 15 nel 2012.</p>
</section>
</p>
<p>Per questo motivo, una <strong>consapevolezza diffusa su questi temi non va considerata un fattore secondario</strong>; a partire dalla sensibilizzazione a scuola su questi temi. Scuole che, come approfondiamo in questo articolo, in alcuni casi possono essere anch&#8217;esse esposte a problemi ambientali e di inquinamento.</p>
</p>
<p><div id="poco-meno-di-mille-edifici-scolastici-in-italia-risultano-essere-vicini-a-fonti-di-inquinamento-atmosferico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide sulle scuole l’inquinamento atmosferico</h3>
</p>
<p>In media in Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, poco meno di mille risultano collocati nei pressi di una fonte di inquinamento atmosferico</strong>. Si tratta del 2,3% del totale, con divari regionali rilevanti. In Liguria si sfiora il 6%, seguono il Lazio con il 4,4% e la Puglia con il 3,8%. Queste regioni, insieme all&#8217;Emilia-Romagna (3,7%), rappresentano le aree con la più alta incidenza di scuole esposte.</p>
</p>
<p>Al contrario, <strong>la maggior parte delle regioni si colloca al di sotto della soglia del 3%, con una quota inferiore all&#8217;1% in Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Molise</strong>. In generale, i dati suggeriscono che il problema della vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico per le strutture scolastiche appare circoscritto a specifici contesti territoriali, rendendo cruciale un approccio mirato, di livello almeno comunale.</p>
</p>
<p><strong>Nei capoluoghi di provincia, il 5% degli edifici scolastici statali risulta situato in prossimità di fonti di inquinamento atmosferico</strong>, una quota pari a circa il doppio della media nazionale (2,3%). Allo stesso tempo, l’analisi evidenzia che questa condizione non è distribuita in modo omogeneo tra le città italiane, ma presenta differenze significative da territorio a territorio.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5% </span>gli edifici scolastici statali vicini a una fonte di inquinamento atmosferico nelle città. Il doppio della media nazionale.</p>
</section>
</p>
<p>In 53 capoluoghi, circa la metà del totale, questo problema non è dichiarato per nessuna scuola statale. Mentre il capoluogo di provincia dove è dichiarata con <strong>maggiore frequenza la vicinanza delle scuole a fonti di inquinamento atmosferico è La Spezia</strong>. In questo comune sono censiti 53 edifici scolastici statali, di cui per 22 gli enti proprietari hanno riportato la vicinanza a tali fonti (il 41,5% del totale). Immediatamente dopo si posiziona&nbsp;<strong>Foggia</strong>, con una quota del&nbsp;38,5%. Seguono a maggiore distanza&nbsp;<strong>Taranto</strong>&nbsp;con il&nbsp;27,4%&nbsp;e&nbsp;<strong>Imperia</strong>&nbsp;con il&nbsp;25,9%.</p>
</p>
<p><div id="la-spezia-e-foggia-sono-i-capoluoghi-di-provincia-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">Percentuale di edifici scolastici statali che hanno nelle vicinanze fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_306625_tab1" role="tab" aria-controls="chart_306625_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306625_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306625_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali che hanno nelle vicinanze fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2024/25)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_306625_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_306625_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_306625_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_306625_tab3"></p>
<div id="chart_285238_tabpanel3" class="tabContent tabContent-3" role="tabpanel" aria-labelledby="chart_285238_tab3">
<p>Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Per determinare univocamente il concetto di “prossimità” all’edificio scolastico, il ministero segnala nelle <a href="https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/allegati/Manuale%20Compilazione%20Scheda%20Edificio%20Scolastico%202021.pdf#page=47" target="_blank" rel="noopener">linee guida alla compilazione</a> che, “generalmente, nei regolamenti comunali si considera ‘prossimo’ a un edificio, un elemento urbanistico che si trovi entro il raggio di 300 metri dall’edificio stesso”.</p>
</div>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-306625">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306625.hide,mobile-share-buttons-306625.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306625.hide,embed-panel-306625.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-306625" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti - https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306625.show,mobile-share-buttons-306625.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-306625" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-306625.show,embed-panel-306625.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-306625"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306625" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Tra i primi 10 capoluoghi per incidenza di scuole vicine a fonti di inquinamento atmosferico anche Pistoia (16,9%),&nbsp;Ancona (14,1%),&nbsp;Reggio nell&#8217;Emilia (10,9%),&nbsp;Napoli (10,5%),&nbsp;Treviso (10,3%)&nbsp;e&nbsp;Livorno (9,9%). Questi dati suggeriscono che, <strong>in alcuni specifici contesti urbani, è cruciale adottare misure di mitigazione e di pianificazione territoriale per proteggere la salute degli studenti e del personale scolastico</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla vicinanza degli istituti scolastici statali a fonti di inquinamento atmosferico sono di fonte ministero dell’istruzione e del merito.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/le-persone-si-sono-radunate-fuori-dagli-edifici-con-il-cartello-climate-justice-now-dYZumbs8f_E" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Markus Spiske</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italie a confronto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=301096</guid>

					<description><![CDATA[<p>In regione il fenomeno ha dimensioni inferiori rispetto alla media nazionale, ma ci sono aree in cui colpisce in modo rilevante. In mancanza di un quadro nazionale coeso, c’è una legge regionale che regola il consumo di suolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p><strong>Il consumo di suolo in Italia è in costante crescita e questo è un elemento preoccupante alla luce dell&#8217;importanza che questa risorsa ricopre per gli ecosistemi e le economie. </strong>Nonostante stanziamenti specifici come il <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=97f397be-2ec0-4ea5-89c3-95054bf2983a" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondo di contrasto al consumo di suolo</a>, la mancanza di un quadro legislativo nazionale univoco rende molto complessa anche soltanto l&#8217;adozione di una definizione condivisa sulla sua misurazione.</p>
</p>
<p>In questo senso, <strong>l&#8217;Abruzzo (come altre regioni italiane) si è dotata di una propria legge per regolamentare il recupero del patrimonio edilizio esistente</strong>, un passo importante per la pianificazione territoriale futura e per la limitazione del processo di impermeabilizzazione del suolo. Per quanto l&#8217;incidenza di superficie coperta artificialmente nella regione sia inferiore alla media italiana, si tratta comunque di un fenomeno in crescita. Come vedremo, l&#8217;incidenza varia particolarmente tra i centri urbani e le aree interne della regione.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il consumo di suolo</h3>
</p>
<p>In base alla definizione fornita dall&#8217;Ispra,<strong> per suolo consumato si intende la copertura artificiale del terreno, sia essa permanente o temporanea.</strong> Per effettuare le rilevazioni statistiche, viene utilizzata una metodologia che deriva da questa definizione. Questa però non ha una valenza per scopi di pianificazione urbanistica riconosciuta a livello nazionale. Come infatti puntualizzato sempre da Ispra, <strong>la mancanza di un quadro legislativo coeso fa sì che la perimetrazione delle coperture artificiali non sia condivisa e a livello regionale ci siano diverse leggi con numerose differenze tra loro.</strong> Risulta quindi più complesso contrastare il fenomeno, anche alla luce degli obiettivi europei delineati nella <em><a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/soil-health/soil-strategy-2030_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">soil strategy</a></em>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>In questo contesto, anche in considerazione della disomogeneità delle azioni sul territorio, sarebbe importante arrivare all’approvazione di una legge nazionale sul consumo di suolo in conformità agli indirizzi europei, che affermi i principi fondamentali di riuso, rigenerazione urbana, ripristino degli  ecosistemi degradati e azzeramento del consumo di suolo netto, sostenendo con misure positive  il futuro dell’edilizia e la tutela e la valorizzazione dell’attività agricola.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=13" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="in-mancanza-di-un-quadro-legislativo-nazionale-labruzzo-ha-una-legge-regionale-per-contrastare-il-consumo-di-suolo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>L&#8217;Abruzzo è una delle regioni che ha adottato una propria legge regionale</strong>, con <a href="http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2017/lr17040/Intero.asp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l.r. 40/2017</a> &#8220;Disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente&#8221;. Con questa norma ha definito gli ambiti di applicazione, i possibili interventi di recupero e i requisiti tecnici per implementarli.</p>
</p>
<p>Stando alla<a href="https://www.crabruzzo.it/system/files/2024-04/OK_RELAZIONE%202023%20LR%2040%202017.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> valutazione di impatto</a> rilasciata dal dipartimento territorio-ambiente, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2023 sono pervenute soltanto 41 note di riscontro, in cui si registrano <strong>101 interventi di recupero</strong>. La provincia che ne riporta di più è quella dell&#8217;Aquila (44), seguita da Chieti (33), Pescara (15) e Teramo (9).</p>
</p>
<p>Date queste premesse, è comunque possibile valutare il fenomeno con dati confrontabili a vari livelli territoriali grazie al lavoro effettuato appunto da Ispra per monitorare l&#8217;avanzamento della copertura del suolo. <strong>In Italia al 2023 il suolo consumato risulta pari a 21.578 ettari</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7,16% </span>suolo consumato al 2023 a livello nazionale.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Si tratta di un valore in costante crescita dal 2006</strong>, quando la percentuale era pari al 6,73%. L&#8217;aumento a livello nazionale viene ritenuto da Ispra elevato e preoccupante. </p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>La lettura dei principali indicatori per il livello regionale e nazionale riporta una tendenza che sarà difficile da contenere in ottica degli obiettivi di sviluppo sottoscritti dal nostro Paese in ambito comunitario e internazionale. La densità con la quale avvengono i cambiamenti continua ad attestarsi su livelli preoccupanti, nonostante diminuisca il territorio a disposizione e cresca la competizione per i suoli naturali per effetto della richiesta del comparto agricolo e del settore energetico.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Rapporto_consumo_di_suolo_2024.pdf#page=38" target="_blank">&#8211; Ispra &#8211; Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici, edizione 2024</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Anche in Abruzzo ha registrato un incremento dal 2006 al 2023 corrispondente a 3.994 ettari. A livello di incidenza percentuale di suolo consumato, la situazione è piuttosto eterogenea nel momento in cui si analizza a livello regionale.</p>
</p>
<p><div id="in-abruzzo-il-suolo-consumato-al-2023-e-pari-al-503-del-territorio-regionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_301201_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301201_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_301201_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_301201_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/">L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale &#8211; Suolo consumato al 2023 nelle regioni italiane</a></div>
</p></div>
<div id="chart_301201_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_301201_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_301201_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_301201_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-301201">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301201.hide,mobile-share-buttons-301201.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301201.hide,embed-panel-301201.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-301201" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;Abruzzo registra un consumo di suolo inferiore della media nazionale - https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301201.show,mobile-share-buttons-301201.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-301201" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301201.show,embed-panel-301201.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-301201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301201" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/labruzzo-registra-un-consumo-di-suolo-inferiore-della-media-nazionale/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La regione italiana che riporta l&#8217;incidenza di consumo di suolo maggiore è la Lombardia (12,19%), seguita da Veneto (11,86%), Campania (10,57%) ed Emilia-Romagna (8,91%). Tre di queste aree si trovano a cavallo della Pianura Padana, l&#8217;area nella quale nell&#8217;ultimo anno (tra il 2022 e il 2023) <a href="https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2025/01/Sintesi-rapporto-consumo-di-suolo-2024-ISPRA-SNPA.pdf#page=17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si sono registrati i cambiamenti maggiori all&#8217;interno del paese</a>. A registrare invece l&#8217;incidenza minore Basilicata (3,21%), Trentino-Alto Adige (3,02%) e Valle d&#8217;Aosta (2,16%). In questo scenario, <strong>l&#8217;Abruzzo riporta un valore di circa due punti percentuale in meno rispetto alla media nazionale (5,03%).</strong> Sono in tutto 54.313,8 gli ettari in cui vi è una copertura artificiale.</p>
</p>
<p><div id="tra-i-capoluoghi-quello-con-lincidenza-maggiore-e-pescara-5159" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Ci sono delle aree della regione più colpite da questo fenomeno. A livello provinciale, <strong>Pescara</strong> è il territorio che presenta le percentuali maggiori (<strong>7,2%</strong>), a cui seguono Teramo (6,65%), Chieti (6,33%) e L&#8217;Aquila (3,17%). <strong>A livello di comuni capoluogo, è sempre Pescara a registrare il dato più alto: poco più della metà del suolo disponibile risulta consumato con coperture artificiali (51,59%). </strong>Valori inferiori.a Chieti (21,18%), Teramo (9,98%) e L&#8217;Aquila (5,44%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Suolo consumato al 2023 nei comuni abruzzesi</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_301199_tab1" role="tab" aria-controls="chart_301199_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_301199_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_301199_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/">Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione &#8211; Suolo consumato al 2023 nei comuni abruzzesi</a></div>
</p></div>
<div id="chart_301199_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_301199_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_301199_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_301199_tab3"></p>
<p>Per consumo di suolo si intende la variazione da una copertura non artificiale a una copertura artificiale (definita come &#8220;suolo consumato&#8221;). Può essere permanente o reversibile.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.snpambiente.it/temi/suolo/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2024/" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: mercoledì 21 Maggio 2025)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-301199">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301199.hide,mobile-share-buttons-301199.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301199.hide,embed-panel-301199.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/06/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-301199" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Le zone litoranee sono quelle con più copertura artificiale della regione - https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301199.show,mobile-share-buttons-301199.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-301199" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-301199.show,embed-panel-301199.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-301199"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-301199" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/le-zone-litoranee-sono-quelle-con-piu-copertura-artificiale-della-regione/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><div id="le-aree-piu-colpite-sono-i-comuni-polo-1034-e-le-zone-litoranee-1745" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Mano a mano che ci si allontana dalle zone polo della regione, diminuisce il consumo di suolo.</strong> Queste infatti riportano un&#8217;incidenza del 10,34% mentre le zone cintura registrano il 6,42%, i comuni intermedi il 4,11%, le aree periferiche il 3,85% e quelle ultraperiferiche il 2,22%. <strong>Nel contesto della regione spiccano anche i comuni litoranei </strong>(17,45%) rispetto al resto dei territori (4,24%). Si tratta di aree a forte vocazione turistica, come abbiamo avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/il-rilancio-del-turismo-in-abruzzo-passa-dalla-diversita-dei-suoi-territori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzare</a> in passato, ma anche di zone in cui vi è una maggiore densità abitativa rispetto alla montagna.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/lo-spopolamento-della-montagna-abruzzese-e-inevitabile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lo spopolamento della montagna abruzzese è inevitabile?<br />
<br /><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come seguire Abruzzo Openpolis</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, comune per comune</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Osservatorio_Abruzzo/2023_consumodisuolo.xls" target="_blank" rel="noopener">Il consumo di suolo in Abruzzo.</a></p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>Abruzzo Openpolis è un progetto di Fondazione openpolis,&nbsp;<a href="https://www.hubruzzo.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fondazione Hubruzzo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://www.gssi.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gran Sasso Science Institute</a>. Per seguire gli aggiornamenti del nostro monitoraggio&nbsp;<strong>puoi iscriverti alla nostra newsletter</strong>&nbsp;<strong>dedicata.</strong>&nbsp;Ti invieremo una news mensile di mercoledì. Riceverai articoli, dati, grafici e mappe liberamente utilizzabili per promuovere un dibattito informato.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=117314469" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikimedia</a><a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license"> </a>(<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/come-incide-il-consumo-di-suolo-in-abruzzo-tra-costa-e-aree-interne/">Come incide il consumo di suolo in Abruzzo, tra costa e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dati per modellare la comunità energetica del Quarticciolo a Roma</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-dati-per-modellare-la-comunita-energetica-del-quarticciolo-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 16:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=300176</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito del progetto Energy4All, la Fondazione Openpolis sta realizzando uno studio sulla demografia e l'edilizia del quartiere della capitale. Lo scopo è fornire elementi utili per comprendere la potenzialità e fattibilità per la comunità energetica locale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-per-modellare-la-comunita-energetica-del-quarticciolo-a-roma/">I dati per modellare la comunità energetica del Quarticciolo a Roma</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Analizzare le caratteristiche socio-demografiche e immobiliari di un territorio per comprendere <strong>potenzialità e fattibilità</strong> ai fini della costruzione di una comunità energetica.</p>
<p>È questo, in estrema sintesi, <strong>il ruolo della Fondazione Openpolis in</strong> <a href="https://energy4allproject.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Energy4All</a>, un progetto di ricerca transeuropeo che vuole esplorare il ruolo delle comunità nell&#8217;implementazione delle cosiddette <strong>comunità energetiche rinnovabili (Cer)</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Una comunità energetica è composta da utenti che producono, gestiscono e utilizzano l’energia di uno o più impianti locali. Questa forma di autoconsumo avviene attraverso l’adesione volontaria a un soggetto giuridico.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-comunita-energetiche/"><br />
                &#8220;Cosa sono le comunità energetiche&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">La sfida del Quarticciolo a Roma</h3>
<p>Nell&#8217;ambito di Energy4All, Openpolis sta conducendo un&#8217;analisi del <strong>Quarticciolo, un quartiere della periferia est di Roma.</strong> </p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://energy4allproject.eu/blog/report/how-demographic-and-building-data-shape-italys-energy-communities/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai all&#8217;approfondimento<br />
<br /><strong>di Energy4All</strong></a>.</p>
</section>
<div id="attraverso-dati-su-demografia-ed-edilizia-si-possono-comprendere-le-potenzialita-di-una-comunita-energetica" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Attraverso l&#8217;esplorazione dei dati demografici ed edilizi di quel territorio, è infatti possibile comprendere meglio le condizioni a favore (o svantaggio) per lo sviluppo di una comunità energetica. Questo permette di avere informazioni preliminari alle <strong>strategie necessarie per affrontare la povertà energetica </strong>e migliorare gli sforzi per la sostenibilità del territorio.</p>
<div id="strillo-testo-block_f4f15ca6cb762b54e4ce15d3aefe5a74" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Un&#8217;analisi di contesto può essere utile a rafforzare sia le strategie che l&#8217;attivismo.</p>
</section></div>
<p>Inoltre, un&#8217;analisi di contesto può anche <strong>arricchire il lavoro della comunità residente attiva</strong> nel quartiere della capitale.</p>
<p>Il Quarticciolo, infatti, è un quartiere popolare caratterizzato da <strong>una forte identità storica e politica</strong>, legata alla sua origine (nel periodo fascista) e soprattutto alla sua successiva storia di <strong>resistenza (nell&#8217;ultima guerra mondiale) e di lotte sociali</strong>.</p>
<div id="lanalisi-di-questi-dati-e-in-corso-nel-quartiere-quarticciolo-periferia-est-di-roma" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Questo background produce da anni una <strong>comunità solida e vivace</strong>, che ha fatto parlare di sé anche nelle ultime settimane, in relazione alla <strong><a href="https://www.internazionale.it/reportage/francesco-erbani/2025/01/27/roma-decreto-caivano-quarticciolo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mobilitazione dei residenti</a> contro il governo Meloni</strong>, che l&#8217;ha scelto tra le periferie italiane alle quali applicare il cosiddetto &#8220;modello Caivano&#8221;.</p>
<p>In questo contesto, <strong>studiare i dati dettagliati del censimento può fornire l&#8217;accesso a informazioni</strong> sui modelli di consumo, sulla sostenibilità ambientale e in generale sulle condizioni generali degli edifici.</p>
<p>Inoltre, la comprensione delle caratteristiche socio-demografiche del quartiere aiuta a identificare i <strong>servizi essenziali</strong>, in modo che la popolazione possa poi valutare se e quanto debbano essere prioritari all&#8217;interno della comunità energetica.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le due direttrici su demografia ed edilizia</h3>
<p>Sono due gli ambiti di studio dei dati: quello sulle <strong>caratteristiche socio-demografiche</strong> della popolazione, elaborati a partire dal censimento permanente del 2021, e quello sulle <strong>condizioni degli edifici del quartiere</strong>, la cui fonte è l&#8217;ultimo censimento generale del 2011. È bene evidenziare che nonostante questi ultimi dati non siano recenti, sono comunque attuali perché l&#8217;area non ha subito significative trasformazioni urbane negli ultimi anni.</p>
<div id="strillo-testo-block_605a0430713d87456f1c1f52336b8b0e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;analisi dei dati in corso riguarda sia la demografia che l&#8217;edilizia del quartiere romano.</p>
</section></div>
<p>Per costruire uno studio di fattibilità (tuttora in corso) per la comunità energetica del Quarticciolo <strong>vengono analizzati dati del censimento sub-comunale</strong>. </p>
<p>Si tratta di set di dati elaborati da Istat, che suddivide il comune di Roma in unità territoriali di dimensioni anche molto ridotte, ciascuna delle quali comprende un numero limitato di edifici. Quarticciolo, che fa parte della zona urbanistica di Alessandrina (quinto municipio), <strong>aggrega alcune di queste micro-zone.</strong></p>
<div id="il-censimento-sub-comunale-della-capitale-individua-nei-municipi-le-zone-urbanistiche-allinterno-delle-quali-ci-sono-micro-zone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/">La localizzazione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina a Roma</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/">La posizione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina, periferia est di Roma</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_300184_tab1" role="tab" aria-controls="chart_300184_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_300184_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_300184_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/">La localizzazione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina a Roma &#8211; La posizione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina, periferia est di Roma</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis su dati <a href="https://www.istat.it/notizia/dati-per-sezioni-di-censimento/" target="_blank" rel="noopener">Istat</a>                                                            </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-300184">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-300184.hide,mobile-share-buttons-300184.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-300184.hide,embed-panel-300184.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-300184" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="La localizzazione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina a Roma"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La localizzazione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina a Roma"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="La localizzazione di Quarticciolo nella zona urbanistica Alessandrina a Roma - https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-300184.show,mobile-share-buttons-300184.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-300184" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-300184.show,embed-panel-300184.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-300184"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-300184" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/la-localizzazione-di-quarticciolo-nella-zona-urbanistica-alessandrina-a-roma/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Attraverso un&#8217;analisi dettagliata dell&#8217;area sub-comunale del Quarticciolo, sia dal punto di vista del panorama socio-economico che di quello legato alle alle infrastrutture edilizie, Energy4All mira a favorire la creazione di una comunità energetica sostenibile che affronti la povertà energetica e sia al tempo stesso <strong>prodotto del protagonismo della comunità residente</strong> nel quartiere.</p>
<p>Mentre scriviamo l&#8217;analisi è ancora in corso. L&#8217;approfondimento sui dati sarà restituito alla comunità del Quarticciolo, in modo da poter essere utile, eventualmente, al <strong>rafforzamento della comunità energetica del quartiere</strong> romano.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.comune.roma.it/web/it/home.page" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Wikicommons</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-dati-per-modellare-la-comunita-energetica-del-quarticciolo-a-roma/">I dati per modellare la comunità energetica del Quarticciolo a Roma</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati alla Cop 29</title>
		<link>https://www.openpolis.it/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati-alla-cop-29/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=296522</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 52mila persone hanno partecipato in Azerbaigian alla conferenza delle parti sul clima. Un’analisi delle figure presenti in veste di rappresentanti delle parti, ma anche di osservatori e facilitatori del processo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati-alla-cop-29/">L’Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati alla Cop 29</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si è appena conclusa la ventinovesima conferenza delle parti (Cop) che si è tenuta a Baku, in Azerbaigian.</strong> In due settimane si sono discusse al tavolo delle parti tematiche riguardanti l&#8217;energia, la finanza e la sostenibilità, in continuità rispetto a quanto era stato fatto l&#8217;anno precedente a Dubai. L&#8217;esito del meeting <a href="https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/risultati-cop29-clima/#:~:text=nel%202030.-,L%E2%80%99accordo%20sulla%20finanza%20per%20il%20clima%20raggiunto%20alla%20COP29%3A%20le%20reazioni,-Alcuni%20paesi%2C%20tra" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non è stato interpretato in modo univoco</a> dal dibattito pubblico.</p>
<p>Nel corso della conferenza, si prendono delle <a href="https://unfccc.int/cop29/auvs" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decisioni</a> formali che possono essere legalmente vincolanti oppure no a seconda della presenza di una clausola abilitante sotto la quale si stipula il trattato. Un esempio tra i più discussi a livello di opinione pubblica è appunto il <a href="https://unfccc.int/news/cop29-un-climate-conference-agrees-to-triple-finance-to-developing-countries-protecting-lives-and" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New Collective Quantified Goal</a>, l&#8217;accordo sui finanziamenti dei paesi ricchi in favore di paesi in via di sviluppo che ammonta a 300 miliardi di dollari statunitensi annuali. Queste somme andranno stanziate con lo scopo di sostenere la transizione ecologica e le politiche di adattamento climatico. L&#8217;obiettivo finale è quello di sostenere la finanza di quei paesi per 1.300 miliardi all&#8217;anno entro il 2035, circa cinque volte in meno rispetto alle <a href="https://www.lse.ac.uk/granthaminstitute/wp-content/uploads/2024/11/Raising-ambition-and-accelerating-delivery-of-climate-finance_Third-IHLEG-report.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">necessità stimate</a>. Ma a Cop ultimata non si raggiungono sempre degli accordi chiari, come sugli <a href="https://www.carbonbrief.org/cop29-key-outcomes-agreed-at-the-un-climate-talks-in-baku/#:~:text=Countries%20failed%20to%20reach%20an%20agreement%20on%20how%20the%20outcomes%20of%20last%20year%E2%80%99s%20%E2%80%9Cglobal%20stocktake%E2%80%9D%2C%20including%20a%20key%20pledge%20to%20transition%20away%20from%20fossil%20fuels%2C%20should%20be%20taken%20forward%20%E2%80%93%20instead%20shunting%20the%20decision%20to%20COP30%20next%20year%20in%20Brazil." target="_blank" rel="noreferrer noopener">elementi chiave</a> per la transizione dai combustibili fossili.</p>
<p><strong>Ma chi partecipa nello specifico alle Cop?</strong> Spesso si parla nel dibattito pubblico dei politici, dei diplomatici e dei rappresentanti dei governi nazionali ma non sono i soli che possono prendere parte all&#8217;evento. Ci sono molte altre persone che hanno lo scopo di orientare in qualche modo il risultato finale tra cui membri di centri studi, persone appartenenti all&#8217;ambito delle organizzazioni non governative ma anche lobbisti del settore fossile, come abbiamo avuto modo di raccontare in queste settimane nell&#8217;ambito della campagna Clean the Cop.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://asud.net/clean-the-cop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Segui la campagna fatta con A Sud e EconomiaCircolare.com<br />
<br /><strong>Clean the Cop!</strong></a>.</p>
</section>
<h3 class="wp-block-heading">Le partecipazioni alla Cop 29</h3>
<p><strong>Le conferenze delle parti vedono numerose figure al loro interno che hanno ruoli differenti.</strong> Innanzitutto, non tutti i partecipanti hanno la possibilità di intervenire all&#8217;interno dei negoziati: quello è un ruolo specifico dei rappresentanti delle parti che in questo caso sono i 196 paesi che si sono riuniti alla Cop. </p>
<div id="strillo-testo-block_7d81b250891b97309191744027a732db" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Alla Cop non ci sono solo i rappresentanti delle parti.</p>
</section></div>
<p>Oltre alle parti propriamente dette, ci sono anche i partecipanti che possono prendere parte alla maggior parte dei negoziati come osservatori ma non sono autorizzati a parlare in rappresentanza dello stato che li ha nominati. Sono i possessori del <em>party overflow badge</em>. Sono ammesse anche le <a href="https://unfccc.int/process-and-meetings/parties-non-party-stakeholders/non-party-stakeholders/overview/admitted-ngos" target="_blank" rel="noreferrer noopener">organizzazioni non governative</a>, le <a href="https://unfccc.int/process-and-meetings/parties-non-party-stakeholders/non-party-stakeholders/admitted-igos" target="_blank" rel="noreferrer noopener">organizzazioni intergovernative</a> e <a href="https://unfccc.int/process-and-meetings/parties-non-party-stakeholders/non-party-stakeholders/overview/united-nations-organizations" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quelle legate all&#8217;Onu</a>, comprese le agenzie specializzate.</p>
<p>Infine, sono presenti anche dei <a href="https://unfccc.int/process-and-meetings/conferences/the-big-picture/what-are-united-nations-climate-change-conferences/how-cops-are-organized-questions-and-answers#UN-Climate-Change-Secretariat" target="_blank" rel="noreferrer noopener">membri della stessa segreteria delle Nazioni unite</a> che hanno il ruolo di aiutare il buon funzionamento della conferenza sotto il profilo organizzativo e facilitare la partecipazione di coloro che non sono direttamente i rappresentanti delle parti, organizzando programmi di lavoro e incentivando momenti di dialogo tra i diversi portatori di interessi.</p>
<div id="tra-rappresentanti-e-osservatori-la-cop-29-ha-visto-la-partecipazione-di-oltre-52mila-persone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">52.305 </span>i partecipanti alla Cop 29.</p>
</section>
<p>Il numero di partecipanti <a href="https://unfccc.int/documents/643063" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a> e in <a href="https://unfccc.int/documents/643061">presenza</a> (riportati per la Cop 29 in via provvisoria) <strong>è inferiore rispetto a quello registrato l&#8217;anno precedente alla Cop 28 di Dubai, pari a 72.088.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/">Circa un terzo dei partecipanti alla Cop 29 erano rappresentanti delle parti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/">I partecipanti alla Cop 29 divisi per categoria</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_297532_tab1" role="tab" aria-controls="chart_297532_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_297532_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_297532_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/">Circa un terzo dei partecipanti alla Cop 29 erano rappresentanti delle parti &#8211; I partecipanti alla Cop 29 divisi per categoria</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati della <a href="https://unfccc.int/documents/643063" target="_blank" rel="noopener">segreteria Unfccc</a>                                                                <br />(consultati: martedì 26 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-297532">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297532.hide,mobile-share-buttons-297532.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297532.hide,embed-panel-297532.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-297532" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Circa un terzo dei partecipanti alla Cop 29 erano rappresentanti delle parti"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Circa un terzo dei partecipanti alla Cop 29 erano rappresentanti delle parti"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Circa un terzo dei partecipanti alla Cop 29 erano rappresentanti delle parti - https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297532.show,mobile-share-buttons-297532.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-297532" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297532.show,embed-panel-297532.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-297532"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297532" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/circa-un-terzo-dei-partecipanti-alla-cop-29-erano-rappresentanti-delle-parti/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="i-rappresentanti-delle-parti-erano-17-680-circa-un-terzo-del-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>La maggior parte delle persone che hanno partecipato alla conferenza era formalmente registrata come rappresentante delle parti: parliamo di circa un terzo del totale, pari a 17.680 persone.</strong> Seguono i partecipanti overflow (16.305) che comprendono sia delle persone nominate dai paesi (15.478) che dei membri della segreteria e delle agenzie delle Nazioni unite (827). Presenti anche altri soggetti osservatori come membri delle Ong (9.881), delle organizzazioni intergovernative (1.029) e delle agenzie specializzate dell&#8217;Onu (671). Le presenze dei media si attestano a 3.575.</p>
<div id="lazerbaigian-stato-ospitante-e-stato-il-paese-al-mondo-con-il-maggior-numero-di-delegati-2-229" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il numero di delegati per singolo paese varia molto tra i 196 stati aderenti. <strong>Considerando sia i rappresentanti delle parti che i rappresentanti overflow, lo stato che ha nominato più persone è il paese ospitante. Sono infatti 2.229 i rappresentanti dell&#8217;Azerbaigian.</strong> Segue il Brasile (1.914), paese in cui si terrà la prossima Cop. Oltre i mille rappresentanti anche per Turchia (1.878) e Emirati Arabi Uniti (1.011). Concentrandosi invece su chi ha inviato meno delegati, si rilevano Andorra (5), Corea del Nord (5), Nicaragua (3), Niger (2) e San Marino (2).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/">L&#8217;Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/">Gli stati mondiali ed europei con più partecipanti alla Cop 29</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_297541_tab1" role="tab" aria-controls="chart_297541_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_297541_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_297541_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/">L&#8217;Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati &#8211; Gli stati mondiali ed europei con più partecipanti alla Cop 29</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati della <a href="https://unfccc.int/documents/643063" target="_blank" rel="noopener">segreteria Unfccc</a>                                                                <br />(consultati: martedì 26 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-297541">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297541.hide,mobile-share-buttons-297541.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297541.hide,embed-panel-297541.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-297541" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="L&#8217;Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati - https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297541.show,mobile-share-buttons-297541.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-297541" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297541.show,embed-panel-297541.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-297541"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297541" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="lo-stato-europeo-con-piu-delegati-e-litalia-437" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>A livello europeo invece il paese che ha nominato più delegati è l&#8217;Italia (437). </strong>Il nostro paese si attesta in tredicesima posizione sul piano mondiale. Seguono Germania (325), Danimarca (216), Grecia (212) e Portogallo (201).</p>
<p>Foto: <a href="https://cop29.az/en/media-hub/media-gallery/28/album?slide=5" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cop 29</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-il-paese-europeo-che-ha-inviato-piu-delegati-alla-cop-29/">L’Italia è il paese europeo che ha inviato più delegati alla Cop 29</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le importazioni di beni energetici in Europa</title>
		<link>https://www.openpolis.it/le-importazioni-di-beni-energetici-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=297357</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi i paesi europei che dipendono di più dalle importazioni di energia. Ascolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-importazioni-di-beni-energetici-in-europa/">Le importazioni di beni energetici in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/">i paesi europei che dipendono di più dalle importazioni di energia</a>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">4,5%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>il calo dell&#8217;energia lorda tra 2021 e 2022 in Unione europea.</strong> In termini assoluti, nel 2022 si assestava a 58.461 petajoule. Con questo valore si identifica la domanda di energia di un paese o di un territorio. La fonte energetica per cui si registra il calo maggiore è il gas naturale (-13,3%), principalmente dovuto alle instabilità tra Russia e Ucraina. Rimane comunque la seconda fonte del mix energetico europeo dietro al petrolio e i suoi derivati. <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/#:~:text=Si%20rileva%20un%20calo%20rispetto%20all%E2%80%99anno%20precedente%20del%204%2C5%25." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">quasi 18mila petajoule</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>l&#8217;ammontare delle esportazioni energetiche europee nel 2022</strong>. Sono invece circa 54mila le importazioni. A livello energetico quindi nel continente europeo l&#8217;import pesa molto di più rispetto all&#8217;export. <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/#:~:text=Per%20quel%20che%20riguarda%20invece%20importazioni%20ed%20esportazioni%2C%20nel%202022%20ammontavano%20rispettivamente%20a%2054.488%20petajoule%20e%2017.909%20petajoule." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">62,5%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>la copertura delle importazioni della domanda energetica del continente nel 2022.</strong> Negli ultimi dieci anni più della metà del fabbisogno energetico europeo è stato coperto dalle importazioni. Scendendo nel dettaglio, <span style="font-size: 15px;line-height: 22px"> la percentuale è andata aumentando fino al 2019 (60,5%) per poi diminuire tra 2020 e 2021, dove si è attestata al 55,5%.</span> <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico</a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">97,7%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>l&#8217;incidenza delle importazioni di petrolio e derivati sull&#8217;energia lorda del continente europeo nel 2022.</strong> Alte anche le importazioni di gas naturale, che coprono il 97,6% della domanda. Minore invece quella di fonti fossili solide (45,8%) su cui non è da trascurare anche una riduzione della domanda complessiva. <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/#:~:text=%C3%88%20possibile%20analizzare,%C3%A8%20in%20calo." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">19</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i paesi europei in cui le importazioni nette coprono più del 50% del fabbisogno energetico interno. </strong>I primi tre stati europei che dipendono maggiormente dalle importazioni sono particolarmente piccoli in termini di superficie. Si tratta di Malta (99%), Cipro (92%) e Lussemburgo (91,3%). In seguito a questi tre, si trovano Paesi Bassi (80,3%), Grecia (79,6%) e Italia (79,2%). Sono in tutto 19 i paesi in cui le importazioni nette coprono più del 50% della domanda del paese. Sono invece caratterizzati dall’incidenza minore Romania (32,4%), Svezia (26,8%) e Estonia (6,2%). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/" target="_blank" rel="noopener">Vai alla mappa.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
                <iframe width="auto" height="520" frameborder="0"
                        layout="fixed-height" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms"
                        class="custom-loader"
                        src="https://www.radioradicale.it/scheda/744667/iframe"><br />
                </iframe>
            </div></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/le-importazioni-di-beni-energetici-in-europa/">Le importazioni di beni energetici in Europa</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I paesi europei che dipendono di più dalle importazioni di energia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=295857</guid>

					<description><![CDATA[<p>Più del 60% del fabbisogno di beni energetici in Ue è coperto dalle importazioni. In particolare, vengono importati la maggior parte dei beni energetici di tipo fossile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/">I paesi europei che dipendono di più dalle importazioni di energia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è in corso a Baku, in Azerbaijan, la ventinovesima conferenza delle parti (Cop29), l&#8217;appuntamento annuale nel quale si discute lo stato degli impatti dei cambiamenti climatici e si definiscono gli impegni che ogni stato si assume per contrastarli. In particolare, al centro delle discussioni ci sono le <strong>questioni legate alla produzione e al consumo energetico degli stati aderenti alla conferenza</strong>, elementi su cui ha insistito anche l&#8217;<a href="https://www.governo.it/it/articolo/il-presidente-meloni-alla-cop29/27037" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intervento</a> del governo italiano. D’altronde, tra i grandi paesi dell’Unione europea, l’Italia è uno di quelli che dipende di più dall’importazione di energia, sebbene questo sia un aspetto che riguarda tutti i paesi membri.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://asud.net/clean-the-cop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scopri la nostra campagna<br />
<br /><strong>Clean the Cop!</strong></a>.</p>
</section>
<p><strong>La creazione di un mix energetico sostenibile che permetta un sostegno costante ai consumi è una necessità impellente</strong>, non soltanto per quel che riguarda l&#8217;impatto sull&#8217;ambiente ma anche per evitare gli effetti di possibili instabilità geopolitiche che possono avere delle ricadute sulle importazioni di fonti fossili, come è stato per il caso della guerra in Ucraina. In questo quadro è importante comprendere, attraverso i dati disponibili, in che direzione sta andando il vecchio continente.</p>
<h3 class="wp-block-heading">La dipendenza energetica</h3>
<p>Ogni paese ha il proprio fabbisogno energetico. Questo viene rappresentato all&#8217;interno dei bilanci energetici europei dalla variabile dell&#8217;<strong>energia lorda</strong>. Per valutare quanto uno stato riesce con la propria produzione a gestire i consumi, si calcola il <strong>tasso di dipendenza energetica</strong>, che mette in relazione le importazioni nette (ovvero la differenza tra importazioni e esportazioni totali) e l&#8217;energia lorda. Questo numero, espresso in percentuale, dà un&#8217;idea generale di quanto uno stato dipenda dalle importazioni.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/come-funzionano-la-produzione-e-il-consumo-di-energia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come funzionano la produzione e il consumo di energia<br />
<br /><strong>Approfondisci</strong></a>.</p>
</section>
<p>Se si ottiene un valore negativo, vuol dire che il paese è un esportatore netto di energia mentre se è positivo significa che è dipendente dalle importazioni. Un numero superiore al 100% indica invece che il paese sta accumulando i prodotti energetici.</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio dell&#8217;indicatore, è però utile fornire alcune informazioni di contesto. Stando ai <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_bal_c__custom_13755859/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Eurostat</a>, in Unione europea, <strong>l&#8217;ammontare totale di energia lorda era nel 2022 pari a 58.461 petajoule</strong>. Si rileva un calo rispetto all&#8217;anno precedente del 4,5%. In particolare, è diminuito il fabbisogno di gas naturale (-13,3%). Si tratta di una diminuzione legata principalmente alle <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Energy_statistics_-_an_overview#Gross_available_energy:~:text=This%20decrease%20was%20mostly%20due%20to%20the%20demand%2Dreduction%20measures%20taken%20as%20a%20consequence%20of%20the%20Russian%20war%20on%20Ukraine.">tensioni tra Russia e Ucraina</a>, anche se il gas rimane la seconda fonte del mix energetico, dietro a petrolio e prodotti derivati. Un aspetto rilevante riguarda il fatto che le fonti rinnovabili sono in crescita, sorpassando i combustibili fossili solidi (come il carbone) dal 2018.</p>
<p>Per quel che riguarda invece importazioni ed esportazioni, nel 2022 ammontavano rispettivamente a 54.488 petajoule e 17.909 petajoule. <strong>Il continente registra un calo della produzione primaria di energia, al quale segue un incremento delle importazioni di prodotti energetici.</strong> Un aspetto che si riflette anche sull&#8217;indice di dipendenza energetica.</p>
<div id="in-unione-europea-il-625-del-fabbisogno-energetico-dipende-dalle-importazioni-nette" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/">Nel 2022 il 62,5% del fabbisogno energetico europeo dipende dalle importazioni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/">Indice di dipendenza energetica nell&#8217;Unione europea (2013-2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_297066_tab1" role="tab" aria-controls="chart_297066_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_297066_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_297066_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/">Nel 2022 il 62,5% del fabbisogno energetico europeo dipende dalle importazioni &#8211; Indice di dipendenza energetica nell&#8217;Unione europea (2013-2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_bal_s__custom_13725622/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br />(consultati: martedì 12 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-297066">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297066.hide,mobile-share-buttons-297066.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297066.hide,embed-panel-297066.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-297066" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Nel 2022 il 62,5% del fabbisogno energetico europeo dipende dalle importazioni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nel 2022 il 62,5% del fabbisogno energetico europeo dipende dalle importazioni"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Nel 2022 il 62,5% del fabbisogno energetico europeo dipende dalle importazioni - https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297066.show,mobile-share-buttons-297066.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-297066" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297066.show,embed-panel-297066.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-297066"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297066" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2022-il-625-del-fabbisogno-energetico-europeo-dipende-dalle-importazioni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Negli ultimi dieci anni più della metà del fabbisogno energetico europeo è stato coperto dalle importazioni. Scendendo nel dettaglio, la percentuale è in aumento fino al 2019 (60,5%) per poi calare tra 2020 e 2021 fino al 55,5%. <strong>Nel 2022 si registra invece un ulteriore aumento, raggiungendo il 62,5%.</strong></p>
<div id="limport-incide-principalmente-su-petrolio-e-derivati-977-e-gas-naturale-976" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>È possibile analizzare il dato a livello di singola fonte energetica. Nel 2022, la domanda europea più alta riguardava il <strong>petrolio e i derivati</strong>, raggiungendo i 21.523 petajoule. Le importazioni per questo tipo di prodotti ammontano al <strong>97,7%</strong>. Per quel che riguarda il <strong>gas naturale</strong>, la domanda (pari a 12.324 petajoule) viene coperta da importazioni per il <strong>97,6%</strong>. Parlando invece di fonti fossili solide, le importazioni coprono il 45,8% della domanda. Bisogna comunque puntualizzare che sia la produzione domestica che la domanda interna per questo ultimo tipo di prodotti è in calo.</p>
<div id="tra-i-paesi-piu-grandi-litalia-e-uno-di-quelli-che-dipende-di-piu-dalle-importazioni-di-energia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/">In 19 paesi europei le importazioni coprono più del 50% del fabbisogno energetico</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/">Tasso di dipendenza energetica per i paesi europei (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_297080_tab1" role="tab" aria-controls="chart_297080_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_297080_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_297080_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/">In 19 paesi europei le importazioni coprono più del 50% del fabbisogno energetico &#8211; Tasso di dipendenza energetica per i paesi europei (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/nrg_bal_c__custom_13756871/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener">Eurostat</a>                                                                <br />(consultati: giovedì 14 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-297080">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297080.hide,mobile-share-buttons-297080.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297080.hide,embed-panel-297080.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-297080" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In 19 paesi europei le importazioni coprono più del 50% del fabbisogno energetico"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In 19 paesi europei le importazioni coprono più del 50% del fabbisogno energetico"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In 19 paesi europei le importazioni coprono più del 50% del fabbisogno energetico - https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297080.show,mobile-share-buttons-297080.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-297080" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-297080.show,embed-panel-297080.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-297080"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-297080" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-19-paesi-europei-le-importazioni-coprono-piu-del-50-del-fabbisogno-energetico/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>I primi tre stati europei che dipendono maggiormente dalle importazioni sono Malta (99%), Cipro (92%) e Lussemburgo (91,3%). Tuttavia, parliamo in tutti i casi di paesi di dimensioni molto ridotte. Subito dopo, invece, si trovano Paesi Bassi (80,3%), Grecia (79,6%) e Italia (79,2%). <strong>Sono in tutto 19 i paesi in cui le importazioni nette coprono più del 50% della domanda. </strong>Sono invece caratterizzati dall&#8217;incidenza minore Romania (32,4%), Svezia (26,8%) e Estonia (6,2%).</p>
<p>Il quadro complessivo quindi è quello di un continente che dipende ampiamente dalle importazioni energetiche, in particolare per i combustibili fossili che ancora compongono una parte importante del mix energetico generale dell&#8217;Unione europea. </p>
<p>Risulta quindi importante compiere scelte concrete per<strong> direzionare sensibilmente la produzione domestica verso fonti rinnovabili</strong>, a partire dagli impegni che i singoli stati si potranno assumere nel contesto della Cop.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-piattaforma-petrolifera-in-mezzo-alloceano-al-tramonto-rqWWhKzVCaU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arvind Vallabh</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-paesi-europei-che-dipendono-di-piu-dalle-importazioni-di-energia/">I paesi europei che dipendono di più dalle importazioni di energia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inizia la Cop 29 con tanto lobbying e poca trasparenza</title>
		<link>https://www.openpolis.it/inizia-la-cop-29-con-tanto-lobbying-e-poca-trasparenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[michele vannucchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=296525</guid>

					<description><![CDATA[<p>La presenza alle Cop di un gran numero di portatori d'interesse che rappresentano grandi inquinatori solleva preoccupazioni sulla capacità di questi soggetti di frenare il processo di transizione ecologica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/inizia-la-cop-29-con-tanto-lobbying-e-poca-trasparenza/">Inizia la Cop 29 con tanto lobbying e poca trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è iniziata ufficialmente a <strong>Baku</strong> la ventinovesima conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, più comunemente nota come<strong> Cop 29.</strong></p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://cop29.az/en/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Visita il sito della<br />
<br /><strong>Cop 29</strong></a>.</p>
</section>
<p>La conferenza ha lo scopo di riunire ogni anno i leader mondiali per discutere e valutare non soltanto l&#8217;andamento ma anche dell&#8217;implementazione delle misure atte a <strong>contrastare i cambiamenti climatici.</strong> Dal 2005 si ospitano infatti anche degli incontri per negoziare impegni vincolanti.</p>
<p>Si tratta dunque dell&#8217;evento più importante in cui i paesi si confrontano a livello multilaterale per assumere decisioni che avranno un impatto sul futuro del pianeta e delle persone che lo abitano. Inoltre ogni paese può accreditare anche soggetti non governativi  a partecipare a questi momenti di confronto.</p>
<p><strong>In questo scenario è cruciale assicurarsi che la politica faccia la sua parte in un quadro di completa trasparenza,</strong> evitando che decisioni cruciali per il futuro di tutti siano assunte con un occhio di riguardo nei confronti di grandi aziende che sui combustibili fossili ancora basano la gran parte del loro modello di business.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://asud.net/clean-the-cop/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vai alla pagina della campagna<br />
<br /><strong>Clean the Cop!</strong></a>.</p>
</section>
<div id="openpolis-insieme-a-economiacircolare-e-a-sud-promuove-la-campagna-clean-the-cop" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Proprio per questo Openpolis, assieme a <a href="https://economiacircolare.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EconomiaCircolare</a> e <a href="https://asud.net/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A Sud</a>, promuove la <strong>campagna <a href="https://asud.net/clean-the-cop/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Clean the Cop! Fuori i grandi inquinatori dalle conferenze sul clima</a> con l&#8217;obiettivo che alle conferenze sul clima non siano invitate persone che difendono interessi contrari alla transizione ecologica. </strong>Un&#8217;iniziativa che ripropone in chiave nazionale le richieste della campagna internazionale <a href="https://kickbigpollutersout.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kick Big Polluters Out</a>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://asud.net/ultima/no-ai-lobbisti-del-fossile-alla-cop29/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il comunicsa<br />
<br /><strong>governo italiano</strong></a>.</p>
</section>
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://asud.net/clean-the-cop/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1080" height="1080" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear.png" alt="" class="wp-image-296791" srcset="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear.png 1080w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-768x768.png 768w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-92x92.png 92w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-414x414.png 414w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-635x635.png 635w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-1026x1026.png 1026w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-250x250.png 250w, https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/clean-the-cop-clear-120x120.png 120w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></a></figure>
<div id="la-possibilita-che-il-processo-di-transizione-ecologica-sia-frenato-da-chi-ha-interessi-nellindustria-fossile-rappresenta-un-rischio-reale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Grandi inquinatori, portatori d&#8217;interesse e conferenze sul clima</h3>
<p><strong>Eppure arriviamo all&#8217;inizio di questo evento così importante senza ancora conoscere la lista delle persone invitate dal governo italiano a partecipare ai lavori della conferenza.</strong> </p>
<div id="strillo-testo-block_60323305fda6ac26ea259fa24ae733a5" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Qual è il senso di invitare i grandi inquinatori a una conferenza sul clima?</p>
</section></div>
<p>Lista che negli anni passati ha ospitato un gran numero di portatori d&#8217;interesse di aziende legate al mondo del fossile. Realtà che come è noto per anni si sono mosse per <a href="https://www.internazionale.it/opinione/stella-levantesi/2023/02/21/aziende-energetiche-gas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">frenare</a> quel processo di transizione ecologica ormai non più rinviabile.</p>
<p>Da tempo peraltro si parla della <strong>presenza all&#8217;interno delle Cop di lobbysti del fossile</strong> e dell&#8217;effetto di freno che questi possono determinare sui governi e sulle scelte che in queste occasioni sono chiamati a compiere.</p>
<p>Lo scorso anno per la prima volta <strong>è diventato obbligatorio per i rappresentanti dichiarare chi rappresentano</strong> e così è venuta alla luce <strong>una realtà ben più ingombrante di quanto non fosse stato stimato fino a quel momento.</strong></p>
<div id="alla-scorsa-conferenza-sul-clima-i-portatori-dinteresse-che-rappresentavano-grandi-inquinatori-erano-2-456" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/">L&#8217;impressionante numero di portatori d&#8217;interesse dei grandi inquinatori alle conferenze sul clima</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/">Il numero stimato di portatori d&#8217;interesse che rappresentano grandi inquinatori presenti alla Cop 26 e alla Cop 27 e il numero effettivo di quelli presenti alla Cop 28</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_296557_tab1" role="tab" aria-controls="chart_296557_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_296557_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_296557_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/">L&#8217;impressionante numero di portatori d&#8217;interesse dei grandi inquinatori alle conferenze sul clima &#8211; Il numero stimato di portatori d&#8217;interesse che rappresentano grandi inquinatori presenti alla Cop 26 e alla Cop 27 e il numero effettivo di quelli presenti alla Cop 28</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati Campagna Clean the Cop                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 24 Ottobre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-296557">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296557.hide,mobile-share-buttons-296557.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296557.hide,embed-panel-296557.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/11/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-296557" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="L&#8217;impressionante numero di portatori d&#8217;interesse dei grandi inquinatori alle conferenze sul clima"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;impressionante numero di portatori d&#8217;interesse dei grandi inquinatori alle conferenze sul clima"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="L&#8217;impressionante numero di portatori d&#8217;interesse dei grandi inquinatori alle conferenze sul clima - https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296557.show,mobile-share-buttons-296557.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-296557" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296557.show,embed-panel-296557.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-296557"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-296557" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/limpressionante-numero-di-portatori-dinteresse-dei-grandi-inquinatori-alle-conferenze-sul-clima/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>Fino al 2022 infatti si era stimato che alle Cop 25 e 26 avessero partecipato circa 500 o 600 portatori d&#8217;interesse di grandi inquinatori.</strong> Da quando è diventato obbligatorio dichiarare chi rappresenta ciascuno dei partecipati <strong>la realtà ha però superato di gran lunga le stime fatte fino a quel momento.</strong></p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">2.456 </span>il numero di portatori d&#8217;interesse che rappresentano grandi inquinatori presenti lo scorso anno alla Cop 28 di Dubai.</p>
</section>
<p>Viene da chiedersi quindi chi e per quali ragioni ha invitato queste figure a partecipare a una conferenza sul clima. La risposta alla prima domanda è nello stesso <a href="https://view.officeapps.live.com/op/view.aspx?src=https%3A%2F%2Funfccc.int%2Fsites%2Fdefault%2Ffiles%2Fresource%2FPLOP%2520COP28_on-site.xlsx&amp;wdOrigin=BROWSELINK" target="_blank" rel="noreferrer noopener">documento</a> rilasciato dalle Nazioni unite. Pre quanto riguarda l&#8217;Italia ad esempio <strong>i lobbisti del fossile presenti alla Cop dello scorso anno risultano essere stati 47, di cui 40 invitati proprio dal governo italiano. Quanto al perché si tratta ancora di una questione aperta e urgente.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Una questione di responsabilità e trasparenza</h3>
<p>Una presenza così massiccia di soggetti con interessi chiave nel mondo dell&#8217;estrazione, della raffinazione e della commercializzazione dei combustibili fossili desta una <strong>reale preoccupazione rispetto all&#8217;azione svolta da queste figure nel corso delle Cop.</strong></p>
<p>Una preoccupazione che invece non sembra interessare particolarmente al governo. Infatti <strong>pur non conoscendo quanti e quali soggetti sono stati invitati alla Cop 29, in assenza di una lista pubblica dei partecipanti, bisogna immaginare che gli inviti abbiano seguito il modello dello scorso anno.</strong></p>
<div id="il-governo-ha-titolo-a-invitare-chi-ritiene-alle-cop-ma-ci-si-aspetta-quantomeno-che-risponda-delle-proprie-decisioni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_6624f84ba1122a84c7c6642d6c9145a0" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;esecutivo è libero di invitare chi ritiene più opportuno ma è chiamato a rendere conto delle proprie decisioni.</p>
</section></div>
<p>D&#8217;altronde se la convinzione del governo è quella di star agendo nell&#8217;interesse del paese ha tutto il diritto di farlo. <strong>L&#8217;esecutivo però ha anche degli obblighi e delle responsabilità, prime tra tutte quelle di rendere conto del proprio operato ai cittadini e ai loro rappresentanti in parlamento.</strong></p>
<p>Per questo <strong>ci si aspetta quanto meno che il governo si assuma la responsabilità delle proprie scelte, </strong>spiegando chi ha deciso di invitare alla conferenza delle parti sul clima e per quali ragioni.</p>
<p><strong>Una scelta di trasparenza che quest&#8217;anno avverrebbe comunque in ritardo,</strong> visto che la conferenza è ormai iniziata,<strong> ma che a partire dalla Cop 30 dovrebbe avvenire con largo anticipo,</strong> in modo da permettere una concreta <strong>discussione parlamentare</strong> a compimento di un più ampio <strong>dibattito pubblico.</strong></p>
<p>D&#8217;altronde se il governo ritiene che invitare grandi inquinatori a una conferenza sul clima sia appropriato e opportuno non ha che da spiegarlo.</p>
<p><strong>Foto:</strong> <a href="https://www.flickr.com/photos/unfccc/53781566561/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">UNclimatechange</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/inizia-la-cop-29-con-tanto-lobbying-e-poca-trasparenza/">Inizia la Cop 29 con tanto lobbying e poca trasparenza</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È urgente la bonifica dei siti di interesse nazionale</title>
		<link>https://www.openpolis.it/e-urgente-la-bonifica-dei-siti-di-interesse-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia e innovazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=295839</guid>

					<description><![CDATA[<p>I siti di interesse nazionale (Sin) sono aree altamente inquinate e pericolose per l’ambiente e per la salute delle comunità locali. Sono più di 40 e si trovano in quasi tutte le regioni italiane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-urgente-la-bonifica-dei-siti-di-interesse-nazionale/">È urgente la bonifica dei siti di interesse nazionale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un recente <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=d6c3bca8-92ab-4c63-8360-062c2d81874a" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> della corte dei conti, <strong>la bonifica dei siti di interesse nazionale (Sin) è un&#8217;urgenza che va affrontata su più livelli, in sinergia tra stato e regioni. </strong>Questa è la prima indagine di portata nazionale che indaga lo stato di alcune di queste aree, la loro gestione e le criticità. Il quadro riporta una generale mancanza di efficacia degli interventi, causato da difficoltà di coordinamento sulle bonifiche e sui risarcimenti per i danni ambientali provocati.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Oltre alle implicazioni finanziarie, è fondamentale considerare i rischi per la salute pubblica dovuti all&#8217;inquinamento, specialmente per le patologie tumorali. Dopo la bonifica dei siti inquinati, è essenziale monitorare costantemente l&#8217;ambiente e la salute pubblica per garantire l&#8217;efficacia delle misure adottate. Il coinvolgimento delle comunità locali e delle parti interessate è cruciale per il successo delle bonifiche, richiedendo trasparenza e comunicazione efficace</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.corteconti.it/Download?id=d6c3bca8-92ab-4c63-8360-062c2d81874a" target="_blank">&#8211; corte dei conti &#8211; Fondo per la bonifica e messa in sicurezza dei siti di interesse nazionale (Sin)</a>
									            </div>
</section>
<div id="i-sin-sono-zone-ad-alto-rischio-ambientale-e-sanitario-causato-da-contaminazioni-di-inquinanti-derivati-da-attivita-umane" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>I siti di interesse nazionale sono delle <strong>zone considerate altamente a rischio in cui la quantità e pericolosità degli inquinanti presenti hanno un impatto sull&#8217;ambiente circostante sia sotto il profilo ecologico che sanitario.</strong> Parliamo per esempio delle aree in cui lo smaltimento dei rifiuti non è stato fatto correttamente oppure in cui ci sono stati degli incidenti che hanno provocato il rilascio di inquinanti nell&#8217;ambiente. I Sin possono ricoprire superfici molto ampie, sia su terra che su mare.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dove si trovano i Sin</h3>
<p>Sotto il profilo normativo, la prima norma nazionale riguardante i Sin è il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.ministeriale:1999-10-25;471!vig=2024-10-16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto ministeriale 471/1999</a> che stabiliva le procedure e modalità per la messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati. Ad oggi, la regolazione della materia dal punto di vista degli interventi è il <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2006-04-03;152!vig=2020-11-27" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 152/2006</a>. I criteri inizialmente stabiliti nel decreto sono poi stati modificati con la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2012-08-07;132!vig=2024-10-16" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge 132/2012</a>. La modifica delle caratteristiche ha dato il via nel 2013 a una ricognizione dei Sin secondo le nuove linee guida, cambiando il numero totale di queste aree sul territorio nazionale.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/">In Italia ci sono oltre 40 Sin</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/">Sin presenti in Italia, per anno, dal 1998 al 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_296029_tab1" role="tab" aria-controls="chart_296029_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_296029_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_296029_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/">In Italia ci sono oltre 40 Sin &#8211; Sin presenti in Italia, per anno, dal 1998 al 2023</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/siti-contaminati/avanzamento-identificazione-sin-2024.jpg" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(consultati: lunedì 14 Ottobre 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-296029">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296029.hide,mobile-share-buttons-296029.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296029.hide,embed-panel-296029.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-296029" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="In Italia ci sono oltre 40 Sin"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia ci sono oltre 40 Sin"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="In Italia ci sono oltre 40 Sin - https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296029.show,mobile-share-buttons-296029.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-296029" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296029.show,embed-panel-296029.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-296029"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-296029" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-ci-sono-oltre-40-sin/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="attualmente-in-italia-ci-sono-42-sin" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Alla fine del 2023 i Sin in Italia sono 42, un numero rimasto invariato rispetto al 2020.</strong> Ma se analizziamo gli ultimi due decenni, notiamo come il numero di queste aree sia cresciuto notevolmente fino al 2012, quando ha raggiunto un picco. Con l’introduzione dei nuovi criteri, nel 2013 i siti sono diminuiti a 39 per poi avere un ulteriore incremento, fino ai 42 attuali. L&#8217;ultimo in ordine cronologico è quello dell&#8217;<a href="https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/perimetrazione-del-sin-area-vasta-giugliano-napoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Area vasta di Giugliano</a> (Napoli), individuato nel 2020.</p>
<p><strong>La regione che riporta il maggior numero di Sin è la Lombardia</strong>: ce ne sono 5 interamente compresi nel territorio della regione più un altro sito, quello di Pieve Vergonte, che si trova parzialmente anche sul territorio piemontese. Anche in Piemonte sono stati registrati 5 Sin, ma solo 4 interamente ricadenti sul territorio regionale. Seguono Toscana, Puglia e Sicilia con 4 siti e la Campania con 3. Le altre regioni italiane non ne individuano più di due (nessuno in Molise).</p>
<div id="comprendono-lo-049-del-territorio-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_a79a7d250585384bf5383bf33b59e78c" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In Lombardia ci sono 6 Sin, non se ne registrano in Molise.</p>
</section></div>
<p>Per quel che riguarda la superficie, può variare nel tempo. Come puntualizzato da <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/siti-contaminati/siti-di-interesse-nazionale-sin" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ispra</a>, le misurazioni possono portare alla scoperta di nuove aree contaminate o gli impatti possono estendersi con il tempo su un territorio più vasto. Complessivamente, <strong>i Sin si estendono su terra per poco meno di 149mila ettari, circa lo 0,40% del territorio del paese. Le aree su mare invece sono poco più di 77mila ettari.</strong></p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/">Il Sin di Casale Monferrato è esteso per più di 70mila ettari</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/">Localizzazione ed estensione in ettari dei siti di interesse nazionale (Sin) in Italia, nel 2023</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_296036_tab1" role="tab" aria-controls="chart_296036_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_296036_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_296036_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/">Il Sin di Casale Monferrato è esteso per più di 70mila ettari &#8211; Localizzazione ed estensione in ettari dei siti di interesse nazionale (Sin) in Italia, nel 2023</a></div>
</p></div>
<div id="chart_296036_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_296036_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_296036_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_296036_tab3"></p>
<p>I siti di interesse nazionale (Sin) sono delle zone considerate altamente a rischio in cui la quantità e pericolosità degli inquinanti presenti hanno un impatto sull&#8217;ambiente circostante sia sotto il profilo ecologico che sanitario. Come puntualizzato da <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/suolo-e-territorio/siti-contaminati/siti-di-interesse-nazionale-sin" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ispra</a>, le misurazioni possono portare alla scoperta di nuove aree contaminate o gli impatti possono estendersi con il tempo su un territorio più vasto.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis su dati <a href="https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/siti-contaminati/siti-contaminati-di-interesse-nazionale" target="_blank" rel="noopener">Ispra</a>                                                                <br />(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2023)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
<div id="opmag-chart-action-buttons-296036">
                        <button title="Condividi" class="opmag-chart-action-share-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296036.hide,mobile-share-buttons-296036.show"></button><br />
                        <button title="Incorpora" class="opmag-chart-action-embed-btn"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296036.hide,embed-panel-296036.show"></button><br />
	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/10/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari.png" target="_blank" download></a></p></div>
<div id="mobile-share-buttons-296036" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <amp-social-share type="facebook" width="20" height="20"
                                          data-param-app_id="172917360013989"
                                          data-param-text="Il Sin di Casale Monferrato è esteso per più di 70mila ettari"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="twitter" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il Sin di Casale Monferrato è esteso per più di 70mila ettari"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/"></amp-social-share><br />
                        <amp-social-share type="whatsapp" width="20" height="20"
                                          data-param-text="Il Sin di Casale Monferrato è esteso per più di 70mila ettari - https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/"
                                          data-param-url="https://www.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/"></amp-social-share><br />
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296036.show,mobile-share-buttons-296036.hide">Chiudi</button>
                    </div>
<div id="embed-panel-296036" class="mobile-share-buttons no-display" hidden>
                        <button class="mobile-share-toggle-off" aria-label="Chiudi"
                                on="tap:opmag-chart-action-buttons-296036.show,embed-panel-296036.hide">Chiudi</button></p>
<div>
<p><label for="embed-chart-296036"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-296036" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/il-sin-di-casale-monferrato-e-esteso-per-piu-di-70mila-ettari/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="in-piemonte-e-sardegna-i-due-sin-con-maggiore-estensione-a-terra-e-a-mare" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Il sito che riporta l&#8217;estensione a terra maggiore è quello di <a href="https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/sin-11/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Casale Monferrato</a>, in Piemonte. Si estende per quasi 74mila ettari che comprendono ben 48 comuni, di cui la maggioranza (45) in provincia di Alessandria, oltre che in quelle di Vercelli (2) e Asti (1). <strong>Sull&#8217;area sono presenti materiali da costruzione che contengono amianto che provengono dallo stabilimento ex Eternit.</strong> Nelle aree vicine allo stabilimento, è stato rilevato amianto nei suoli e nei sedimenti. Il Sin è stato incluso nell&#8217;elenco con la legge 462/1998.</p>
<div id="strillo-testo-block_0ea55611211be1dd6c59269dac524ee0" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>In Piemonte il sito con più estensione a terra, in Sardegna quello con la maggiore estensione a mare.</p>
</section></div>
<p>Quello che invece registra l&#8217;estensione a mare più ampia è quello chiamato <a href="https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/sin-34/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sulcis &#8211; Iglesiente &#8211; Guspinese</a> in Sardegna. Comprende circa 32mila ettari di area a mare più quasi 20mila ettari a terra. Di questi ultimi, 9.100 ettari sono situati in aree minerarie. È situato tra la provincia di Sud Sardegna e l&#8217;area della città metropolitana di Cagliari. La zona è stata principalmente interessata da attività minerarie che hanno portato a <strong>progressive contaminazioni di metalli pesanti dei suoli e delle acque sotterranee.</strong> Sono anche presenti delle aree caratterizzate da inquinamento da Ipa, luoruri, idrocarburi e contaminanti legati ai clicli produttivi del cloro soda e del dicloroetano.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/darkbyte/2629489642/in/photolist-51mPEj-zBVWaS-4y1R3q-edRzkK-qT8rJ1-qdUZ1t-e31qxG-qT9HMU-e31qmE-e2UJWR-8175yN-qT9HFS-e2UJZR-e31qth-e31qoC-e31qoo-e2UJJP-e31qyj-e2UJUD-e31quE-cLKqeC-z1dit-6FoAxg-fHq7N-9T6nZ7-fm4Y71-VCuTu2-4BwNPe-jP3Cwv-cF9mQf-9aHWkD-aNT5YR-oeavBm-oeab7G-ddrAp5-geUSg-687RfP-VCuTpx-816jo9-fqTWH-ovCj7S-V3kgVd-9Cv1To-74ru4S-fsswD-fuUCR-8479jb-6xGpNp-o6PE6Z-fyrSt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonio Seprano</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-urgente-la-bonifica-dei-siti-di-interesse-nazionale/">È urgente la bonifica dei siti di interesse nazionale</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
