Come funzionano la produzione e il consumo di energia

Fasi di produzione e indicatori per la misurazione del settore energetico, dall’efficienza alla dipendenza dalle importazioni.

Definizione

La produzione energetica passa attraverso due fasi: quella di estrazione della risorsa e quella di trasformazione in un prodotto utilizzabile. All’interno di questa prima fase, detta produzione di energia primaria, si ottengono tutti quei prodotti energetici estratti o ricavati direttamente dalle risorse naturali. Si considerano quindi lo sfruttamento di miniere di carbone e campi petroliferi, la produzione idroelettrica, la fabbricazione di biocombustibili, il calore prodotto da una centrale nucleare e la produzione elettrica da fonte rinnovabile. Le risorse estratte possono essere consumate a fini energetici o non energetici (come ad esempio l’utilizzo del bitume nella costruzione delle strade). La trasformazione di queste fonti di energia primaria porta a prodotti di energia secondaria.

All’interno del segmento energetico, ci sono tre componenti principali: elettricità, trasporti e riscaldamento. Ciascuno può essere supportato tramite un mix energetico di risorse rinnovabili ed estrattive. Laddove l’energia primaria non sia sufficiente per il consumo, si ricorre all’importazione, che può essere composta sia da fonti primarie che secondarie. La differenza tra import e consumo netto di energia viene definita dipendenza energetica.

Per avere invece una misura di quanto l’utilizzo sia efficiente, si mette in rapporto il consumo lordo dell’energia con il livello di produzione economica, rappresentato dal Pil. Questo è l’indicatore di intensità energetica.

Dati

L’Unione europea si è agganciata maggiormente all’importazione negli ultimi anni. Escludendo il commercio intra-europeo, le importazioni energetiche si assestano nel 2020 al 58% del fabbisogno energetico. La forbice tra produzione interna e consumi è comunque un fenomeno stabile.

Il dato rappresenta la produzione e il consumo di energia primaria. È misurato in petajoule (PJ). Un PJ è equivalente a 1.000 terajoule e a 1 biliardo di joule. Questa unità di misura viene utilizzata per misurare lavoro, energia e calore.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 11 Maggio 2022)

Negli ultimi vent'anni, la produzione e il consumo di energia in Unione europea sono rimasti stabili. Per entrambe le variabili, sono state registrate due fluttuazioni: una tra 2008 e 2010, durante il periodo della grande recessione e della crisi del debito sovrano, e un'altra tra 2019 e 2020, in corrispondenza della pandemia di Covid-19.

La principale fonte energetica nel 2020 per l'Unione europea è il petrolio, con un 35% sul totale. Seguono il gas naturale (24%), le rinnovabili (17%), il nucleare (13%) e altri prodotti fossili (11%).

Analisi

La produzione e il consumo dell'energia sono collegate sia a questioni di carattere economico che ad aspetti ambientali e sociali. Ed è per questo motivo che uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'agenda 2030 delle Nazioni unite riguarda l'accesso all'energia pulita. Una copertura capillare della rete energetica e una struttura in grado di fronteggiare i cambiamenti climatici e demografici senza però inquinare troppo sono importanti per il sostentamento delle attività produttive e delle abitazioni. Per raggiungere questo scopo, si può agire attraverso innovazioni tecnologiche che mirino a una maggiore efficienza energetica ma anche attraverso un diverso mix di fonti e risparmi nei consumi.

 

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