Bandi Covid, una gestione in corso di transizione Emergenza Coronavirus

Nelle ultime settimane alcuni dei ruoli più importanti nella gestione della pandemia sono cambiati. In attesa di poter monitorare i riflessi sui bandi Covid con i prossimi aggiornamenti, vediamo qual è la situazione attuale.

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Salgono a 12mila i lotti messi a bando durante la pandemia, per un totale di 13,4 miliardi in palio, al netto degli accordi quadro. Arrivano a 5,6 miliardi gli importi finora aggiudicati. È quanto emerge dall’aggiornamento dell’osservatorio bandi Covid, attraverso cui monitoriamo gli acquisti effettuati per le forniture dall’inizio della crisi.

Le spese per l’emergenza.

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Rispetto all’ultimo aggiornamento, i dispositivi di protezione (tra cui le mascherine) restano l’oggetto prevalente dei bandi, con poco meno del 60% degli importi banditi e il 77% di quanto finora aggiudicato. Seguono, a distanza, i prodotti e i servizi di analisi, come tamponi e test.

Uno scenario in evoluzione, da monitorare nelle prossime settimane

Nell’ultimo mese, il contesto politico e amministrativo è completamente mutato. Dopo l’insediamento del governo Draghi, gli avvicendamenti nei ruoli di gestione dell’emergenza sono stati numerosi. Oltre al nuovo vertice della protezione civile, individuato nella persona di Fabrizio Curcio, l’incarico di commissario straordinario all’emergenza Covid-19 è passato da Domenico Arcuri al generale Francesco Paolo Figliuolo.

Cambiamenti che, come abbiamo avuto modo di raccontare, non riguardano solo i nomi ma anche la strategia di contenimento, che in questa fase si concentra soprattutto sulla logistica legata al piano di vaccinazione. Un passaggio decisivo, che purtroppo ancora non è ancora possibile monitorare con l’ultimo aggiornamento, dal momento che i dati più recenti sono relativi a prima che i nuovi vertici si insediassero.

7,4 miliardi di euro messi a bando dal commissario straordinario e dalla protezione civile, sotto le precedenti gestioni.

Solo con i prossimi aggiornamenti dell’osservatorio sarà possibile verificare come varieranno queste cifre e su quali acquisti si orienteranno i nuovi vertici. In particolare rispetto alla logistica connessa alla distribuzione dei vaccini. Nel frattempo, possiamo vedere come si è svolta la gestione dell’emergenza finora.

Chi acquista cosa

La struttura commissariale, in questi dati ancora guidata da Domenico Arcuri, resta il soggetto principale nella gestione della pandemia. Solo l’analisi dei futuri contratti potrà confermare questa tendenza, alla luce dei recenti avvicendamenti. Da un lato, la scelta del governo di centralizzare le gestione del piano vaccinale aumenta le responsabilità in capo alla struttura del commissario straordinario.

Allo stesso tempo però il ruolo della struttura commissariale, rispetto al passato, potrebbe essere maggiormente circoscritto alle gestione della campagna vaccinale. Sembra orientata in questo senso la scelta di nominare commissario il comandante logistico dell’esercito. Solo con i prossimi aggiornamenti sarà possibile capire che direzione prenderà la gestione dell’emergenza.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Marzo 2021)

Con la gestione precedente la struttura commissariale ha emanato bandi per 7 miliardi di euro, al netto degli accordi quadro. Una cifra che vale il 52% degli importi a base d'asta. Rispetto agli importi aggiudicati, quelli della struttura commissariale sono quasi 3,2 miliardi (56,8% del totale). Seguono 3 centrali di committenza regionali: Aria spa (Lombardia), Azienda Zero (Veneto) ed Estar (Toscana).

52,3% degli importi banditi sono stati emanati dalla gestione commissariale.

Mascherine e dispositivi di protezione rappresentano di gran lunga la maggior parte degli importi. Sia rispetto a quanto messo a bando (8 miliardi al netto degli accordi quadro), sia rispetto a quanto aggiudicato (4,3 miliardi). Si tratta rispettivamente del 60% degli importi a base d'asta e del 77% di quelli di aggiudicazione.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Marzo 2021)

Quasi 1,9 miliardi sono stati messi a bando per prodotti o servizi necessari alle analisi, come test e tamponi. Banditi anche 1,3 miliardi per infrastrutture, arredi e attrezzature scolastiche e 1,16 per le terapie intensive e aspetti connessi.

77% degli importi finora aggiudicati riguardano i dispositivi di protezione.

Rispetto a gennaio, comunque, aumentano soprattutto i bandi per infrastrutture e arredi sanitari. Si tratta soprattutto delle ristrutturazioni di reparti sanitari per adeguarli all'emergenza Covid. Come avevamo già visto, ciascuna regione nei mesi scorsi ha predisposto un proprio piano di riorganizzazione della sanità, che tra le varie cose doveva prevedere proprio questo tipo di interventi. Dalle opere per separare i percorsi nei pronto soccorso all'adeguamento e riconversione di interi reparti per supplire all'emergenza.

17,6 milioni banditi per infrastrutture e arredi sanitari da gennaio scorso.

L'altro aspetto che sarà interessante monitorare con i prossimi aggiornamenti è quello relativo alla campagna vaccinale. Mentre l'approvvigionamento dei vaccini, come noto, è centralizzato a livello europeo e quindi non emerge nei bandi delle pubbliche amministrazioni italiane, sono invece di competenza delle nostre stazioni appaltanti gli altri aspetti connessi. Come distribuzione, logistica e somministrazione. Si tratta di elementi cruciali per la riuscita della campagna vaccinale, che per questo sarà fondamentale monitorare.

La maggior parte dei bandi assegnati con procedure semplificate

È con le procedure di scelta del contraente che le stazioni appaltanti stabiliscono come sarà assegnato il contratto. Si tratta di un aspetto cruciale, sia per la tempestività che è necessaria in una fase come quella che stiamo vivendo, sia per assicurare trasparenza all'intero processo decisionale.

Dall'inizio della pandemia, la procedura più frequentemente adottata è quella negoziata senza previa pubblicazione del bando, disciplinata dall'articolo 63 del codice degli appalti.

Con la procedura negoziata senza previa pubblicazione le stazioni appaltanti possono negoziare i termini del contratto con un minimo di 5 operatori economici (se sussistono in tale numero) senza pubblicare preventivamente un bando di gara. Vai a "Cosa sono le procedure di scelta del contraente"

Questa rappresenta circa 2/3 degli importi messi a bando, al netto degli accordi quadro. Alle procedure negoziate, seguono gli affidamenti diretti, di cui la maggioranza è in adesione ad un accordo quadro. Ulteriori 1,2 miliardi (9,3% circa) sono affidamenti diretti senza accordo quadro, cioè senza alcun confronto competitivo tra operatori economici.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid  
(ultimo aggiornamento: mercoledì 17 Marzo 2021)

Il ricorso così massiccio a procedure straordinarie è stato espressamente previsto dalla normativa di emergenza. Le procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando sono infatti una delle modalità indicate nell'ordinanza del capo della protezione civile del 3 febbraio 2020. In questo atto sono state stabilite una serie di deroghe alla normativa sugli appalti nella risposta alla crisi.

Per l’espletamento delle attività previste dalla presente ordinanza, il Capo del Dipartimento della protezione civile ed i soggetti attuatori, possono avvalersi, ove ricorrano i presupposti, delle procedure di cui agli articoli 63 e 163 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

I dati mostrano che a distanza di mesi le procedure straordinarie restano lo strumento prevalente. Solo il 9% degli importi è stato bandito attraverso una procedura aperta. Nei prossimi aggiornamenti, uno degli indicatori per capire se il paese è uscito dall'emergenza sarà senza dubbio anche questo.

Foto credit: Flickr Dipartimento protezione civile - Licenza

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