Per l’emergenza Covid nel 2020 sono stati messi a bando 13 miliardi di euro Emergenza coronavirus

Dall’inizio dell’emergenza pandemica le amministrazioni pubbliche hanno indetto più di 11mila lotti per l’approvvigionamento di forniture e servizi, per la maggior parte assegnati attraverso procedure semplificate.

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Più di 11mila lotti di gara, per un totale di quasi 20 miliardi di euro in palio, 13 al netto degli accordi quadro. Sono tra i dati più rilevanti dell’osservatorio bandi Covid, attraverso il quale monitoriamo gli acquisti effettuati per le forniture dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Italia.

L’ultimo aggiornamento del monitoraggio, al 13 gennaio 2021, ci racconta di come sia ancora predominante l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale, attraverso procedure di acquisto semplificate, e di come la maggior parte dei bandi vengano indetti dalla struttura del commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri.

A tutto il 2020 l’osservatorio ha rilevato 11.514 lotti indetti da 1.172 diverse amministrazioni pubbliche del paese, pari a importi a base d’asta di 19,58 miliardi di euro, di cui 6,46 all’interno di accordi quadro. Questa procedura prevede un affidamento diretto all’impresa, ma in seguito alla conclusione di una convenzione con una serie di aziende fornitrici.

Nell’accordo quadro si definisce una classifica di operatori abilitati a ricevere parte dell’appalto. In seguito la stazione appaltante assegna dei lotti agli operatori precedentemente definiti, senza riaprire una competizione. Vai a "Cosa sono le procedure di scelta del contraente"

Escludendo le somme bandite per accordi quadro, dunque, dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia sono stati indetti bandi per 13,12 miliardi di euro.

13.120.164.875,18 importi a base d’asta al 13 gennaio 2021, esclusi gli accordi quadro.

È importante monitorare l’approvvigionamento di beni e servizi nel corso dell’emergenza sanitaria, soprattutto alla luce della carenza di un progetto unitario di trasparenza da parte del governo.

Nonostante lo scorso autunno la struttura commissariale abbia pubblicato parte dei dati che chiediamo da mesi, c’è ancora molta strada da fare per arrivare a fornire strumenti completi e necessari per valutare complessivamente la gestione economica della crisi.

Se è vero che la velocità di azione nel corso di una pandemia è importante, è altrettanto fondamentale che ci sia la massima trasparenza sugli acquisti in emergenza, proprio perché effettuati in deroga alle leggi ordinarie.

Le spese per l’emergenza.

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Chi acquista cosa

L’ultimo aggiornamento dell’osservatorio Bandi Covid monitora i lotti banditi dal 1 novembre 2020 al 13 gennaio 2021.

Nei due mesi considerati, la somma a base d’asta maggiore, bandita con un accordo quadro dal commissario straordinario per 534,2 milioni di euro e vinta da 7 aziende, ha riguardato il reperimento di personale medico per la somministrazione dei vaccini.

Segue un lotto con procedura negoziata senza accordo quadro per l’approvvigionamento di 37mila tute protettive, indetto sempre dal commissario straordinario per l’emergenza, con un importo di 281,2 milioni di euro.

La classifica mostra le prime 10 amministrazioni pubbliche (tra le 1.172 monitorate) ad aver messo a bando importi dall’inizio dell’emergenza sanitaria. L’elaborazione non include gli importi banditi attraverso accordi quadro.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Gennaio 2021)

Il 52,6% degli importi messi a bando dall'inizio dell'emergenza coronavirus (pari 6,9 miliardi di euro sui 13,1 totali) sono stati indetti dal commissario straordinario.

Seguono tre aziende pubbliche che fungono da centrali di acquisto a livello regionale: Aria spa per la Lombardia (881 milioni di euro), Azienda zero per il Veneto (658) ed Estar per la Toscana (442).

Il materiale per il quale c'è più richiesta di fornitura riguarda mascherine e altri dispositivi di protezione (dpi). Si tratta di un dato consolidato e costante fin dall'inizio dell'emergenza pandemica.

L’elaborazione include importi di bandi emanati da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, esclusi quelli relativi ad accordi quadro. L’importo a base d’asta è il prezzo fissato alla pubblicazione del lotto. L’importo di aggiudicazione è il prezzo effettivo con cui l’azienda si è aggiudicata il lotto. Nella tipologia “altro” sono comprese tutte le forniture non riconducibili alle altre categorie.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Gennaio 2021)

Le somme emanate per l'acquisto di mascherine e dpi ammontano a 7,8 miliardi di euro, pari al 60,2% del totale degli importi a base d'asta banditi finora. 1,8 miliardi (il 13,9%) sono stati spesi per prodotti o servizi necessario alle analisi, come test e tamponi.

1,3 miliardi, invece, rappresentano gli importi a base d'asta per infrastrutture, arredi e attrezzature scolastiche. Tra questi, 610 milioni sono gli importi a base d'asta di due lotti indetti dal commissario straordinario per la fornitura di banchi e sedute attrezzate. Dei due lotti sono note le aziende vincitrici, ma ancora non sono stati decretati gli importi di aggiudicazione, come abbiamo evidenziato in un approfondimento del mese scorso.

La maggior parte dei bandi assegnati con procedure semplificate

Le procedure di scelta del contraente sono il modo attraverso cui le stazioni appaltanti decidono come assegnare un contratto.

Quelle seguite dalle amministrazioni pubbliche nel reperimento di beni e servizi utili al contrasto della pandemia sono 14, di cui la prevalente è procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando.

Con la procedura negoziata senza previa pubblicazione le stazioni appaltanti possono negoziare i termini del contratto con un minimo di 5 operatori economici (se sussistono in tale numero) senza pubblicare preventivamente un bando di gara. Vai a "Cosa sono le procedure di scelta del contraente"

Questi tipi di procedure semplificate vengono incoraggiate dalla normativa in fase di emergenza, con l'obiettivo di velocizzare i tempi, considerando la rapidità con cui è necessario approvvigionarsi del materiale atto al contrasto della pandemia.

L’elaborazione include le procedure seguite da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, escluse quelle relative ad accordi quadro. La tipologia “altro” include le seguenti procedure: sistema dinamico di acquisizione, procedura negoziata per affidamenti sotto soglia, procedura negoziata senza previa indizione di gara (settori speciali), confronto competitivo in adesione ad accordo quadro/convenzione, procedura ristretta, procedura competitiva con negoziazione, affidamento diretto per variante superiore al 20% dell’importo contrattuale, affidamento diretto a società in house, procedura negoziata con previa indizione di gara (settori speciali), procedure non classificate.

FONTE: openpolis - osservatorio Bandi Covid
(ultimo aggiornamento: mercoledì 13 Gennaio 2021)

Nell'84,8% dei casi gli importi a base d'asta sono stati assegnati attraverso 3 tipi di procedure: procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando (65,6%), affidamento diretto in adesione ad accordo quadro o convenzione (9,9%) e affidamento diretto (9,3%). In termini assoluti parliamo di 11,1 miliardi di euro a base d'asta.

Solo il 9% degli importi è stato bandito attraverso una procedura aperta.

Foto credit: Mufid Majnun - licenza

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