Ancora impossibile monitorare lo stato dei decreti attuativi Trasparenza

Nonostante le nostre sollecitazioni, gli strumenti che consentivano l’analisi sullo stato di attuazione delle norme non sono ancora stati ripristinati. Un passo indietro in termini di trasparenza.

|

Molto probabilmente la convivenza con il coronavirus si protrarrà ancora per diversi mesi aggravando ulteriormente l’emergenza sanitaria ma anche quella socio-economica che stiamo attraversando da quasi un anno. La situazione di crisi che stiamo vivendo ha indotto governo e parlamento ad adottare via via un gran numero di norme straordinarie. Spesso molto lunghe e complesse.

Ciò ha determinato anche la necessità di fare ampio ricorso ai decreti attuativi, norme secondarie (solitamente decreti ministeriali) che regolano contenuti di dettaglio e che sono indispensabili per la piena applicazione di leggi e decreti legge. Tali atti sono di fondamentale importanza visto che spesso dettano le regole per la distribuzione delle risorse economiche stanziate dal governo a favore di cittadini ed imprese.

Spesso leggi e decreti non sono immediatamente eseguibili. Devono essere definiti aspetti pratici, burocratici e tecnici. Norme definite dai decreti attuativi, affidati principalmente ai ministeri. Vai a "Che cosa sono i decreti attuativi"

Negli ultimi giorni del 2020 l’ufficio per il programma di governo (Upg) ha pubblicato uno studio riguardante i decreti legge Rilancio e Cura Italia. Secondo tale ricerca circa il 99% delle norme contenute in questi due decreti sarebbero auto applicative o comunque dipendenti da atti già pubblicati. Si tratta tuttavia di un’analisi parziale e non soddisfacente in termini di trasparenza. Ci sono infatti molte altre misure che richiedono atti di secondo livello. Per citarne una, la legge di bilancio per il 2021 che, secondo alcuni conteggi, richiederebbe ben 176 decreti attuativi.

In questo scenario diventa quindi fondamentale poter monitorare la stato di implementazione di questi atti dato che la loro mancata pubblicazione può bloccare l’erogazione delle risorse. Ciò era possibile grazie ad uno strumento realizzato dall’Upg che rispondeva perfettamente a questo fine. Tuttavia, da qualche mese tale servizio non è più disponibile e, nonostante le nostre sollecitazioni, non è ancora stato ripristinato.

Cosa ci dice lo studio dell’Ufficio per il programma di governo

Lo studio dell’Upg riguarda due tra le misure varate dal governo che richiedono il maggior numero di decreti attuativi. Rispettivamente 34 per il Dl cura Italia e 137 per il Dl rilancio. L’obiettivo di tale analisi era capire quante delle risorse economiche stanziate dal governo con questi due decreti richiedessero ulteriori norme per poter essere effettivamente erogate.

Secondo tale report il 99% delle risorse sarebbe già erogabile poiché legato a norme “auto applicative”, oppure a decreti attuativi già pubblicati. Dobbiamo tuttavia ricordare che le norme ancora mancanti bloccano quasi 2 miliardi di euro. Una piccola percentuale se paragonata alle ingenti somme messe a disposizione dai due decreti (circa 180 miliardi di euro) ma significativa per quelle fasce di popolazione che ancora stanno aspettando l’arrivo di queste risorse.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Ufficio per il programma di governo
(ultimo aggiornamento: venerdì 8 Gennaio 2021)

2.068.055.302 € le risorse dei Dl rilancio e cura Italia ancora bloccate dalla mancata pubblicazione di decreti attuativi.

Il documento pubblicato dall'Upg inoltre propone un quadro estremamente parziale e che certamente non permette un'analisi completa sullo stato di attuazione delle misure messe in campo. In primo luogo infatti lo studio si limita a fare una ricognizione solamente di due decreti legge, elencando quali norme prevedono lo stanziamento di risorse e se queste dipendono o meno da ulteriori atti.

Lo studio pubblicato dall'Upg non è sufficiente per un'analisi approfondita sull'operato del governo.

Mancano però una serie di informazioni importanti. Ad esempio, non sappiamo quali sono i ministeri che ancora non hanno emanato i decreti attuativi. Così come non sappiamo se tali atti avrebbero dovuto essere pubblicati entro una specifica data. Informazioni che era possibile monitorare in maniera ottimale grazie allo strumento realizzato dall’Upg ma che adesso non sono più disponibili.

Cosa ancora non sappiamo

Come abbiamo detto la pubblicazione dell'Upg riguarda solo due decreti legge. Misure certamente importanti e tra quelle che richiedevano un significativo numero di atti di secondo livello. Non si tratta tuttavia delle uniche norme pubblicate in questi mesi che necessitano di decreti attuativi.

Per fare un esempio recente, la sola legge di bilancio per il 2021 ne richiederà 176. A ciò di deve aggiungere che nelle ultime settimane il governo ha varato dei nuovi decreti legge. Al momento però non è possibile monitorare lo stato di avanzamento di tali misure. In particolare mancano le informazioni sui decreti:

Una situazione particolarmente complessa riguarda poi i cosiddetti decreti ristori. Infatti i Dl 149, 154 e 157 sono stati abrogati e il loro contenuto è stato inserito in un’unica legge: la 176/2020. Anche se non necessariamente tutte queste misure richiederanno decreti attuativi, non avere informazioni al riguardo pone dei seri interrogativi sull'azione del governo e sulla rendicontazione del suo operato.

9 i decreti legge Covid di cui non conosciamo il numero di decreti attuativi richiesti e il loro stato di implementazione.

In base alle ultime informazioni disponibili prima che il servizio venisse interrotto (risalenti ai primi giorni di novembre) sappiamo infatti che, considerando tutti i “decreti Covid”, le norme attuative richieste ammontavano complessivamente a 304, di cui già adottate solo 108. Come possiamo vedere mancano all'appello dati aggiornati su altre misure che richiedono un gran numero di decreti attuativi come, ad esempio, il Dl semplificazioni e il Dl agosto.

In base alle ultime informazioni disponibili, i decreti attuativi da adottare attualmente sono 304 di cui già adottati solo 108. Tra i decreti legge approvati, quello che prevede il maggior numero di decreti attuativi è il Dl rilancio con 137 (63 già adottati), seguito dal decreto agosto con 65 (5 già adottati) e dal decreto semplificazioni con 37 (di cui solo uno già adottato).

Il grafico rappresenta il numero complessivo di decreti attuativi richiesti per l’implementazione dei vari decreti legge emanati dal governo. Non sono disponibili dati per i decreti 137, 149, 150, 154, 157, 158, 172, 182, 183 del 2020 e per il Dl 1/2021.
I Dl 149, 154 e 157 sono stati abrogati e il loro contenuto è stato inserito in un’unica legge: la 176/2020.
Sono decaduti prima della conversione i decreti 9, 11, 14, 29, 52, 103, 111, 117, 129 e 148.

FONTE: elaborazione openpolis su dati presidenza del consiglio dei ministri
(ultimo aggiornamento: martedì 10 Novembre 2020)

Ne consegue che lo studio pubblicato a fine dicembre dall'ufficio per il programma di governo non è assolutamente sufficiente e non consente un monitoraggio adeguato sullo stato di attuazione di norme così importanti per la ripresa del paese. È necessario quindi che gli strumenti che erano stati messi a disposizione di cittadini ed analisti vengano ripristinati al più presto.

Perché è importante non fare passi indietro sul tema della trasparenza

In un contesto difficile come quello attuale, uno dei parametri certi per valutare l’azione del governo era rappresentato dalla possibilità di controllare lo stato di attuazione delle norme messe in campo attraverso la pubblicazione dei relativi decreti attuativi. In questi mesi infatti l'esecutivo, anche per la necessità di infondere fiducia nei cittadini, ha spesso annunciato provvedimenti che ancora non hanno avuto piena applicazione.

Le fibrillazioni della maggioranza potrebbero comportare un ulteriore rallentamento nella pubblicazione dei decreti attuativi.

Una situazione che potrebbe diventare ancora più complessa. Le fibrillazioni interne alla maggioranza delle ultime settimane infatti potrebbero avere ricadute negative sull'azione di governo, provocando ulteriori rallentamenti nella pubblicazione dei decreti attuativi. Anche per questo motivo il venir meno degli strumenti messi a disposizione dall'Upg in un momento così delicato per il paese desta qualche perplessità.

A maggior ragione dopo l’approvazione della legge di bilancio 2021 che prevede moltissimi bonus (tra questi la proroga del Superbonus al 110% e quello per l’acquisto di smartphone e tablet), i quali però prima di poter essere erogati necessiteranno di decreti attuativi o specifiche circolari.

La legge di bilancio prevede molti bonus che richiederanno decreti attuativi. Per questo è importante il monitoraggio.

Lo strumento realizzato dall'Upg rispondeva perfettamente alle esigenze di monitoraggio di cittadini e addetti ai lavori. Finché questo servizio non sarà ripristinato non sarà possibile sapere quali è quanti decreti attuativi sono richiesti dalle varie norme, quali di questi sono già stati pubblicati e quali invece ancora mancano all'appello. Senza queste informazioni non è possibile fare una valutazione completa sull'operato del governo.

Per questo ribadiamo la richiesta di non fare passi indietro rispetto a quanto di buono fatto finora in termini di trasparenza. Continuando a dare la possibilità a cittadini, attivisti e ricercatori di analizzare pienamente questa fase così delicata dell'iter legislativo. La struttura informatica messa in piedi dall'Upg aveva permesso tutto questo. Sarebbe importante che il lavoro fatto in questi anni non venisse perso.

Foto credit: wikimedia Licenza

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.