Ad aprile è stato messo a bando mezzo miliardo di euro per l’acquisto dei vaccini Emergenza coronavirus

Prosegue il monitoraggio degli acquisti delle amministrazioni pubbliche connessi all’emergenza sanitaria. Dall’inizio della pandemia sono stati messi a bando importi pari a 16,2 miliardi di euro.

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Ha superato quota 13mila il numero di lotti messi a bando a causa della pandemia: migliaia di forniture richieste dalle amministrazioni pubbliche, per un totale di 16,2 miliardi di euro messi a bando, dei quali 5,7 miliardi al 19 maggio risultati aggiudicati.

Nel mese di aprile, inoltre, è stato messo a bando quasi mezzo miliardo di euro per le dosi di vaccino, oltre che per l’allestimento degli hub per la somministrazione, la logistica e il trasporto connesso alla campagna vaccinale.

Sono alcune delle cifre significative sull’ultimo aggiornamento dell’osservatorio bandi Covid, attraverso il quale monitoriamo gli acquisti effettuati per le forniture dall’inizio della crisi sanitaria.

Le spese per l’emergenza.

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È bene evidenziare che dalle somme sopra citate sono stati esclusi gli accordi quadro, ossia le procedure che prevedono un affidamento diretto all’impresa, ma in seguito alla conclusione di una convenzione con una serie di aziende fornitrici.

Anche con l’aggiornamento dei bandi indetti ad aprile si riscontrano le tendenze che abbiamo analizzato in questi mesi: i beni più acquistati rimangono le mascherine, la stazione appaltante più attiva è la struttura commissariale e la modalità di approvvigionamento maggiormente utilizzata è la procedura negoziata senza previa pubblicazione.

Cresce il peso delle vaccinazioni

Nonostante la percentuale degli importi indetti per le vaccinazioni sia ancora minoritaria rispetto ad altri tipi di fornitura, ad aprile assistiamo a un incremento della spesa per l’acquisto di dosi. In un solo mese, si passa infatti da 977 milioni a 1,42 miliardi di euro.

Le somme indette per le vaccinazioni rappresentano l’8,8% del totale. Fino al 30 marzo erano il 6,3%.

L’elaborazione include importi di bandi emanati da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, esclusi quelli relativi ad accordi quadro. L’importo a base d’asta è il prezzo fissato alla pubblicazione del lotto. L’importo di aggiudicazione è il prezzo effettivo con cui l’azienda si è aggiudicata il lotto. Nella tipologia “altro” sono comprese tutte le forniture non riconducibili alle altre categorie.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid
(ultimo aggiornamento: mercoledì 19 Maggio 2021)

Dei circa 16,2 miliardi di euro messi a bando a partire dal 31 gennaio 2020, poco più della metà (il 53,3%) sono dedicati all'acquisto di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. Parliamo di 8,6 miliardi di euro, di cui 4,4 risultati già aggiudicati. Il 13,6% degli importi riguarda prodotti e servizi utili alle analisi, come per esempio i tamponi necessari all'individuazione del virus.

Come detto, cresce rispetto al passato il peso delle vaccinazioni, che per la prima volta superano le categorie relative alle infrastrutture e arredi scolastici, oltre che a quelle riguardanti la terapia intensiva e i farmaci.

Stazioni appaltanti e procedure nella pandemia

Con il passare dei mesi il ruolo del commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 (prima Domenico Arcuri e oggi Francesco Paolo Figliuolo) è andato via via crescendo.

Tanto che oggi più della metà degli importi messi a bando dall'inizio della pandemia sono stati indetti dalla struttura commissariale.

Un peso probabilmente destinato a crescere ancora, considerando che il Commissario è anche la stazione appaltante che si occupa dell'approvvigionamento di quasi tutte le dosi di vaccino, come vedremo in seguito.

La classifica mostra le prime 6 amministrazioni (tra le 1.358 monitorate) ad aver messo a bando importi dall’inizio dell’emergenza sanitaria. L’elaborazione non include gli importi banditi attraverso accordi quadro.

FONTE: openpolis - osservatorio bandi Covid
(ultimo aggiornamento: mercoledì 19 Maggio 2021)

Tra i soggetti che hanno indetto più lotti troviamo anche le tre società regionali che si occupano degli acquisti in Lombardia, Veneto e Toscana, oltre al dipartimento per la protezione civile della presidenza del consiglio dei ministri e la società pubblica Consip Spa. Ma, come è evidente dal grafico, il commissario straordinario resta nettamente la prima stazione appaltante.

8,92 miliardi di euro indetti dal Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 al 30 aprile 2021, di cui 3,19 miliardi aggiudicati.

Per quanto riguarda le procedure, invece, dall'inizio della pandemia, quella più frequentemente adottata è la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, disciplinata dall'articolo 63 del codice degli appalti.

Con la procedura negoziata senza previa pubblicazione le stazioni appaltanti possono negoziare i termini del contratto con un minimo di 5 operatori economici (se sussistono in tale numero) senza pubblicare preventivamente un bando di gara. Vai a "Cosa sono le procedure di scelta del contraente"

Seguono gli affidamenti diretti (in adesione ad accordo quadro e non). Se sommiamo gli importi assegnati con questi tre tipi di procedure rileviamo che l'86,01% del totale delle somme nell'emergenza Covid è stato aggiudicato attraverso procedure semplificate.

 

L’elaborazione include le procedure seguite da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, escluse quelle relative ad accordi quadro. La tipologia “altro” include le seguenti procedure: procedura negoziata senza previa indizione di gara (settori speciali), confronto competitivo in adesione ad accordo quadro/convenzione, procedura ristretta, procedura competitiva con negoziazione, affidamento diretto per variante superiore al 20% dell’importo contrattuale, affidamento diretto a società in house, procedura negoziata con previa indizione di gara (settori speciali), procedure non classificate.

FONTE: openpolis - osservatorio Bandi Covid
(ultimo aggiornamento: mercoledì 19 Maggio 2021)

Il monitoraggio delle procedure di assegnazione di un bando è importante perché attraverso di esso si può comprendere quanto quanto è trasparente il processo decisionale.

Infatti, se in una situazione emergenziale come quella in cui ci troviamo da oltre un anno è importante assicurare la rapidità degli acquisti per velocizzare l'azione pubblica e arginare la pandemia, d'altro canto è doveroso assicurare un'adeguata trasparenza nelle procedure di acquisto di beni e servizi, trattandosi di cifre considerevoli e di soldi pubblici.

Cos'è successo ad aprile

Dal 31 marzo al 30 aprile, periodo cui si riferisce l'ultimo aggiornamento dei dati sull'osservatorio sui bandi Covid, sono stati indetti 369 lotti da 156 diverse amministrazioni pubbliche del paese per importi complessivi pari a 547,9 milioni di euro. L'80,6% di queste somme sono state messe a bando per le vaccinazioni.

441,6 milioni di euro banditi per le vaccinazioni in Italia, dal 31 marzo al 30 aprile 2021, pari all'80,6% del totale degli importi nel periodo considerato.

La quasi totalità di queste somme (435 milioni su 441,6) fa parte di un lotto indetto dal commissario straordinario lo scorso 17 aprile per l'acquisto di 18,5 milioni di dosi addizionali di vaccino anti Covid, a seguito degli accordi sottoscritti dalla commissione europea per conto degli stati membri. Nel mese di aprile le amministrazioni pubbliche hanno indetto 31 bandi sulle vaccinazioni. Non solo per l'acquisto di dosi ma anche per attività connesse, come l'allestimento dei centri vaccinali o il trasporto dei medicinali.

Il 17 aprile è stato indetto un bando per l'acquisto di 18,5 milioni di dosi.

Oltre al commissario straordinario, le stazioni appaltanti che hanno aperto i bandi con i maggiori importi sono la centrale di committenza regionale pugliese, oltre ad aziende sanitarie in Sardegna, Lombardia e Campania. Tutte però con importi inferiori al milione di euro.

Per quanto riguarda gli altri ambiti dell'emergenza pandemica, nel mese di aprile sono stati messi a bando anche 28,8 milioni per prodotti e servizi utili alle analisi (come test e tamponi) e 18,1 milioni per mascherine e altri dispositivi di protezione individuale.

Foto credit: visita istituzionale in un hub vaccinale di Genova - governo italiano

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