Le elezioni comunali e le spese per il trasporto pubblico locale Bilanci dei comuni

La mobilità è fondamentale per il funzionamento delle città. Valutare le spese delle amministrazioni in questo ambito è importante, anche in vista del voto di giugno.

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Il diritto alla mobilità è un tema centrale per le comunità. A livello locale, godere di un sistema di trasporto pubblico urbano efficiente è rilevante per il funzionamento delle città, per il benessere dei cittadini e per garantire una sufficiente sostenibilità ambientale. 

I comuni, che sono le principali istituzioni responsabili per la mobilità urbana, assumono un ruolo centrale, potendo allocare spese nei bilanci.

Con le limitazioni agli spostamenti dovute alla pandemia, l’utilizzo dei mezzi pubblici urbani è diminuito. Secondo Istat, il valore registrato nel 2020 è il più basso degli ultimi dieci anni.

22% della popolazione di almeno 14 anni ha utilizzato il trasporto pubblico locale almeno una volta nel 2020.

A due anni di distanza, l’indagine sulla mobilità degli italiani rileva che tra aprile e giugno 2022 il 18,4% degli intervistati utilizzerà per gli spostamenti i mezzi pubblici, tra i quali è incluso anche il trasporto pubblico locale.

Il dato rappresenta le intenzioni di utilizzo dei mezzi pubblici tra aprile e giugno rispetto ai sei mesi precedenti. Si inserisce all’interno dell’indagine sulla fiducia dei consumatori, in una sezione dedicata che comprende sei domande di tipo qualitativo. La popolazione di riferimento riguarda le persone con almeno 18 anni di età. Rilevazione effettuata tra il 28 marzo e il 15 aprile.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Maggio 2022)

Generalmente, le preferenze di trasporto non cambiano. L’87,4% di chi ha risposto ha affermato che non varierà la frequenza di utilizzo dei mezzi pubblici. Considerando le singole aree, i risultati sono piuttosto omogenei con un valore leggermente maggiore per l’aumento della fruizione del trasporto pubblico nel Mezzogiorno.

Tra le motivazioni che spingono a un cambiamento della fruizione dei mezzi pubblici, vi sono l'aumento dei prezzi dei carburanti (37,7%) e il contenimento dell'emergenza sanitaria (29,7%).

Il trasporto pubblico viene gestito a vari livelli governativi. Per quel che riguarda la mobilità urbana, i comuni possono prevedere degli interventi che vengono poi messi a bilancio.

La spesa per trasporto pubblico locale

All'interno della missione dedicata alla mobilità, c'è una voce specifica per il trasporto pubblico locale. Sono incluse le spese di costruzione e manutenzione delle infrastrutture per le tratte urbane ed extraurbane di competenza comunale. Sono considerati i trasporti su gomma, metropolitano, autofiloviario, tranviario e funiviario. Da questa voce si escludono gli interventi per il servizio ferroviario.

Sono anche incluse le uscite per i contratti di servizio con aziende pubbliche o municipalizzate che hanno lo scopo di gestire il trasporto pubblico locale. A queste, si aggiungono anche le spese per le attività di controllo e di monitoraggio della qualità del servizio.

Andiamo ora ad analizzare le uscite riportate in questa voce di spesa per i comuni che andranno al voto alle amministrative di giugno. Queste elezioni vedranno coinvolti 979 comuni per un totale di 10,27 milioni di residenti. Saranno 26 i capoluoghi di provincia che rinnoveranno giunta e consiglio, di questi 4 sono capoluoghi di regione: Catanzaro, Genova, L'Aquila e Palermo. Queste amministrative non sono solo importanti per le comunità ma anche per le forze politiche che possono sfruttare questa occasione come banco di prova per le elezioni nazionali del prossimo anno.

I dati mostrano la spesa per cassa per il trasporto pubblico locale nei capoluoghi di provincia al voto nel giugno 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Sono esclusi i dati di Oristano e Gorizia dal momento che non sono riportate delle uscite per la voce considerata nei rispettivi bilanci.

FONTE: openbilanci-consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Maggio 2022)

Considerando i capoluoghi di provincia al voto, quello che ha la spesa maggiore per trasporto pubblico locale è Rieti con 552,76 euro pro capite, seguito da Taranto (142,02) e Padova (124). Al contrario, spendono di meno Como (4,87), Piacenza (2,40) e Monza (1,41). Tra i capoluoghi di regione, le uscite maggiori sono riportate da L'Aquila (121,85 euro pro capite). Seguono Palermo (121,51), Genova (75,26) e Catanzaro (6,55).

I dati mostrano la spesa per cassa per il trasporto pubblico locale nei capoluoghi di regione al voto nel giugno 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2020
(ultimo aggiornamento: venerdì 13 Maggio 2022)

Due dei capoluoghi di regione al voto hanno aumentato le spese tra 2016 e 2020. Sono Palermo (+19,16%) e L'Aquila (+10,76%). Le due città hanno incrementato le uscite rispettivamente di 19,54 e 11,84 euro pro capite. Gli altri due capoluoghi invece hanno riportato nello stesso periodo una riduzione delle spese. Nel dettaglio, Catanzaro ha speso il 40,45% in meno mentre Genova il 76,69%.

 

I dati mostrano la spesa per cassa per trasporto pubblico locale nei i comuni al voto a giugno 2022. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: venerdì 13 Maggio 2022)

Considerando i quasi mille comuni al voto, quello che riporta le somme più ampie per questa voce di spesa è il già citato Rieti a cui seguono Cortina d'Ampezzo (Belluno, 336,73), Castelnuovo Parano (Frosinone, 258,2) e Druogno (Verbano-Cusio-Ossola, 236,59). Se invece si prendono in esame tutte le amministrazioni comunali italiane, quella che spende di più è Sestriere (Torino, 1.872,32 euro pro capite) seguita da Gerola Alta (Sondrio, 999,38), Pigra (922,00) e Milano (869,41).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: Andrea Ferrario - licenza

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